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Titolo di riferimento: BTP
Quotazione al 28/05/2012 101,0400 (-0,66 %)
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Notizie | Analisi tecnica | Analisi operativa | Quotazioni |
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#1 (permalink) |
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Moderator
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Ma i ns. BTP sono "titoli tossici"?
Scusate ma sul Sole24ore di oggi si legge a pag 46:
I mercati in attesa delle mosse Bce - Il Sole 24 ORE «C'è un solo modo per convincere i mercati», ha invece dichiarato il governatore di Bankitalia, facendo vagheggiare un diverso intervento della Bce. A cosa allude Ingnazio Visco? La soluzione auspicata dai mercati sarebbe una Tarp, come quella attuata dalla Fed e garantita del Tesoro Usa nel 2008: un programma per acquistare titoli "tossici" (Btp nella fattispecie) e soprattutto un intervento coordinato per capitalizzare le banche. |
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#3 (permalink) | |
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La r€sa dei conti.
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 7,908
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Citazione:
Nessuno crede alla favola del default, ma rimane il fatto che la scelta dell'EBA è fortemente penalizzante per chi detiene titoli di stato svalutati. |
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#4 (permalink) |
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CHE, THE CROW
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 7,684
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attenzione cha tra qualke giorno la BCE presterà alle banche liquidità illimitata all'1% in cambio di "qualsiasi" collaterale, trasformando la tossicità in aria salubre per tutti .....vedremo.
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#8 (permalink) |
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 15,337
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BCE e mercati
La BCE ha fatto entrare dalla porta di servizio un Bailout che porrà fine alla crisi?
Le decisioni della BCE sui rifinanziamenti alle banche - benché poco appariscenti - potrebbero rivelarsi risolutive. Mercoledì della settimana prossima si saprà già se hanno funzionato, o se la situazione precipita. Investire Oggi -17 dicembre 2011 I rendimenti sui titoli sovrani periferici a breve termine sono in caduta, nonostante il fatto che i leaders dell’UE sembrano aver fatto ben pochi progressi nell loro attesissimo vertice della scorsa settimana. Gli esperti continuano a spiegare i difetti della zona euro, ma i mercati stanno raccontando una storia diversa. Questo perché la Banca Centrale Europea potrebbe avere già introdotto misure indirette che risolveranno alcuni dei grandi problemi dell’Europa, facendo sì che gli investimenti in debito sovrano periferico diventino una grande opportunità di profitto per le banche. Teoricamente, le istituzioni finanziarie saranno in grado di battere moneta prendendo prestiti ultra-economici dalla BCE e acquistando debito sovrano a rendimento più elevato. In sostanza, sembra che la BCE potrebbe consentire alle banche Europee di portare in garanzia di tutto, tranne il lavello della cucina, in cambio di fondi. In primo luogo, la nuova politica Europea consente alle banche di detenere, come collaterale in cambio di finanziamenti da parte della BCE, delle attività di ammontare molto minore, liberando liquidità per un ammontare di € 103 miliardi. Ancora più importante, allentare le restrizioni sulle garanzie potrebbe anche consentire alle banche Europee di utilizzare assets sovrani anche un po’ rischiosi come garanzia per acquisti di obbligazioni. Infine, l’estensione delle scadenze dei finanziamenti per ben tre anni significa che le banche sarebbero in grado di prendere in prestito denaro a lungo termine, presumibilmente abbastanza a lungo perché i leaders dell’UE facciano ulteriori progressi per risolvere i problemi dell’unione monetaria. Mentre gli analisti nel complesso si aspettavano che la BCE annunciasse delle modifiche ai rifinanziamenti a lungo termine delle banche (LTROs) nelle loro decisioni di politica monetaria della scorsa settimana , ci sono voci che le misure adottate possono essere state molto più importanti di quanto il pubblico non si sia reso conto – questo è sostenuto da Lorcan Roche Kelly, Chief Europe