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Titolo di riferimento: MSCI WORLD USD
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Los CISNEROS de Caracas querian por el apoyo que brindaron a la CIA para intentar de Matar a Chavez en el golpe ,nada mas y nada menos que la CITGO.
Ultima modifica di El Chacal : 08-09-05 alle ore 17:46 |
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Uccidere Chavez, in nome di Dio
Pat Robertson, telepredicatore ex candidato alla Casa Bianca, ha lanciato un appello in tv affinché il presidente venezuelano Hugo Chavez venga assassinato, in quanto, essendo “il nuovo Satana”, rappresenta un “terribile pericolo” per gli Stati Uniti. Per Robertson il dovere degli Usa è di impedire che Chavez faccia del Venezuela “un trampolino per l’infiltrazione comunista e per l’estremismo musulmano”. Duro critico di George W. Bush, Chavez ha accusato a più riprese Washington di tramare per la caduta del suo regime e di sostenere i complotti miranti ad assassinarlo. “Non so niente di questa teoria dell’assassinio, ma se crede che noi cerchiamo di ucciderlo, io penso che dovremmo andare lì e farlo. Sarebbe meno costoso che intraprendere una guerra.. e io non penso che le forniture di petrolio cesserebbero”, ha detto Robertson, fondatore della Coalizione cristiana. “Non abbiamo bisogno di un altro conflitto da 200 miliardi di dollari per sbarazzarci di un violento dittatore”, ha concluso il telepredicatore. Con buona pace degli insegnamenti cristiani… http://www.tgcom.it |
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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 25 AGOSTO 2005
Ammazzare Chavez? Robertson costretto alle scuse Travolto dalle polemiche e sommerso dalle critiche, il pastore americano Pat Robertson - molto famoso negli Stati Uniti per le sue prediche estremamente radicali trasmesse in tv dal canale "Christian Broadcast Network" - è stato costretto a scusarsi. Durante una puntata del suo show il leader religioso aveva detto in modo molto chiaro che gli Stati Uniti dovrebbero uccidere il presidente venezuelano Hugo Chavez con una "operazione in nero". "Il Venezuela rischia di diventare un trampolino di lancio per infiltrazioni di comunisti e estremisti islamici. E' arrivato il momento di eliminare Chavez - aveva affermato - non abbiamo bisogno di un'altra guerra da duecento milioni di dollari per liberarci del dittatore, è molto più facile far fare il lavoro da agenti segreti e farla finita una volta per tutte. L'America ha la capacità di eliminarlo, ed è arrivato il momento di usare questa capacità". Immediata era arrivata la replica del Governo di Caracas, che aveva bollato come "terroristiche e criminali" le dichiarazioni di Robertson. "L'Onu - aveva fatto sapere il Palazzo di Vetro - è contro qualsiasi affermazione che tenti di istigare la violenza o che minacci la vita di leader eletti". Da parte sua, il Dipartimento di Stato americano aveva subito messo in chiaro che l'eliminazione fisica di Chavez non è un'opzione al vaglio dell'amministrazione di George W. Bush. "E' giusto chiedere un assassinio? - ha oggi scritto sul proprio sito internet il pastore - certo che no, e mi scuso per quella frase. Ho parlato in questo modo per un senso di frustrazione". ---------------------------------------------- WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 27 AGOSTO 2005 Chavez: "Se sarò ucciso è colpa di Bush" "Se mi succederà qualcosa, il responsabile sarà George W. Bush. Sarà lui l'assassino". Lo ha oggi affermato Hugo Chavez commentando le affermazioni del pastore americano Pat Robertson che, la scorsa settimana, si era detto certo fosse arrivato il momento di mandare gli agenti dei servizi segreti statunitensi ad uccidere il presidente venezuelano. "Stava esprimendo i desideri della elite statunitense - ha affermato oggi Chavez - questo è puro terrorismo". Negli scorsi giorni il Governo di Caracas aveva bollato come "terroristiche e criminali" le dichiarazioni di Robertson. Anche l'Onu era intervenuto sulla vicenda, mettendo in chiaro che il Palazzo di Vetro è "contro qualsiasi affermazione che tenti di istigare la violenza o che minacci la vita di leader eletti". Da parte sua, il Dipartimento di Stato americano aveva subito messo in chiaro che l'eliminazione fisica di Chavez non è un'opzione al vaglio dell'amministrazione Bush. Polemiche che avevano costretto lo stesso Robertson - famoso negli Usa per le sue prediche estremamente radicali trasmesse dal canale "Christian Broadcast Network" - a scusarsi: "E' giusto chiedere un assassinio? Certo che no - aveva scritto sul proprio sito internet - mi scuso per quella frase. Ho parlato in questo modo per un senso di frustrazione". Lo scorso febbraio il dittatore cubano Fidel Castro aveva parlato di un piano degli americani per assassinare il presidente venezuelano. "Se gli Stati Uniti potranno, lo elimineranno - aveva chiarito - bisogna lottare per conservare un leader prima che lo uccida un impero che ha come metodo prediletto assassinare dirigenti. Lo dico a tutta l'opinione pubblica mondiale: se Chavez verrà assassinato, la responsabilità cadrà in pieno sul presidente Bush". ------------------------------------ |
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Edizione 181 del 08-08-2005
