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Vecchio 08-04-11, 16:34   #1 (permalink)
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USA-PORTOGALLO- stessa fine?

Usa: governo a un passo dalla paralisi, entro stasera necessario l'accordo sul budget

Finanzaonline.com - 8.4.11/16:26

Gli Stati Uniti, la prima potenza economica mondiale, potrebbe essere il nuovo Portogallo. Questa notte, il governo Usa rischia di chiudere i battenti e scatenare una nuova crisi che il segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner, ha definito "catastrofica". Una ipotesi che diventerà realtà se i due schieramenti politici, repubblicani e democratici, non troveranno un accordo sul budget entro oggi.

E' infatti previsto per questa sera, all'una di notte italiana, il definitvo incontro tra i leader politici per approvare la legge Finanziaria del 2011, dopo che ieri sera il presidente americano, Barack Obama, si è rifiutato di firmare la misura stop-gap, che prevedeva stanziamenti per un'altra settimana a patto che il budget includesse 12 miliardi di tagli alla spesa pubblica nel corso dell'anno. Al centro del dibattito sono infatti i tagli alla spesa pubblica e la necessità di alzare il tetto per l'indebitamento. I repubblicani chiedono un minimo di 40 miliardi di tagli al disavanzo, contro i 33 miliardi ritenuti accettabili per i democratici.

Se gli aspri contrasti tra repubblicani e democratici dovessero continuare senza portare a una risoluzione, si rischierebbe il cosiddetto "shutdown", ovvero la chiusura degli uffici e dei servizi federali. Questo comporterebbe in pratica una serie di interruzioni nei servizi pubblici, come il rilascio dei passaporti o la chiusura dei parchi nazionali e dei musei, mentre saranno garantiti i servizi dell'esercito, degli aeroporti e quelli essenziali, come le poste e le pensioni. Ma la perdita di fiducia e i pesanti costi economici protrebbero essere fatali per il Paese a stelle e strisce.

"Uno shutdown del governo sta diventando sempre più probabile, se gli uomini politici non troveranno un accordo sull'ammontare dei tagli alla spesa", sostiene Sociètè Gènèrale, in una nota diffusa oggi. Il vero colpo sarà, secondo il broker francese, per gli 800 lavoratori pubblici, con la chiusura del Commerce Department e del Bureau of Labor Statistics. E proprio quest'ultimo ufficio potrebbe non essere più in grado di fornire i dati statistici sul mercato del lavoro, parametro importante per l'economia statunitense. Ma non solo. Anche le indicazioni sulla bilancia commerciale, i prezzi all'importazione e le vendite al dettaglio potrebbero essere ritardati.

L´ultima volta che ciò avvenne fu nel 1995 e occorsero 21 giorni prima di trovare un´intesa. E proprio guardando indietro, gli analisti pensano che il mercato si comporterà allo stesso modo: la preoccupazione sarà rivolta maggiromente alla politica della Federal reserve, nella convinzione che l'impasse politica si risolverà nel breve. "In passato il mercato ha reagito molto poco", concludono a SocGen.

Il debito pubblico americano ha raggiunto i 14.216 mila miliardi di dollari, attestandosi solo 78 miliardi sotto al tetto fissato a 14.294 mila miliardi di dollari. Il rapporto deficit/Pil degli Usa ammonta all'8,9%, mentre quello che ha portato al collasso il Portogallo si attestava all'8,6%. Cifre che iniziano a preoccupare qualche analista, che avanza la provocazione: i dubbi del mercato non dovrebbero essere sulla Spagna o sull'Italia ma piuttosto sugli Usa.
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Vecchio 08-04-11, 18:46   #2 (permalink)
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usa di casini ne avranno ,

ma possono stampare carta e ne stampano , hanno una mentalità imprenditoriale anni luce avanti per esempio a quella italiana...

inoltre gli usa possono per tirar fuori soldi far leva su un numero sterminato di cose...

ragazzi la la benzina non costa un piffero ... basta che mettono un pò di accisa sul carburante ed il deficit è ripianato ...
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Vecchio 08-04-11, 19:23   #3 (permalink)
Adieu Steve!
 
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ma possono stampare carta e ne stampano , hanno una mentalità imprenditoriale anni luce avanti per esempio a quella italiana...

inoltre gli usa possono per tirar fuori soldi far leva su un numero sterminato di cose...

ragazzi la la benzina non costa un piffero ... basta che mettono un pò di accisa sul carburante ed il deficit è ripianato ...
Una quindicina d'anni fa forse......oggi 1 gallone di benzina (3,79 litri) costa 3,684: circa 0,97$ al litro. Anche da noi per un breve periodo, all'inizio del 2009 stavamo pressappoco così....poi....vabbè
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Vecchio 08-04-11, 19:24   #4 (permalink)
La r€sa dei conti.
 
