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Vecchio 07-11-11, 19:15   #1 (permalink)
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I rendimenti oltre i PIIGS

Negli ultimi giorni i titoli di stato italiani hanno subito un nuovo e pericoloso calo subendo l’ennesimo incontro internazionale conclusosi con un nulla di fatto.

Il BTP a 10 anni è arrivato a rendere il 6.6%, mostrando un differenziale di rendimento abissale 4.8%, avvicinandosi pericolosamente ai livelli che hanno comportato per Irlanda, Portogallo e Grecia la richiesta di assistenza internazionale.

Il rischio Italia, il classico elefante nella stanza come direbbero gli anglosassoni, ha trascinato al rialzo gli spreads di diversi paesi come Spagna (3.8%), Belgio (2.6%), Francia (1.3%) e Austria (+1.2%). Persino quello relativo all’emissione decennale del EFSF si è allargato pericolosamente (1.56%).

I risparmiatori temono di allocare i propri risparmi in strumenti sbagliati cercando di intuire quali di questi hanno la maggiore possibilità di resistere ad un eventuale, speriamo remoto, tsunami apocallitico.

Il rifugio naturale ovvero i bunds tedeschi presentano dei rendimenti che ricordano quelli giapponesi: 0 virgola quelli brevi ed appena 1.75% il decennale, ben al di sotto dell’ultimo tasso di inflazione rilevato nella zona euro (3.1%).

Non si sta più investendo per ottenere una remunerazione del capitale ma semplicemente l’assicurazione che, trascorso un determinato periodo, di mantenere il valore nominale dei propri risparmi nella valuta attuale (euro) oppure in un’altra forte (DM 2.0).

Gli investitori retail devono confrontarsi con una offerta di obbligazioni che, richiedendo un lotto minimo di almeno 50mila euro, sono essenzialmente destinate ai professionisti oppure ai risparmiatori “qualificati”.

Quanto offerto non risulta soddisfacente nemmeno se si guarda ai rendimenti dei corporate bonds con basso livello di rischio. Per esempio Shell (Londra: RDSB.L - notizie) 3% 05/2012 rende attorno all’1%, mentre Sanofi (Parigi: FR0000120578 - notizie) 3.12% 10/2014 appena l’1.1%, mentre la compagnia petrolifera norvegese Statoil (Other OTC: STOHF.PK - notizie) 4.37% 03/2015 presenta un rendimento a scadenza dell’1.6%.

, Selezionare bonds che siano meno esposti ai paesi del ClubMed e ai finanziari occorre allungare la durata dell’investimento come ad esempio Deutsche Bahn 06/2021 che offre 2.8% alla scadenza.

E’ interessante notare come i prezzi siano molto saliti anche per emittenti industriali non dotati di elevato standing: il player degli alcolici francese Pernod Ricard (Dusseldorf: 508063.DU - notizie) (BBB-) con scadenza 2016 corrisponde appena il 3.4%, mentre il bond dell’italiana Lottomatica (Other OTC: LTOMF.PK - notizie) , caratterizzata dal medesimo rating, con maturity 2018 rende circa l’8% all’anno.

Passando il confine domestico oppure accettando il rischio financials gli yields non mancano come mostra la tabella allegata. Come la convertibile di UBI 5.75% 07/2013 con rende oltre il 5.7%, oppure l’emissione di MorganStanley 3% 07/2013 che offre oltre il 6%.

Quanto è stato esposto costituisce uno dei motivi che ha spinto la ricopertura sul mercato azionario nonostante i dati macroeconomici della zona euro siano pessimi e come non solo i periferici stiano flirtando con la recessione già a partire dalla recessione in atto.

Perlomeno per i titoli europei il dividend yield offerto appare più generoso e, a livello globale, è possibile conseguire un 3.7% rispetto al prezzo di acquisto semplicemente investendo in un ETF così focalizzato.

Nell’arsenale dei pessimisti rimangono ancora i bunds, con il rischio tassi che comporta detenere titoli con yields prossimi allo zero, gli ETF sui CDS (SNP: ^CDSY - notizie) delle società finanziarie, oltre ovviamente al solito biglietto verde.

La capacità dell’oro di proteggere da una crisi di fiducia si è un po’ offuscata considerato il tracollo registrato tra agosto e metà ottobre.

Attualmente il mercato sembra vederlo più come “hedge” dell’inflazione piuttosto che intenderlo come approdo di sicurezza nel caso si verificasse il peggio.

