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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 7,386
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Citazione:
Adesso gli avidi sono sulla grecia,kissa se anche loro da avidi a breve diventeranno benefattori
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 7,386
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Citazione:
devono trasferire ladronia al nord ,i leghisti si stancano di fare milano roma ,insomma è faticoso prendere un aereo x andare a rubare roma meglio farlo direttamente a milano.Devono fare un semplice switched da roma ladrona a milano ladrona
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#9 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jul 2010
Messaggi: 250
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Crisi, Italia sotto la lente.Juncker:Se salta Grecia rischia Roma Dopo outlook negativo S&p anche Moody's mette rating Paese sotto osservazione. Maroni critico, Confindustria punta su impegni Roma, 18 giu. (TMNews) - L'Italia finisce sotto la lente delle agenzie di rating e sale il pressing sul governo ad affrontare subito le debolezze strutturali del Paese per tranquillizzare i mercati. A un solo mese di distanza da Standard&Poor's che aveva assegnato al rating italiano un outlook negativo, anche l'altra agenzia americana Moody's ha messo il Paese sotto osservazione valutando la possibilità di un declassamento. A mettere in guardia Roma dal rischio di contagio della crisi greca all'Italia e altri paesi europei è stato anche il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker che ha affermato che "il default può contagiare il Portogallo e l'Irlanda ma poi, a causa del loro debito elevato, anche il Belgio e l'Italia, persino prima della Spagna". Se da un lato la doccia gelata di Moody's fa da sponda alla linea di rigore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti in procinto di presentare una manovra da oltre 45 miliardi di euro, dall'altro il ministro leghista Roberto Maroni definisce "quasi intimidatorio" l'annuncio dell'agenzia di rating, che ha messo l'ultimatum dei tre mesi per valutare il possibile downgrade. In tre mesi, ha osservato Maroni, "può succedere di tutto e di più, non so se è normale che ci si comporti così dando dei messaggi quasi intimidatori per quello che potrà succedere tra tre mesi". Il ministro dell'Interno è poi tornato a invocare scelte coraggiose. "Noi siamo il governo italiano e dobbiamo fare scelte importanti, impegnative e soprattutto coraggiose, dopodiché - ha detto - le agenzie di rating si accorgeranno che c'è un governo che governa". Non appare preoccupato il ministro Roberto Calderoli, che ha sottolineato che quello di Moody's "non è un declassamento ma un avviso" e sostiene che il governo ha "lo spazio per fare una buona manovra e una buona riforma fiscale che sia equa e che possa determinare la ripresa". Anche le imprese non credono al rischio default per l'Italia ma solo a condizione che l'esecutivo rispetti gli impegni concordati con l'Europa sul piano di rientro del deficit e il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014. "Io credo che - ha dichiarato il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli - se l'Italia tiene fede, come il governo ha detto di voler fare, al piano di rientro approvato dalla commissione europea che prevede il pareggio di bilancio nel 2014 questi rischi dovrebbero essere fugati". Viale dell'Astronomia insiste però sul rilancio della crescita senza il quale non potranno mai essere realmente rimosse le debolezze strutturali del Paese. Il governo "deve fare di più sul piano della crescita". Nel piano nazionale di riforme "ci sono tante misure" che "se fatte seriamente possono sicuramente aiutare" lo sviluppo. Ma, ha avvertito, "la crescita non può essere fatta con il debito". TMNews - Crisi, Italia sotto la lente.Juncker:Se salta Grecia rischia Roma |
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#10 (permalink) |
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Stairway To Heaven
Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 14,218
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Chi vi ripagherà, cari Bibì & Bibò?...
