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Vecchio 10-10-11, 10:01   #1 (permalink)
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Dexia crediop_ora cosa succede?? - solo news -

Ciao a tutti, potremmo concentrare qui tutte le nuove news ed indiscrezioni su crediop, senza magari parlare dei titoli o dei prezzi, quello si ìfa gia ampiamente sul thread unificato dexia.
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Vecchio 10-10-11, 10:03   #2 (permalink)
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Belgio, addio alla crisi da guinness

Dopo 16 mesi, accordo fra fiamminghi e valloni per un nuovo governo Fuori i separatisti Esclusi dall' accordo i separatisti fiamminghi dell' N-Va che avevano vinto le elezioni Intesa all' alba Alle 5 del mattino gli 8 partiti del cosiddetto «octopus» hanno trovato la soluzione





DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Da ieri, possono far di nuovo l' amore. O tagliarsi barba e capelli. O buttarsi sulle «frites», le adorate patate fritte della tradizione nazionale. Gli studenti «indignados» del Belgio, fiamminghi e francofoni che avevano proclamato insieme lo sciopero del sesso, del rasoio o delle «frites» per protestare contro la crisi di governo, possono brindare: dopo 482 giorni, primato mondiale di lunghezza, la crisi è finita. Alle 5 del mattino, 8 partiti che non riuscivano più a parlarsi hanno siglato un complicatissimo accordo: via alla sesta riforma istituzionale nella storia belga per ridisegnare competenze e finanziamenti delle due maggiori comunità nazionali. Per adesso, niente scissione: 10 milioni di persone vogliono ancora convivere. Un nono partito è rimasto fuori: e proprio quello più grosso, l' N-Va dei separatisti fiamminghi, che aveva vinto le elezioni del 2010. Chiedeva varie cose «federaliste», per esempio che i vigili del fuoco e la protezione civile obbedissero a Regioni e Comuni, in gran parte amministrate proprio dall' N-Va: si vede che chiedeva troppo, o forse qualcuno ha sentito odor di milizie. Non c' è oggi un nuovo governo: nascerà, si spera, alla fine del mese. Resta in carica il governo facente funzioni, quello protagonista per mesi di un paradosso economico (nonostante tutto, disoccupazione giù e prodotto interno lordo su). Però questa, ora, è la fine del vuoto assoluto. Piovono i complimenti su Elio Di Rupo, il leader socialista francofono che l' 8 luglio 2010 era stato nominato mediatore dal re Alberto II; e che un mese dopo, davanti alla baruffa, aveva rinunciato, per poi tornare sul ring. Ma non è solo per merito suo, e neppure degli studenti «indignados», che il gelo di un anno e mezzo è stato cancellato di colpo. E' anche perché, l' altra notte, 3 notizie hanno fatto il giro di Bruxelles, seminando inquietudine come petardi fumanti: il colosso bancario Dexia stava (sta) per fallire; lo Stato deve intervenire con i suoi soldi per salvarlo; e in vista di questo gran salasso, l' agenzia di rating «Moody' s» preannuncia il declassamento del Belgio. La Dexia, istituto franco-belga fondato nel 1860 (e ben distinto dalla controllata italiana Dexia Crediop), ha 35 mila dipendenti e 8 mila correntisti, un capitale di 19,2 miliardi assicurato da tutte le comunità: e costituito quasi al 40%, così si dice, da titoli greci. Un altro «si dice» incontrollabile riguarda certe fughe di risparmi, un miliardo di euro già a settembre. Venerdì, dopo una slittata di quasi il 30%, il titolo Dexia è stato sospeso in Borsa. E oggi, con ogni probabilità, Bruxelles deciderà - come Parigi - il salvataggio, cioè la nazionalizzazione almeno parziale: per il pomeriggio è fissata una riunione straordinaria dei vertici della banca, mentre domani si avrà un primo responso pubblico con la riapertura dei mercati. È stato forse in vista di tutto ciò, che ieri all' alba l' «octopus» (il «polpo», come viene chiamata la galassia degli 8 partiti) ha ritrovato di colpo la voglia di dialogare. E anche da questo è nato l' accordo sulla riforma istituzionale, «la più significativa dai giorni dell' ultima guerra», per dirla con il riformista Charles Michel. Vi sono da quadrare non uno, ma mille cerchi. Oggi, 6 milioni di fiamminghi del Nord, più benestanti e orientati a destra, vivono con circa 4 milioni di francofoni del Sud, più colpiti dalla crisi e orientati a sinistra. E i loro territori si intersecano a pelle di leopardo: soprattutto nella regione bilingue di Bruxelles e sobborghi, il vero nervo scoperto. La riforma dovrebbe dare più autonomia fiscale o giudiziaria alle regioni, e così disinnescare i conflitti etnico-linguistici ai vertici del Paese. Per esempio, in cambio di nuovi fondi gli amministratori francofoni di Bruxelles concederanno ai loro distretti fiamminghi un auto-governo più ampio. O ancora: nei tribunali delle zone fiamminghe, un imputato vallone avrà sempre diritto a un suo giudice, e viceversa. Dopo un allenamento di 482 giorni, il federalismo modello «octopus» può riprendere a funzionare anche così. L. Off. loffeddu@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** 482 La vittoria a metà dei separatisti i giorni in cui il Belgio è rimasto senza governo. Un record mondiale. Il Paese ora è guidato da un esecutivo «per gli affari correnti» 13.6.2010 Alle elezioni (anticipate) del 13 giugno 2010 vincono i separatisti fiamminghi dell' N-Va ( foto Ap). Ma nella Vallonia francofona successo dei socialisti guidati da Elio Di Rupo **** Paese diviso **** Nessuna scissione ma più autonomia 1 La riforma istituzionale concordata ieri rafforza l' autonomia fiscale e giudiziaria delle singole regioni: Fiandre, Vallonia e Bruxelles **** Limiti di velocità e riscossione multe 2 Le Regioni avranno autonomia su alcune norme del codice stradale come i limiti di velocità e sulla riscossione delle multe **** Meno privilegi per i francofoni 3 Cancellati i privilegi linguistici e amministrativi concessi ai francofoni che vivono nelle zone fiamminghe della regione di Bruxelles
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Vecchio 10-10-11, 10:03   #3 (permalink)
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La Francia e il Belgio nazionalizzano Dexia