Seicentotrentaquattro tentativi per far fuori Castro In un recente libro dell’ex capo dei servizi segreti cubani, Fabian Escalante, elenca i complotti per uccidere Castro, sotto l’egida della Cia di Daniele Mengacci http://www.opinione.it/ Come vi sentireste se avessero invano tentato di assassinarvi seicento volte negli ultimi quarant’anni? Lusingato per tanto interesse alla vostra persona? Felice per essere ancora in vita? Deluso per l’evidente incompetenza del nemico, che non è riuscito nemmeno a ferirvi? Una risposta a queste o altre domande simili, ce la può dare una sola persona al mondo, l’intangibile lider maximo, il dittatore più longevo del mondo, Fidel Castro. Un recente libro di autoria dell’ex capo dei servizi segreti cubani, Fabian Escalante, intitolato “La guerra segreta, cronologia del crimine 1959-2000” elenca infatti ben seicento e trentaquattro complotti e tentativi di uccidere Castro, ovviamente sotto l’egida o partecipazione diretta della Cia. Il libro esce in un momento in cui si rinnovano gli allarmismi anti americani guidati dal dittatore cubano. Un giornale dell’Havana ha recentemente lamentato l’arrivo in Paraguay di un piccolo contingente di truppe americane, quattrocento uomini; secondo la testata “Trabajadores”, gli americani intendono impadronirsi delle risorse naturali locali e mettere i bastoni tra le ruote allo sviluppo del Mercosul, orientato a un maggior rapporto con l’Europa, e spingere invece per l’adesione all’Alca. Subito hanno fatto eco alla notizia i Ministri degli Esteri di Uruguay e Brasile, che hanno dichiarato che si aspettano che il Paraguay non permetta l’installazione di una base americana nel suo territorio. I presidente paraguaio, Nicanor Duarte, ha replicato informando i cancellieri dei due paesi che il parlamento paraguio ha autorizzato soltanto il transito di truppe americane fino al 2006, per la realizzazione di manovre congiunte. Ben più forti sono state proprio le parole di Fidel, che in un discorso in commemorazione del cinquantaduesimo anniversario dell’assalto alla Moncada, ha detto che gli americani stanno creando un sistema militare per fermare il movimento politico rivoluzionario in America Latina, e intervenire perfino in Brasile. Sempre secondo Fidel, il presidente Bush avrebbe una mentalità intervenzionista e sarebbe pronto a entrare in Bolivia. Intanto sono iniziate questa domenica le trasmissioni di una nuova emittente regionale, la Telesur. Idealizzata e voluta dal presidente venezuelano Hugo Chavez per lottare contro l’imperialismo culturale e l’imperialismo in qualsiasi delle sue forme, ha l’appoggio di Argentina, Brasile, Cuba e Uruguay, è destinata a dar voce e promuovere le tendenze politiche della sinistra rivoluzionaria latino americana. A sua volta il Congresso degli Usa ha deciso di iniziare una serie di trasmissioni radiofoniche in Venezuela, con l’intento di contrastare la Telesur, il che ha permesso a Chavez di parlare di guerra elettronica. Il tutto avviene in un momento in cui il Governo che si prefiggeva di essere il vero leader e mediatore nel sub continente, quello del brasiliano Luiz Inacio Da Silva, è travolto da una serie di violenti scandali, che tentano di coinvolgere lo stesso presidente. Il suo partito, PT, è totalmente in crisi e diviso, alcuni partiti importanti della coalizione, come il Partito Liberale, sono sommersi dal mare di prove concrete degli illeciti a attribuiti ad alcuni dei loro deputati, compreso il presidente del partito che ha rinunciato al mandato. A sua volta l’attività dell’esecutivo è ridotta se non paralizzata, compresa quella diplomatica sullo scenario regionale. Ciò ha spinto la stampa latino americana a manifestare chiare preoccupazioni sul destino dell’onda, qui chiamata di “centro sinistra” avviata dalla conquista del potere di Lula, sulla capacità del centro sinistra di governare e sul fatto che l’opinione pubblica comincia a chiedersi “sarà che tutti i politici sono uguali?”, domanda che da sola demolisce le pretese di distinguersi per via etica o morale di una certa sinistra latino americana, PT in testa. (8 agosto 2005) |
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Il Tribunale Antimperialista ha accusato Bush di terrorismo di Stato
• Le vittime ed i testimoni dei cinque continenti sono comparsi di fronte al Tribunale Internazionale Antimperialista http://www.granma.cu/italiano/2005/a...ibunal-it.html CARACAS, 14 agosto. – Il Tribunale Internazionale Antimperialista, che per due giorni si è riunito qui come parte del XVI Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, ha dichiarato colpevoli l’imperialismo ed in particolare il presidente degli USA, George W. Bush, di numerosi crimini contro l’umanità. Sono stati sanzionati, tra l’altro, per le morti, sparizioni, torture, attentati alla piena dignità dell’essere umano ed ai suoi diritti civili, pandemie, migrazioni, sfruttamento dei lavoratori, deformazione dell’economia degli Stati ed imposizione di politiche neoliberiste con la complicità delle oligarchie e dei governi nazionali. Sono stati condannati anche per il saccheggio delle risorse dei paesi sottosviluppati, per la carenza dei servizi sanitari, per la mancanza di accesso all’educazione e per la guerra mediatica che stanno conducendo i grandi media al servizio dell’impero. Quest’organo esige che l’attuale inquilino della Casa Bianca venga immediatamente posto a disposizione della giustizia internazionale in quanto responsabile diretto dei crimini menzionati. Anche se la sentenza non ha validità giuridica, è un’espressione dell’esigenza di giustizia dei popoli di fronte alla fragilità dell’ordine giuridico esistente, segnala la sentenza del Tribunale, presieduto da José Vicente Rangel, vicepresidente del Governo venezuelano. Su decisione dei membri della giuria, la sentenza verrà trasmessa alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, alla Commissione Interamericana sui Diritti Umani , al segretario dell’Organizzazione degli Stati Americani, ad Amnesty International ed alle organizzazioni del movimento operaio, giovanili e popolari di tutto il mondo. Nelle due giornate del processo, celebrato nel Poliedro di questa città, la gioventù mondiale ha bombardato di denunce le atrocità dell’imperialismo yankee. Per decisione unanime il Governo degli Stati Uniti è sempre stato sul banco degli accusati. Testimone e vittima eccezionale delle barbare azioni dell’impero, il presidente Hugo Chávez ha pronunciato un resoconto dettagliato dei molteplici piani e azioni della Casa Bianca in collaborazione con l’oligarchia interna del Venezuela per distruggere la Rivoluzione Bolivariana, cosa che comprende i progetti