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Titolo di riferimento: ARGENTINA MERVA Quotazione al 28/05/2012 2.354,3100 (0,60 %)  
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Vecchio 18-06-11, 07:39   #1 (permalink)
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Argentina ladronia 8: Hic sunt ladrones: Rataladrona e Porcargentino

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argentina: paese di ladrones che continuano a truffare i risparmiatori e che non rispettano i trattati e le sentenze internazionali!!!


... veniamo da qui ...

Ultima modifica di segalello : 18-06-11 alle ore 16:21
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Vecchio 18-06-11, 08:03   #2 (permalink)
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El afiche que enfureció a Cristina (y cumbre en Economía) ( Cristina Fernández;Daniel Filmus;Carlos Tomada;Cabandié;Boudou;afiches )

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... RATALADRONA INFURIATA ...

... la KRETINA ... si infuria per un manifesto elettorale in cui viene associata ai suoi candidati per Buenos Aires ... teme che un INSUCCESSO elettorale comprometta le sue possibilità di essere rieletta come PRESIDENTA!!! ...


p.s. la KRETINA è ancora incerta se ricandidarsi ... ed è nervosissima ...
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Vecchio 18-06-11, 08:11   #3 (permalink)
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Nueva encuesta consolida el dato que habrá 2da. vuelta para Presidente ( elecciones 2011; cristina fernández; nueva comunicación )

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... i sondaggi indicano che ci sarà un ballottaggio per la nomina a Presidente dei LADRONES!!! ...

... la KRETINA che sino a poco tempo fa pensava di poter vincere facilmente al primo turno ... incomincia a farsela sotto ...
segalello non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-06-11, 08:16   #4 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da GHERARDINO
e la mia tabellina ???

io ho solo googlato " soia prezzi " e il primo risultato è stato quella tabellina che c'è sopra .

Va b eh proseguiro' questa discussione piu' avanti adesso devo andare a veder paolo rossi al piccolo( roba di sinistra .... )
Siccome è fine settimana mi tocca uscire di casa prima per cui sono qui a risponderti (la materia mi piace).
La tua tabellina non so da dove venga e mi sembra riporti quotazioni italiane... è titolata in italiano..comunque non ci riconosco le quotazioni.
La qual cosa non sta a dire che la tabellina non sia vera, piuttosto potrebbe riportare prezzi italiani al consumo oppure prezzi italiano al produttore...forse europei ?....un mix ?...forse quotazioni in ton metrica oppure il contrario ...
Per tagliare la testa al toro, riproduco in un grafico più preciso, maggio 2010-maggio 2011 del CBOT (...Chicago che è l'unica quotazione di riferimento del globo.... o quasi) ...anche se più avanti possiamo analizzare il periodo più lungo che va dai massimi di giugno 2008 ad oggi.

Io vedo una soia che da 940 è andata al massimo 1460 (arrotondiamo) cioè + 75 %

Il frumento va da 540 al massimo 950 cioè +76 %

I due prodotti sono allineati.

Ricordo che l'ipotesi di fondo (per la soia ma estendibile agli altri prodotti con più o meno enfasi) è che dai massimi ci sia spazio per uno storno di circa 30% che, con un'argentina la quale dichiara di aver venduto solo il 50% del prodotto stimato, potrebbe portare a qualche problema, sopratutto in anno elettorale con spese crescenti e fuga di capitali in accelerazione.

Ribadisco che il fatto che l'argentina sarà baciata dal "trend infinito" di questo secolo non risolve la congiuntura del 2011...ovvero qui e adesso.

C'è qualcosa di poco chiaro che devo meglio specificare oppure qualcosa che non ho capito nelle tue osservazioni ?
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Argentina ladronia 8: Hic sunt ladrones: Rataladrona e Porcargentino-soy.jpg  
Immagini allegate
 
Bonaca non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-06-11, 08:21   #5 (permalink)
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La OIT pide explicaciones al Gobierno por despidos y violencia en el INDEC

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... e CHIARADIA - ambasciatore della RATALADRONA - negli USA dichiara che l'ARGENTINA E' UN PAESE SERIO ED AFFIDABILE CHE DEMPIE AI SUOI OBBLIGHI INTERNAZIONALI!!! ...