Strategist al Macrolytics Trend: I dettagli di come la BCE intenda allentare le regole sui collaterali non sono stati ancora resi noti. La Banca attualmente accetta collaterali con rating minimo A-, anche se i debitori devono pagare una penale in base al rischio patrimoniale. Che sia stato permesso di utilizzare attivi anche più rischiosi come garanzia, o che siano state diminuite o eliminate le penalità, si tratterebbe comunque di significativi incentivi all’acquisto di debito sovrano da parte delle banche, soprattutto in considerazione degli attuali alti rendimenti sulle obbligazioni. Se funzionasse, sarebbe il carry trade finale – rifinanziarsi dalla BCE ora è a un buon 1%, così le banche potrebbero ottenere ritorni enormi sui debiti sovrani a elevati rendimenti. Questo provocherebbe un innalzamento nella domanda di debito sovrano dei paesi che hanno attualmente degli elevati oneri finanziari, portando giù i rendimenti sui titoli sovrani, e rendendo così più facile per i PIIGS finanziare il loro debito. Questo spiega il plateale calo dei rendimenti sul debito sovrano, in particolare di quello che maturerà in meno di tre anni. Vedi il recente movimento dei rendimenti sul debito Spagnolo a 2 anni. Cambiare la politica delle garanzie non è senza rischi significativi per le banche, e di conseguenza per il bilancio della BCE. Da Steve Englander di Citi: Un problema per le banche è che se dovessero fare il lavoro della BCE e fermare la svendita nei mercati Europei del debito sovrano, sarebbero esposti ad una ristrutturazione tipo PSI (private sector involvement, cioè con il coinvolgimento del settore privato nelle perdite, ndt), nonostante l’insistenza dei governi della zona euro che il PSI non si estenderà oltre Grecia. Abbiamo il sospetto che sarà molto difficile per i paesi del centro dell’euro zona impegnarsi in via preventiva per assorbire i rischi di credito relativi all’Italia e / o alla Spagna. Mentre dei salvataggi potrebbe aiutare il sentiment del mercato, il fatto che i creditori ufficiali (del calibro del FMI e della BCE) siano ancora percepiti come creditori senior rispetto ai privati, potrebbe ridurre l’impatto positivo delle misure, anche se il PSI al momento non fa parte del quadro. In sostanza, questa nuova politica è davvero una prova di fiducia. Se le banche credono che paesi come l’Italia e la Spagna possano continuare a passare misure di austerità e che i leaders UE continueranno a muoversi verso un risanamento dei conti pubblici che renderà l’area dell’euro più stabile in futuro, allora compreranno il debito sovrano PIIGS in quantità, dato che non c’è limite alla politica di finanziamento della BCE. Se no, allora non compreranno abbastanza e la crisi continuerà a intensificarsi. Queste nuove linee guida sui collaterali probabilmente entreranno in vigore già la settimana prossima, in occasione della prima operazione di rifinanziamento a 3 anni. I risultati saranno pubblicati mercoledì. Quindi, la settimana prossima a quest’ora, o la crisi dell’euro sarà già finita, o potrebbe essere di gran lunga peggio di quanto immaginato dalla BCE.
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#10 (permalink) |
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 15,337
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BCE e mercati
Carry trade all’europea!
L'entusiamo per le misure implementate dalla BCE nel corso dell'ultimo meeting sono di per se giustificate o sono per lo più condotte per pilotare la fiducia dei mercati verso l'area euro su un area di maggiore ottimismo? Investire Oggi - sabato, 17 dicembre, 2011 L’agitazione che muove molti dei movimenti dei mercati di questi ultimi giorni si chiama LTRO, cioè di un operazione di pronti contro termine a lungo termine (3 anni) che la BCE ha messo in cantiere per risolvere i problemi di funding che attanagliano le banche europee. L’operazione in essere avverrà con tassi BCE nel frattempo scesi (1%), con un allargamento dei collaterali ricevibili che dovrebbe consentire di poter portare in dote alla BCE altri 200 miliardi di euro di collaterali, l’abbassamento della percentuale di riserva obbligatoria portata dal 2% all’1%, manovra che libera altri 100 miliardi di euro di asset da poter portare in dote. Ma perchè tutto questo interesse per questa nuova manovra della BCE? Beh per fare un corretto resoconto della situazione dobbiamo partire da due dichiarazioni fatte la scorsa settimana da due persone estremamente importanti nei nuovi scenari europei. 