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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 74
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bfpo vs bfpi
Ciao,volevo un parere dagli esperti del forum, in un'ottica da cassettista e potendo mettere da parte 250 euro al mese,conviene acquistare buoni fruttiferi ordinari oppure indicizzati all'inflazione?Consideriamo che questi soldi sono un di più e che quindi non verrebbero toccati.Grazie per gli eventuali consigli
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 180
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Personalmente tra i buoni fruttiferi prediligo alla stragrande quelli indicizzati all'inflazione.
Già nell' obbligazionario/tds cerco di diversificare tra tasso fisso e variabile (sia inflazione che euribor), ma più vado a lungo termine (ma parlo max di 10-12 anni) più solitamente prediligo il variabile. Certe volte comunque di fronte a certi rendimenti del fisso il rischio è relativo. E' un rischio molto calcolato: è improbabile che l'inflazione o tassi si alzino in pochi anni così tanto da renderlo svantaggioso. O comunque c'è l'attrattiva di correrlo, diciamo così. I bfp alla fine danno comunque rendimenti modesti. Onesti ma modesti. Il loro appeal è soprattutto nel non dover aprire conto titoli, nel minimo di 250 euro, della non volatilità e che si possan ritirare in qualunque momento. Quelli ordinari non è che rendano rendimenti da capogiro (per usare un eufemismo). A parte che spesso a me (ricorderò male) sembra rendano meno o quasi fin dall'inizio, boh... ma anche rendesserò un po' di più sarebbe in assoluto niente di consistente. Ad ogni modo, a maggior ragione per i buoni fruttiferi, in cui l'obiettivo ritengo sia il preservare capitale "REALE" in qualunque momento e magari aver aggiunto un'anticchia, quelli ancorati all'inflazione trovo sian uno strumento molto più sensato. |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2011
Messaggi: 120
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Una domanda:
in un ottica di cassettista puro, con propensione al rischio altamente conservativa, quale percentuale del vostro portafoglio dedichereste a questi prodotti? E tra i due, Bpfo e Bpfi come li suddivireste? |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 180
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A prendere alla lettera il "cassettista puro" in teoria anche zero%. Onestamente.
In vero, anche per chi è cassettista sia come tipologia di investimento sia per sicurezza nella non necessità di quei capitali, è buono tenersi un margine che si possa svincolare in qualunque momento (senza perdite). Non si sa mai. Uso i bfp perchè, sinceramente, anche perchè gli altri prodotti che molti usano per finalità simili ( pct, conti "alla conto arancio" ecc.) li trovo più scomodi, più antipatici ecc. E' probabile che sbagli. Attualmente ho in essi il 5%. Ma detto ciò, a lungo termine i titoli di stato "normali" continuano a rendere di più. E il rischio è il medesimo (a parte la volatilità a breve), a lungo termine. Non vorrei che qualcuno si sia fatto l'idea che i Bfp siano esenti dal rischio insolvenza rispetto ai BTP. Le motivazioni per scegliere questi sono capitale minore (che renda il costo del conto titoli troppo esoso in percentuale, specie di questi tempi), e l'evitare altre magagne. In generale dipende da persona a persona: senza sapere di più, ad esempio l'ordine di grandezza del capitale totale, è difficile consigliare appropriatamente. |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 74
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 996
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Mi limito a darti la mia visione ![]() Fatto "100" il portafoglio di un investitore con zero propensione al rischio, nel contesto attuale e volendo far crescere il capitale (cioé fare in modo che gli interessi man mano guadagnati gènerino a loro volta interessi con il passare del tempo), farei: 2/3 BFP ind. infl. 1/3 BFP ord. In questo modo, due terzi del portafoglio (la componente BPF ind. infl.) si aggancia all'inflazione e consente la protezione del capitale dall'erosione causata dall'aumento dei prezzi. Non vale per tutti livelli d'inflazione! L'ultimo terzo, i BFP ord., sono quelli più facilmente comprensibili ma non forniscono grandi soddisfazioni di rendimento: questo è il prezzo che si paga per la loro sicurezza (garantiti dallo Stato, capitalizzazione composta degli interessi ma nessun aggancio all'inflazione). |
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