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Vecchio 24-03-11, 23:25   #1 (permalink)
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Btp: Non e' questione del se ma del quando

Ho voluto aprire un thread apposito dopo poter scrivere in santa pace che oggi i titoli di stato italiani non sono più da considerarsi un asset privo di rischi. Questo perchè mi è impossibile un confronto costruttivo su tutti gli altri thread dove si parla di btp perchè gli utenti sono ormai più solo tifosi da stadio e chi non si allinea è bannato in continuazione.

Allora dicevo che oggi comprare btp (parlo del tasso fisso) sarebbe verosimilmente sbagliato anche come timing avendo alle porte l'inizio di una stretta monetaria (leggasi rialzo dei tassi) che sappiamo quando inizia (fra poche settimane) ma non sappiamo quando finisce, e soprattutto a che punto porterà i tassi. In questo probabile ciclo restrittivo i titoli di stato a tasso fisso, avendo la cedola appunto fissa, adeguano i rendimenti deprezzandosi. Ma questo sarebbe ancora accettabile (quando uno lo sa poi) se non fosse che negli ultimi 2 anni è sopraggiunto un piccolo fattore che prima era assente, o meglio ancora non avvertito: il suo nome è RISCHIO PAESE. Il rischio paese è il rischio che il debitore incontri sul suo cammino piccole o grandi difficoltà e faccia fatica ad onorare i suoi debiti, e si traduce in una richiesta di maggiori interessi da parte di chi presta i soldi. Più si è in difficoltà più il mercato chiede interessi, più aumenta il rischio paese in una spirale mooolto pericolosa. Ecco che se al rischio naturale del ciclo restrittivo si aggiunge il rischio paese, è palese come oggi il btp non sia più un asset privo di rischi.

Il riferimento al fatto che non è questione del se ma del quando, è ovviamente riconducibile, all'eventualità di una parola che nessuno vuole sentire ma che purtroppo per loro oggi men che mai, va esclusa, ossia: RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO ITALIANO

dove per ristrutturazione si intende proprio un haircut sul nominale o un allungamento delle scadenze e/o taglio delle cedole.

In questo thread verranno postate news, analisi e approfindimenti sui temi finanziari che riguardano i tds, a 360 gradi e l'intenzione è, al contrario degli altri thread di accogliere anche e soprattutto chi la pensa come il sottoscritto.
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Vecchio 24-03-11, 23:28   #2 (permalink)
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Partiamo da debito

Ecco gli utlimi dati sul debito

14/03/2011, ore 11:46 -
ROMA - Dati sconfortanti per i conti pubblici dello Stato italiano. Sono quelli di Bankitalia, rispetto al debito pubblico. Che nel 2010 è salito del 4,9%, passando da 1790 miliardi del gennaio ai 1880 del gennaio 2011. Nel solo mese di gennaio il debito pubblico è salito di 37 miliardi, rispetto ai 1843 miliardi segnalati a dicembre 2010. Secondo il Ministero delle Finanze, si tratta di un aggravio previsto, perchè "in buona parte dovuto all'accumulo delle attività del Tesoro presso la Banca d'Italia (come avviene regolarmente in questo periodo dell'anno)". In realtà una parte non indifferente di questo aumento è dato dal deficit nei conti pubblici di 6 miliardi, misurato a gennaio.
Nel 2010 però sono aumentate le entrate: 6 miliardi e mezzo in più, pari all'1,6%. Un dato positivo, se non fosse che contemporaneamente sono diminuite le entrate derivanti dai redditi autonomi e di impresa, mentre sono aumentate le entrate derivanti dal recupero delle imposte evase (le cartelle di Equitalia, per intenderci) e dai redditi di lavoro dipendente. L'ovvio corollario è che sono aumentate le evasioni fiscali, mentre si è inasprita la pressione sui lavoratori a medio e basso reddito.
--------