... NEL FRATTEMPO MORENO TRAMITE I SUOI SCAGNOZZI FA SPEZZARE LE OSSA AI LAVVORATORI DELL'INDEC CHE SI RIFIUTANO DI TRUCCARE LE STATISTICHE SULL'INFLAZIONE ... :censored:

... TRAMITE I DATI TRUCCATI SULL'INFLAZIONE L'ARGENTINA CONTINUA DA DIVERSI ANNI (dal 2007) A TRUFFARE MIGLIAIA DI MILIONI DI DOLLARI ALL'ANNO AI RISPARMIATORI!!! ...
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Vecchio 18-06-11, 08:25   #6 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Bonaca Visualizza messaggio
Siccome è fine settimana mi tocca uscire di casa prima per cui sono qui a risponderti (la materia mi piace).
La tua tabellina non so da dove venga e mi sembra riporti quotazioni italiane... è titolata in italiano..comunque non ci riconosco le quotazioni.
[...]
... la besuga ha riportato i dati del mercato di Aulla di Sotto ...
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Vecchio 18-06-11, 08:40   #7 (permalink)
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L'OIL chiede spiegazioni al Governo per licenziamenti e violenza nell'INDEC

Dopo di tre anni di denunce, l'agenzia delle Nazioni Unite diede luogo ad un espongo della CTA e chiede spiegazioni per persecuzione corporativa nell'organismo statistico.



INDEC. L'OIL raccolse un richiamo presentato per la CTA. , Foto: DyN,

L'Organizzazione Internazionale del Lavoro, OIL, reclamò questo venerdì al Governo nazionale che si spieghi con urgenza rispetto allo stato di situazione corporativa che si vive nell'INDEC.

La domanda di spiegazioni di questa agenzia internazionale arrivò tre anni dopo che la CTA iniziasse un richiamo formale per licenziamenti e violenza contro impiegati dello statali dell'Istituto che sono critici dell'attuale gestione.

La Commissione di Libertà Sindacale dell'OIL - che organicamente dipende delle Nazioni Unite - approvò il caso nº 2.473 che iniziò puntualmente l'Associazione di Lavoratori dello Stato, Leghi, dopo denunciare licenziamenti e fatti di violenza contro soci che si opporsi all'attuale gestione dell'INDEC.

L'OIL chiese spiegazioni su:
* L'intervento e repressione violenta della Polizia Federale per ostacolare l'installazione di una targa di protesta nella porta dell'INDEC il 22 di agosto di 2007.
* Attacchi vandalici contro il locale sindacale di Leghi nell'INDEC successo il 21 di maggio e 15 giugno di 2008
* Se lo Stato garantì il ritorno al posto lavorativo della dirigente sindacale Liliana Gasco, Leghi, dato che così una sentenza giudiziale l'ordina.
* Il licenziamento di più di 13 impiegati affiliati a Leghi - a partire da novembre di 2007 - che si sdebitavano maggioritariamente nella Direzione di Indici di Prezzi al Consumatore e l'Inchiesta Permanente di Case.

Ugualmente, l'OIL chiese al Governo che fomenti "relazioni" di lavoro armoniose nell'INDEC e costituisca un tavolo di dialogo tra le parti affrontate.



... se non erro la KRETINA al termine del viaggio in ITALIA evitò di andare a partecipare al congresso della OIL che si tiene in Svizzera!!! ...

... LA RATALDARONA TEME IN OGNI MANIFESTAZIONE DI ESSERE MESSA DI FRONTE ALLE SUE RESPONSABILITA' IN OGNI PARTE DEL MONDO!!! ...