di uccidere il capo dello Stato. Ha accusato l’imperialismo statunitense di aver ostacolato e sabotato il progetto di Simón Bolívar per quasi 200 anni; "ma l’accusa", ha detto, "sostenuta da infinite prove, dev’essere accompagnata da un annuncio: quest’imperialismo selvaggio, l’elite statunitense che era riuscita a fermare, neutralizzare e distruggere i percorsi autonomi dei nostri popoli per tanto tempo, verrà sconfitto in questo XXI secolo". Secondo quanto ha ribadito, l’aggressività di Washington e quella di Bush aumenta nella misura in cui stanno comprendendo che non riusciranno a sconfiggere il processo bolivariano nè per mezzo di colpi di Stato, blocchi petroliferi, interruzioni ricattatorie di produzioni e servizi interni, nè per mezzo della guerra mediatica. Tutti questi sistemi sono già stati usati in maniera fallimentare. Secondo Chávez i pericoli stanno aumentando perchè gli USA non si rassegnano ad accettare che crescano nel nostro continente nuove forme d’integrazione, concepite nell’ambito dell’Alternativa Bolivariana per le Americhe. "Internazionalmente", ha messo in risalto, "siamo obbligati a disegnare la strategia antimperialista; per questo il Festival non può terminare con una chiusura formale, ma deve tradursi in una grande offensiva mondiale dei giovani del pianeta. Il terrorismo di Stato che pratica il Governo degli Stati Uniti contro i popoli di Cuba e del Venezuela, è stato il punto d’unione di tutte le testimonianze, le prove documentarie e filmate presentate ieri (domenica) nella seconda e ultima giornata del Tribunale. A nome di Cuba hanno testimoniato il presidente del Parlamento dell’Isola Ricardo Alarcón de Quesada, il cui intervento ha riassunto tutto ciò che ha dovuto soffrire la nostra nazione a causa della storica pretesa statunitense di impadronirsi di Cuba. Il Tribunale era composto da prestigiosi giuristi, scrittori, economisti, leaders politici e studenteschi d’America Latina, Africa, Asia ed Europa. Il Procuratore principale è stata la venezuelano-statunitense Eva Golinger ed il procuratore aggiunto il cubano Dyxán Fuentes. IL ‘PLAN COLOMBIA’ ED I SUOI PROGENITORI TRA GLI ACCUSATI CARACAS. – Il ‘Plan Colombia’, che adesso si chiama ‘Iniziativa Andina’, è ufficialmente la strategia mediante la quale l’Amministrazione USA dovrebbe affrontare nella loro prima tappa la produzione di narcotici come marihuana, cocaina e papavero da oppio; "ma questa è una favola", ha assicurato l’operaio colombiano e difensore dei diritti umani Gerardo Cajamarca Alarcón, uno dei partecipanti al Tribunale Internazionale Antimperialista del XVI Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti. "La marihuana", ha avvertito, "non è più una priorità per la Casa Bianca, perchè gli Stati Uniti sono divenuti uno dei suoi principali produttori; quindi adesso sembra che non sia più un delitto. Questa ‘guerra’ contro la droga ed il terrorismo è un mero pretesto. Tra i veri obiettivi del Plan Colombia c’è quello di imporre un modello economico basato sul neoliberismo nell’ambito dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) e le più interessate ad imporla con il ferro ed il fuoco sono le grandi transnazionali, dietro le quali stanno gli interessi di Washington. "Ho voluto evidenziare di fronte a questo Tribunale ed all’opinione pubblica del mondo, soprattutto ai giovani, che le transnazionali sono associate a questo progetto guerrafondaio e stiamo parlando di imprese non solo interessate al petrolio della Colombia e della Conca del Rio delle Amazzoni (comprendente i territori di Perù, Colombia, Brasile e Venezuela), ma di compagnie con strategie su larga scala, che fanno pressione dagli USA per lo sviluppo del ‘Plan’ imperialista. "Se si trattasse davvero di combattere il terrorismo e la droga, perchè mai le grandi imprese petrolifere farebbero pressione sul Senato degli USA perchè approvi lo stanziamento di circa 4 miliardi di dollari per il ‘Plan’? Questa è una prova concreta che nè al Governo nè ai tecnocrati ideatori del progetto importa niente della salute pubblica e della droga. "Perchè se parlano di lottare contro i due flagelli internazionali la Coca Cola, per esempio, promuove il ‘Plan Colombia’? Semplice: ha interessi specifici ed anche un rapporto con la coca, poichè a queste imprese viene riconosciuto il diritto di comprare ogni anno migliaia di tonnellate di foglie di coca attraverso dei prestanome". Le grandi imprese, polemizza Cajamarca Alarcón, hanno questa prerogativa; ma ai nostri indigeni dell’Ecuador, Colombia o Bolivia si vuol proibire di masticare la foglia di coca, che è una risorsa storica, millenaria, parte integrante di una cultura. "Inoltre non sono stati gli indios ad inventare la cocaina; la foglia di coca è solo un ingrediente in più del prodotto industriale". Una parte di questi componenti chimici, aggiunge, vengono fabbricati dalle transnazionali. "Nonostante ciò, a nessuno è venuto in mente di bombardare qualcuna di queste poderose imprese, che sono riuscite anche ad imporre l’approvazione di leggi per introdurre i loro prodotti alimentari nei nostri paesi, mandando in rovina i piccoli agricoltori". "All’inizio degli anni Novanta", commenta, "venne portato avanti nel mio paese un processo d’apertura economica come anticamera dell’ALCA, con l’argomento che ciò avrebbe apportato prosperità e progresso. Nel 1990 vennero importate 700.000 tonnellate di alimenti; 15 anni dopo queste grandi promesse, se ne stanno comprando all’estero 10 milioni di tonnellate; ciò equivale a moltiplicare per più di 10 volte l’importazione di generi alimentari consumati dai colombiani e queste mercanzie si acquistano dagli USA e da transnazionali ubicate in Messico. Tutto ciò costituisce un esempio evidente della penetrazione imperialista, perchè non siamo sovrani nemmeno dal punto di vista alimentare. "Abbiamo fatto presente negli Stati Uniti che il ‘Plan Colombia’ non risolve il problema della produzione di cocaina, anche se siamo contrari