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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2005
Messaggi: 4,508
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Le obbligazioni bancarie vendute allo sportello? Rendono meno dei titoli di stato
I quattro ricercatori (R. Grasso, N. Linciano, L. Pierantoni, G. Siciliano) hanno analizzato oltre 12.000 obbligazioni bancarie proposte ai clienti retail (cioè allo sportello) per un totale di oltre 580 miliardi di euro: una cifra molto elevata.
Quali sono i risultati di questa analisi? Citiamo direttamente gli autori (le evidenziazioni grafiche sono nostre): "i rendimenti all’emissione per gli investitori al dettaglio non mostrano alcuna evidente correlazione con il rischio emittente e di liquidità e, a parità di altri fattori, sono inferiori di circa 90-100 punti base a quelli offerti agli investitori istituzionali. L’analisi ha inoltre evidenziato come, con elevata frequenza, tali rendimenti siano inferiori a quelli dei titoli di Stato domestici. Parole piuttosto chiare, ma semplifichiamole ulteriormente: le obbligazioni bancarie proposte allo sportello rendono circa l'1% all'anno in meno rispetto alle stesse obbligazioni che si possono acquistare direttamente sul mercato e rendono meno dei titoli di stato. L'1% di 580 miliardi fa la bellezza di 5,8 miliardi all'anno (cioè il corrispondente di una "manovrina") di risparmi degli italiani che spariscono a causa della scarsa capacità di scelta dell'investitore medio italiano. La domanda alla quale la ricerca tenta di abbozzare una risposta nella fase conclusiva è: perché mai gli investitori sottoscrivono le obbligazioni che rendono chiaramente meno dei semplici titoli di stato? La risposta, tradotta in parole semplici, è sempre la medesima. Quando è posto di fronte a scelte d'investimento, il risparmiatore medio tende a considerare queste scelte troppo complesse e preferisce non entrare troppo nel merito e fidarsi delle frottole che gli raccontano in banca. Naturalmente, i ricercatori della Consob non usano un linguaggio così spicciolo, come facciamo noi, ma più "patinato" come il seguente:. "In particolare a fronte di decisioni ritenute complesse, come quelle di investimento, gli individui possono ricorrere all’applicazione di regole pratiche (cosiddette euristiche) che, pur consentendo di semplificare e rendere trattabile un problema, inducono a formulare valutazioni fuorvianti. Ad esempio, nel caso in cui i titoli siano “familiari”, in quanto emessi da soggetti noti, gli individui sarebbero inclini a ritenere tali titoli “buoni”, ossia ad alto rendimento e basso rischio (viceversa, quelli “cattivi” sono percepiti come a basso rendimento e alto rischio): in altri termini, l’euristica della familiarità, che sicuramente gioca un ruolo importante soprattutto nel caso di obbligazioni emesse e proposte da banche con le quali si intrattengono rapporti commerciali, può guidare e distorcere la percezione del trade-off fra rischio e rendimento.". La sostanza comunque non cambia. Il modello secondo il quale gli investitori fanno scelte razionali (modello teorico che sta alla base anche della regolamentazione in materia finanziaria) è chiaramente smentito dai fatti. Non è la prima volta che la Consob, almeno a livello di ricerca, prende atto di questa realtà (si veda, ad esempio, il seguente articolo: Il difficile equilibrio fra paura/avidita' e razionalita'), c'è da sperare che presto si traggano anche conclusioni regolamentari. |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2004
Messaggi: 6,721
Popolarità: 42949680 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Il grosso di queste differenze viene dal mondo cooperativo. Molte bcc/cra se dovessero pagare la raccolta 100 bp ed oltre in più rispetto ad ora avrebbero grossi problemi visti i tassi medi sugli impieghi. Quasi tutte non fanno masse sigificative di credito al consumo in modo da aumentare lo spread di tasso e pur di strappare clienti di altre banche ben più attrezzate tecnologicamente (offrendo più servizi) devono offrire tassi sulla raccolta più alti. E' un cane che si mangia la coda.
Il futuro lo immagino con moltissime bcc che si fonderanno in modo da creare economia di scala, con molti sacrifici politici ma necessari pena l'esclusione dal mercato. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 941
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occorreva uno studio su 12.000 titoli e chissa quanti anni di analisi per scoprire l'acqua calda? basterebbe che ci fosse l'obbligo di quotazione sul mercato regolamentato per tutte le emissioni vendibili al retail per riparmiarsi queste scoperte (altro che mifid). invece la consob fa pagare delle commissioni piuttosto elevate per poter far quotare un titolo sul mot : così gli emittenti hanno la scusa di emettere obbligazioni non quotate a prezzi/rendimenti fuori mercato. la consob, e gli altri organismi di pseudo vigilanza, fanno pena. questa e la triste realtà. |
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#4 (permalink) | |
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Bondbuster greco
Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 10,522
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pero' sui prospetti se non sbaglio c'e' l'obbligo di mettere una tabella che confronta il rendmento del bond con un analogo titolo di stato nonostante cio', il retail ugualmente compra il prodotto bancario quindi c'e' da chiedersi il perche' avvenga questo |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 1,154
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
tempo fa la consob pubblicò uno studio sugli errori dell'investitore medio retail: "illuminante" sul perchè avvenga tutto questo
alcuni errori commessi sono davvero madornali e lampanti, altri sono molto subdoli, legati a interazioni di pensiero difficili da gestire, ammesso che uno si accorga di farle.... insomma non è per niente banale cmq è davvero un controsenso che a volte affidiamo migliaia di euro per non dire centinaia ad una terza persona, fidandoci della sua scelta, ma mai e poi mai faremmo scegliere da un terzo l'auto, il cellulare o la stoffa per rivestire il divano di casa,,,,, |
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 1,174
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Vari livelli di trasparenza hanno reso il tutto ancora troppo opaco... A pensare che basterebbe mettere in evidenza il reale valore del titolo calcolato dall'emittente stesso... |
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#7 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 1,174
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 86
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quando entri in nel suo ufficio ti fà accomodare, ti mette a tuo agio (magari dandoti del tu e parlando di c...te), poi tra un TDS appena scaduto e l'altro ti propone la "spazzatura" che di solito è un'obbligazione bancaria o peggio ancora "link" o un fondo comune che investe di solito su quello che l'anno precedente ha reso il 10000% con commissioni che gli strozzini definirebbero da usura. Nel prosieguo poi ti dice che lo fà x il tuo bene e ti lascia intendere che si arrabbierà moooolto se tu non gli darai retta.A quel punto la vecchietta/cliente/pollo fidelizzato (ignorante completo di investimenti come è il 99,99% degli italiani) con una semplice firmetta (di solito su un foglio precompilato dove ancora mancano i dati salienti e personali) si lascia ingabbiare con questi pacchi e se ne và a casa cornuto e contento pensando come diceva una vecchia pubblicità: "...la mia banca è differente...".
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 941
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Ta tabella ed i calcoli dovrebbero invece essere fatti da un soggetto terzo (tipo consob o altro organo di vigilanza). La consob invece di controllare ex ante pubblica gli studi di inefficienza dopo! veramente uno scandalo. |
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#10 (permalink) | |
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Bondbuster greco
Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 10,522
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