... E' PER TIMORE DEGLI HOLDOUTS ITALIANI CHE NON HA PARTECIPATO ALLA SFILATA DEL 2 GIUGNO!!! ... UNICA TRA TUTTI CAPI DI STATO INVITATI DAL PRESIDENTE NAPOLITANO!!! ... HA MANDATO IL SERVO DI VIDELA A RAPPRESENTARLA!!! ...
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Vecchio 18-06-11, 08:53   #8 (permalink)
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El Cronista Comercial - Lavagna: "La principal preocupación es que no hay un modelo económico coherente y consistente"

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... INTERVISTA AL DECANO DEI LADRONES!!! ...

... LAVAGNA (quello della famosa formula di calcolo del cupon/carotone ca.zzo) ... come al solito sbaglia la sua analisi ...

... L'ARGENTINA HA SEMPRE IL SUO MODELLO BASATO SUL FURTO ... SULLA RAPINA ... SULLA TRUFFA ... RESTA IL FATTO CHE NON FUNZIONA PIU' PERCHE' I RISPAMIATORI NON SONO PIU' DISPOSTI A FARSI TRUFFARE ...


p.s.e poi i "promotori finanziari" dei mierda-bond argentini che frequentano questo fol ... sono proprio scarsini ...

Ultima modifica di segalello : 18-06-11 alle ore 09:00
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Vecchio 18-06-11, 09:17   #9 (permalink)
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Alessandro, che bella foto in testa al thread. Se non ve ne foste accorti, vicino a me c'è la Isabella. La foto è made by Pietro Paganini.
Non era una brutta posizione quella. Dall'Excelsior un bel po' di tizi hanno guardato e fotografato, a gruppetti si mettevano a guardare interessati e commentanto un po'.
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Vecchio 18-06-11, 09:25   #10 (permalink)
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Roberto Lavagna - ex ministro di economia
Lavagna: "La principale preoccupazione è che non c'è un modello economico coerente e consistente" (infatti ... mancano i risparmiatori disposti a farsi truffare!!! ... )

17-06-11 00:00 l'ex ministro di Economia rompe il silenzio, in un'intervista esclusiva con We. E parla di tutto: inflazione, fugge di capitali, il inesistenza di un programma economico.


Per José Del Rio

Roberto Lavagna assicura che il ciclo come ministro di Economia è compiuto nella sua corsa professionale. "È" una tappa finita, affermerà terminante in in collaborazione suo esclusivo con We. Darà per finite così le versioni che l'installavano come un eventuale futuro "candidato a ministro" in campagna. Il suo CV segna che occupò il portafoglio di Economia e di Produzione tra aprile di 2002 e dicembre di 2005, durante i mandati di Eduardo Duhalde e Néstor Kirchner.

"Stetti quasi quattro anni con due presidenti in momenti sommamente estremi perché i due anni e mezzo che seguirono a questo primo periodo bisognò fare la rinegoziazione e la ristrutturazione del debito più grande che si sia ristrutturato nel mondo fino ad oggi", descrive. Fino a quello momento, il più grande era quello della Russia con 40 mille milioni di dollari, dopo arrivò l'Argentina con 102.500 milioni di dollari ed attualmente magari sia superata per quella della Grecia.

"La ristrutturazione fu una pietra miliare importante nella mia corsa, ma al che l'ho speciale affetto è alla creazione di quello che è oggi il Mercosur", descriverà, al momento di riferirsi agli attivi della sua traiettoria. In realtà, tra 1985 e 1987 si sdebitò come segretario di Industria e Commercio Esterno del governo di Rául Alfonsín e fu "ideologo e negoziatore capo dell'attuale Mercosur", come recensisce il bavero del suo nuovo libro Tredici mesi cruciali della storia argentina.

l Quali sono oggi le principali preoccupazioni in materia economica?

- La principale preoccupazione è che non c'è un modello economico coerente e consistente.

l Il fatto di avere cambiato l'idea di ministri più influenti o "superministros" segnò un cambiamento rispetto alla politica economica?

- No, perché quello sarebbe mettere un'enfasi eccessiva nelle figure, in realtà corrispose ad un cambiamento ideologico. Dopo l'elezione di metà di mandato, finali di 2005, il Presidente, che aveva assunto con un numero molto ridotto di voti, si sentì con l'avallo sufficiente come per introdurre cambiamenti di fondo nella rotta della politica.

l Fu lì quando si prodursi il punto di inflessione del modello?