Come si vede a gennaio 2011 siamo al record storico. Il debito pubblico ha raggiunto i 1880mld di euro, aumentando mese su mese di 37 mld. Un aumento del genere, mantenuto per tutto il 2011 porterebbe a fine anno ad un debito pari a 2.287 mld. E un debito che aumenta quando i tassi crescono significa pagare sempre più interessi. I tifosi dei btp dietro a tvemonti, si strappano le vesti facendo notare che il debito non conta nulla di per se, perché a fronte di un debito elevato in Italia ci stanno le famiglie che hanno dei bei patrimoni. Ma il dato di fatto è che con un pil che ristagna, con le entrate che calano, se la matematica non è un’opinione 1+1 fa sempre 2 e per la proprietà transitiva anche un bambino dell’asilo capisce che, all’occorrenza e al limite, i debiti pubblici potranno presto o tardi essere ripianati dai patrimoni privati.
Dopo di che tvemonti non potrà più dire: “in italia abbiamo un gvande debito ma le famiglie hanno gvandi patvimoni”, ma : “in italia abbiamo un debito sostenibile ma le famiglie non hanno più pvatimoni”. E che si sbrighi però a fare questo travaso perché se nei prossimi 10 anni la ricchezza delle famiglie cala con lo stesso ritmo avuto negli ultimi 10, non si potrà più fare perché non ci sarà più ricchezza.

Ovvio che di questo passo la speculazione dopo Grecia Irlanda Portogallo Spagna non potrà che puntare i suoi artigli sull’italia. Occorrerebbe dare un segnale forte invertendo la spirale rialzista del debito, ma non vedo come possa essere fatta oggi e con quali strumenti, quando il governo non sa più dove trovare soldi e se li prende anche dal tfr dei lavoratori versato dalle aziende con più di 50 addetti nelle casse dell’INPS (17 mld prelevati senza sapere se e quando verranno restituiti). E per allontanare gli sciacalli pronti ad azzannare la preda dovrebbe essere drasticamente abbattuto in pochi mesi ad almeno 1500 mld e controllato a vista. Ma ripeto non vedo oggi né la volontà politica (nemmeno la capacità a dire il vero) né gli strumenti (se non una pesantissima patrimoniale) per arrivare a questo.

Ultima modifica di Tr@derOne : 24-03-11 alle ore 23:34
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Vecchio 24-03-11, 23:30   #3 (permalink)
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Passiamo al fondo salvastati

A regime il fondo salvastati dovrà avere una dotazione pari a 700 mld e l’italia dovrà partecipare per ben 125 mld. Tranquilli dovrà versare “solo” 14,5 mld x 3 anni, mica tutti eh, robetta ( ma dove li trovarà? boh) Gli altri mld li dovrà cacciare al bisogno… certo, al bisogno, e se ci fosse la non remota necessità di versarli tutti entro il 2013? Se dopo Grecia 110 Irlanda 90 Portogallo (si parla di una cifra iniziale pari a 75 mld ma dove si arriverà? io dico ai 200/250) toccasse alla spagna? Se ne andrebbero gran parte dei 700 mld… e l’italia come farebbe a versare i suoi 125 mld? se anche mai li versasse il giorno seguente dovrebbe essere salvata lei stessa



Nuovo meccanismo Esm, per Italia esborso cash per 14,5 mld
Reuters - 22/03/2011 11:34:23
BRUXELLES, 22 marzo (Reuters) - L'Italia parteciperà al nuovo meccanismo di salvataggio varato ieri notte (ESM) con una quota del 17,9%, superiore alla sua quota-Bce, vale a dire per un ammontare cash pari 14,5 miliardi di euro, di cui la metà entro la metà del 2013.

