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Titolo di riferimento: ARGENTINA MERVA Quotazione al 28/05/2012 2.354,3100 (0,60 %)  
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Vecchio 28-09-11, 09:33   #1 (permalink)
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Arschentina 11, Ladronia: bonds Argentina in default, ICSID, Tangobond

Buongiorno...
Apro il nuovo Thread, visto che anche l'altro si è esaurito
Chissà se Frattini vorrà finalmente iniziare a fare politica seria per noi, seguendo gli U.S.A. nei confronti di ladronia....
Monica
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Vecchio 28-09-11, 09:41   #2 (permalink)
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mi pare che Frattini sia scomparso dai mass media ultimamente..
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Vecchio 28-09-11, 09:58   #3 (permalink)
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Buongiorno...
Apro il nuovo Thread, visto che anche l'altro si è esaurito
Chissà se Frattini vorrà finalmente iniziare a fare politica seria per noi, seguendo gli U.S.A. nei confronti di ladronia....
Monica

... E' LATITANTE!!! ...


p.s. lui si interessa solo di protezione degli animali!!! ...
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Vecchio 28-09-11, 10:03   #4 (permalink)
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Estados Unidos no descarta más sanciones contra Argentina


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... comunque ... il facebucchettaro ... si metterà subito in riga!!! ... un vero pagliaccio di ministro (quasi a livello argentino) ...
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Vecchio 28-09-11, 10:13   #5 (permalink)
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El Índice de Precios del PBI llegó a 20%, pero para Economía cerrará en 13,4% | Economía y política | Cronista Comercial


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... all'INDEC i numeri si inventano di sana pianta ...
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Vecchio 28-09-11, 12:51   #6 (permalink)
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Crisis con Washington


28.09.2011 | internazionale | Per: Guillermo Cherashny

IRAN, L'INDEC ED IL POSCHAVISMO IN L'AGENDA DI DISACCORDI

Crisi con Washington



Per Guillermo Cherashny per l'Informatore Pubblico

Il governo nordamericano decise di votare contro un prestito della Banca Interamericana di Sviluppo, BID, all'Argentina per U$S 230 milioni per sviluppo agricolo. Due giorni dopo, Washington ratificò il suo messaggio votando nuovamente contro un altro prestito del BID, benché questa volta per un importo molto più piccolo: U$S 1,7 milioni.

In entrambi i casi, i prestiti risultarono altrettanto promossi grazie al voto di altri paesi. Queste decisioni del Dipartimento di Stato sono un chiaro segno contro la Casa Rosata che tenta - fino ad ora invano - il debito col Club di Parigi senza passare per il FMI, a quello che si opporsi Washington ed anche il direttivo direttore del FMI, Christine Lagarde.

Varie versioni furono d'accordo in segnalare come il colpevole di queste reazioni statunitensi al cancelliere Héctor Timerman che sarebbe stato l'autore intellettuale dell'incidente provocato che finì nell'incameramento del materiale sensibile che portava un aeroplano dell'USAF per corsi alle forze di sicurezza del nostro paese. Ora caricano allora a Timerman la romana dei voti negativi nelle entità finanziarie internazionali.



La successione di Chávez

La realtà è che Amato Boudou, nelle sue recenti riunioni a New York con autorità del Fondo e del governo americano, notò la crescente freddezza dell'ambiente, specialmente quando Lagarde disse che non farà concessioni sulle erronee statistiche nazionali.

Anche peso nella bilancia la nuova tappa nella politica estera con la Repubblica Islamica dell'Iran il cui simbolo fu che Jorge Argüello, il nostro ambasciatore davanti all'ONU, rimase seduto, mentre il presidente iraniano diceva spropositi sull'attentato contro le torri gemelle. Questo conferma la primicia del nostro collega José Eliaschev che denunciò un nuovo patto segreto con l'Iran che Timerman smentì categoricamente.