La sede Dexia di Bruxelles




+ Patto Merkel-Sarkozy: insieme per stabilizzare l'euro



Salvataggio e "spezzatino" per
la banca travolta dai bond greci

MARCO ZATTERIN



CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Salvata. Anzi, risalvata. Belgio, Francia e Lussemburgo hanno annunciato ieri di aver chiuso l’intesa per evitare il fallimento della Dexia, la prima banca europea spazzata via dalla crisi che ormai da quattro anni attanaglia la finanza e l’economia globali. Nel pomeriggio si è riunito il cda dell’istituto per formalizzare l’intervento che dovrebbe condurre alla nazionalizzazione della Dexia Banque Belgique e alla creazione a Parigi di una società per il credito regionale. «Abbiamo riaffermato il principio della solidarietà per dare un futuro a Dexia», recita un comunicato a tre diffuso dai tre governi interessati. All’una di notte era ancora attesa la fumata bianca conclusiva.

A rovinare la banca sono state la liquidità sparita, i soldi a breve usati per pagare quelli a lungo termine, una esposizione a rischio da 700 milioni di euro, le casse colme di bond greci e il titolo precipitato del 42% in una settimana. Lo spezzatino di quella che era la terza banca belga (800 filiali solo a livello nazionale) salva soprattutto i risparmiatori, ma solleva due interrogativi pesanti. Uno: quali saranno le conseguenze per il Belgio che ha già un debito che vale il 97% del pil e che le agenzie di rating stanno minacciando di declassamento? Due: solo pochi mesi fa Dexia ha superato gli stress test dell’Eba (Agenzia bancaria Ue); vuol dire che l’infezione è stata rapida o che le prove di sforzo non erano attendibili?

La paura che il sistema sia nel complesso più marcio di quanto si veda a occhio nudo agita gli animi della politica. Lo si è percepito nel corso del vertice franco-tedesco di Berlino, ma anche nella celerità con cui il premier francese, François Fillon, è accorso ieri a vedere l’omologo (dimissionario) Yves Leterme per decidere il destino di Dexia che, fra le altre cose, controlla il 70% del nostro Crediop. Due ore di incontri con delegazione lussemburghese - e comunicato preventivo per dire che tutto andava per il meglio. Il piano di smembramento del gruppo risulta essere composito, è il secondo dopo quello da 3 miliardi del 2008.

