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a difesa del gregge
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Obbligazionari, ma senza scadenza
La disciplina bancaria Cosa prevede il Testo unico bancario Le obbligazioni irredimibili trovano una loro collocazione nell'ambito del Testo unico bancario di cui al dlgs 1º settembre 1993, n. 385. In particolare l'art. 12 Tub disciplina quei prestiti (emessi anche sotto forma di obbligazioni) in cui il rimborso del creditore è postergato rispetto agli altri creditori. Secondo quanto stabilito dall'art. 12 Tub «le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore » e in particolare, con riguardo ai prestiti senza scadenza, il comma 7 precisa che «La Banca d'Italia disciplina le emissioni da parte delle banche di prestiti subordinati, irredimibili ovvero rimborsabili previa autorizzazione della medesima Banca d'Italia. Tali emissioni possono avvenire anche sotto forma di obbligazioni o di titoli di deposito». Nella normativa bancaria quindi i perpetual bond costituiscono una delle forme di debito irredimibile un prestito, subordinato, nelle cui condizioni di erogazione non viene indicata la data di scadenza. In tal modo gli istituti bancari possono acquisire risorse finanziarie che anche ai sensi della normativa comunitaria rientrano tra i fondi propri e come tali sono valutate nel calcolo degli indici di solidità patrimoniale. Al riguardo l'art. 3 della direttiva Cee n. 299/89 stabilisce che rientrano tra i fondi propri anche le obbligazioni irredimibili. In particolare secondo la direttiva rientrano nella nozione di fondi propri quegli elementi la cui esistenza risulti dalla contabilità interna e che sono liberamente disponibili per far fronte ai rischi derivanti dalla normale attività creditizia. La loro entità deve inoltre essere: • fissata dalla direzione della banca; • verificata da revisori indipendenti; • comunicata alle competenti autorità di vigilanza. Le istruzioni di vigilanza per le banche precisano le caratteristiche dei prestiti irredimibili stabilendo altresì le condizioni da rispettare affinché le passività subordinate concorrano alla formazione del patrimonio supplementare. In particolare i contratti che regolano l'emissione devono, inter alia, prevedere che: • in caso di liquidazione dell'ente emittente il debito sia rimborsato solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati e che • il rimborso anticipato delle passività avvenga solo su iniziativa dell'emittente e preveda il nulla osta della Banca d'Italia. Lo Ias 32 nel definire i titoli di debito irredimibili quali appunto le obbligazioni perpetue, precisa come questi procurano, di norma, al possessore il diritto contrattuale a ricevere pagamenti in conto interessi a date fisse che si estendono nel futuro, senza diritto alla restituzione del capitale o con questo diritto soggetto a condizioni che lo rendono molto improbabile o molto lontano nel tempo. http://www.microsoft.com/italy/pmi/f...articolo1.mspx |
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Gradi di subordinazione obbligazioni bancarie |
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