A questa cifra si dovranno poi aggiungere garanzie per circa 110 miliardi di euro che l'Italia dovrà avere a disposizione per far fronte ad eventuali emergenze della zona euro. Il conto complessivo è dunque di oltre 125 miliardi di euro.
Questo ammontare "non avrà un impatto diretto sul debito pubblico", rassicurano però esperti della Commissione Ue. Tuttavia, se per finanziare il fondo, l'Italia si trovasse nella condizione di dover emettere bond per raccogliere le risorse sul mercato, a quel punto verrebbe considerato come debito pubblico.

Il fondo salva-euro (European Stability Mechanism nell'acronimo inglese) varato ieri sera avrà una dotazione complessiva di 700 miliardi di euro (tra liquidi e garanzie) che consentiranno di concedere prestiti fino a 500 miliardi di euro.

La componente cash complessiva del fondo ammonterà a 80 miliardi di euro, di cui la metà dovrà essere versata entro la metà del 2013, quando il fondo diventerà operativo.

I restanti 620 miliardi di euro saranno disponibili sotto forma di garanzie e impegni di pagamento.

Per l'Italia significa quindi un esborso di circa 7,2 miliardi di euro, mentre l'altra metà del finanziamento diretto dovrà esere effettuato nei tre anni successivi.

L'Italia è il terzo principale contributore al fondo, dopo Germania e Francia.

Il calcolo dei versamenti è effettuato su una base di partenza della quota di contribuzione alla Banca Centrale Europea che per l'Italia è di circa il 12,5% e dipende dalla percentuale di popolazione e Pil italiano in rapporto a popolazione e Pil complessivi dell'Ue.

Tuttavia per il fondo salva-euro questa quota è stata maggiorata in seguito ad un compromesso raggiunto ieri notte secondo cui viene applicato uno 'sconto' sulla quota da versare ai paesi con Pil pro-capite inferiore al 75% della media Ue, tra cui Slovacchia, Slovenia, Estonia. Lo sconto durerà 12 anni, a partire dall'entrata nell'euro di ciascun paese.

Tale aggiustamento temporaneo ha fatto balzare la quota italiana al 17,9%. La quota è maggiorata anche per altri paesi Ue, inclusi Germania e Francia.

L'Esm, l'organismo intergovernativo creati da un accordo tra 17 stati dell'area euro, ha il compito di emettere prestiti per sostenere i paesi in difficoltà a condizione che essi rispondano con severi provvedimenti sui bilanci, che, se non fossero soddisfatti, farebbero scattare sostanziose multe.

L'Esm prenderà il posto dell'attuale meccanismo EFSF dalla metà del 2013. A differenza di quest'ultimo l'Esm sarà in grado di acquistare bond di paesi membri sul mercato primario, ma solo in circostanze eccezionali. Non lo farà quindi sul mercato secondario, come spesso auspicato dalla Bce che svolge questa funzione dall'acuirsi della crisi greca nel maggio scorso.

Il programma stabilisce inoltre i criteri per i possessori di obbligazioni private della condivisione dell'onere nel caso gli stati membri richiedano una riduzione del debito.
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Vecchio 24-03-11, 23:31   #4 (permalink)
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E le ultime notizie sul Portogallo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 24 mar - Per ora
Lisbona esclude la richiesta di aiuto in attesa di un
chiarimento della crisi politica, ma l'Eurozona ha gia'
cominciato a preparare la rete difensiva. La valutazione del
presidente Eurogruppo Jean Claude Juncker per il quale un
intervento da 75 miliardi sarebbe "appropriato" ha
confermato che dietro le quinte si sta lavorando mentre si
teme l'effetto domino: dopo il Portogallo a chi tocchera'
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Vecchio 24-03-11, 23:36   #5 (permalink)
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Ho voluto aprire un thread apposito dopo poter scrivere in santa pace che oggi i titoli di stato italiani non sono più da considerarsi un asset privo di rischi. Questo perchè mi è impossibile un confronto costruttivo su tutti gli altri thread dove si parla di btp perchè gli utenti sono ormai più solo tifosi da stadio e chi non si allinea è bannato in continuazione.

