Il Tesoro Usa prepara il piano salvabanche
21 marzo 2009
NEW YORK – È pronto il nuovo piano di salvataggio bancario del Tesoro americano, che si propone di rilevare gli asset tossici e ripulire i bilanci della finanza. I contenuti dell'attesissimo piano, che potrebbe essere annunciato ufficialmemte lunedì, sono stati anticipati dal Wall Street Journal: il governo dovrebbe immettere inizialmente tra i 75 e i cento miliardi in nuovi fondi, una cifra che potrebbe aumentare in seguito. E, soprattutto, chiede una forte partecipazione del settore privato in partnership con le autorità pubbliche.
Quest'ultimo sarà l'aspetto più delicato per il successo del piano. L'adesione dei privati è in dubbio dopo le polemiche esplose sulla Aig e sui bonus a Wall Street, che hanno spinto il Congresso a preparare leggi per tassare fino al 90% i premi dei dipendenti delle società salvate dal governo.
Contro simili misure sono insorti nelle ultime ore molti grandi istituti che hanno ricevuto soccorsi: dai vertici di Citigroup a quelli di JP Morgan e Bank of America, che hanno denunciato il rischio di esodo di personale essenziale.
La stessa amministrazione Obama sta cercando di ammorbidire le proposte di legge, cercando di esonerare i partecipanti al Talf, il progamma di Federal Reserve e Tesoro per il sostegno al credito al consumo e alle piccole imprese.
Con il nuovo piano bancario il Ministro del Tesoro Tim Geithner, la cui credibilità nei salvataggi è ormai apertamente in discussione, cerca di orchestrare in dettaglio strategie inizialmente delineate settimane or sono ma che avevano deluso Wall Street per l'assenza di specificità. Gli strumenti adesso articolati, che dovrebbero dare corpo all'alleanza pubblico-privato, sono tre:
1) Un nuovo ente sostenuto dalla Fdic, l'organismo che assicura i depositi bancari, dedicato ad acquistare e tenere prestiti. Nel Disposition Finance Program è previsto un ruolo privato ma il governo potrà offrire finanziamenti fino all'80 per cento. Il programma potrà offrire garanzie per investimenti fino a 500 miliardi di dollari.
2) L'espansione del programma Talf da mille miliardi gestito dalla Fed, decollato in questi giorni e finora impegnato solo su recenti titoli legati al credito al consumo e alle piccole aziende. Adeeso verrà esteso anche ad asset di più vecchia data, relativi al 2005-2006.
3) La nascita, infine, di fondi misti pubblico-privato che acquistino anzitutto titoli garantiti da mutui, dove il governo prevede di contribuire con un dollaro per ciascun dollaro in arrivo da privati. Questi fondi saranno affidati a gestori privati.
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