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Data registrazione: Jun 2011
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Eurobond, un' ipotesi sempre più concreta
Eurobond, Bruxelles stringe i tempi
MILANO - Gli Eurobond sono più vicini. La Commissione europea, in un documento che circola per ora in bozza (diffusa dall'agenzia France Presse), stringe con decisione i tempi per arrivare all'emissione di titoli obbligazionari comuni all'Eurozona che, avendo dietro di sè la «potenza di fuoco» di tutti gli Stati, potrebbero risolvere la crisi dei debiti sovrani che sta appesantendo i conti pubblici soprattutto di Italia, Spagna e Francia. La Commissione valuta tre opzioni per quelli che preferisce chiamare stability bond: 1) la completa sostituzione delle emissioni di titoli pubblici nazionali con i nuovi titoli; 2) la sostituzione parziale; 3) una sostituzione parziale senza garanzie congiunte e con una responsabilità pro-quota che resterebbe in capo ai singoli Stati. MIX - Le prime due soluzioni, evidenzia Bruxelles, sono quelle che darebbero maggiori vantaggi, ma richiederebbero modifiche del Trattato e tempi abbastanza lunghi per la loro applicazione. Inoltre, si scontrerebbero contro i vincoli imposti al governo tedesco dalla Corte Costituzionale. La terza opzione potrebbe essere realizzata invece in tempi relativamente rapidi, ma comporterebbe minori vantaggi. Per questo la Commissione prospetta anche la possibilità di un mix tra le diverse opzioni e la realizzazione del progetto in base alla definizione di una roadmap che ne fissi la realizzazione per tappe. IMPATTO - La Commissione, che nel documento rilancia anche l'idea di un'agenzia europea per la gestione del debito sovrano, sostiene che anche solo la «prospettiva» di emettere queste obbligazioni potrebbe «potenzialmente e velocemente alleviare» l'attuale crisi dei debiti sovrani. Questo perchè, spiega la Commissione, già il solo effetto annuncio potrebbe avere un «impatto immediato sulle aspettative dei mercati» e allentare la pressione sui Paesi attualmente in difficoltà. CONTROLLI - Il documento della Commissione (un cosiddetto Libro verde) fa parte di un pacchetto di misure anti-crisi che sarà adottato mercoledì 23 novembre e che comprende anche due proposte di regolamento destinate a rafforzare la disciplina di bilancio e i controlli esercitati dalle autorità di vigilanza europee sui conti pubblici nazionali. Anche questo irrigidimento nei controlli è legato alla questione Eurobond: solo un monitoraggio costante potrà neutralizzare le tentazioni di «azzardi morali» che gli stability bond potrebbero generare tra i governanti dei Paesi con problemi di bilancio e assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Insomma, il lancio degli Eurobond non deve autorizzare il ritorno alla finanza allegra: Italia, Spagna, Francia & c. sono avvertite. Direi che questa è una notizia interessante, considerato che era già da tempo che si discuteva su questo argomento. La creazione di un'agenzia europea che gestisca il debito sovrano potrebbe essere un primo passo concreto, per raggiungere una maggiore coesione tra stati, nello sforzo di sollevarci da questa crisi (europea, e non solo italiana)...
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Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 468
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Bruxelles, 20 nov. (TMNews) - Il lancio degli eurobond potrebbe "attenuare in tempi rapidi l'attuale crisi del debito sovrano" e "rafforzare la resistenza" della zona euro a future crisi. E' quanto scrive la Commissione europea in un documento che sarà diffuso la prossima settimana e di cui ha avuto una copia la France presse.
Nel testo, l'esecutivo europeo valuta la fattibilità di tre opzioni, di cui una, la meno ambiziosa, non richiederebbe una modifica dei trattati europei e "potrebbe essere applicata in tempi rapidi". La prima opzione è la più radicale, ma anche la "più lo efficace", secondo il documento: gli eurobond andrebbero a sostituire i titoli oggi emessi dai vari Stati membri della zona euro e beneficerebbero di garanzie comuni. Una seconda opzione sarebbe quella di creare eurobond che beneficiano di garanzie comuni, ma che coprirebbero solo parte delle necessità di rifinanziamento degli stati della zona euro, che continuerebbero quindi a emettere titoli nazionali. Meno ambiziosa, lascerebbe "gli stati oggi pesantemente indebitati vulnerabili" di fronte a un eventuale mancato pagamento. In entrambi i casi bisognerebbe modificare il Trattato di Lisbona. La terza opzione prevede invece di creare eurobond che sostituirebbero solo parzialmente quelli nazionali, per cui ogni Stato sarebbe tenuto ad offrire garanzie pari alla sua partecipazione all'emissione. Non necessitando di modifiche di trattati, la sua applicazione potrebbe avvenire in temoi rapidi e, "contrariamente alle altre due opzioni, potrebbe aiutare a far fronte all'attuale crisi". |
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Data registrazione: Nov 2007
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Bisogna capirne i meccanismi, ma resto dell'idea che un QE europeo possa essere più efficace.
Farebbe a sua volta salire i bond, eviterebbe una quasi certa recessione europea nel 2012 e darebbe tempo agli Stati di fare il da farsi per uscire più forti e competitivi da questa crisi ![]() Just my two cents
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