Allora dicevo che oggi comprare btp (parlo del tasso fisso) sarebbe verosimilmente sbagliato anche come timing avendo alle porte l'inizio di una stretta monetaria (leggasi rialzo dei tassi) che sappiamo quando inizia (fra poche settimane) ma non sappiamo quando finisce, e soprattutto a che punto porterà i tassi. In questo probabile ciclo restrittivo i titoli di stato a tasso fisso, avendo la cedola appunto fissa, adeguano i rendimenti deprezzandosi. Ma questo sarebbe ancora accettabile (quando uno lo sa poi) se non fosse che negli ultimi 2 anni è sopraggiunto un piccolo fattore che prima era assente, o meglio ancora non avvertito: il suo nome è RISCHIO PAESE. Il rischio paese è il rischio che il debitore incontri sul suo cammino piccole o grandi difficoltà e faccia fatica ad onorare i suoi debiti, e si traduce in una richiesta di maggiori interessi da parte di chi presta i soldi. Più si è in difficoltà più il mercato chiede interessi, più aumenta il rischio paese in una spirale mooolto pericolosa. Ecco che se al rischio naturale del ciclo restrittivo si aggiunge il rischio paese, è palese come oggi il btp non sia più un asset privo di rischi.

Il riferimento al fatto che non è questione del se ma del quando, è ovviamente riconducibile, all'eventualità di una parola che nessuno vuole sentire ma che purtroppo per loro oggi men che mai, va esclusa, ossia: RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO ITALIANO

dove per ristrutturazione si intende proprio un haircut sul nominale o un allungamento delle scadenze e/o taglio delle cedole.

In questo thread verranno postate news, analisi e approfindimenti sui temi finanziari che riguardano i tds, a 360 gradi e l'intenzione è, al contrario degli altri thread di accogliere anche e soprattutto chi la pensa come il sottoscritto.
Vedo che hai messo l'accento sulla e... Bravo
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Vecchio 24-03-11, 23:41   #6 (permalink)
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E' appena il caso di ricordare che il sistema bancario spagnolo che già versa in cattive acque, è estremamente esposto verso il portogallo... il passo dal portogallo alla spagna potrebbe essere più vicino di quanto si pensi, dopo di che a chi toccherebbe? a noi...

speriamo per il bene di tutti che questa eventualità non si manifesti, ma escluderla oggi a priori, è a mio parere, assai pericoloso... a domani
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Vecchio 24-03-11, 23:52   #7 (permalink)
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...se per un attimo mi fermo, e provo anche ad immaginare che tutto questo catastrofismo possa essero vero...e cercando anche di essere costruttivi in questo thread... quindi (?)... quali sarebbero i tuoi consigli di investimento a stretto giro?
mojitoclub non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-03-11, 00:04   #8 (permalink)
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...se per un attimo mi fermo, e provo anche ad immaginare che tutto questo catastrofismo possa essero vero...e cercando anche di essere costruttivi in questo thread... quindi (?)... quali sarebbero i tuoi consigli di investimento a stretto giro?
mi spiace ma lo scopo del thread non è fare consulenza e in ogni caso non si può fare consulenza senza consoscere età del soggetto, situazione patrimoniale, propensione al rischio, ecc...ecc...

il mio consiglio è palese: oggi io non compro tds PIIGS
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Vecchio 25-03-11, 00:07   #9 (permalink)
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Hai idea di dove va il Dow Jones e tutta la bolla sulle materie prime, oro compreso, se l'Italia fa default?
Così tanto per capire dove hai messo i soldi tu se non li hai sotto il materasso...
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Vecchio 25-03-11, 00:08   #10 (permalink)
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Hai idea di dove va il Dow Jones e tutta la bolla sulle materie prime, oro compreso, se l'Italia fa default?
Così tanto per capire dove hai messo i soldi tu se non li hai sotto il materasso...
li ha sopra al materasso...
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