Un altro motivo di distanziamento con gli Stati Uniti è l'atteggiamento vacillante dell'Argentina davanti all'imminente processo successorio che si aprirebbe nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, dove ci sono notizie ferme di un aggravamento del cancro che soffre Hugo Chávez, quello che potrebbe generare un colpo militare pro-bolivariano o un franamento del chavismo.

Di tutte forme, sarebbe molto ingenuo credere che il colpevole di tutti questi dissapori sia solamente Timerman. È ovvio che tutti questi errori furono approvati per CFK chi non si privò di tornare a consigliare sui problemi economici internazionali in questi ultimi giorni, proponendo la ricetta argentina e lasciando da parte la falsa modestia che mostrò dopo avere trionfato chiaramente nelle primarie.



...



p.s. come si può vedere il quadro internazionale è ben mutato! La Grecia, nonostante gli inviti a fare DEFAULT (alla maniera argentina ... ) dei soliti noti "pseudo-economisti-ciarlatani", sta contrattando il modo per uscire dalla sua critica situazione finnziaria ... e ben si guarda dall'assumere la posizione argentina ... se ci sarà un TAGLIO sarà concordato e saranno prese misure per risanare i conti pubblici!!! ...

... il mondo non può più lasciare che si facciano DEFAULT per fregare gli altri e IMPORRE AI CREDITORI CONDIZIONI CAPESTRO!!! ...


... al prossimo G20 ... l'rgentina verrà cacciata ... a meno che non rientri nei ranghi e paghi gli HOLDOUTS!!! ...
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Vecchio 28-09-11, 13:09   #7 (permalink)
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Economía gran enemigo del kirchnerismo


28.09.2011 | politica | Per: Carlos Manuel Acuña

L'Economia: Il gran nemico del kirchnerismo



Per Carlos Manuel Acuña per l'Informatore Pubblico

Era scritto: l'economia è già il gran nemico dichiarato dell'oficialismo e si trasformerà nel centro di tutti gli attacchi politici, la vittima propiziatoria per attribuirgli le responsabilità del fallimento e delle misure antipatiche che si dovranno adottarsi nel futuro vicino.

L'economia, così a secche, sarà il causante di tutto quello che succeda, di tutto quello che ci succederà agli argentini e per certo saranno lontano i momenti sorridenti, le frasi altisonanti con che si spinse il consumismo preelettorale, il gran cercatore di voti per compiere quello che vaticiniamo sempre: il kirchnerismo non abbandonerà il potere benché le circostanze si mostrino avverse ed insuperabili.

Sta allora osservare lo scenario che si scorge lentamente nel campo sociale e sperare di soppesare quello che succederà quando l'instabilità si aggravi, quando arrivi il momento di vincere questo nuovo rivale inesorabile, poderoso ed esteso oltre le frontiere.

L'economia, sempre invincibile e regolata a regole precise che, quando glieli ignora, rimangono nell'attesa di ritornare allo scenario; ora si prepara per regnare nell'Argentina sotto nuove istanze e concretamente, liberare una corsa contro l'orologio elettorale del cristinismo.

In altre geografie, mostrò già i denti quando gli errori diplomatici determinarono che si muovessero alcuni molle per negare al paese un piccolo credito internazionale.

Quando Cristina lo seppe prima del suo viaggio degli Stati Uniti, si lanciò dei capelli, gridò nella solitudine del suo ufficio, mentre si chiudevano porte per evitare che si ascoltassero le urla di protesta; fu allora quando Amato Boudou soffrì un slittamento nelle dure parole del Presidente, ma di quello seppe più tardi: nelle sue inquietudini, primo stava la sua nuova chitarra per la gran musica che l'aspetta a partire dal 23 di ottobre.

Neanche l'ombra di un secondo giro lo raggiungeva nei suoi pensieri e, molto lontano nelle sue elucubrazioni, la possibilità dell'addio di Di Vido nel futuro governo appena se era un segno lieve di inquietudine.

Neanche lo raggiungeva - né gli raggiunge - per il momento, l'instabilità del ministro senza portafoglio Horacio Verbitsky o le liti interne di Randazzo che possono modificare la tranquillità della vittoria elettorale che dà per scontata.