Alitalia, ecco la truffa di B.
di Stefania Maurizi Nel dossier riservato Usa che pubblichiamo in esclusiva, l'analisi lapidaria dell'amabsciata americana sulla cordata Cai. "È una pagina triste, Berlusconi ha aiutato i suoi amici e fatto pagare i debiti ai contribuenti italiani" (17 giugno 2011) La cordata Alitalia? "Amiconi del Cavaliere, che si sono presi il meglio della compagnia lasciando ai contribuenti il peso dei debiti". Ora che si ricomincia a parlare di un futuro francese per la compagnia di bandiera, fa effetto leggere il giudizio di Washington sul ruolo di Silvio Berlusconi nella vicenda. L'analisi, contenuta in un dossier riservato ottenuto da WikiLeaks che "l'Espresso" pubblica in esclusiva, si intitola: "Alitalia vola ancora sotto bandiera italiana, ma a un prezzo alto per l'Italia". A scrivere è Ronald Spogli, l'ambasciatore americano inviato a Roma da George W. Bush, che ha raccontato come tra Berlusconi e Bush ci fosse "un'intesa particolare". Nella stagione di Spogli tra Palazzo Chigi e Casa Bianca c'è stato un filo diretto, che ha fatto nascere operazioni internazionali, missioni militari e grandi affari. Eppure è difficile immaginare un giudizio più tagliente sull'operato del premier. "Durante la campagna elettorale della primavera 2008 l'allora candidato Berlusconi è intervenuto sulla vendita di Alitalia, dichiarando che sarebbe dovuta rimanere "italiana"". Spogli ricostruisce come durante il governo Prodi l'appello del Cavaliere e le proteste dei sindacati abbiano fatto tramontare l'offerta di Air France-Klm per rilevare la compagnia. "Avendo mandato in fumo l'affare, Berlusconi si è ovviamente ritrovato sotto la pressione politica di dover salvare in qualche modo Alitalia". Allora, per "fornire la sua soluzione italiana Berlusconi ha usato le proprie capacità politiche e personali al fine di convincere un gruppo di ricchi uomini d'affari italiani a dedicarsi al "salvataggio" della compagnia e a preservarne l'italianità". E' così che sedici investitori formano la Cai, Compagnia aerea italiana. E il risanamento dell'impresa è presto spiegato: "(I sedici, ndr.) saranno aiutati da una legge italiana sulla bancarotta fatta su misura, che permetterà di dividere in due la compagnia: gli obblighi e i debiti di un miliardo di euro rimarranno alla "bad company", che sarà di responsabilità del governo italiano, e Cai si terrà la parte redditizia". L'ambasciatore descrive i sedici uomini d'affari, da Roberto Colaninno a Gilberto Benetton, in un paragrafo dal titolo: "Gli investitori Cai: capitalisti o amici degli amici?". Poi il commento finale dell'emissario di Bush, lapidario: "La saga Alitalia è un triste memento di come funzionano le cose in Italia e della debole aderenza di Berlusconi ad alcuni principi base del capitalismo del libero mercato. Berlusconi aveva la possibilità di lasciare che questa vicenda fosse gestita come una faccenda di affari e invece ha scelto di politicizzarla (...) un gruppo di amici stretti di Berlusconi sono stati allettati a prendere la porzione sana di Alitalia, lasciando i debiti ai contribuenti italiani. Le regole della bancarotta sono state cambiate nel corso dell'operazione per soddisfare i bisogni del governo (...) il modo in cui questo affare è stato gestito - amicizie, interferenza politica, preferenza per acquirenti italiani e leggi fatte su misura - ha offerto al mondo un chiaro promemoria dei limiti dell'Italia in materia di investimenti". Tanto più che "resta da vedere se i viaggiatori italiani ne beneficeranno". E che Alitalia ha comunque bisogno di un alleato internazionale, per non restare chiusa nella provincialità. Su questo punto, nel file dell'ottobre 2010 Spogli sottolinea il sostegno della Lega per Lufthansa che promette di mantenere l'hub milanese di Malpensa. Ma meno di tre anni dopo, anche i tedeschi hanno fatto le valigie abbandonando lo scalo lombardo. E tutto torna sulla rotta di Parigi: anni e miliardi buttati via. Alitalia, ecco la truffa di B. - l’Espresso |
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