alla sua fabbricazione. Il ‘Plan’ ha portato solo morte e desolazione. Abbiamo parlato con dei senatori nordamericani affinchè presentino emendamenti e fermino la guerra e la fumigazione delle nostre foreste, le quali costituiscono un patrimonio dell’umanità". "Hanno appena approvato", indica, "la fumigazione di sette parchi naturali che producono il 71% dell’acqua dolce della mia patria, cosa che provocherà la contaminazione delle sorgenti a danno dell’Orinoco, del Rio delle Amazzoni e danneggerà anche Venezuela e Perù. Ci troviamo insomma di fronte ad una catrastrofe ambientale. "Visto che non siamo stati ascoltati nè dall’Amministrazione USA nè dal parlamento colombiano, sempre a disposizione dell’imperialismo, ricorriamo a questo Tribunale Antimperialista", conclude Cajamarca Alarcón, "come un modo per arrivare all’opinione pubblica e perchè i giudici, i procuratori e la giuria di quest’istanza, analizzino la nostra tesi con le prove a sostegno, giudichino e poi condannino il ‘Plan Colombia’ ed i suoi ideatori, i colpevoli della guerra, che siano i tecnocrati nascosti nel Fondo Monetario Internazionale, i militari del Pentagono, i paramilitari o le transnazionali. |
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Il Presidente del Venezuela propone un’offensiva mondiale per il Socialismo
Caracas, (PL) - Il Presidente del Venezuela, Hugo Chávez, ha invitato la gioventù del mondo a iniziare un’offensiva verso il socialismo per via dell’urgenza di salvare la vita nel pianeta. In un discorso davanti ai delegati del XVIº Festival della Gioventù e degli Studenti, Chávez ha assicurato che nessuno è meglio dei giovani per ottenere il risorgimento delle idee socialiste. Egli ha ricordato che dopo la caduta della URSS molti pensavano che era la fine ma 14 anni dopo il socialismo è risorto. Questo fantasma ha ricominciato a percorrere il mondo e inoltre con idee nuove, con facce giovani, alimentandosi delle idee degli indios, dei negri, dei popoli, con un’offensiva profonda, ha sottolineato. Questo sarà il primo decennio di questo secolo, quando si deciderà l’alternativa tra socialismo o barbarie. Egli ha incitato a prendere coscienza perchè la vita nel pianeta potrebbe terminare. Non sì può più perdere tempo! In questo e nei prossimi cinque decenni si deciderà il futuro, ha detto Chávez davanti a migliaia di delegati di un centinaio di paesi che partecipano alla riunione giovanile che termina oggi 15 agosto. Parallelamente ha invitato a realizzare un dibattito aperto, senza complessi di massa sul socialismo, per uscire dall’atteggiamento difensivo nel quale sono caduti i movimenti rivoluzionari negli ultimi anni. Chávez ha anche annunciato che inizieranno presto in Venezuela le riunioni del governo nelle comuni, con il proposito di far sì che le basi presentino i loro progetti, con l’obiettivo di stabilire un vero potere popolare nel paese. Egli ha spiegato che questa decisione si basa sulla volontà di dare maggiori quote di potere alla popolazione. Rispetto al Festival Mondiale dei giovani al quale stanno partecipando più di 15000 giovani, ha assicurato che lo si può paragonare a “una bomba atomica per la vita”! Facciamo tutto quello che dobbiamo fare, ma sbrighiamoci nella costruzione del socialismo del XXIº secolo, perchè tutto indica che è tempo di rinascimento, della speranza, dell’azione e dei popoli. Chávez ha chiamato i giovani a lavorare per far sì che in futuro, alludendo a una frase di Fidel Castro, si possa dire “La storia ci ha assolto e abbiamo salvato l’umanità”! FERMIAMO LA MACCHINA DELLA GUERRA (PL) - Il XVIº Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (FMJE) ha accentrato l’attenzione dei delegati con la conferenza “Fermiamo la macchina della guerra”. Il FMJE, che si concluderà lunedì 15 agosto, ha nella sua agenda ha visto lo svolgimento di dibattiti sulla cultura popolare progressista, la lotta dei giovani sindacalisti per un lavoro degno e per i diritti sessuali e riproduttivi. La lotta per la liberazione dei Cinque Cubani antiterroristi ingiustamente reclusi nelle carceri degli Stati Uniti, ha attirato l’attenzione della stampa internazionale e locale e delle rappresentazioni straniere. Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon e i familiari dei Cinque Eroi prigionieri hanno partecipato a varie attività a conferenze stampa e a un incontro nella sede delle Case Club. Quasi al termine del grande incontro internazionale, Jennifer Caldwell, presidentessa del Comitato nordamericano per la Libertà dei Cinque, ha segnalato che mentre i Cinque cubani sono reclusi per aver difeso l’Isola sventando azioni di terrorismo, i veri terroristi criminali come Orlando Bosch passeggiano liberi per le strade di Miami. La Caldwell ha segnalato che si faranno azioni per richiedere l’estradizione in Venezuela del terrorista Luis Posada Carriles, che si dovrà presentare il 29 agosto di fronte ad una corte d’immigrazione a El Paso, in Texas, dove si deciderà il suo status legale. La Caldwell ha ricordato che Posada Carriles è stato l’autore intellettuale, insieme a Bosch, del sabotaggio d’un aereo civile cubano nel 1976, nel quale morirono 73 persone. Posada Carrles è latitante della giustizia venezuelana. Il programma del FMJE, che s’è svolto con lo slogan “Per la Pace e la Solidarietà, lottiamo contro l’Imperialismo e la Guerra”, ha visto lo svolgimento d’un Foro Solidale con l’Europa nella Piazza dei Musei. In diverse aree del Distretto Metropolitano e del vicino stato Vargas, sono stati organizzati incontri settoriali di dibattito con religiosi, mezzi di stampa, artisti e giovani discriminati per il loro orientamento sessuale. All’appuntamento venezuelano hanno partecipato 15 mila delegati di più d’un centinaio di nazioni. Questa è stata la terza occasione in cui il Festival s’è svolto nel continente americano, poichè le edizioni del 1978 e del 1997 si sono effettuate a Cuba. DENUNCIATI IN VENEZUELA I TENTATIVI PER ASSASSINARE FIDEL CASTRO CARACAS, (PL). — In