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Titolo di riferimento: ARGENTINA MERVA
Quotazione al 24/05/2012 2.340,2600 (2,26 %)
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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2002
Messaggi: 5,933
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ARGENTINA 139 CAMBIO SWAP CONSOB boudou kirchner
Cosa si deve fare a questa gentaccia?
En medio de la crisis griega Remes Lenicov: "A la Argentina se la ve como a un país que crece" La crisis griega impactó en los mercados del mundo. El embajador argentino ante la Unión Europea, Jorge Remes Lenicov, aseguró que en Europa "a la Argentina se la ve como un país que crece" y estimó que el país "tendrá este año una tasa de crecimiento de 4 ó 5 por ciento", cuando en el viejo continente será "del 0,7 por ciento". También advirtió que el salvataje de la comunidad económica europea a Grecia "resuelve el problema de su deuda, pero no de su productividad". "En Europa, la Argentina se ve como un país que crece. Argentina tendrá este año una tasa de crecimiento de 4 ó 5 por ciento, cuando Europa va a crecer 0,7 por ciento o menos", enfatizó Remes Lenicov en declaraciones radiales. En igual sentido, destacó que el país "en toda esta crisis, no tuvo problemas bancarios ni financieros", al igual que en "toda la región latinoamericana está normal, es decir, no genera ruido" en los mercados. En cuanto a la crisis griega, el ex funcionario señaló que "tiene algunos parecidos" con lo sucedido en la Argentina en 2001, dado que "tanto Argentina como Grecia llegaron a la crisis con un tipo de cambio fijo". "Argentina y Grecia perdieron competitividad y eso generó un gran déficit de cuenta corriente en su balanza de pagos", comparó Remes Lenicov, tras lo cual agregó que esto produjo "un desajuste fiscal enorme". No obstante, marcó una diferencia: "la deuda griega es de 115 por ciento del PBI, y la argentina era de 60". Subrayó que "146.000 millones de euros de salvataje es una cifra enorme" y aclaró que con esto "se garantiza que durante tres años Grecia pague la deuda". Sin embargo, advirtió que "resuelven la cuestión deuda, pero no la de productividad", dado que "dentro de tres años, la deuda griega será de 140 por ciento de PBI". Respecto de "la receta" de la UE y del FMI para Grecia, remarcó que "es la misma que hicieron para Argentina: bajar salarios y aumentar impuestos". |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2006
Messaggi: 16,146
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"En Europa, la Argentina se ve como un país que crece. Argentina tendrá este
año una tasa de crecimiento de 4 ó 5 por ciento, cuando Europa va a crecer 0,7 por ciento o menos" Frase tipica d'orgoglio argentino, come dire noi siamo più forti e l'europa annaspa... poi parla di produttività rispetto la Grecia.....se non hanno mai fatto un caz.zo nella vita questo popolo!!! |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2008
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http://www.pagina12.com.ar/diario/ec...010-05-09.html
![]() OPINIONE Senza riserve morali Per Alfredo Zaiat L'incatenamento di crisi finanziarie è un antidoto efficace davanti alla sfilata di analisti e politici che interpellano con la frase presuntuosa la "Argentina deve ritornare al mondo". Se il biglietto di entrata è quello che si osserva in quello "mondo", con cortesia, la cosa migliore è respingere il banchetto. ![]() ![]() ![]() Chi convocano a quello fantasioso ritorno, come se il paese fosse isolato nei suoi vincoli commerciali e diplomatici, aspirano in realtà a tornare con politiche che sommergono in debacles finanziari, oltre a confondere il dibattito nello spazio pubblico. Non smette di essere peculiare l'idea di quello gruppo influente di esigere identificazione del paese con una parte del mondo che si sta sgretolando. Risulta commovente la crisi esistenziale di economisti a stipendio di banche, finanzieri e politici militanti della corrente ortodossa e portavoci che amplificano le sue idee. Si formarono nella concezione neoliberale, occupano spazi rilevanti nei suoi ambiti di partecipazione sociale e lavorativa, sono espressione del potere e detennero l'egemonia per decadi. Oggi tutta quella struttura sta scricchiolando e non hanno altre risposte più che quelle di offrire la conosciuta ricetta economica del fallimento senza riserve morali. Questo non significa che quell'impalcatura di potere si sia ripiegata; continua ad essere il dominante e non ha nessuna intenzione di intraprendere la ritirata. Quella resistenza è la cornice per comprendere la profonda crisi dell'attuale fase del capitalismo globale in Stati Uniti ed Europa i cui ripercussioni soffrono in differente misura il resto del pianeta. Ogni volta rimane più in evidenza