- Fu in 2006. Quell'anno, in materia di politica internazionale cominciò un stretto avvicinamento col Venezuela, egli quale implicava un cambiamento significativo rispetto alle priorità naturali e strategiche dell'Argentina che hanno a che vedere col Mercosur, Brasile, Cile, Uruguay. Agli inizi di 2006, in materia istituzionale, succederono tre fatti significativi. Il primo fu il reimpianto dei súperpoderes preventivi che avevamo eliminato in 2005. La modificazione del Consiglio della Magistratura, per il quale il Potere Esecutivo raggiunse come minimo il potere di veto, nient'altro e niente meno che in materia di nomina o rimozione di giudici. In terzo posto, perché si approva una legge che regola i decreti di necessità ed urgenza e li trasforma in qualcosa più importante di una legge.

l perché afferma che si trasformò in qualcosa superiore ad una legge?

- Una legge richiede le due Camere, mentre un decreto di necessità ed urgenza basta con che una Camera non l'invalidi affinché segua vigente. A quello si unisce l'abbandono del programma economico.

I A che cosa si riferisce con abbandono, non si mantenne una continuità del modello?

- Essenzialmente l'abbandono di due misure vitali. Un'era la creazione di un fondo anticiclico o anticrisis che io avevo annunciato in settembre di 2005. E la seconda è che si fermò il ribasso impositivo che noi avevamo proposto e che era molto profonda a beneficio delle piccole e medie imprese e della creazione di imprese che arrivò ad avere mezza sanzione di Deputati, e rimase senza trattamento nel Senato. Queste sono le modificazioni economiche più visibili, e dopo semplicemente l'uso dei materassi o i margini di manovra, per metterlo in maniera più elegante che c'era in materia di surplus fiscale, di surplus dei conti esterni che incominciarono a degradarsi a partire dalla prima metà di 2006 da livelli molto alti.

l Un'inflazione ad un 20/30 percento annuale, è sostenibile per un paese?

- Se lei prende oggi i circa 180-190 paesi che esistono nel mondo, paesi che stiano al di sopra del 15 percento di inflazione annuale, non deve avere più di 10. E deplorevolmente, l'Argentina sta in livelli di attorno al 27 percento annuale. Io credo che non sia sostenibile. Qualcuno potrà dire, ma prima l'Argentina ebbe tassi molto grandi, il contesto mondiale era distinto, per quel motivo incomincio giustamente per il contesto mondiale.

I In che cosa si differenziano?

- Erano molti i paesi che avevano inflazione, da già quasi tutti quelli dell'America Latina, nella decade dei '70 fino agli Stati Uniti ebbe un'inflazione di due cifre. Il contesto di stabilità in tutto il mondo è oggi quasi un valore acquisito, in conseguenza, che il paese abbia questo tasso di inflazione, gli gioca in contro in infinità di decisioni di investimento, e quando dico decisioni di investimento non dico solamente di investimento straniero. No, investimento locale. Negli ultimi cinque anni, incominciando per 2006, sono usciti dal paese 65 mille milioni di dollari. L'ultimo anno di entrata netta di capitali, ci sono sempre entrata ed uscita. Il dado è quello che importa e l'ultimo anno reale fu 2005.

l Dal Governo, perfino alcuni analisti, giustificano la fuga di capitali perché attraversiamo un anno elettorale?

- E come fanno per giustificare 2006, 2900 milioni. 2007, 8800 milioni. 2008, 22.000 milioni. 2009, 14.000. 2010, 11.000. 2011, la prognosi di tutti gli economistici era dell'ordine di 11.000, ed oggi stanno tutti cambiando le prognosi perché c'è un'accelerazione ed incominciano a parlare di tra 14 e 17 mille milioni di dollari. A meno che abbiamo avuto elezioni tutti gli anni, quella spiegazione non è valida.

l Quale è il rischio di questa crescita nella fuga di capitali?