1)Mario Draghi, presidente della BCE, nel question time successivo al meeting della BCE ha dichiarato rispondendo alla prima domanda che mentre è importante che le banche raccolgano capitali, loro non dovrebbero contestualmente ridurre i prestiti, le misure introdotte dovrebbero essere da stimolo all’economia reale; infatti allargando i parametri di collateralizzazione si dovrebbe consentire alle banche di piccole e medie dimensioni di poter approcciare la BCE , e le sue facilitazioni, banche che spesso sono le finanziatrici delle piccole e medie imprese del sistema europa che sono poi quelle che danno occupazione al 65% dei lavoratori dipendenti. 2)Nicolas Sarkozy, nel corso di un incontro con i giornalisti durante il meeting EU, commentando le scelte della BCE ha esplicitamente detto che ora ogni Stato si può rivolgere alle proprie banche che hanno liquidità a disposizione. Entrambe le posizioni sono estremamente chiare ma per interpretarle nella logica del mercato le riporto in altra forma: La banca Centrale Europea fornisce soldi alle banche europee in cambio di collaterali eleggibili al tasso dell’1% per ben tre anni; le banche europee finanziano il debito nazionale risolvendo la crisi di liquidità e anche di fiducia; inoltre le banche risolvendo i propri problemi di funding e del costo dello stesso fortemente correlato a quello del debito statale minimizzano gli effetti dell’austerità fiscale con politiche controcicliche di stimolo del credito alle imprese, facendo quindi ripartire l’economia reale che a quel punto consente al fisco maggiori incassi risolvendo quindi i problemi di insolvenza. In questo scenario le banche guadagnano un sacco di soldi. Ora lo scenario sopra illustrato assomiglia molto allo scenario made in USA del 2008, quando la costituzioni di linee di credito illimitate a tasso zero per le Banche USA, la costituzione di un fondo dove si potevano allocare i prodotti più tossici ecc ha permesso alle banche USA di uscire dalla crisi in modo migliore di quelle europee e con la possibilità di fare degli utili anche grazie all’appoggio statale (alcuni studi individuano in circa 13 miliardi di dollari gli utili delle banche derivanti dagli aiuti statali e/o della FED). L’entusiasmo della strategia si è sviluppato dopo l’ultima asta dei bonos spagnoli che ha visto i titoli spagnolo talmente richiesti che la Spagna ne ha collocati quasi il doppio (per la precisione il quantitativo è stato aumentato del 70%) di quelli inizialmente preventivati. Qualcuno ha subito pensato che gli operatori li porteranno come collaterali alla BCE per sostenenre sia i titoli di stato spagnoli che gli utili delle banche domestiche. Ora cerchiamo un attimo di ragionare su questo fattore, di pensare a quali limiti potrebbero franarlo e poi ragionare in termini di mercato per capire se il potenziale rialzista è davvero quello che molti operatori si immaginano. Innazitutto confermiamo che la strategia è operativamente fattibile. Certamente dare collaterali alla BCE prevede un haircut ma per spread dalla A- in su questo è pari all’ 1,5% e quindi davvero modesto, più problematico sui rating dei paesi più in difficoltà in quanto l’ haircuta è comunque più elevato e rende la strategia meno profittevole (6,5%). Il problema vero di comprare titoli sovrani senza copertura, in particolare in operazioni cross border cioè da un paese all’altro ma anche domesticamente necessita secondo i paramentri di Basilea di extracapitale in quanto aumentando il leverage aumenta anche la necessità di capitale in un momento i cui i capitali delle banche sono considerati ancora insufficenti a sostenerle in caso di un aumento ulteriore dei rischio sovrano, cosa che tra parentesi ha fatto dichiarare a Ghizzoni Ceo di Unicredit in un recente meeting europeo bancario che acquistare titoli sovrani con la liquidità messa a disposizione dalla BCE “non sarebbe logico”. Teniamo condo che il problema del funding delle banche europee per il prossimo anno è davvero acuto con rinnovi, nuove necessita e cedole da pagare che superano complessivamente i 600 miliardi di euro di cui una bella fetta nel primo trimestre e quindi è molto probabile che queste due aste speciali a tre anni (sia quella della prossima settimana in sostituzione della vecchia emissione a 13 mesi) sia quella di fine febbraio inizio marzo serviranno molto più probabilmente a permettere alle banche di reggere