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Vecchio 05-01-12, 16:38   #1 (permalink)
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Quale sarà il trend dei rendimenti dei CCT nei prossimi due anni

Un interessante articolo del Sole 24 Ore di oggi riporta gli attuali rendimenti dei TdS italiani secondo la relativa durata, da cui risulta che quelli a breve, (fino a due anni), hanno mediamente subito in circa un mese una decurtazione di circa il 50%.
Bene per lo Stato italiano, però viene da chiedersi se è un trend destinato a continuare oppure è un fuoco di paglia come l’exploit delle Borse di inizio anno, chiaramente teleguidato da un ordine venuto dall’alto di fare un’iniezione di ottimismo per vedere se gli investitori ed i risparmiatori si sarebbero lasciati adescare.
Sembra proprio che non si siano lasciati adescare, anche perché ormai chi deve investire i propri soldi vuole ragionare solo con la propria testa.
Per quanto concerne la diminuzione del rendimento dei TdS, e in particolare, dei CCT non indicizzati all’inflazione europea, c’è da chiedersi se con un’inflazione interna che si sta spingendo oltre il 3% , potranno continuare l’exploit al ribasso del 28 dicembre 2011 oppure si riprenderanno assestandosi stabilmente nel corso dei prossimi due anni intorno al 3-3,5%.
A mio avviso, ovviamente a livello di mera previsione, pur dovendo tenere conto di una forte recessione che riduce i prezzi e la velocità di circolazione della moneta, tuttavia nel breve termine, cioè circa due anni, c’è ancora spazio per consentire al prezzo dei carburanti di esplicare tutti i loro pesanti effetti sull’inflazione, per non parlare delle possibili restrizioni sui rifornimenti di petrolio per cause belliche o parabelliche.
Quindi, il CCT, con cedola commisurata al BOT semestrale più lo spread, non dovrebbe scendere, quantomeno nei prossimi due anni, ad un rendimento inferiore al 3-3,5%, il che farebbe considerare quel titolo come un “hold”.
Nè si deve dimenticare che per le banche, che prendono a prestito denaro dalla BCE all'1%, i CCT italiani al 3-3,5-%, con un rischio ormai non più considerato di emergenza, sono un'occasione INSPERATA da non lasciarsi sfuggire, per cui si daranno da fare per calibrare bene la richiesta.

Ultima modifica di claudiuccio : 05-01-12 alle ore 16:51
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Vecchio 05-01-12, 16:44   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da claudiuccio Visualizza messaggio
Un interessante articolo del Sole 24 Ore di oggi riporta gli attuali rendimenti dei TdS italiani secondo la relativa durata, da cui risulta che quelli a breve, (fino a due anni), hanno mediamente subito in circa un mese una decurtazione di circa il 50%.
Bene per lo Stato italiano, però viene da chiedersi se è un trend destinato a continuare oppure è un fuoco di paglia come l’exploit delle Borse di inizio anno, chiaramente teleguidato da un ordine venuto dall’alto di fare un’iniezione di ottimismo per vedere se gli investitori ed i risparmiatori si sarebbero lasciati adescare.
Sembra proprio che non si siano lasciati adescare, anche perché ormai chi deve investire i propri soldi vuole ragionare solo con la propria testa.
Per quanto concerne la diminuzione del rendimento dei TdS, e in particolare, dei CCT non indicizzati all’inflazione europea, c’è da chiedersi se con un’inflazione interna che si sta spingendo oltre il 3% , potranno continuare l’exploit al ribasso del 28 dicembre 2011 oppure si riprenderanno assestandosi stabilmente nel corso dei prossimi due anni intorno al 3-3,5%.
A mio avviso, ovviamente a livello di mera previsione, pur dovendo tenere conto di una forte recessione che riduce i prezzi e la velocità di circolazione della moneta, tuttavia nel breve termine, cioè circa due anni, c’è ancora spazio per consentire al prezzo dei carburanti di esplicare tutti i loro pesanti effetti sull’inflazione, per non parlare delle possibili restrizioni sui rifornimenti di petrolio per cause belliche o parabelliche.
Quindi, il CCT, con cedola commisurata al BOT semestrale più lo spread, non dovrebbe scendere, quantomeno nei prossimi due anni, ad un rendimento inferiore al 3-3,5%, il che farebbe considerare quel titolo come un “hold”.
Nè si deve dimenticare che per le banche, che prendono a prestito denaro dalla BCE all'1%, i TdS italiani al 3-3,5-% sono un'occasione INSPERATA da non lasciarsi sfuggire, per cui si daranno da fare per calibrare bene la richiesta.



magari
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