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Vecchio 04-05-09, 20:22   #1 (permalink)
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una riflessione sul petrolio

Durante questo anno il 2008 abbiamo assistito ad una crescita vertiginosa del prezzo del petrolio che è arrivato sino a quasi 150$ a metà anno per poi iniziare una discesa sembra altrettanto inarrestabile. Che cosa è successo? Certamente i fattori sono molti e anche la crisi americana non è aliena a tutto questo, ma certamente è necessario considerare che l'avidità dei Paesi produttori ha forse passato il limite e ha cominciato a scatenare reazioni importanti nei consumatori.

I grandi Paesi in sviluppo a cominciare da Cina e India i cui governi avevano elargito aiuti economici alle imprese fornendo bonus economici per energia e derivati petroliferi al fine di incoraggiare e promuovere lo sviluppo dell'imprenditoria nazionale, hanno ritirato questo tipo di aiuti economici. Questa saggia scelta pur scatenando nel breve periodo contraccolpi negativi per le imprese stesse ha avuto e avrà effetti molto positivi nel medio e lungo termine. Di fatto l'eliminazione delle sovvenzioni governative ha portato ad una riduzione dei consumi petroliferi e quindi della richiesta, a meccanismi produttivi più efficienti e meno dispersivi che puntano più sulla qualità dei prodotti che sul consumismo sfrenato. Dopo un periodo negativo presto l'economia dei Paesi emergenti riprenderà impulso con importanti riflessi sui mercati azionari

L'ingiustificato e catastrofico aumento del petrolio in pochi mesi ha poi certamente affossato l'economia mondiale che sta vivendo una fase certamente critica anche per altri motivi ma ha anche indotto tutti a tutti i livelli a riconsiderare i consumi. In pratica se aumenti costanti ma lievi vengono psicologicamente assorbiti da tutti (dalla multinazionale all'utente casalingo) come inevitabili e purtroppo trascurati, al massimo ci si limita ad alzare i prezzi dei propri prodotti e a fare qualche economia per un breve periodo (nel grande e nel piccolo) una salita così ripida ha dato modo a tutti ad ogni livello di riconsiderare le proprie posizioni.

Questo 2008 si avvia a divenire quindi un anno di svolta della cui importanza forse ci renderemo conto realmente solo tra qualche anno. Tutti si sono resi conto che è necessario immediatamente eliminare gli sprechi e ottimizzare le risorse e successivamente utilizzare concretamente sistemi energetici non derivati dal petrolio.

Ci eravamo tutti un pò adagiati sul petrolio da ora dobbiamo cominciare a riconsiderare altre fonti si comincia dalla sostituzione delle lampade ad incandescenza con quelle a vapori di gas che consumano il 20% solo a parità di luce, all'utilizzare l'auto il meno possibile e non da soli, si comincia a riflettere sull'efficienza delle catene produttive e a come sfruttare le energie diverse. Tutto il mondo ha iniziato programmi eolici che in pochi anni assorbiranno il 15% del fabbisogno energetico, si comincia a produrre pannelli fotovoltaici non più basati sul silicio a costi sempre più competitivi, la fusione nucleare è sempre più vicina, ecc.

Quindi in definitiva riteniamo che stavolta i produttori abbiano "tirato troppo la corda" e questa spezzandosi li danneggerà irreparabilmente proprio in quel portafoglio che in definitiva è il loro solo credo. Riduzione dei consumi petroliferi e ottimizzazione a tutti i livelli indurranno inevitabilmente una caduta di richiesta che, già iniziata, non si arresterà più. Appena il prezzo del petrolio è arrivato sotto la soglia dei 100$ (le cifre tonde fanno sempre notizia) l'OPEC ha subito cercato di rialzare il prezzo annunciando una diminuzione della produzione ma ormai per noi il processo è irreversibile e al dì là delle oscillazioni temporanee assisteremo ad un progressivo calo dei prezzi del petrolio causato da una sempre minore domanda ed utilizzo di prodotti ed energie petrolifere con buona pace dell'OPEC che ha tentato negli ultimi anni, riuscendovi spesso, di applicare il ricatto petrolio a tutti.
oleafragrance non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-05-09, 21:41   #2 (permalink)
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riflessione interessante. Ora, che nei prossimi 10-15 anni il petrolio possa scomparire dai nostri panieri lo ritengo improbabile, ma di certo il mercato è destinato a calare, i prezzi di conseguenza a ridursi, le società del settore dovranno necessariamente dare maggior valore aggiunto al prodotto, oppure entrare in qualche nicchia da gestire in forma mono od oligopolista.

Qualche nome grosso potrebbe scomparire e come nel mercato dell'auto si potrebbe andare incontro a fusioni e acquisizioni al fine di ottimizzare una produzione comunque inferiore, e al fine di salvare qualche colosso che rischierebbe altrimenti di creare nuovi disoccupati in massa.

Per queste ragioni ,forte anche di un insperato gain di 10 punti percentuali in pochi mesi, mi sono liberato pochi giorni fa del mio Pemex 2016
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Vecchio 04-05-09, 21:58   #3 (permalink)
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Tra il fatto che il petrolio sia indispensabile alla futura ripresa e che sia del tutto inutile ci deve pur essere una via di mezzo.
La fusione nucleare sia sempre più vicina? Quanto?
Che si possa iniziare a rinunciare al petrolio sostituendo le lampadine ad incandescenza è una cosa molto romantica ma un po' ingenua a mio avviso.

La cosa più preoccupante invece secondo me è che se quanto abbiamo visto e quanto vedremo a proposito della crisi economica è stato in parte dovuto al petrolio a 150$, c'e' da sperare che non si tratti delle "prove generali" per quanto accadrà quando la disponibilità degli idrocarburi comincerà a scarseggiare. Anche ammettendo che il tutto sia stato frutto di speculazione e non di reale squilibrio domanda/offerta, si e' ampiamente dimostrato che il nostro mondo è attualmente del tutto impreparato (economicamente e socialmente) ad affrontare un'eventuale reale scarsità di petrolio, alla faccia dei pannelli fotovoltaici, delle eliche e degli incentivi.
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Vecchio 04-05-09, 22:19   #4 (permalink)
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Sicuramente la scarsa domanda di petrolio non è cosi' vicina di quanto si possa immaginare, specialmente da parte dei paesi emergenti, proprio da questi paesi vi sarà l'adeguamento al nostro attuale "benessere" con un largo consumo di beni e prodotti derivati dal prezzo del petrolio (auto ecc.) il percorso lo stà tracciando l'America e di seguito lo farà l'Europa.
Di fatto ecco i perchè delle nostre attuali incertezze sugli investimenti ..ancora non si sà se nei prossimi anni guideremo ancora un'auto a motore o un'auto elettrica. Fiat si stà rivoluzionando ma quello che mi chiedo è:
la casa di Torino dove trova i soldi per fare tutte queste acquisizioni in ambito mondiale?
Le OPA sono ormai cosa del passato.. neanche poi cosi' lontano ..ricordiamo quante ve ne furono tra gli anni 1990/2000, domanda : sbaglio o i tbond corporate, strutturate, e quant'altro sono operazioni di prestito ormai affermate in tutto il mondo che hanno preso il posto delle OPA?
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