coincidenza con l’inizio dei lavori del Tribunale Antimperialista, è stato presentato il libro “Il merito è restare vivo”, una denuncia dei più di 600 tentativi per assassinare il presidente cubano, Fidel Castro. L’opera del giornalista Luis Baéz, pubblicata da Prensa Latina, è stata presentata in una delle Case del XVIº Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti a Fuerte Tiuna, con la presenza del ministro dell’Informazione del Venezuela, Yuri Pimentel. L’autore ha dichiarato ai giornalisti accreditati nell’incontro internazionale dei giovani, che le prove, tutte certe e i tentativi di uccidere il Leader della Rivoluzione cubana dimostrano una provenienza riuscita in altri casi e che ora si minaccia d’applicare anche in Venezuela. Per scrivere il libro sono state usate fonti cubane e statunitensi, molte delle quali già non esistono più, mentre le persone che si volevano assassinare godono di buona salute, ha detto Báez che, interrogato sugli elementi che hanno permesso di evitare la realizzazione dei piani, ha detto che lo si deve al lavoro dei servizi di sicurezza cubani che sono i migliori del mondo, soprattutto per l’appoggio che offre loro la popolazione. In relazione con le minacce di omicidio contro il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, Báez ha detto che gli Stati Uniti cercano tutte le formule come nel caso di Fidel Castro. Egli ha ricordato che tra i tanti tentativi per uccidere Fidel Castro ci fu la preparazione di una scatola di sigari avvelenati; l’installazione d’una arma in una telecamera TV, alimenti avvelenati... Sarà molto difficile per gli USA uccidere Chávez perchè come Fidel ha il sostegno del suo popolo. Questo omicidio in Venezuela potrebbe avere conseguenze imprevedibili per gli USA, che dovrebbero affrontare un popolo inferocito in questo caso. I tentativi di uccidere Fidel Castro e altri leaders progressisti del mondo sono stati denunciati tradizionalmente nel Tribunale Antimperialista, uno dei forum di denuncia più importanti delle riunioni internazionali giovanili. Il XVIº Festival, il Tribunale Antimperialista è stato inaugurato dal vice presidente del Venezuela José Vicente Rangel. http://www.granma.cu/italiano/2005/a.../festival.html |
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Certo che gli americani sono avvelenati,pagavano con accordi presi (sottobanco) insieme a RAFAEL GIUSTI 2,5 $ u.s.d al Barile il petrolio Venezuelano.
Cosa che Chavez denuncio e annullo questi "contratti venticinquennali" Bravi sti Ameri Cani.
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VI - Cavallo pazzo e l'aspirante berlusconi
Chavez e Gustavo Cisneros 3 - CISNEROS, l'aspirante Berlusconi dei Caraibi http://xoomer.virgilio.it/felix2004/parte6/cap3.htm Lo hanno subito chiamato l'aspirante Berlusconi dei Caraibi: è Gustavo Cisneros, uomo di punta dell'apparato mediatico in guerra contro Chavez. Buoni rapporti con Ronald Reagan, con Bill Clinton ed il suo Ministro degli Esteri, Cyrus Vance. Membri di tutto rispetto del circolo economico attorno alla famiglia Bush, hanno amicizie di lunga data con i cubani anticastristi di Miami. Il gruppo conta con un impero economico di 70 imprese in 39 paesi, con un fatturato (probabilmente sopravvalutato) di più di 4000 milioni di dollari. Oltre l'industria alimentare, i suoi principale investimenti sono nei mass-media: la Tv via satellite Directv Latin America , possiede più di 300 canali video e audio in 28 paesi ; Univision è la maggiore catena televisiva in lingua spagnola negli Usa; Venevision un'importante Tv venezuelana e Venevision International , uno dei più forti in America Latina. GUSTAVO CISNEROS, L'ASPIRANTE BERLUSCONI DEI CARAIBI (di Ernesto Carmona, Soberania.info - 25/06/03) Gustavo Cisneros Rendiles, 56 anni, è l'uomo più ricco dell'America del sud. Alla fine del 2001 Kofi Annan. segretario generale delle Nazioni unite, decise di inserirlo come "membro attivo" nell'equipe di lavoro della divisione Comunicazione e informazione delle Nazioni unite (ICT, Information and Communication Technologies). Fa parte inoltre del direttivo della Società americana d'arte degli Usa ed è uno degli animatori di Global Business Dialogue, un 'pensatoio' sulla mondializzazione del commercio. Pilota il suo aereo e passa molti fine settimana nella Repubblica dominicana, dove ha molti investimenti. Sua moglie, Patricia Phelps - anch'essa di una delle più ricche famiglie tradizionali venezuelane - è stata spesso indicata come "la donna meglio vestita dell'anno". Nell'aprile del 2001 ha rilevato la popolare squadra di baseball i Leoni di Caracas "per sollevare gli animi dei quartieri popolari di Caracas" e migliorare la sua immagine pubblica. Non risulta comunque popolare, e non solo perché si muove scortato da un nugolo di guardaspalle. La verità è che le partite di baseball si seguono bevendo birra. Cisneros ora possiede la birra Regional, concorrente della Polar, prodotto cinquantennale del gruppo Mendoza, suo nemico commerciale. La Polar non entra più nello stadio dove giocano i Leoni. Nel 1999 il Global business dialogue chiamò a Parigi Cisneros, Gerard Levine - allora presidente di Times Warner -, Thomas Middelhoff - presidente di Bertelsman - e Michio Naruto - vicepresidente di Fujitsu - per discutere una questione incandescente: "rafforzare la posizione della regione latinoamericana nello sviluppo (...) che avrà la crescita del commercio elettronico". In una lettera premonitrice a Claudia Bello, della Fundacion Publica di Argentina, Cisneros pronosticò nell'agosto del 1999 che, se in quell'anno aveva registrato vendite per 170 milioni di dollari, il settore sta comunque "sperimentando una crescita accelerata che lo portarà a raggiungere gli 8.000 milioni di dollari nel 2003" . Cisneros è anche consigliere internazionale della Società delle Americhe (The Americas society), "istituzione senza fini di lucro impegnata a informare la gente degli Stati Uniti sulle società e le culture