Secondo le indiscrezioni, Dexia Banque Belgique (Dbb), entità belga di base, viene nazionalizzata, con una spesa stimata in 4 miliardi alla quale parteciperanno anche i governi locali. «Magari fra qualche hanno non saremo al 100%, ma neanche fuori», ha ipotizzato il ministro della Finanze, Didier Reynders, lasciando intendere che una parte dell’istituto sarà messa sul mercato presto o tardi. La Francia si carica sulle spalle i servizi al credito locale, e potrebbe sborsare 700 milioni per accoppiarli con Banque Postale e Caisse Dépôts et Consignations, il fondo sovrano per gli investimenti. Le altre partecipazioni del gruppo - il Crediop, la turca Denizbank e la filiale lussemburghese - saranno vendute e i compratori ci sarebbero. A operazione conclusa, Dexia resterà sotto forma di «bad bank» con un portafoglio titoli di 100 miliardi circa e 90 miliardi di garanzie ripartiti tra Belgio (60%), Francia (36,5%) e Lussemburgo (3,5%).

La trattativa è stata resa difficile dalla minaccia di un downgrading delle agenzie di rating. Parigi temeva che, una volta pagato il conto, questo potrebbe incrinare la sua Tripla A. Bruxelles è stata messo sotto osservazione da Moody’s. Era notte quando il consiglio dei ministri belga era ancora riunito per chiudere il salvatagggio. Incerta la ripresa delle quotazioni del titoli.
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Vecchio 10-10-11, 10:04   #4 (permalink)
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L'asse Parigi-Berlino è più solido che mai. All'unisono, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel dettano la linea all'Europa, al termine dell'incontro di Berlino: «La Francia e la Germania hanno posizioni assolutamente allineate su tutti gli aspetti della crisi. Francia e Germania sono d'accordo sul fatto di ricapitalizzare le banche europee e vogliono usare gli stessi criteri», hanno detto. «Criteri tali - ha aggiunto la cancelliera tedesca - che vengano accettati da tutti». Non solo: Parigi e Berlino hanno intenzione di proporre cambiamenti importanti ai trattati europei. «L'obiettivo è quello di avere una cooperazione più stretta e vincolante dei Paesi della zona euro» per evitare spese eccessive.
Illustrare la tempistica è compito del presidente francese: «Dobbiamo dare una risposta duratura e globale a questa crisi, che ha creato molta sofferenza». «E questa risposta siamo decisi a darla prima della fine del mese», perch´ l'Europa deve aver risolto i suoi problemi in anticipo sul G20 di Cannes. «Ci siamo quindi messi d'accordo con la Merkel su una soluzione duratura e globale», ha aggiunto Sarkozy, definendo non opportuno andare immediatamente nel dettaglio, per via dei mercati e per via delle consultazioni con i partner. Ma «vorrei aggiungere una cosa - conclude - Frau Merkel e io dobbiamo prendere decisioni e non fare proposte, nella cornice di una crisi che nessuno ha mai vissuto in precedenza».
Le linee generali, comunque, sono già chiare: «Vogliamo operare a favore della stabilità dell'euro, siamo decisi a prendere le misure necessarie alla ricapitalizzazione delle banche, vogliamo una soluzione a lungo termine per la Grecia», ha dichiarato la cancelliera tedesca. «Chiederemo a tutte le autorità da prendere in considerazione, consulteremo l'organo di sorveglianza europeo come il Fmi, per essere certi che le misure siano sostenibili e stabili. Abbiamo un enorme interesse - ha aggiunto Angela Merkel - a che le banche possano fare i loro compiti. Francia e Germania, sul tema, sono assolutamente determinate».
E in queste ore si deve sciogliere il primo dei nodi cruciali: quello di Dexia, il gruppo bancario franco-belga in crisi di liquidità per l'esposizione a titoli tossici. L'accordo politico per il salvataggio è stato trovato ieri, dopo una riunione a Bruxelles tra i primi ministri del Belgio e della Francia, Yves Leterme e François Fillon, e il ministro delle Finanze del Lussemburgo, Luc Frieden. I tre governi hanno poi passato il testimone al consiglio d'amministrazione della banca, che ha esaminato la proposta di riassetto durante una riunione-fiume.
Ufficialmente non sono stati dati dettagli del piano (che prevede «il pieno sostegno alle proposte del management del gruppo bancario»), ma il ministro delle Finanze belga, Didier Reynders, ha fornito un'indicazione chiara che Bruxelles va verso la nazionalizzazione. Subito dopo il consiglio, infatti, la palla passerà al consiglio dei ministri belga. Le attività francesi di Dexia potrebbero essere a loro volta rilevate dal governo di Parigi.
Il punto centrale del vertice franco-belga era la ripartizione dei pesi per la divisione di Dexia e, in particolare, il prezzo di vendita della branca belga Dbb (Dexia Banque Belgique), per la quale il ministro delle Finanze, Reynders, non ha escluso la partecipazione al 100% del governo: il prezzo concordato, secondo il quotidiano Le Soir, sarebbe di 4 miliardi di euro. Gli asset a rischio che pesano sul bilancio del gruppo bancario (il cui titolo azionario è sospeso da giovedì scorso alle Borse di Parigi e Bruxelles dopo aver perso il 42% in una settimana) verrebbero fatti confluire in una «bad bank» con garanzie statali francesi e belghe.
Non è chiaro il destino degli asset positivi, come la remunerativa banca turca Denizbank o l'italiana Dexia Crediop. In Germania, però, c'è preoccupazione per Dexia Komunalbank Deutschland che ha in pancia 5,4 miliardi di crediti concessi a Grecia, Italia, Portogallo e Spagna.
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Vecchio 10-10-11, 10:07   #5 (permalink)
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Un po di rassegna stampa, dalle notizie viste sino ad ora non ho mai letto di crediop inserita nella bad bank, si parla di venderla e che ci sarebbe gia qualche aquirente oppure che non si sa ancora cosa ne facciano, una cosa è certa, è una perla per dexia, visto che è una banca che non ha buchi e fa utili, io credo possa anche riuscire a vederla..vedremo, mi raccomando se ci sono news postate
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Vecchio 10-10-11, 11:37   #6 (permalink)
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Sempre da Homepage: L'Echo oggi pomeriggio vogliono riprendere la quotazione anche dell'azione, cercano di ridare qualche spicciolo anche agli azionisti
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Vecchio 10-10-11, 12:22   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da smookymouse Visualizza messaggio
Non è chiaro il destino degli asset positivi, come la remunerativa banca turca Denizbank o l'italiana Dexia Crediop. In Germania, però, c'è preoccupazione per Dexia Komunalbank Deutschland che ha in pancia 5,4 miliardi di crediti concessi a Grecia, Italia, Portogallo e Spagna.
Credo che la maggior parte degli utenti sia interessato ai bond crediop. Da queste (ed altre) notizie mi sembra di capire che la situazione non è cambiata:

- era stata messa in vendita dopo il crack Dexia del 2008 con scadenza per la vendita ottobre 2012;

- nell'intervista, Catalano, aveva riconfermato il buono stato di salute e confermato che c'erano trattative in corso per la vendita;

- ieri è stato riconfermato che Crediop dovrà essere venduta per fare cassa;

- sostengono che ci sono molti soggetti interessati, ma al momento non trapela nessuna notizia.

Mi sembra, dunque, che non sia cambiato un bel nulla per i bond emessi da Crediop... anzi non mi è chiaro se la funzione di finanziamento degli enti locali italiani passerà per la cassa francese o rimarrà in carico a Crediop.

Sintesi sbagliata o corretta?

Grazie
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Vecchio 10-10-11, 13:32   #8 (permalink)
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BRUXELLES, 10 ottobre (Reuters) - Dexia non prevede di vendere la sua controllata italiana Crediop.

Lo ha detto l'amministratore delegato del gruppo franco-belga Pierre Mariani.

Parlando delle eventuali dismissioni, l'AD ha detto che per Dexia Crediop in Italia, per Dexia Sabadell in Spagna e per DKD in Germania non sono previste cessioni, considerato il loro portafoglio di titoli di stato.

L'AD ha precisato che alcuni dei suoi asset nei paesi periferici della zona euro "non sono i più facili da vendere".
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