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usa di casini ne avranno ,

ma possono stampare carta e ne stampano , hanno una mentalità imprenditoriale anni luce avanti per esempio a quella italiana...

inoltre gli usa possono per tirar fuori soldi far leva su un numero sterminato di cose...

ragazzi la la benzina non costa un piffero ... basta che mettono un pò di accisa sul carburante ed il deficit è ripianato ...
A proposito di benzina...
Petrolio ai massimi (WTI 112 USD)
Euro ai massimi (1,45 il cross col dollaro)
Oro ai massimi...
Mi ricorda Agosto 2008 prima dello scoppio della bolla.....è un caso???
wichita non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-04-11, 19:29   #5 (permalink)
Adieu Steve!
 
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A proposito di benzina...
Petrolio ai massimi (WTI 112 USD)
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Oro ai massimi...
Mi ricorda Agosto 2008 prima dello scoppio della bolla.....è un caso???
Non fai riferimento all'equity , vero???
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Vecchio 08-04-11, 20:18   #6 (permalink)
La r€sa dei conti.
 
L'avatar di wichita
 
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Non fai riferimento all'equity , vero???
Sinceramente, non capisco.
Questo mercato ha delle contraddizioni..proprio come se non sapessimo qualcosa di importante...o è solo speculazione?
Sarà un caso che ci sia in previsione una regolamentazione dell'operatività sulle materie prime?
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Vecchio 08-04-11, 21:34   #7 (permalink)
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Gli Stati Uniti, la prima potenza economica mondiale, potrebbe essere il nuovo Portogallo. Questa notte, il governo Usa rischia di chiudere i battenti e scatenare una nuova crisi che il segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner, ha definito "catastrofica". Una ipotesi che diventerà realtà se i due schieramenti politici, repubblicani e democratici, non troveranno un accordo sul budget entro oggi.

E' infatti previsto per questa sera, all'una di notte italiana, il definitvo incontro tra i leader politici per approvare la legge Finanziaria del 2011, dopo che ieri sera il presidente americano, Barack Obama, si è rifiutato di firmare la misura stop-gap, che prevedeva stanziamenti per un'altra settimana a patto che il budget includesse 12 miliardi di tagli alla spesa pubblica nel corso dell'anno. Al centro del dibattito sono infatti i tagli alla spesa pubblica e la necessità di alzare il tetto per l'indebitamento. I repubblicani chiedono un minimo di 40 miliardi di tagli al disavanzo, contro i 33 miliardi ritenuti accettabili per i democratici.

Se gli aspri contrasti tra repubblicani e democratici dovessero continuare senza portare a una risoluzione, si rischierebbe il cosiddetto "shutdown", ovvero la chiusura degli uffici e dei servizi federali. Questo comporterebbe in pratica una serie di interruzioni nei servizi pubblici, come il rilascio dei passaporti o la chiusura dei parchi nazionali e dei musei, mentre saranno garantiti i servizi dell'esercito, degli aeroporti e quelli essenziali, come le poste e le pensioni. Ma la perdita di fiducia e i pesanti costi economici protrebbero essere fatali per il Paese a stelle e strisce.

"Uno shutdown del governo sta diventando sempre più probabile, se gli uomini politici non troveranno un accordo sull'ammontare dei tagli alla spesa", sostiene Sociètè Gènèrale, in una nota diffusa oggi. Il vero colpo sarà, secondo il broker francese, per gli 800 lavoratori pubblici, con la chiusura del Commerce Department e del Bureau of Labor Statistics. E proprio quest'ultimo ufficio potrebbe non essere più in grado di fornire i dati statistici sul mercato del lavoro, parametro importante per l'economia statunitense. Ma non solo. Anche le indicazioni sulla bilancia commerciale, i prezzi all'importazione e le vendite al dettaglio potrebbero essere ritardati.

L´ultima volta che ciò avvenne fu nel 1995 e occorsero 21 giorni prima di trovare un´intesa. E proprio guardando indietro, gli analisti pensano che il mercato si comporterà allo stesso modo: la preoccupazione sarà rivolta maggiromente alla politica della Federal reserve, nella convinzione che l'impasse politica si risolverà nel breve. "In passato il mercato ha reagito molto poco", concludono a SocGen.

Il debito pubblico americano ha raggiunto i 14.216 mila miliardi di dollari, attestandosi solo 78 miliardi sotto al tetto fissato a 14.294 mila miliardi di dollari. Il rapporto deficit/Pil degli Usa ammonta all'8,9%, mentre quello che ha portato al collasso il Portogallo si attestava all'8,6%. Cifre che iniziano a preoccupare qualche analista, che avanza la provocazione: i dubbi del mercato non dovrebbero essere sulla Spagna o sull'Italia ma piuttosto sugli Usa.
E allora ditelo..... ragazzi liquidiamo tutto in attesa di €/$ a 1.60 e chi se ne frega...
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