dell' emisfero occidentale". In questa società condivide la presenza con altri latinoamericani, come i cileni Agustín Ewards, Alvaro Saieh, Fernando Léniz, Edgardo Boenninger, il venezuelano Eugenio A. Mendoza - della famiglia numero due nella classifica delle più ricche del paese e la numero tre del continente, il brasiliano Jose Erminio De Moraes (quarta famiglia latinoamericana), la multimilionaria Amalia Lacroze de Fortabat, lo statunitense David Rockefeller, ecc. Società "plurale" I consiglieri di questa società non sono solo grandi milionari e politici influenti del continente. Fra di essi figura anche il paraguaiano Conrado Pappalardo, lo stesso che oggi è deputato e che, soprattutto, è implicato nell'assassinio del vicepresidente del suo paese, Luis Maria Argana, avvenuto nel marzo 1999. E se pure non è un nome di grido, sarebbe la stessa persona che, addetto come capo del protocollo della Cancelleria di Alfredo Stroessner, nel luglio del 1976 aveva fatto pressioni su George Landau, l'ambasciatore Usa dell'epoca - invocando un "favore" sollecitato a Stroessner dal suo "collega" Augusto Pinochet -, affinché venissero dati i visti su due passaporti paraguaiani falsi a nome di Juan William Rose e Alejandro Romeral Jara, "uomini d'affari" che avevano bisogno di recarsi a Washington. Non erano uomini d'affari e non erano del Paraguay, ma due assassini: Michel Vernon Townley, uno statunitense prestato ai servizi segreti cileni dell'epoca, e Armando Fernandez Larios, ufficiale dell'esercito del Cile. Effettivamente avevano "un affare" a Washington: ammazzare Orlando Letelier, ucciso il 21 settembre dello stesso anno. Landau fotografò i passaporti prima di stampare i visti e questo fu la prova che consentì al procuratore Eugene M. Propper di srotolare la matassa del delitto. Pappalardo è stato un precursore della Operazione Condor in stretta connivenza con Vernon Walters, allora capo della Cia, e il generale cileno Manuel Contreras, capo della tristemente famosa DINA, i servizi segreti cileni. Landau è stato ambasciatore in Cina e successivamente presidente della Società delle Americhe, di cui è ancora consigliere. Diego Cisneros Bermudez, il padre, nacque a Cuba ed emigrò in Venezuela alla fine degli anni '20 (morìnel 1980). La sua prima attività commerciale da ragazzo fu una rivendita di gelati e sorbetti che lui stesso produceva in casa con ghiaccio tritato. Con gli anni il suo spirito industriale ...Prima dei 21 anni comprò un camion trasformandolo in autobus, che chiamò El Expedito. Il buono fu che Diego aveva imparato l'inglese a Trinidad-Tobago durante i suoi studi elementari e nel collegio delle suore irlandesi irlandesi Mary's College, dell'Ordine dello Spirito Santo. La conoscenza di questa lingua gli servì poi per lavorare nella Royal Bank di Canadà, mettere una concessionaria Chrysler e cominciare a farsela con i gringos. La fortuna economica non fu comunque estranea alla politica perché El Expedito trasportava clandestinamente riviste anti-Gomez (l'allora dittatore del paese) realizzati dal giovane Romulo Betancourt, che in quegli anni stava vivendo un breve esilio in Chile, dove divenne socialista e abbastanza amico di Salvador Allende, oltre ad altri giovani politici dell' epoca. Dopo El Expedito venne una flotta e, più tardi, nel 1939, la Pepsi Cola. Politica e affari Quando Betancourt guidò il golpe che spodestò Isaias Medina Angarita nel 1945, a soli 37 anni si trasformò in capo della "Giunta di governo". Le porte del Palazzo di MIraflores - sede dell'esecutivo - si aprirono per il vecchio proprietario dell'Expedito in tutti i governi di Azione democratica (AD). Una nuova dittatura, iniziata nel 1948 da un ex collaboratore del "golpe civico-militare" del 1945, il colonnello Marcos Perez Jimenez, spodestò lo scrittore AD Romulo Gallegos. Dopo la caduta di questa altra dittatura, dieci anni dopo, per un altro golpe "civico-militare" nel 1958, Cisneros padre ritrovò il suo amigo Romulo come presidente eletto fra il 1959-1964. Carlos Andres Perez, un politico AD che Diego conosceva da adolescente, ne era ministro degli interni. Il traffico politico dei Cisneros - padre e figlio - si è sempre mosso all'interno della "democrazia" come la intende Ad, con la dottrina "politica e affari" al centro della vita pubblica. Eugenio Mendoza Goiticoa (1906-1979), a capo di un gruppo diverso dai Mendoza della birra Polar, mise un piedi una discreta attività di compravendita di materiali edilizi, nazionali e di importazione. Il consumo statale fu determinante nella crescita di quella modesta struttura industriale in cui con la comparsa del petrolio si trasformò un paese prevalentemente agricolo, anche se governato da Juan Vicente Gomez, a cui si ispirò 'L'autunno del patriarca" di Gabriel Garcia Marquez. La fortuna di Eugenio Mendoza nacque e si consolidò con "la crescita del consumo statale", come ha spiegato l'economista e storico venezuelano Domingo Alberto Rangel. Mendoza intervenne direttamente in politica, fu ministro dell'alimentazione e membro della Giunta di governo che sostituì il dittatore Marco Perez Jimenez nel 1958. Degli otto figli maschi di Diego solo quattro seguirono gli affari, due dei quali morirono in tragici incidenti. Le tre donne della famiglia non spiccarono. Per selezione darwiniana non fu il primogentito, ma il terzo figlio - Gustavo - a convertirsi alla fede della Organizzazione Cisneros, già prima della morte del padre. Diego volle che tutti i figli studiassero negli Stati Uniti prima di entrare nel mondo venezuelano degli affari.Gustavo si laureò in Business administration al Babson College di Wellesley, Massachussetts. Mezzi di comunicazione Cisneros è un aspirante Silvio Berlusconi caraibico, con aspirazioni presidenziali - anche se attraverso golpe mediatico-militare -, primo azionista di Univision, il principale network spagnolo degli Usa. Dal 1998 è alleato con America on Line (AOL) in Internet. Con questo intreccio continentale modella e influisce