Neanche gli preoccupa chi occuperà la sua poltrona nel ministero di Economia che cambierà per quello della presidenza del Senato della Nazione.

Quale sarà la sua vera rotta politica...? Per il momento gli interessa solo avanzare nelle conversazioni con gli organismi internazionali di credito, dove i sorrisi tendono a spegnersi, a diventare sempre di più gelate, mentre non sa come rispondere le domande difficili di funzionari stranieri alle quali niente interessa loro il rock, quella gran passione giovanile che tanto l'ha servito.

Sa solo che la sua gestione nel livello dirigente, del quale non vuole scendersi, sarà accompagnata per altri giovani di La Cámpora che saranno i nuovi funzionari. Essi sé che capiscono di musica!

Mentre Cristina smetteva di gridare ed Amato sceglieva chitarre, nella Banca Centrale dell'Argentina sempre di più rapida estraevano conti della cascata di dollari che cercarono nuovi destini in altre latitudini.

Settanta mille milioni dal 2007, quando l'era kirchnerista passava per il suo migliore momento.

Ieri, dopo che la settimana passati gelosi funzionari dell'AFIP furono estratti con "scatole stemperate" delle succursali delle principali banche ubicate nelle città più importanti dell'interno, dove si rifiutarono di segnalarloro quelli clienti che compravano o vendevano dollari, l'istituzione rectora del sistema monetario nazionale autorizzò un nuovo drenaggio di riserve.

Milioni e milioni di dollari escono di rotta agli Stati Uniti, della mano di alcuni finanzieri simpatici alla Casa Rosata. Qui, la valuta è comprata a qualcosa più di 4,20 pesi e rivenduta a New York a quasi 4,70 pesi.

Lì si comprano "carte argentine" che sono ricomprati per il Centrale, e così si organizza e funziona un'interessante catena che bonifica sempre di più rapido le riserve che trasformano ai nostri pesi in "carta dipinta".

Sarà per quel motivo che vogliono sopprimere la figura di Julio Argentina Roccia dei biglietti di cento pesi? Tutto un omaggio al padre della nostra sovranità territoriale a chi si proporsi rimpiazzare per Charlie García in un programma radiale o Armando Maradona, cioè, tutta un'espressione dell'Argentina che viviamo.

Quindi Lei tranzó per Hipólito Irigoyen per accontentare ai radicali; ma non c'allontaniamo dal tema centrale: Che cosa è quello che determina che la Banca Centrale della Repubblica autorizzi operazioni come quella che lasciamo più su descripta? Sarebbe buono avere una risposta.

Anche per altri punti interrogativi, come quelli che si formulano gli analisti più sensati. Per esempio, che cosa è quello che succederà quando finiscano i sussidi e migliaia e migliaia di persone - giovani, non tanto giovani, vecchi, donne, madri e genitori di famiglia o i suoi figli anche beneficiato - smettano di percepire gli apprezzati pesi che regalano loro mensilmente.

Alcuni si immaginano l'inizio di un caos più avanzato e manifesto. Altri aspettano violenza e si domandano come quello scenario pieno di portatori di picconi sarà per strade e nelle rotte, carichi di necessità, di una scomodità nella che non crederono quando li fu avvisati.

Stanno quelli che ancora credono che un buono raccolto di soia girerà a mettere al campo in condizioni di essere spremuto come succedè sempre in questa classe di crisi.

I più realistici ricordano le vecchie minacce che non si realizzarono mai come, per esempio, gli incameramenti alle cassette di sicurezza, la nazionalizzazione delle esportazioni o l'estatización finanziaria che lasciarono già la sua esperienza.

Allora, stanno quelli che vedono i compratori di dollari in piccole quantità ma che, sommati, convertono alla cascata che vuota sempre di più al Centrale in una cifra importante.

Li immaginano nell'attesa di una salga del valore del biglietto che è già stimata in più di sei pesi, ed altri si azzardano ad elevarla a dieci. Questi compratori - o speculatori formica - sono gli stessi che ripetono il tambureggiamento di "Cristina guadagnò" già e fino ad arrischiano una simpatia in favore di quello voto, benché riconoscano a voce bassa che esiste una frode preelettorale che si completerà col cibernetico nella notte del 24.