le necessità di funding in un momento in cui i mercati dei capitali sono praticamente chiusi per le istituzioni finanziarie europee tranne per i collocamenti delle reti retail che comunque costano ben più dell’ 1% offerto dalla BCE. Il precedente LTRO di durata annuale annunciato i primi di ottobre e completato a fine ottobre non ha poi raccolto una grossa cifra (sui 57 miliardi di euro) sebbene avesse anche quello tutte le caratteristiche per stimolare operazioni di carry sui mercati periferici europei tenuto conto che il tasso BCE allora era si 0,50% più alto ma gli spread dei paesi periferici erano comunque già elevati sebbene non ancora ai livelli attuali segno che quel collocamento ha dato poco sollievo alla curva dei tassi dei GIIPS. (in particolare la parte a breve). Inoltre è evidente che il problema attuale che attanaglia gli stati periferici europei e quindi di conseguenza le banche dell’area è un problema di insolvenza e non un problema di liquidità, ed infatti sebbene le manovre implementate in queste ultime settimane siano notevoli e tenuto conto che alcuni di questi effetti si espliciteranno meglio nella prossima asta LTRO quello che possiamo notare è che lo spread tra il Libor dell’area euro a tre mesi ed il corrispondente titolo europeo a tre mesi si sta allargando ancora, con un OIS spread ancora molto elevato a conferma che le banche non si fidano per niente a prestarsi il denaro tra di loro (in un momento come fino anno che comunque storicamente vede un rialzo fisiologico dell’euribor per la riduzione di liquidità di periodo legato alle festività) ma che comunque ha raggiunto gli stessi livelli visti durante la crisi Lehman. Certo venerdi per esempio abbiamo visto un bel movimento sullo Eur Basis SWAP a tre mesi ma per il momento i livelli sono ancora molto elevati. Ma secondo me la cosa più rilevante che potrebbe inficiare i desiderata di Draghi e Sarkozy è l’ampia differenza di spread e tassi che l’europa fornisce al mercato. Quando la FED approntò una base di liquidità pressoche illimitata e si assunse in carico gli asset cosidetti tossici fornendo in cambio liquidità le banche americane oltre che utilizzare questi fondi per sostenere i propri depositi (ed infatti inizialmente la liquidità non tornò sul mercato e sull’economia reale) le riserve in eccesso vennero utilizzate per acquisti di treasury (l’esplosione dei direct bidders nelle aste ne è una parziale conferma). In Europa è molto probabile che l’eventuale liquidità in eccesso, se ci sarà essendo gli impegni di funding più importanti delle banche USA, potrebbe essere impiegato per comprare bond dei paesi core e non tanto di quelli periferici in quanto anche quelli offrirebbero comunque opportunità di carry, magari meno profittevoli ma sicuramente molto più sicure in attesa di vedere quali effetti avranno le politiche di austerità fiscale nei paesi periferici. Se cosi fosse, il tanto auspicato carry all’europa avrebbe effetti iniziali controintuitivi. In ogni caso nel giro di qualche settimana vedremo se l’effetto del LTRO sarà davvero benefico per i titoli finanziari in particolare, e per l’economia europea nel suo complesso. Per il momento almeno nei paesi periferici l’effetto credit crunch si sente eccome. Conclusioni Sebbene l’entusiasmo per queste nuove misure della BCE sia particolarmente elevato e sebbene queste misure diano maggiori possibilità alle banche europee di gestire i propri problemi di liquidità è solo un intervento diretto e deciso sui titoli governativi da parte di un ente/autorità dedicata unito a politiche fiscali ma anche economiche atte si a ridurre le partite di deficit corrente ma anche a stimolare la ripresa si potrà davvero mettere la parole fine sulle tensioni di Eurolandia. Le restanti misure saranno solo una panacea che può procastinare nel tempo i problemi ma non la soluzione finale, certamente qualche acquisto sui mercati secondari e primari dei titoli di stato potrà avvenire da parte delle banche di piccole dimensioni ma come abbiamo visto modesti incrementi di acquisti (vedi l’azione della BCE di questi mesi) non potranno risolvere il problema del costo del debito dei paesi periferici europei. Comunque i mercati si basano sulla fiducia, e se questi acquisiranno fiducia nella possibilità che questa operazione sia possibile è probabile che questa diventi realtà. Non ci resta che aspettare qualche giorno.
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