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Data registrazione: Sep 2004
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La crisi Europea e dell' Euro continua...
L’euro è sceso al suo minimo da sette settimane contro il dollaro, durante l’apertura della giornata di Venerdi. La nostra valuta fatica a trovare l'approvazione dai mercati, non vedendo la fine delle conseguenze della crisi del debito della zona euro. La moneta comune e scesa a 1.2667 contro dollaro USA, soprattutto a causa della pressione provocata dalla vendita, molto fiacca, dei bond tedeschi, che ha fatto crescere i timori di un contagio della crisi del debito.
Gli esperti si preparano ad un ulteriore calo dell’euro nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, anche se a breve la situazione può rallentare la discesa e addirittura può far avere delle oscillazioni di prezzo. Addirittura c’è chi dice che l’euro potrebbe scendere a quota 1,150 contro il dollaro nei prossimi due o tre mesi. L’euro si trova vicino ai minimi da quasi sette settimane anche contro lo yen, a circa 97,25 . E’ evidente che risanamento e crescita, pur necessari, non sono sufficienti per riportare serenità nei mercati. La sfiducia riguarda l’intera zona euro, anzi riguarda proprio la moneta europea. Il nostro vero nemico è un difetto nel trattato costitutivo della moneta unica europea, che impedisce alla BCE (Banca Centrale Europea) di tutelare la stabilità finanziaria dei Paesi europei. In sostanza la Bce non può agire come prestatore di ultima istanza per gli Stati che non riescono a collocare il loro debito ad un dato tasso di interesse (cosa che, invece, ha fatto la Bundesbank acquistando i titoli invenduti)della Germania, lo stato più solido ed economicamente stabile d’Europa, non è riuscita a collocare sul mercato i suoi Bund. Su 6 miliardi di titoli offerti ne sono rimasti invenduti il 35%. Le vicende nate con la crisi finanziaria del 2007, però, stanno dimostrando che il vero pericolo per la sopravvivenza dell’Euro, e del progetto europeo, non è la stabilità dei prezzi, ma la stabilità finanziaria. Trovo “incredibile” l’ostinazione con cui la BCE stia ancora combattendo l’inflazione quando è in gioco la stessa sopravvivenza dell’Euro. I padri fondatori della nostra moneta hanno voluto creare un modello perfetto nella sua astrazione, ma che, di fatto, lascia i Paesi aderenti in balia degli umori dei mercati. Fino a che la fiducia dura, tutto va bene. Ma se per qualche ragione vacilla, il peso del debito rischia di diventare insostenibile. E’ indispensabile che la BCE modifichi la sua politica monetaria, sia abbassando i tassi d’interesse, sia acquistando i titoli di Stato che hanno difficoltà ad essere venduti. In sostanza la BCE dovrebbe adottare quei provvedimenti già presi dalla Bank of Japan per superare la deflazione che colpì il Giappone alla fine degli anni ’90, dalla Federal Reserve e dalla Bank of England per affrontare la crisi del 2008. (Aumentando la liquidità sul mercato) L’aumento di liquidità, inoltre, permetterebbe il rilancio della ripresa economica, che riducendo il rapporto debito/Pil, restituirebbe fiducia nella capacità di pagare gli interessi, portando ad una diminuzione della pressione sui titoli di Stato dei Paesi oggi in difficoltà. Del resto il rischio di iperinflazione, in una situazione recessiva come la nostra è veramente remoto. Basterà monitorarne l’andamento e, una volta superate le difficoltà attuali, intervenire con politiche monetarie idonee a controllare gli eventuali aumenti dei prezzi. Del resto l’inflazione è un male che si riesce a sconfiggere. Nel 1976, ad esempio, in Italia era uguale al 20,9%, ma 10 anni dopo, ossia nel 1986, era stata portata al 4,2%. |
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Data registrazione: Sep 2004
Messaggi: 336
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Mauro Camisani Calzolari: Uscire dall'Euro
Ci sono molte persone, tra cui economisti autorevoli come il premio nobel per l’economia Paul Krugman, editorialista economico del New York Times, il quale dice da sempre che l’euro è un’idiozia economica frutto delle ideologie dogmatiche di un gruppo di tecnocrati che non hanno pensato agli effetti perversi di questo meccanismo infernale. L’aver costretto degli Stati Sovrani a finanziare il proprio debito solo e soltanto vendendo titoli di stato sui liberi mercati, senza nemmeno porre delle precise regole che ne limitano l’esposizione alla speculazione, e senza poter ricorrere alla leva monetaria per difendersi da tale speculazione, vuol dire di fatto mettersi nelle mani di banchieri e finanzieri che con azioni combinate possono mettere in ginocchio i governi che registrano bilanci fortemente deficitari, vedi Grecia-Spagna-Italia ecc...