Infine, l'Argentina è così. Si sa della frode, dell'incendio delle urne con le prove, delle volontà comprate, dell'incertezza permanente, dei politici che cambiano partito per tornare a cambiare un'altra volta oppure a preparare si ferma passare ad altri blocchi, della chitarra di Boudou, delle grida di Cristina, dell'esplosione misteriosa di Esteban Echeverría, di futuri ragazzini che saranno ascesi a ministri, segretari o direttori Alcuni ambasciatori, forse?

Si conosce anche il dramma dell'insicurezza, del narcotraffico, del migliaio di piste clandestine quasi doppio, delle minacce quotidiane, dell'indefensión, della gioventù finanziata ma soccombuta per il delitto, della corruzione a gran scala, della gigantesca truffa delle Madri della Piazza di Maggio, del comportamento dei parricida Schoklender, dei cartoncini di Timerman, delle gravi accuse contro Jaime - per citare quell'esempio come passando - degli scandali di Zaffaroni ed Oyarbide, di altri giudici prevaricatori, del tentativo per riformare la Costituzione Nazionale per confermare il nostro anticipo che il kirchnerismo non abbandonerà il potere benché perda le elezioni.

Ma niente importa. Ora si stabilirà nella scena al gran nemico ed i suoi costruttori, al gran colpevole chiamata Economia che sarà accusata in mezzo all'ignoranza che ella, bene o male, guadagna sempre.


... lacrime e sangue ...


p.s. interessante la "bonifica" alla BCRA!!! ... il Centrale vende pesos agli amici a 4,20 ... che dopo ricompera di nascosto a 4,74!!! ...
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Vecchio 28-09-11, 13:27   #8 (permalink)
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L'INDICATORE È USATO PER DIPENDENZE UFFICIALI PER STIMARE INFLAZIONE

L'Indice di Prezzi del PBI arrivò al 20 percento, ma secondo Economia chiuderà nel 13,4 percento

28-09-11 00:00 l'IPI o deflatore del PBI arrivò al 20,1 percento nel secondo semestre. Avanzò 3 percento in tre mesi. Ma il Governo stimò che chiuderà l'anno con un forte freno nel Presupposto 2012


Esteban RAFELE Buenos
L'Indice di Prezzi Impliciti (IPI) che misura l'Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti, Indec, di forma trimestrale, accelerò con forza e lanciò una salga di 20,1 percento interanual nel secondo semestre dell'anno, come diffuse l'organismo la settimana scorsa.

Tuttavia, il Governo spera che quell'indicatore termini con un incremento del 13,4 percento al fine di anno, come si stacca dal disegno di legge di Presupposto 2012 inviato al Congresso.

L'IPI o deflatore del PBI misura i prezzi dell'economia del paese, comprese le sue esportazioni.

Come mirò il direttore tecnico dell'Indec, Norberto Itzcovich, l'espansione si spiega perché il maggiore sedimento viene dato per la porti su dell'IPI di esportazioni. L'IPI del consumo privato portò su 14,3 percento, quello del consumo pubblico, 16,6 percento, quello di investimento rozzo fisso, 8,5 percento, e quello delle esportazioni, 25,9 percento.

Quell'indicatore di prezzi saltò tre punti percentuali tra il primo ed il secondo trimestre, dal 17,2 percento al 20,1 percento, informò l'Indec. L'IPI si pubblica con l'avanzamento del livello di attività. 2010 aveva terminato con una variazione interanual del 15,4 percento.

Per un economista multato per il Governo che, per quel motivo, preferì non essere citato la stima del 13,4 percento per l'evoluzione dell'IPI al fine di anno è un'altra dimostrazione di più che il Presupposto è inventato.

Economia stimò una decelerazione nell'indicatore negli anni seguenti: 12 percento in 2012; 10,9 percento in 2013 e 10,1 percento in 2014.