sulle teste di qualcosa come 500 milioni di latinoamericani, con prodotti come il cileno "Don Francisco". Direct Tv Latin - 144 canali che arrivano in 100 milioni di abitazioni - e Play boy Tv Latin America - in spagnolo e portoghese - sintonizzano i canali regionali sotto controllo Cisneros ( VeneVision in Venezuela, Chile Vision, Caracol Television in Colombia, Caribean Communications Network ). Venevision ha partecipato al golpe mediatico-militare che ha portato al potere l'imprenditore Pedro Carmona Estanga, chiamato "il breve" perché ci è restato 28 ore. Da anni cercava di mettere mano a CITGO, filiale Usa dell'impresa petrolifera PTVA, il bottino del golpe dell'11 aprile 2002. Citgo possiede una rete di distribuzione di 15.075 stazioni di servizio negli Stati Uniti e otto raffinerie. Nel 2001 ha ricavato 213 milioni di dollari di utili netti, considerati pochi da Aram Ruben Aharonian, corrispondente da Caracas della rivista Brecha de Uruguay. Il giornalista ritiene che l'oscura amministrazione che ispirò il golpe - i suoi manager avrebbero rubato e corrotto troppo - ne affrettò la privatizzazione. Dal quadro complessivo di attività del colosso petrolifero, "gli utili netti non dovrebbero essere meno di 500 o 600 milioni di dollari", si lamentava il giornalista. Cisneros fa parte dello IAMP - Ibero-American Media Partners -, associato con Hicks, Muse, Tate & Furst. Iamp, nato nel 1997 con un investimento di 500 milioni di dollari, si è unito con 'El Sitio punto com' per dar vita a Claxon interactive group, specializzato in programmi e contenuti in castellano per televisione, radio e internet. La famiglia emerse nel 1939 con la rappresentanza della Pepsi Cola. Però, con gli anni, Gustavo passò alla Coca Cola. Attraverso la società di imbottigliamento Panamco controlla il mercato latinoamericano delle bibite. Ora possiede o controlla più di 70 società in 40 paesi e impiega 37.000 persone. A Porto Rico possiede 44 punti Blockbuster e la catena di supermercati Pueblo Xtra. Ha in portafoglio il 7% delle azioni della Spalding, marchio sportivo molto presente nel baseball, e di Evenflo, prodotti per bambini. I suoi biografi a volte esagerano con le frasi gonfiate. Per il colombiano Gerardo Reyes, Premio Pulitzer 1999, Cisneros ha una "filantropica ossessione per il gravi problemi che affliggono l'educazione in America Latina". Anche l'analfabetismo funzionale angustia a volte il multimilionario venezuelano: "...il 45% dei latini che entrano nella scuola primaria arriva al diploma e il 40% di quei pochi che terminano la primaria non capiscono un articolo di 500 parole", dice Reyes. Nella stampa venezuelana "una regola non scritta" obbliga gli editori ad esaminare con cura qualsiasi testo che alluda all'intoccabile imprenditore, ha scritto Reyen nella rivista Poder di Miami, non come un'accusa ma come un elogio. Cisneros si è presentato in una intervista al Wall Street Journal nel 1994 rilasciata al suo amico Vernon Jordan, avvocato famoso e membro della proprietà del giornale. Gustavo è attratto dal potere e della cultura. Sua moglie Patricia Phelps colleziona arte latinoamericana. Ronald e Nancy Reagan lo hanno incoronato inserendolo nella lista degli invitati illustri della Casa bianca. La nobiltà europea lo convoca ai suoi galà importanti. Henry Kissinger e David Rockefeller lo considerano loro amico. Ha stretto legami con il socialista Felipe Gonzalez mentre era al potere in Spagna, nonostante che la sua acquisizione delle Galerias Preciados di Madrid non fu un buon affare. Ha contatti con George W. Bush, ma di più con il padre ed ex presidente ed ex direttore della Cia, a cui non dispiacerebbe annettere l'impresa statale PDVA alle sue compagnie in Texas. Cisneros e Bush pescano spesso insieme in Florida e nei fiumi del Venezuela: battute di pesca abbondanti e di specie diverse. Di che cosa parleranno mentre pescano? Cisneros ha avuto accesso a tutti i presidenti del Venezuela, che fossero "adecos" (cioè di Accion Democratica) o "copeyanos" (partito social cristiano Copei), è stato amico di Rafael Caldera (copeyano, 1969-1974 e 1994-1999) e di Jaime Lusinchi (AD, 1983-1988), che ha governato a mezzo con la sua segretaria e amante donna Blanca Ibanez, mezzo colombiana e mezzo venezuelana. Jaime gli chiese aiuto per rinegoziare il debito esterno del Venezuela. Lusinchi e Ibanez vivono ora il Costa Rica sotto "asilo politico" giacché il Venezuela li ha perseguiti con l'accusa di essersi appropriati in cinque anni di 8 miliardi di dollari Usa, una cifra simile a quella accumulata dal gruppo Cisneros in più di mezzo secolo. LaRouche, il suo incubo Il più grande incubo del venezuelano è stato Lyndon H. LaRouche, un "oscuro leader laburista nordamericano", secondo Reyes. In realtà si tratta di un economista con aspirazioni presidenziali negli Usa, cristiano integralista e acerrimo anticomunista - come Cisneros. Anima l'Executive Intelligence Review (EIR), pubblicazione polemica, al servizio del minuscolo Partito del lavoro degli Stati Uniti, di cui è massimo leader. Nel 1985 tentò di diffondere in Venezuela Narcotrafico S.A. (Doper), un libro che collegava il gruppo Cisneros al riciclaggio dei narcodollari. La polizia politica Disip (Direzione dei servizi di intelligenza e prevenzione), intercettò e sequestrò le 200 copie del libro che c'erano in Venezuela. Più tardi un tribunale proibì la circolazione del testo. Nessuno poté leggere il libro, la stampa nemmeno informò del suo contenuto. Governava Jaime Lusinchi anche se la Disp era controllata da Blanca Ibanez, la sua "segretaria". Il tema ritornò fuori in un tribunale degli Stati Uniti nel 1992. Nora Hamerman, una stretta collaboratrice di LaRouche, portò Cisneros - in qualità di presunto proprietario di Univision - davanti alla Commissione federale delle comunicazioni (FCC). L'argomento chiave fu che il 14 febbraio 1985 il servizio dogane di Hollywood-Florida aveva scoperto 50 grammi di cocaina a bordo di un aereo della Pepsi