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#1 (permalink) |
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PREMIER di FOL ⎝⏠⏝⏠⎠
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Vi racconto la storiella di come probabilmente stanno le cose...!!!
Maledizione...!!! Abbiamo in pancia un casino di bond di quello stato mediterraneo dove si lavora fino alle 14:00...!!!
Davvero...??? Sì... maledizione...!!! Ora quotano 25... è quasi carta straccia...!!! Come ne possiamo uscire...??? Non possiamo iscrivere a bilancio una tale perdita... per troppo tempo...!!! Quella è carta straccia... 25 è già fin troppo... stiamo cercando di sorreggere i corsi... forse riusciamo a far battere 30 o 35...!!! E nel frattempo non possiamo compensare con qualche stratagemma...??? Ma sì... prendiamo un altro stato di zoticoni che non capiscono nulla di come operiamo... diffondiamo un po' di notizie negative e li allarmiamo...!!! Magari cerchiamo uno stato che abbia un rapporto debito/pil alto...!!! Sì dai...!!! Eccolo... trovato...!!! Facciamo in modo che i suoi bond scendano del 30%... tanto è talmente grande che basterebbe anche il 20% ma noi non ci accontentiamo... vogliamo pure guadagnarci da questa cantonata che ci è presa...!!! Allora... facciamo scendere i bond...!!! Poi li compriamo con calma sui minimi senza correre... poi li facciamo salire di colpo e pareggiamo... anzi... ci guadagnamo pure...!!! Sì... poi possiamo mollare i primi sotto il sole...!!! |
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#2 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 4,992
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#4 (permalink) |
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da noi è uguale
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 4,677
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è un problema di chi vende i titoli che ha in portafoglio
non ha prescritto il medico di vendere le obbligazioni, si è venduto al mercato e ne paga le conseguenze i cittadini italiani pagano gli interessi più alti e sono miliardi ogni anno purtroppo monti dovrebbe far programmare emissioni a 3 e 6 mesi per un anno intero per non scaricare sul lungo i tassi pesanti in attesa di acque più calme |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2001
Messaggi: 7,960
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Monti: no a un governo a tempo
«O c'è l'appoggio dei partiti o rinuncio» Corriere della Sera questo è sintomo di incertezza e non so se sia stata messa ad arte, certo è che l'attacco speculativo è sempre dietro l'angolo e potrebbe essere fatto ad hoc oppure seguire motivazioni reali Il debito pubblico è sempre stato spaventoso ma perchè proprio ora è diventato un problema "insormontabile" ? forse perchè si vuole distruggere l'Euro ? |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 83
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Citazione:
Il partito conservatore del cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha approvato la risoluzione che invita il Governo a stabilire urgentemente delle regole in Europa che permettano a un Paese di lasciare l’Eurozona pur rimanendo nell’Unione europea. Qualora quindi un Paese non sia in grado, o non sia disposto, a rispettare le regole sulla moneta unica, potrà lasciare volontariamente l’Eurozona secondo le norme del Trattato di Lisbona che regolano l’abbandono dell’Unione europea, pur rimanendo nell’Unione europea. Il Paese in questione riceverebbe lo stesso status attribuito agli altri Paesi che non hanno aderito all’euro. |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 83
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Lunedì 14 novembre - Unicredit registra una maxi-perdita netta di 10,6 miliardi nel terzo trimestre a causa di svalutazioni e ha annunciato una riduzione del personale in Italia di 5.200 unità nel periodo compreso tra settembre 2011 e il 2015.
Lo si legge nella nota sul piano industriale, approvato dalla banca che prevede di raggiungere al 2015 un utile netto di 6,5 miliardi di euro. L'ad Federico Ghizzoni ha detto che Unicredit ha effettuato nel terzo trimestre svalutazioni su avviamento per 9,6 miliardi di euro. |
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 83
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FRANCESCO SEMPRINI
ROMA Le banche europee ancora non si fidano. Non del tutto almeno. Le dimissioni di Silvio Berlusconi e l’arrivo di un tecno-governo per risollevare le sorti dell’Italia, da sole, non sono una garanzia di immunità da crisi prolungata. Così, alcuni grandi istituti del Vecchio continente sono al lavoro per pianificare la dismissione di una parte dei circa 300 miliardi di euro in titoli del Tesoro presenti nei rispettivi forzieri. A rivelarlo è un dossier di «International Financing Review», secondo cui i big della finanza continentale temono di dover fare i conti con un sisma simile a quello greco. Durante la crisi ellenica gli istituti europei hanno mantenuto in portafoglio i titoli del debito di Atene «più di quanto avrebbero dovuto», a causa delle pressioni dei governi nazionali e della convinzione che i credit default swap - i prodotti derivati con cui vengono assicurati i bond di stato -, li avrebbero messi al riparo da perdite pesanti. «Quando il precipitare degli eventi ha accelerato la dismissione, era troppo tardi», dice il dossier della pubblicazione accademica. Collocare i titoli sui mercati secondari ovvero trovare acquirenti, è stato assai arduo. È questo il momento di vendere, secondo alcuni grandi attori della finanza continentale, almeno sino a quando il Quantitative easing della Bce, ovvero l’acquisto di bond italiani volto a sostenerne la domanda, non sarà ufficialmente concluso. Secondo un rapporto della European banking authority, i 90 più grandi istituti del continente detengono circa 326 miliardi di debito italiano, su circa 1.900 miliardi di esposizione complessiva, 300 miliardi dei quali con scadenza 2012. Una mappatura dell’esposizione sul debito italiano l’hanno fornita gli stress-test compiuti dalla Eba: a dicembre dieci tra i principali istituti creditori dell’Italia erano stranieri. Bnp Paribas deteneva 28 miliardi di euro in titoli, Dexia, 15,8 miliardi di euro, Commerzbank 11,7 miliardi, Credit Agricole 10,8 miliardi e Hsbc 9,9 miliardi. Da allora gli istituti hanno ridotto la loro esposizione, Bnp Paribas ad esempio ha ceduto 8,3 miliardi di euro in titoli nei quattro mesi terminati alla fine di ottobre, mentre Commerzbank, nei primi nove mesi del 2011, ne ha dati via 1,8 miliardi di euro. |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 83
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«Continueremo ad investire la maggior parte della nostra liquidità in titoli del Tesoro», ha detto Corrado Passera durante una recente conferenza con gli analisti. Secondo l’ad «si tratta di titoli che danno il giusto rendimento vis-à-vis al costo. Quindi non è previsto un cambio di strategie». A questo, concludono gli analisti di Ifr, si aggiunge un fattore tecnico: «I requisiti introdotti da Basilea impongono livelli minimi di capitale a guardia della stabilità. E questo è un deterrente alle vendite di massa di titoli sovrani, compresi Bot e Btp». (Stesso articolo)
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