- Tutti i capitali che escono dal circuito finanziario sono capitali che erano dovuti essere invertiti. Se lei guarda quale la contropartita è dell'uscita di capitali, è che da 2006 fino ad oggi, il tasso di crescita dell'investimento è inferiore al 20 percento annuale che è il minimo necessario affinché il paese cresca di maniera sostenuta e senza inflazione. Già in 2006, il tasso basso al 18 percento. E di lì in più tutti gli anni stette largamente sotto quello minimo che è 20 percento annuale.

l I ritmi attuali di emissione di moneta da parte della Banca Centrale e la relazione tanto stretta tra un'entità che dovrebbe essere autarchica ed il Ministero di Economia, gli preoccupa?

- Mi preoccupa in realtà che come non c'è programma economico - il Governo direbbe non c'è modello economico -, le decisioni che si prendono sono decisioni inorganiche. Oggi l'inflazione è il risultato di avere perso tutto il surplus fiscale, di una politica monetaria completamente passiva che continua a rispondere a quello che gli è chiesto, di un investimento che è inferiore a quello che dovrebbe essere e l'insieme di quelle cose finì conducendo, oltre a temi puntuali, legati alla carne al latte, etc.; finì conducendo a che di 2007 d'ora in poi il tasso di inflazione sia molto maggiore di quello che corrisponde.

l Oggi il miraggio è il tema del consumo. Perché ancora la gente non percepisce un deterioramento nel potere d'acquisto sebbene il livello di inflazione è tanto alto?

- È simile alla situazione che si visse nell'anno elettorale di 1995, nel senso che ci sono momenti di alto consumo, in una società come quella nostra che, come la maggioranza delle società del mondo, è una società di consumo, con distinti livelli di soddisfazione. Il consumo produce soddisfazione. E questo è quello che si vive ancora in questo momento. Tutto quell'insieme di fattori finisce in questo tasso di inflazione, coi problemi che questo ha, in termini di squilibrare tutto quello che gli economisti chiamerebbero variabili economiche. Squilibra tutto quello che ha a che vedere con le entrate, i salari, pensione e pensione, ma squilibra anche il tasso di cambio. L'Argentina ha continuato a perdere competitività di una maniera molto importante.

l Quanto è l'incidenza del tasso di cambio nella competitività Dall'UIA si regge che è una variabile chiave.

- È una condizione necessaria nonsufficiente. Perché solo quello non sistema niente. A quello bisogna combinarlo con un altro tipo di politico, di equilibrio fiscale, con surplus fiscale, con una politica monetaria ragionevole, con politiche che tendano a migliorare la produttività. Nell'Argentina si sottovalutano a volte, per esempio, l'effetto dei tagli, dei picchetti ed altri su livelli di produttività ed il suo impatto è alto.

l Che cosa pensa delle politiche di compensazione di importazioni

- Non servono a niente, ma, alla rovescia, attaccano molto forte nella produttività per una ragione molto semplice, in una catena di input che è quello, una catena, rozza che un anello importato, qualche input importato, non arrivi in tempo e forma, affinché si colpisca dentro la catena produttiva. Quello sta passando oggi praticamente in tutti i settori, quello per il lato dell'importazione.

Per il lato dell'esportazione è di un'inefficienza totale, gli do dati senza nomi ma che sono di casi certi. Quando un automotrice fa un accordo con un gran esportatore di cuoi che lascia di esportare i cuoi, se lo vende all'automotrice affinché l'automotrice faccia esportazione ed in cambio di quello potere importare. Quello è di una mancanza di produttività notevole, e non portano sulle esportazioni perché semplicemente quello che succedè è che l'esportatore gli trasmise.

l perché non si vede che quella toppa non è effettiva?