Cola corp. di Venezuela che faceva capo a Aeroservicios Alas, entrambe imprese della Organizzazione Cisneros. Cisneros vinse di nuovo: gli restituirono l'aereo, non vennero formulate accuse contro l'azienda, il pilota o i passeggeri. La FCC autorizzò il cambio di controllo su Univision. L'organizzazione di LaRouche ha pubblicato centinaia di opuscoli, pamphlet e libri con titoli suggestivi e provocatori. Chi è George Bush (padre)? E Il razzismo di Bush (idem), entrambi scritti da Harley Schlanger, contro il Bush degli anni '70: Radici genocide del Nuovo Ordine Mondiale dei Bush, di Kathleen Klenetsky. Nel 1994 tornò a occuparsi di Venezuela: La cricca Cisneros contro LaRouche, intervista con Carlos Wesley. Quando Cisneros entrò in Univision, uno dei presentatori più noti del network si alzò durante una riunione con i nuovi proprietari e, in maniera molto serena, disse di stare attenti a evitare che i vizi della televione dell'America Latina (l'autocensura e l'utilizzazione politica del mezzo) non si trasferissero negli Stati Uniti. Nessuno poteva prevedere che George W. Bush, il figlio, avrebbe imposto vizi mediatici ancora peggiori durante la sua guerra personale "contra" Afghanistan. E nemmeno che Cisneros sarebbe stato protagonista di un golpe imprenditorial-militar-mediatico a partire da Venevision. |
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A continuación ofrecemos una lista de videos suministrados por el Ministerio de Ciencia y Tecnología (MCT) en formato para window's media:
http://www.gobiernoenlinea.gob.ve/servicios/videos.html Micro: Infocentros - Gerencia Social del Conocimiento (88137 Kb / 5:41 min) Viajando por Venezuela en idioma español (21879 Kb / 11:19 min) Viajando por Venezuela en idioma inglés (19682 Kb / 11:24 min) Adeco disparando (279 Kb / 0:15 min) Agresión a un equipo de Venezolana de Televisión I (1350 Kb / 6:01 min) Agresión a un equipo de Venezolana de Televisión II (1353 Kb / 6:03 min) Agresión a un equipo de Venezolana de Televisión III (1353 Kb / 6:04 min) Atentado a Venezolana de Televisión (1150 Kb / 1:31 min) Cadena del odio se rompe con la paz (224 Kb / 0:08 min) Clase media en positivo (1063 Kb / 4:44 min) Conspiración Mortal (3597 Kb / 16:04 min) Días de Abril (2181 Kb / 9:43 min) Disolver Fuerza Armada en agenda (932 Kb / 1:14 min) Entrevista de la BBC a Mark Weisbrot (596 Kb / 2:39 min) Fascismo ataca Casa del MVR en El Rosal (1191 Kb / 1:34 min) Fascismo ataca residencia de Jesús Villegas (646 Kb / 0:51 min) Federico Ravell agrede a reportero de Venezolana de Televisión (168 Kb / 0:13 min) González González en Plaza Altamira (791 Kb / 0:38 min) Gran Batalla, reseña de la BBC (1551 Kb / 2:03 min) Gran Marcha Final (870 Kb / 3:53 min) Incendio del Instituto Nacional de Canalizaciones (808 Kb / 1:04 min) Local abierto, local desierto (707 Kb / 1:04 min) Los últimos días de Salvador Allende (1867 Kb / 8:20 min) Opiniones de Escobar Salom (982 Kb / 0:22 min) PDVSA y el golpe I (1917 Kb / 8:32 min) PDVSA y el golpe II (2238 Kb / 9:58 min) PDVSA y el golpe III (2624 Kb / 11:44 min) Primero Justicia en Plaza Altamira (636 Kb / 2:50 min) Público y notorio (1993 Kb / 5:12 min) Soy compatriota (713 Kb / 0:56 min) Verificación del uso de mensajes subliminales (1563 Kb / 6:59 min) |
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Petrolio/ A causa di Katrina Bush scopre Chavez
Martedí 13.09.2005 La tragedia di Katrina si determina per gli Stati Uniti anche sulle politiche energetiche. Colpire New Orleans e la Lousiana ha significato infatti sconvolgere il sistema petrolifero americano, con la Casa Bianca costretta, di conseguenza, a modificare la sua strategia. Anche e soprattutto verso il rivale storico Hugo Chavez. Washington si trova in difficoltà anche perchè l'Amministrazione Bush non può contare sulle riserve irachene, considerato che il paese del Golfo dell'ex Rais Saddam è ancora impegnato sulla strada della democrazia e della completa autonomia, in ogni caso ancora non raggiunta. Ma se in Iraq è ancora protagonista la guerriglia e l'ostilità anti-americana, non tanto differente è la situazione nella vicina Teheran. L'ultraconservatore Ahmadinejad insiste per ottenere una politica nucleare pacifica, alimentando i contrasti con Washington e con una parte dell'Unione europea. Impensabili per questo trattative sull'oro nero. E se si considera la posizione di Pechino appare quasi scontato che il presidente George W. Bush punti sulle riserve del quarto produttore mondiale di greggio. Vale a dire proprio quel Venezuela del presidente Chavez. Lontani sembrano quindi i tempi della accesa bagarre non solo telvisiva tra il numero uno di Caracas e la Casa Bianca. Nei prossimi mesi, salvo davvero clamorose sorprese, gli Stati Uniti vareranno un programma di non rivalità con l'ex nemico. Con buona pace di predicatori, impossibile dimenticare le affermazioni di Pat Robertson e il suo invito ad eliminare il pericoloso Chavez, e nemici dichiarati di Caracas. La speranza per la società americana che sta vivendo una delle sue peggiori stagioni storiche, basti pensare al focolaio razzista che Katrina ha causato per la gestione dei soccorsi, assume i colori così venezuelani. D'altra parte Chavez con il petrolio ha da sempre praticato una politica di compromesso. Con Cuba dell'amico Castro vendendo il greggio a un prezzo politico in cambio di medici e tecnici per combattere il diffuso analfabetismo, ma anche con gli stessi Stati Uniti. Piazzando le scorte al cliente privilegiato, a prezzi inferiori alle quotazioni del mercato. In attesa che torni il sereno dopo la tempesta Katrina una svolta per Bush potrebbe essere rappresentata dalla nascita, nel vero senso della parola, di un antagonista del presidente venezuelano. Difficile, se non impossibile, visto che Chavez può godere di una maggioranza assoluta e della sua forte popolarità. Caratteristica ancora vincente nonostante le opposizioni. |
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