Quell'accelerazione è consistente con l'espansione del Producto Bruto Interno, PBI, e l'accelerazione della marcia dei prezzi che misurano province e consulenti private.

È anche on-line con indicatori dell'Indec che seguono, di un o un'altra maniera, ai prezzi, come l'Indice di Salari che cresce ad un ritmo superiore al 25 percento interanual, arrampicò al 29 percento in Luglio ultimo.

L'altra inflazione
Sebbene l'IPI non è un indice di prezzi al consumatore, acquisì un'altra rilevanza dopo dell'intervento dell'Indec da parte del segretario di Commercio, Guglielmo Moreno, in 2007.

Fino ad allora, l'IPI e l'Indice dei prezzi al consumo mantenevano più o meno una tendenza uniforme. Dopo, divorziarono. L'Indice dei prezzi al consumo avanza ad un ritmo di tra 9 e 10 percento interanual.

L'IPI si espande al 20,1 percento. L'IPI è usato per organismi del settore pubblico per realizzare relazioni con statistiche ufficiali meno controverse.

Economisti vicini al Governo e funzionari affermano off the record che l'inflazione non è del 25 percento annuale, come stabiliscono le consulenti, e lanciano un numero arabo di tra 17 e 20 percento, simile a quello dell'IPI.

La Banca Centrale, BCRA, si avvale dell'IPI e di altri indicatori per inviare l'avanzamento dei prezzi. La stessa cosa succede con organismi di riscossione di imposte provinciali, per esempio.

A partire dall'intervento di Moreno nell'organismo, economisti privati usarono quell'indicatore, fino a che l'Indec l'interruppe. Dopo, i consulenti cominciarono ad elaborare misurazioni proprie.
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Vecchio 28-09-11, 13:29   #9 (permalink)
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...
p.s. lui si interessa solo di protezione degli animali!!! ...
Viene da pensare che sia mosso unicamente da sentimenti egoistici di autoprotezione

Molto bella la BAIA DEL PORCARGENTINO !!!

Approfitto per far notare che si sta avverando un'altra delle tante previsioni fatte da lungo tempo da noi "analisti resistenti" del FOL

Non fa piacere alle nostre tasche di Tangoderubati (perchè così chissà se mai si rivedranno i nostri soldi ) che l'evoluzione delle vicende argentine stia confluendo nello Scenario Zimbawe (versione Cuba : si era anche ipotizzata la versione Haiti ma per quella sarebbero necessari ancora un po' di terremoti, eruzioni e meteoriti ), ma almeno abbiamo il piacere di avere conferma che siamo ancora dotati di una decente quantità di buon senso e di capacità di analisi.

Suppongo che questa prospettiva risulti ben promettente a tutti i tanti put.tanieri italiani per tutelarsi dal probabile prossimo calo dell'offerta low-cost a Cuba
Acchiappaladri non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-09-11, 13:39   #10 (permalink)
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Lì si comprano "carte argentine" che sono ricomprati per il Centrale, e così si organizza e funziona un'interessante catena che bonifica sempre di più rapido le riserve che trasformano ai nostri pesi in "carta dipinta".
...
...
p.s. interessante la "bonifica" alla BCRA!!! ... il Centrale vende pesos agli amici a 4,20 ... che dopo ricompera di nascosto a 4,74!!! ...
Sì, molto interessante
Questo analista argentino che presumibilmente ha accesso diretto ai fatti che analizza CONFERMA L'IPOTESI (ovviamente mafiosa & truffaldina ) INTERPRETATIVA fatta ieri da poprad

Maaaahhhh ... fino a quando la maggioranza degli Argentini che viene derubata (anche) in questo modo sopporterà senza scendere in piazza con schioppi & forconi ???

P.S. E' da delirio cosmico l'idea di fare la nuova carta igienica ... ooops, banconota ... argentica con la facciazza di Maradona che, se ben ricordo che cosa si è detto dell'ultima "manovra", dovesse rimettere piede in Italia DOVRà ESSERE PRONTAMENTE INGABBIATO dalla GdF
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