- Perché il Governo ha una visione di híper breve termine. Oggi la sua preoccupazione è che non escano troppe valute in materia di importazione perché nel contesto attuale, dove gli è caduto il surplus fiscale, dove non ha oramai surplus fiscale, ha deficit, dove non tiene oramai surplus nel conto corrente del bilancio di pagamenti, importazioni troppo alte, gli scendono le riserve. È una visione di híper breve termine. Non serve a niente.

l È la stessa visione quella che si trova le statistiche

- Ci sono lì due cause. Da una parte c'è un delitto. Lo Stato che falsifica le statistiche commette un delitto che potrebbe essere portato fino all'estremo di qualificazione di tradimento alla patria. Perché dopo chi deve maneggiare e prendere decisioni economiche lo deve fare in mezzo all'oscurità con segni che sono false.

l Perché l'Indec assicura che la colpa è delle consulenti?

- Non metto troppo in quello tema. Mi metto nel tema di fondo. Da aprile di 2006 incominciò la tergiversazione e le pressioni per tergiversare statistiche che incominciarono essendo di prezzi, dopo seguirono col livello di prodotto, povertà, indigenza, situazione fiscale e si andò estendendo tutte con un totale che il paese non ha oggi almeno statistiche credibili in cose tanto lontane del punto nel quale incominciò, come il tasso di mortalità infantile.

l Le rigidità che si generano a partire dalle licenze col Brasile sono proprie del divenire dei paesi?

- Sono proprie del tipo di relazioni che sono intense. Questo non avrebbe potuto passare mai in 1985 perché né l'Argentina era rilevante per il Brasile né il Brasile era rilevante per l'Argentina, in termini commerciali. Oggi il Brasile è eccessivamente rilevante per l'Argentina. Il chiarimento che bisogna fare è che di fronte a quelli problemi, uno può trattarli con serietà, con strumenti tecnici ed altro o può trattarli ai colpi. Ora stanno trattandolo ai colpi ed i risultati, come sta visto, sono negativi, perché in qualche punto il Brasile disse rozza. Sembrasse essere che in quello senso c'è un cambiamento di posizione, questo non vuole dire che il Brasile non abbia anche le sue responsabilità.

La mira per TV
A Lavagna non lo diverte parlare di politica in tempo di elezioni. Assicura che preferisce "non parlare dei temi che abbiano a che vedere con la campagna perché egli non lo sta". Nonostante, avanza in alcuni definizioni al riguardo.

l Javier González Fraga gli sembra una buona elezione come vice di Alfonsín

- È un'eccellente elezione. In dicembre tiriamo fuori il libro Pensando un paese, del quale egli fece parte, cosicché mi sembra che sia un'eccellente decisione.

l Rimpiange un po' la campagna degli ultimi anni

- No, sono tappe. Io non rimango troppo legato nelle cose. Per me è un ciclo, la cosa importante è come uno li compie, se riuscì a compiere gli obiettivi che si era porsi.

l la preoccupa l'influenza di Moyano

- Mi preoccupa qualunque gruppo di pressione poderoso, sia sindacale, impresario, intellettuale, di mezzi. Quello tipo di gruppi sono quelli che finiscono sempre mettendo in rischio il funzionamento democratico.

l È un risultato avere installato il tema che Cristina Kirchner guadagnò già

- L'opposizione commise errori molto notevoli da 2007 e ratificati da 2009 d'ora in poi e quell'egli creó quello spazio al Governo che, sebbene commise i suoi propri errori, per di là furono meno visibili od occultati per questo consumismo euforizzante, quello che io chiamo euforia senza futuro. Comunque ancora rimangono quattro mesi e bisognerà vedere se c'è capacità di chi stanno nella campagna di muoversi con maggiore intelligenza di quello che si mossero d'ora in poi da 2007.

l Come si risolvono le luci gialle dell'economia

- Con un programma coesivo. Le misure isolate non servono a niente. In economia c'è una questione di un meccanismo molto preciso di orologeria, preciso nella direzione delle misure che uno presa e rispetto al timing. Uno si sbaglia per andare troppo rapido, troppo lento, anche se la direzione sia la corretta, i risultati sono distinti. Ed ovviamente se si accumula per il momento errore di direzione più errore, uno finisce coi tanti programmi economici falliti che c'è nell'Argentina. z we


... oltre che RUBARE ... TRUFFARE ... RAPINARE ... IL DECANO DEI LADRONES NON RIESCE AD ANDARE!!! ...
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