che la scala e la velocità dei flussi finanziari hanno provocato una serie di crisi importanti che succedono con perturbatrice frequenza. La sconnessione finanziaria dell'Argentina non fu premeditata, dato che si prodursi per la dichiarazione del default in 2001, il forte condono di capitale nella rinegoziazione del debito in 2005 ed il prolungato periodo fino a cominciare la seconda tappa di quell'operazione che ora è appena in funzione e pretende di chiudere quello capitolo dopo di quasi dieci anni. La punizione del mondo finanziario per quello ripudio al debito si tradursi nella riduzione degli usuali canali di speculazione globale. Quella sanzione è stata una benedizione in questa tappa di turbolenze internazionali poiché quello danno finanziario non sta colpendo in forma considerabile nel mercato locale. I principali effetti negativi si trovano per il lato dei flussi commerciali, per il rischio di una retrocessione dell'economia mondiale, come si verificò a partire dall'ultimo trimestre di 2008 e durante l'anno seguente. La crisi greca con la miccia accesa percorrendo altri paesi vulnerabile, Spagna e Portogallo, espone come nuovamente la caratteristica di potente destabilizzatore macroeconomico del capitale finanziario. (quindi il modello Kirchner è perfetto ... se ci saranno sacrifici da fare ... ![]() ![]() la colpa è dei capitalisti affamatori di popoli ... ![]() ![]() )La sconnessione di quello circuito non implica autarchia in quanto alla diminuzione degli scambi commerciali, finanziari e tecnologici con l'esterno. Neanche si tenta di definire un crescita autocentrado o di isolamento internazionale, bensì di guadagnare spazi di autonomia che la dipendenza del capitale finanziario internazionale riduce. Un certo grado di sconnessione in questi anni è stato in definitivo un aspetto positivo, perché implicò in queste circostanze non sottomettere la strategia nazionale di sviluppo ai dettati di una logica finanziaria globale in crisi. In quell'istanza emerge il dibattito su risorse e vie alternative per coprire scadenze di capitale ed interessi dei prossimi anni. Qui si rivela quale è il senso che ha quella domanda di "ritorno" al mondo proposto per forze conservatrici. Pretendono di reiterare la subordinazione al mondo finanziario per ottenere fondi non ferma solo il pagamento del debito, bensì come un canale di finanziamento al settore pubblico con l'obiettivo di reiterare quello ciclo perverso di indebitamento. Uno dei principali fattori degli squilibri interni è stato l'apertura e deregolamentazione al capitale straniero. Quanto più dipendente dei dollari speculativi per rifinanziare debito più instabile diventa l'economia e, pertanto, più vulnerabile diventa. La questione rimette ad esporre circa per che motivo cercare l'accettazione del capitale finanziario se è, come si prova un ed un'altra volta, un potente destabilizzatore macroeconomico. L'opzione di utilizzare una piccola porzione delle riserve per fare di fronte ad una parte del debito a vincere è un opportuno sentiero per evitare di cadere in quella trappola. L'estensione della discussione su quello tema trascina già cinque mesi. Come si menzionò al principio, l'egemonia finanziaria è ferita ma non devota. Le scarse dimostrazioni di professionismo tecnico, occultamento in posizioni politiche, dell'ex presidente della Banca Centrale sono precipitati quello dibattito che si è prolungato in forma non necessaria, con elevati costi finanziari. Nessuno dei rischi con che minacciava se si implementasse quella misura si verificò: sequestro di riserve, rinvigorimento dei fondi avvoltoi, instabilità cambiaria. Si cancellarono già quasi 1900 milioni di dollari di scadenze di debito con riserve, senza colpire lo stock totale, dato che il Centrale sta acquisendo dollari in quantità durante questi mesi. Il paese stava pagando debito con riserve dallo stesso momento in cui rimase fuori del circuito finanziario globale. Il Tesoro acquisiva quelle valute con risorse del surplus fiscale ed ora, per la perdita di quell'eccedenza utilizzandolo per attenuare la crisi, pretendeva di farlo della stessa forma ma in cambio di una cambiale a dieci anni dedito alla Banca Centrale. La repentina resistenza di Martín Redrado di un'operazione che durante i cinque anni e mezzo della sua gestione, non potè completare i sei perché fu licenziato, realizzò senza lamentare si provocò erratici movimenti finanziari nel primo bimestre dell'anno, oltre a ritardare il processo di implementazione del secondo giro dello scambio di buoni in default. Il disubbidienza opportunista di Redrado generò più consultazioni degli abituali da parte degli organismi di regolazione dei mercati borsistici statunitense ed europeo che derivò in che lo scambio ritardasse e finalmente cominciasse in una pessima settimana finanziaria. La crisi europea dovrebbe saldare quella polemica per la forza dei fatti: lo scambio non deve trasformarsi nella porta per ritornare a quello mondo finanziario in crisi, insieme all'utilizzo delle riserve dovrebbe considerarsi come una politica alternativa per evitare, precisamente, il circolo perverso delle finanze globali. azaiat@pagina12.com.ar ![]() ![]() ... POCA VERITA' E' PERICOLOSA ... ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ... TROPPE MENZOGNE ... ![]() ![]() ![]() ![]() ... SONO ASSOLUTAMENTE FATALI ![]() ![]() ![]() p.s. stranissimo articolo sul giornale della BARBIE-KAKKIONA ... ![]() ![]() non vogliamo entrare in un mondo SENZA RISERVE MORALI ... ![]() ![]() preferiamo tenerci le NOSTRE RISERVE IN SVIZZERA ... ![]() ![]()
Ultima modifica di eragal : 09-05-10 alle ore 08:14 |
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Data registrazione: Nov 2008
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http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1262572
Finanzas Le borse del mondo, al rosso vivo Le paure sull'economia greca si estesero alla Spagna e spararono l'avversione al rischio degli investitori; la crisi mette pressione allo scambio di debito locale Notizie di Economia: anteriore | seguente Domenica 9 di maggio di 2010 | Edito in edizione stampata Il panico girò ai mercati della mano della delicata situazione che attraversano alcuni economie dell'Europa che potrebbe avere serio implicancias in vari paesi del mondo. In un pugno di ore, tutto si trasformò: quelle borse che venivano mostrando una salga importante in quello che va dell'anno passarono ad accumulare basse, mentre quelle che stavano già in ribasso? fondamentalmente in Europa? approfondirono le perdite fino a limiti insospettati. In solo tre giorni girarono inoltre le paure che avevano dominato al mercato appena due anni fa, quando esplose la crisi di ipoteche di bassa qualità negli Stati Uniti che spezzò la fiducia degli investitori. Il presidente Barack Obama cercò di essere calma da pieno venerdì nero e disse che l'economia dell'USA si stava rimettendo in una maniera solida, con creazione di posti di lavoro ed interesse delle imprese per contrattare più personale. Evidentemente, non fu più un commento: cercò di differenziarsi da quello che succedeva in quelli momenti in Grecia e paraggi. Dalla Riserva Federale si cercò anche di placare il nervosismo di Wall Street. Chiacchiera Plosser, presidente della Fed di Filadelfia, disse davanti alla Camera di Commercio di Delaware che era in funzione un recupero sostenibile dell'economia, con una crescita vicina al 3,5 percento questo anno ed il prossimo. Tuttavia, dopo scivolò: "Una nuova commozione nel mercato finanziario potrebbe ritardare il recupero dell'USA e stiamo seguendo molto da vicino" gli avvenimenti in Europa. L'estratego del Citi in Spagna, José Luis Martínez Compusano, tracciò un panorama di quello che stava succedendo in Europa. Scrisse nel suo lavoro settimanale: "La prima risposta ai problemi della Grecia fu di apatia La seconda, di interesse forzato. Solo quando si cominciano a calibrare le conseguenze in termini di sfiducia sull'Unione Monetaria Europea e sulla situazione fiscale di altri paesi, un vero effetto dominò, si prodursi l'attesa risposta di aiuto. Stiamo parlando di tre mesi di negoziazione che mostrano le fessure di fondo dell'Unione Monetaria Europea. Parliamo di un problema europeo. Ma oggi ha passato ad essere un problema mondiale." L'approvazione del Parlamento della Grecia del forte accomodamento spinto per l'Unione Europea e per il FMI? che l'include salga dell'IVA al 23 percento, il rialzo nell'età pensionistica delle donne a 65 anni, incrementi impositivi e riduzione di avere ad impiegati pubblici e pensionati? non fece più che agire come grilletto da un maggiore clima bellico e di conflitto sociale in quello paese. Nella settimana che passò, le principali borse europee di spiombarono: l'Ibex di Madrid perse 16,94 percento in dollari, mentre il FTSE di Londra cadde 12,43 percento, ed il CAC 40 da Parigi, 14,37 percento. (strano non si parla di Francoforte e di Milano ... ![]() ![]() ) Benché, dopo della chiusura del venerdì, l'euro avanzò contro il dollaro per versioni che la Banca Centrale Europea (BCE) potrebbe accorrere in aiuto di banche minacciate per la crisi. Così rispondeva ad una relazione di Moody?s che allertava su che la crisi per il debito in Grecia potrebbe disseminarsi e colpire i sistemi bancari di altri paesi, come Spagna, Irlanda, Italia, Portogallo ed il Regno Unito. In questo contesto, la Borsa abitante di Buenos Aires non ebbe molto margine di manovra e gli rimase una sola strada: il ribasso. Nella settimana, l'indice Merval crollò 9,85 percento terminando il venerdì nei 