Marcello Rubiu NORISK - – consulenze finanziarie - Tel. 02 89.05.53.67
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Vecchio 10-11-11, 19:16   #2 (permalink)
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Negli ultimi giorni i titoli di stato italiani hanno subito un nuovo e pericoloso calo subendo l’ennesimo incontro internazionale conclusosi con un nulla di fatto.
Il BTP a 10 anni è arrivato a rendere il 6.6%, mostrando un differenziale di rendimento abissale 4.8%, avvicinandosi pericolosamente ai livelli che hanno comportato per Irlanda, Portogallo e Grecia la richiesta di assistenza internazionale.
Il rischio Italia, il classico elefante nella stanza come direbbero gli anglosassoni, ha trascinato al rialzo gli spreads di diversi paesi come Spagna (3.8%), Belgio (2.6%), Francia (1.3%) e Austria (+1.2%). Persino quello relativo all’emissione decennale del EFSF si è allargato pericolosamente (1.56%).
I risparmiatori temono di allocare i propri risparmi in strumenti sbagliati cercando di intuire quali di questi hanno la maggiore possibilità di resistere ad un eventuale, speriamo remoto, tsunami apocallitico.
Il rifugio naturale ovvero i bunds tedeschi presentano dei rendimenti che ricordano quelli giapponesi: 0 virgola quelli brevi ed appena 1.75% il decennale, ben al di sotto dell’ultimo tasso di inflazione rilevato nella zona euro (3.1%).
Non si sta più investendo per ottenere una remunerazione del capitale ma semplicemente l’assicurazione che, trascorso un determinato periodo, di mantenere il valore nominale dei propri risparmi nella valuta attuale (euro) oppure in un’altra forte (DM 2.0).
Gli investitori retail devono confrontarsi con una offerta di obbligazioni che, richiedendo un lotto minimo di almeno 50mila euro, sono essenzialmente destinate ai professionisti oppure ai risparmiatori “qualificati”.
Quanto offerto non risulta soddisfacente nemmeno se si guarda ai rendimenti dei corporate bonds con basso livello di rischio. Per esempio Shell (Londra: RDSB.L - notizie) 3% 05/2012 rende attorno all’1%, mentre Sanofi (Parigi: FR0000120578 - notizie) 3.12% 10/2014 appena l’1.1%, mentre la compagnia petrolifera norvegese Statoil (Other OTC: STOHF.PK - notizie) 4.37% 03/2015 presenta un rendimento a scadenza dell’1.6%.
, Selezionare bonds che siano meno esposti ai paesi del ClubMed e ai finanziari occorre allungare la durata dell’investimento come ad esempio Deutsche Bahn 06/2021 che offre 2.8% alla scadenza.
E’ interessante notare come i prezzi siano molto saliti anche per emittenti industriali non dotati di elevato standing: il player degli alcolici francese Pernod Ricard (Dusseldorf: 508063.DU - notizie) (BBB-) con scadenza 2016 corrisponde appena il 3.4%, mentre il bond dell’italiana Lottomatica (Other OTC: LTOMF.PK - notizie) , caratterizzata dal medesimo rating, con maturity 2018 rende circa l’8% all’anno.
Passando il confine domestico oppure accettando il rischio financials gli yields non mancano come mostra la tabella allegata. Come la convertibile di UBI 5.75% 07/2013 con rende oltre il 5.7%, oppure l’emissione di MorganStanley 3% 07/2013 che offre oltre il 6%.
Quanto è stato esposto costituisce uno dei motivi che ha spinto la ricopertura sul mercato azionario nonostante i dati macroeconomici della zona euro siano pessimi e come non solo i periferici stiano flirtando con la recessione già a partire dalla recessione in atto.
Perlomeno per i titoli europei il dividend yield offerto appare più generoso e, a livello globale, è possibile conseguire un 3.7% rispetto al prezzo di acquisto semplicemente investendo in un ETF così focalizzato.
Nell’arsenale dei pessimisti rimangono ancora i bunds, con il rischio tassi che comporta detenere titoli con yields prossimi allo zero, gli ETF sui CDS (SNP: ^CDSY - notizie) delle società finanziarie, oltre ovviamente al solito biglietto verde.
La capacità dell’oro di proteggere da una crisi di fiducia si è un po’ offuscata considerato il tracollo registrato tra agosto e metà ottobre.
Attualmente il mercato sembra vederlo più come “hedge” dell’inflazione piuttosto che intenderlo come approdo di sicurezza nel caso si verificasse il peggio.
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Vecchio 10-11-11, 20:59   #3 (permalink)
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OK.
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Dove investire
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Vecchio 10-11-11, 22:22   #4 (permalink)
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Dove investire
Ad esempio, per cominciare, in obbligazioni AAA in valuta estera di paesi con poco debito, con economia in crescita, con buone risorse naturali e senza guerre in vista...
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Vecchio 10-11-11, 23:02   #5 (permalink)
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OK.
Dov'è la domanda?
io ci vedo solo un nome e cognome ed un numero di telefono...
il che e' un'arma a doppio taglio... se sbagliera' i consigli si espone a sonore spernakkiate...
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Vecchio 16-11-11, 12:45   #6 (permalink)
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giankko, ci sei ancora? l'hai iniziato tu il thread...
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