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#1 (permalink) |
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BPT: come poter difendere i risparmi di una vita di lavoro?
Di fronte all'aggravarsi di questa crisi senza precedenti forse sarebbe opportuno cercare di difendere a tutti i costi il valore economico dei titoli di stato italiani in portafoglio.
Secondo me sarebbe opportuno recepire e far propria l'idea del prof. Zingales, candidato al Nobel per l'Economia, sviluppata sul Sole 24 Ore di domenica, idea che si basa su 3 assiomi, cioe' che A) l'Italia (Grecia) non uscira' dall'Euro, se le cose andranno male sara' la Germania a salutare l'Euro per costituire un Euro "core" con i suoi satelliti. Se sara' cosi', tenere CCT BTP potrebbe essere una sciagura, perche' nominalmente non si perderebbe niente, ma ci saranno fin da subito delle svalutazioni, inflazioni, etc. per tutti gli Olivenlander ancorati all'Euro ed esclusi dall'Euro Core o SuperEuro B) l'Italia non fallira' C) pare difficile al momento superare i limiti alla rivalutazione del franco imposti dalla Banca Centrale Svizzera (barriera di 1,20), per cui non ha senso hedgiare alcuna posizione italiano con derivati sul CHF. La mia idea sullo scenario Zingales: vendere i TDS italiani in Euro e comperare TDS in altre valute, meglio ancora TDS italiani in Franchi. In particolar modo mi piacciono dei bond Italia 2018 in Franchi svizzeri. Rend. eff. lordo CH0023970400 quotati 85 rendimento 5,40 % Due sono gli scenari negativi che vedo da una simile strategia 1) una svalutazione del franco svizzero da 1,20 in giu'. 2) il fallimento dell'Italia Lo scenario neutrale e' incassare una cedola alta, tassata favorevolmente al 12,50% Tutti gli altri scenari residui sono positivi, in particolare quello di Zingales ("Bye bye Italia da parte della Merkel") A questo punto chiedo agli esperti del Forum: dopo aver venduto i BTP italiani in lire che rendono il 5,70%, come e' possibile acquistare questi BTP italiani in franchi svizzeri che rendono il 5,45 % per difendere i risparmi di una vita di lavoro ? Italien, Republik SF... - Anleihe - A0GLUL - Finanzen100 Io sono dispostissimo a perdere una parte del rendimento dei BTP, pur di avere la sicurezza che la Merkel non giochi brutti scherzi e crei un SuperEuro, oppure un'unione di paesi Euro Core. Sono disposto anche a pagare una commissione elevatissima alla Borsa di Zurigo (anche lo 0,50%, anche l'1%) Pero' di tutte le mie banche online nessuna di esse mi permette di acquistare questo ISIN svizzero relativo ai BTP in franchi svizzeri. Avete un'idea se sia possibile per un comune mortale comperare questi BTP esteri ? Devo chiedere alle banche che li censiscano ? C'e' qualche banca online che permette di comperare obbligazioni in Svizzera ? |
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#2 (permalink) | |
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a difesa del gregge
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 8,628
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#7 (permalink) | |
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Grazie della risposta, ma questa emissione della Repubblica Italiana non e' un titolo OTC per cui si rende necessario reperire delle informazioni di difficile reperibilita' tramite Bloomberg. E' un titolo della Repubblica Italiana, quotato a Zurigo e forse anche a Londra e a Francoforte. In cambio di una leggera penalizzazione sul rendimento di pochi centesimi permette di agganciare il Franco Svizzero, una valuta notoriamente considerata un bene rifugio in tempi difficili. Sarebbe interessante pure segnalare tutti i titoli della Repubblica Italiana emessi in Franchi Svizzeri, per avere un panorama piu' esteso ed una maggiore possibilita' di scelta. Ripeto che la prima necessita' e' la difesa del risparmio di un'intera vita di lavoro e di sacrifici, senza nessun intento speculativo. Ciao |
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#8 (permalink) | ||
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Data registrazione: Nov 2008
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AGI News On - CRISI: PASSERA, DOBBIAMO SAPERE: C'E' RISCHIO DEFAULT ITALIA Conosco i miei polli...cioè i giornalisti! Troppo irresistibile per loro lo scoop e il sensazionalismo. Ho provato a cercare in rete e già queste dichiarazioni fresche fresche, sono state ribattute dalle agenzie Italiane. Aspettiamo che per domani a mercati aperti le replichi anche la Reuters e altre agenzie internazionali, in inglese, per darle in pasto al mondo intero, e godiamoci un altro lunedì nero. Tra l'altro non solo per queste dichiarazioni, che sono solo un corollario, basta e avanza lo schifo di meeting Ecofin che si è tenuto venerdì scorso (ora che il mercato ha avuto un week end per ripensarci a mente fredda) e il nuovo rilancio di misure draconiane della Troika pretese da Atene, tra cui il licenziamento di 100.000 statali entro il 2015. Basta e avanza per riveder spuntare le molotov a piazza Syntagma. Poi a seguire, o in giornata o martedì, arriveranno le precisazioni e si chiarirà che Passera intendeva che non dobbiamo sottovalutare i rischi che stiamo correndo e quindi dobbiamo impegnarci in maniera già ora emergenziale a risanare il bilancio dello Stato e a fare le riforme per rilanciare lo sviluppo. Ma ovviamente la prima versione che girerà domani sarà: Passera: "non diamo per scontato che l'Italia non fallirà"