2160,20 punti, in piena tappa di presentazione di bilanci, alcuni dei quali delusero, come quello di Tenaris. Lo scoppio degli investitori dei mercati borsistici lasciò le sue orme: il dollaro girò ad essere rifugio a livello globale, ma quello movimento finì di complicare il panorama delle commodities, come il petrolio ed i grani, benché in questo caso i ribassi fossero minimi. La gran incognita è come colpisce la situazione lo scambio che l'Argentina mise in moto per uscire dal default. Amato Boudou confermò che non si impenna, benché alcuni dicerie mirano a che possibilmente si prenda la decisione di ritardare, nel prospetto è chiaro che si può fare, la chiusura dell'offerta iniziale che sta previsto per il 12 di maggio. Tuttavia, l'offerta perse abbastanza valore nella settimana: il venerdì anteriore i prezzi erano di US $52 per grossisti e poco più di US $56 per dettaglianti; dietro la correzione discese ad US $46 ed US $51,7, rispettivamente. (valori tarocchi ... assolutamente da ridurre di almeno il 15% ... ![]() ![]() ) Federico López www.portfoliopersonal.com ... BUBU' il problema non consiste nelle turbolenze del mercato ... ![]() ![]() o negli attacchi della speculazione ... ![]() ![]() ![]() ... il vero problema sta NELLA VOSTRA NATURA DI ESSERI INFAMI ... ![]() ![]()
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Data registrazione: Jan 2005
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intanto il Clarin dice che il Governo, nell'impossibiltia' di emettere bonds a tasso di una cifra, ricorrera' alle riserve del BCRA.- Il tasso che il mercato richiede ora e' del 14%.
Comunque, mi pare sempre strano che la TF emettera' il suo giudizio il giorno 12, quando cessa la prima fase dello scambio ( e qui in italia non si sa nulla di ufficiale ) |
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Data registrazione: Nov 2008
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http://www.studiolegale-online.net/penale_r06.php
Usura Si configura il reato di usura (art. 644 c.p.) quando taluno si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari. Il reato di usura è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da € 5.000 a € 30.000. Alla stessa pena soggiace chi opera in funzione di mediatore. La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari (L. 7.3.1996, n. 108). Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria. Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. Le pene sono aumentate da un terzo alla metà: 1. se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare; 2. se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari; 3. se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno; 4. se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale; 5. se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l'esecuzione. Nel caso di condanna, o anche di patteggiamento, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni e utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni. ... ecco il reato per cui CHI PRESTA DANARO A TASSI DI INTERESSI ESORBITANTI SI CHIAMA "USURA" ... E L'USURA E' UN GRAVE NEMICO DEL RISPARMIO (CHE DOVREBBE ESSERE TUTELATO ...) ... ![]() ![]() ... E COME SI CHIAMA IL REATO PER CUI UNO PRETENDE DI AVERE IN PRESTITO IL TUO DANARO A TASSI DI INTERESSE MOLTO INFERIORI A QUELLI DI MERCATO? ... ESTORSIONE!!! ... ![]() ![]()
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Data registrazione: Nov 2008
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Avv. Fiorio, egregio Da Rin, dott. Rosciani ...
se uno STATO che deve finanziarsi (dato l'elevatissimo rischio paese) al 15%, "pretende" di avere i miei soldi per 28 anni ad un tasso del 2% (cioè 7 volte in meno a quello che dovrebbe pagare) ... sta commettendo UN'ESTORSIONE ... ![]() ![]() ... questo concetto elementare va SPIEGATO AI RISPARMIATORI ITALIANI CHIARAMENTE ... ![]() ![]() ![]() Citazione:
![]() ![]() ... E' UNA VERGOGNA!!! ... dilemma del prigioniero ... ![]() ![]() ![]() |
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Data registrazione: Nov 2002
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Quer
Citazione:
L'estorsione degli infami è del tipo: "bere o affogare". Non sono sicuro come andrà a finire con gli infami lunedì 17. Direi che sia molto utile riferire qui tutto quanto si sa sulla venuta dei due o uno solo degli infami all'economia. E' importante! Ho visto un riporto di Querty mi sembra, del "elargentino", dove si ricorda la mia "attività". Ricordo che forse era del 5 maggio. Non so trovarlo: Querty mi dici per favore? Correggo dopo essere andato a rivedere: è "la" Holdout ad aver postato l'articolo, ma c'ero andato e non ho trovato, riprovo. Ultima modifica di dodecaneso : 09-05-10 alle ore 11:25 |
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