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Data registrazione: Feb 2000
Messaggi: 3,069
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Islanda - Argentina: due facce, una rapina
http://www.lastampa.it/redazione/cms...2877girata.asp
6/3/2010 (11:15) - LA VITTORIA DEL "NO" AVREBBE RIPERCUSSIONI SUI RAPPORTI CON L'UE Islanda alle urne per referendum sui rimborsi a Londra e L'Aja Le operazioni di voto, cominciate alle 9 prosegono fino alle 22 condividi In ballo c'è la restituzione a cittadini britannici e olandesi di quattro miliardi di euro persi per il fallimento della Icesave LONDRA Urne aperte in Islanda per il referendum sui rimborsi a Londra e L’Aja delle perdite causate ai risparmiatori di Gran Bretagna e Olanda dal fallimento della banca islandese Icesave. A indire la consultazione popolare è stato, lo scorso gennaio, il presidente della Repubblica, Olafur Ragnar Grimsson, in seguito alle proteste con cui la popolazione ha accolto il varo, da parte del Parlamento di Reykjavik, della legge con la quale l’Islanda si impegnava a restituire, da qui al 2014, 3,9 miliardi di euro anticipati dalle autorità inglesi e olandesi ai circa 300.000 loro cittadini clienti della Icesave. Le previsioni danno il "no" in netto vantaggio. Davanti a questa prospettiva il governo sta facendo di tutto per disinnescare una potenziale bomba a orologeria. Evidenziando, da un lato, che il referendum non ha senso, poichè inglesi e olandesi sono già disposti a trovare un accordo meno oneroso per l’Islanda. E dall’altro assicurando, come ha ribadito ieri il ministro delle Finanze, Steingrimur Sigfusson, che il Paese «onorerà comunque i suoi impegni». Ma i rapporti tra Islanda, Ue e Fmi rischiano comunque di subire un brutto colpo. La contrarietà degli islandesi all’accordo oggetto di referendum nasce, come ha avuto occasione di spiegare a Bruxelles lo scorso mese la premier Johanna Sigurdardottir, dalla convinzione di essere vittime di una legge europea - quella che garantisce i depositi bancari - fondamentalmente sbagliata. Le autorità inglesi e olandesi, rimaste per ora con nulla in mano, lamentano il fatto che Reykjavik fino alla vigilia del crack - avvenuto nell’ottobre del 2008 - abbia mentito assicurando fino all’ultimo che la Icesave, sbarcata nel territorio Ue per rastrellare risparmi, non presentava problemi di sorta. E quando hanno visto, invece, il presidente islandese bloccare di fatto l’applicazone della legge che prevedeva il rimborso di quanto anticipato ai clienti della banca islandese fallita, Londra e l’Aja hanno reagito duramente e con preoccupazione. In termini pratici, l’eventuale vittoria del "no" al referendum rischia di incidere negativamente non solo sul processo di adesione dell’Islanda all’Ue, ma soprattutto sull’erogazione degli aiuti finanziari dell’Fmi e di altri Paesi nordici di cui il Paese ha estremamente bisogno per uscire dalla peggiore crisi della sua storia (nel 2009 il Pil è diminuito del 6,5%). «Noi comunque non ci dimetteremo», ha detto ieri la premier. «In questi tempi di crisi è nostro dovere restare uniti», ha aggiunto. E nel tentativo di far capire agli islandesi la posta in gioco, il ministro dell’Economia, Gylfi Magnusson, ha aggiunto:«Un eventuale ritardo nell’erogazione del prestito dell’Fmi potrebbe costarci fino al 5% del Pil». La parola passa ora alle urne: le operazioni di voto sono iniziate alle 9 e si concluderanno alle 22. Nel pomeriggio sono in programma manifestazioni nella capitale, il principale appuntamento alle 14 davanti al Parlamento. |
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Member
Data registrazione: Dec 2003
Messaggi: 414
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Non biasimo il comune cittadino Islandese che non vuole pagare per le imprese di qualche banca d'affari privata spregiudicata nazionalizzata in extremis dal governo perche' le banche servono all'interesse nazionale del paese..
E successa la stessa cosa in USA, dove non c'e' assistenza sanitaria, ne istruzione pubblica garantita, eppure hanno usato i soldi dei contribuenti per salvare la Goldnman Sachs e altre e permettere ai dirigenti di prendere i loro bonus a 6 zeri. Perche le banche non possono fallire se no si innescherebbe una reazione a catena deleteria per tutta l 'economia. Te lo dice uno che ci ha rimesso con l'investimento nella Kauphthing Forse sarebbe meglio regolamentare il settore ed evitare che le lobbyes bancarie influenzino i governi nel loro interesse. Ma loro hanno i soldi e corrompono i politici, e invece di andare in galera sono stati salvati con i soldi del comune cittadino, nemmeno un po' di galera si sono fatti. Con questo non voglio dire che inglesi e olandesi non abbiano il sacrosanto diritto di riavere i loro soldi, ma chi ha permesso a Icesave di operare senza le necessarie garanzie? Chi ha permesso alle varie banche d'affari USA di portarci in questo baratro e di inquinare tutto il mondo con i loro mutui subprime e prodotti spazzatura? e chi li ha comprati le altre banche non lo sapevano? Forse si dovrebbero obbligare le banche a pagare i danni che hanno fatto a vita Sono i poteri forti contro la gente comune e qui mi fermo perche questo e' un forum finanziario. L'argentina e' un'altra storia per me molto diversa. |
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