Ultima modifica di StockExchange : 18-09-11 alle ore 23:24 |
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Luigi Zingales ![]() Luigi Zingales è Robert C. McCormack Professor of Entrepreneurship and Finance alla Graduate School of Business dell'Università di Chicago, dove insegna dal 1992. E’ faculty research fellow del National Bureau of Economic Research (NBER), research fellow del Center for Economic Policy Research (CEPR) e fellow dello European Corporate Governance Institute. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale. I suoi principali ambiti di ricerca sono la teoria dell’impresa, le cause e gli effetti dello sviluppo finanziario e la corporate governance. Ha pubblicato per le maggiori riviste scientifiche economiche e finanziarie e, recentemente, ha pubblicato con Raghuram Rajan un libro intitolato: “Saving Capitalism from the Capitalists”per la Random House (febbraio 2003). " La Bce ora è in trappola. Se si tira indietro, l’Italia fallisce. Se non si tira indietro, l’euro si spacca. Le dimissioni di Stark suggeriscono che si sta andando nella seconda direzione. LaGermanianonaccetta lamonetizzazione del debito. Teme una frattura dell’Europa,matemeancora di più l’inflazione. Cosa farà? L’ipotesi più probabile è la formazione di una unione monetaria alternativa, in cui la Germania abbia di fatto potere di veto. La Germania, con i Paesi del Nord Europa e la Francia, rappresentano un’area economicamente omogena per una moneta comune. Per minimizzare il costo politico di "distruggere l’Europa", la Germania può presentare questa manovra come un passo in avanti, invece che un passo indietro. Con questi Paesi, la Germania entrerebbeinun’unionenonsolo monetaria ma anche fiscale. Sarebbe disposta a farlononsolo perchè questi Paesi sono più omogenei e meglio governanti, ma anche perchè creando una nuova unione sarebbe in grado di ridefinirne la governance. Il principiodiuno-statoun-votoe quello di unanimità per tutte le decisioni sarebbe rimpiazzato da voto pesato per popolazione o Pil e decisioni a maggioranza. Inentrambii casi, itedeschicontrollerebbero di fatto l’unione. L’attuale euro rimarrebbe la moneta del Sud Europa. D’altra parteilgovernatoredellaBcesarà un italiano, il vicegovernatore portoghese, e, con Stark dimissionarioeTrichetafinemandato, l’executive board, è composto solo di rappresentanti del Sud Europa, con l’eccezione del belga Peter Praet. Questi Paesi rimarrebbero in un’Europa di serie B. Solo dopo aver dato prova di essersi riformati, migliorando la competitività e il bilancio pubblico, potranno essere ammessi all’Europa di serie A. È quello che sarebbe dovuto succedere con Maastrich, se non fossestatoperlepressionipolitiche, soprattutto dell’Italia. Anche oggi l’unica reticenza dei tedeschi nel farequesto passosarebbequelladiabbandonare l’Italia, un partner commerciale importante eunodei Paesi fondatori dell’Europa. Ma, come mi ha confessato un amico tedesco,Berlusconili staaiutando enormemente a superare questa reticenza. Luigi Zingales |
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#10 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2000
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In uno scenario del genere, in Italia, il debito diverrebbe piu' sostenibile proprio grazie alla svalutazione e ci sarebbe anche un probabile incremento di competitivita' dovuto sempre all'effetto svalutativo della moneta, incremento pero' in buona parte controbilanciato dal maggiore costo dei prodotti importati, soprattutto dell'energia.
Pero' sarebbe tutto sommato, come la vedo io, una situazione ancora gestibile, dal punto di vista italiano. Dal punto di vista tedesco un'ipotesi del genere non salverebbe i dententori di debito del sud-europa, come le banche tedesche e francesi, a pesanti perdite di valore dei titoli, proprio per l'effetto della svalutazione. Non sarei pertanto cosi' sicuro che questa sara' la soluzione caldeggiata dalla Germania, sarebbe troppo vantaggiosa per noi e troppo svantaggiosa per loro. Ultima modifica di er_drago : 18-09-11 alle ore 23:43 |
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