Chi afferma che tornare alla lira farebbe ripiombare l’Italia nel baratro dell’iperinflazione asserisce un falso ideologico, nonché storico. Per dimostrarlo basterebbe citare le esperienze di Argentina e Inghilterra, in cui la prima ha dovuto fronteggiare un default sovrano, per poter ridurre il suo debito estero e riportare il Paese ad una stabilità politica e di crescita della sua economia senza generare iperinflazione, dopo un periodo difficile per ritrovare il consenzo dei mercati e degli investitori e un paio di anni di dura ristrutturazione economica e fiscale, oggi è un Paese in forte crescita nonostante la crisi globale e a prosperare con una moneta fortemente svalutata rispetto al dollaro Usa dal quale aveva deciso di unirsi creando una moneta unica e quale caparbiamente e dogmaticamente non voleva più svincolarsi. Per venire all’Inghilterra, paese con un tessuto industriale piu’ debole del nostro, che sta nell’Unione Europea senza aver aderito all’Euro, essa ha fronteggiato la crisi del 2008 svalutando la sua moneta, circa del 25% rispetto alle altre monete maggiori, e permettendosi bilanci deficitari di quasi il 10% del PIL (niente lacrime e niente sangue). Cosa è successo all’inflazione e al debito pubblico in Inghilterra? Assolutamente niente di catastrofico, visto che la loro economia, con il denaro messo in circolazione dalla BOE per incentivare l'economia a portato il Paese a crescere, come l’export e il turismo che hanno addirittura superato l’Italia, cosa che non succedeva da quasi 30 anni. Per quale motivo la situazione dovrebbe essere diversa in Italia? Perché a fronte di una svalutazione minima della moneta, una ristrutturazione del nostro debito e una messa in circolazione di denaro da parte della nostra Banca d'Italia per rifinanziare tutte le attività industriali - manufatturiere e il nostro turismo, la nostra economia dovrebbe cadere in iperinflazione? Se non è caduta in iperinflazione l’argentina che ha svalutato del 75% la sua moneta e ristrutturato il suo debito del 70% circa, perché dovrebbe succedere in Italia? E’ vero che le importazioni aumenterebbero di prezzo svalutando la Lira, ma forse ci si dimentica che i prodotti importati come (petrolio), verrebbe compensata da maggiori introiti prodotti da una maggiore occupazione e benessere delle imprese esportatrici, si potrebbe addirittura correggere fino ad annullare completamente l’aumento dei prezzi delle merci importate. E’ vero che il debito esterno aumenterebbe, ecco perchè si potrebbe prendere in considerazione una ristrutturazione tagliando del 30/50%. inoltre uscendo dall'euro l’Italia perderebbe di credibilità, ma è anche vero che molte banche italiane, detengono debito straniero denominato in Euro, quindi l’aumento del debito esterno sarebbe compensato quasi completamente dall’aumento del credito esterno detenuto internamente, che con opportuni provvedimenti fiscali potrebbe essere usato per compensare l’effetto della svalutazione sul debito esterno, esattamente come è successo in Inghilterra. L’opinione di tutti gli economisti più autorevoli a parte quelli che hanno partecipato ad architettare l'Euro, il quale ha come unico vero effetto quello di ridurci in schiavitù di un manipolo di banchieri e da speculatori del mercato finanziario, che scommettano sul fallimento degli stati sovrani che hanno aderito a questa moneta Euro. |
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Tutti dicono cosa bisognerebbe fare.... Tutti parlano di crescita.... Pure le "pulice tenene 'a 'tosse" ma qui non si vede giorno.
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2008
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Citazione:
Argentina's economy: Lies and Argentine statistics | The Economist NB Col senno di poi, anche io penso OGGI che non dovevamo entrare nell'euro, ma cosa del tutto diversa sarebbe uscirne adesso che ci siamo entrati e ristrutturare il debito, ciò che getterebbe nel lastrico la maggior parte degli italiani per generazioni. |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2001
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Citazione:
Allora ho risposto pure io: "Sono contento, allora magari l'Argentina potrebbe ridarmi i soldi che ho dato in prestito e che non ho rivisto più. Leggo che state facendo un confronto tra modelli economici. Se il modello economico in auge è quello di fare debiti e poi non restituirli più, credo che siano capaci tutti di farlo... |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 236
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Citazione:
Purtroppo quando uno fallisce non paga i debiti e/o li ristruttura, sia che sia un azienda sia che sia uno stato. Questa è la prassi normale. Non esiste modello economico che possa eliminare questo evento, ne fa parte. Vale e varrà per chiunque, Italia compresa, e non solo per chi ha già defaultato una volta tipo Grecia e Argentina... |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2012
Messaggi: 106
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2012
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Gli americani non ci pensano neanche a lasciar rivalutare il $ vs l'euro x le scontate ripercussioni negative che ci sarebbero sulla Corporate America....tutto ciò almeno x adesso e comunque come politica economica di governo...se poi i fattori esogeni prevarranno sooner rather than later,who knows?
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Data registrazione: Apr 2009
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Chiedere soldi in prestito e non restituirli non e' solo una vigliaccata. E' quanto di peggio possa esistere. Sono tutti capaci di rubare e poi vivere meglio coi soldi altrui. Come quello che chiede soldi,glieli danno e poi,anziche' restituirli,gli mette l'arsenico nel crodino. Per me quelli che fanno bancarotta dovrebbero essere esiliati per sempre. Nessuna riabilitazione. Dovrebbero vivere come me,e come tutti i risparmiatori virtuosi: Al di sotto delle proprie possibilita'. Non esisterebbe il default. Punto. |
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Data registrazione: May 2001
Messaggi: 5,581
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Facciamo che ognuno possa comprarsi il suo telefonino di grido, auto di lusso e via dicendo senza pagare alcunché... Per me va bene. |
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