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Vecchio 02-03-09, 13:28   #1 (permalink)
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banca per i poveri

Yunus: «La banca per i poveri
sbarcherà anche in Italia»
Il premio Nobel per la pace: «Verso l'accordo tra Grameen, Unicredit e Università di Bologna»

Muhammad Yunus
Muhammad Yunus
MILANO - Grameen Bank, l'istituto che pratica il microcredito senza garanzie ideato nel 1977 dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, sbarcherà anche in Italia. Partner dell'iniziativa saranno Unicredit e l'Università di Bologna. Lo ha annunciato lo stesso Yunus, nel corso di una conferenza stampa presso la Fondazione Cariplo per la presentazione del suo libro "Un mondo senza povertà".

ENTRO L'ANNO - «L'iniziativa è in fase avanzata, stiamo alle fasi finali degli accordi - ha detto Yunus - collaboreremo con Unicredit e l'Università di Bologna e, assieme a Grameen Trust, riusciremo a mettere assieme il progetto e far partire Grameen Italia». «Abbiamo già fatto la stessa cosa negli Stati Uniti - ha proseguito - e i risultati sono stati eccellenti». Yunus ha auspicato che il progetto possa partire già da quest'anno.
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Vecchio 02-03-09, 13:51   #2 (permalink)
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che prevedano clienti in aumento sul nostro territtorio? ..........
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Vecchio 02-03-09, 14:10   #3 (permalink)
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ANSA) - MILANO, 2 MAR - Il fondo Aabar Investments di Abu Dhabi ha sottoscritto obbligazioni convertibili 'cashes' per 49,8 mln di euro. Tali obbligazioni sono legate all'aumento di capitale di Unicredit. Lo si apprende da fonti finanziarie.
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Vecchio 02-03-09, 14:39   #4 (permalink)
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a fine 2007 ho partecipato ad un business game dove nella mia proposta dicevo delle cose che oggi (purtroppo) si stanno avverando.
Bisognava strutturare un mutuo per lavoratori precari...e riprendevo proprio la politica adottata da Yunus.

Peccato che alla banca dove sono andato a fare il colloquio avevano visto in me un programmatore

vi copio/incollo qualche pagina:

"...Lo scossone che ha investito i mercati finanziari nel periodo estivo, e che ancora sembra essere un focolaio non spento, è partito dal mercato dei mutui subprime statunitensi, quelli cioè concessi alla parte di popolazione con minori garanzie di solvibilità. Finché i tassi si sono tenuti bassi e i prezzi delle case hanno continuato a salire, non c’è stato alcun problema: sono stati concessi mutui in modo generalizzato.
Quando, nella seconda metà del 2006, i tassi sono saliti e i prezzi delle case scesi, si sono registrate le prime insolvenze e, a seguire, da marzo di quest’anno si sono manifestati i primi sintomi della crisi sui mercati. Il contagio è avvenuto sia direttamente, con impatto sul Pil Usa per la contrazione dei volumi nel settore delle costruzioni, sia indirettamente nel resto del mondo, per via degli strumenti che in qualche modo contenevano tali mutui. Tutto ciò ha provocato una crisi di liquidità sul mercato interbancario che si è configurata prima di tutto come una crisi di fiducia: le banche che avevano eccesso di liquidità, temendo che le altre potessero avere subprime in portafoglio, non si sono più fidate delle controparti e hanno fatto pagare più caro il denaro. Il punto oggi è che a seguito di questi fenomeni potrebbero chiudersi i rubinetti del credito per consumatori e per imprese, con impatti deleteri sulla crescita: è questo il vero spauracchio dei mercati, ed è questa la ragione delle ripetute iniezioni di liquidità e di rassicurazione da parte delle banche centrali.
Oggi in un periodo di grande precarietà, e anche di opportunità lavorative, una caratteristica necessaria del mutuo è la flessibilità infatti il mutuo si adatta, si accorcia o si allunga, proprio come un abito e soprattutto consente il salto della rata senza
conseguenze gravi. Dai dati rilevati da Of-Osservatorio finanziario. Infatti le persone che chiedono un prestito che oggi è ancora più pesante (si è passati da una media di 100 mila euro a una media di 130-150 mila euro) per un periodo che si è allungato dai 15 anni ai 20-25 anni, hanno la necessità di essere aiutate o meglio rassicurate da una persona capace anche di consigliarli sulla gestione del loro denaro.
L’osservatorio ha rilevato che in genere le persone con lavoro precario non amino gestire il denaro, ma piuttosto siano stressate dall'idea di farlo, viste le grandi incertezze da fronteggiare giorno per giorno. Da qui, il bisogno di un contatto umano di tipo professionale, che spesso è anche un aiuto psicologico per essere rassicurati che la scelta di una intera vita sia quella più giusta.
Una fetta consistente delle persone rientranti nel popolo dei subprime è rappresentata da chi ha visto in questi strumenti l’unica possibilità di comprarsi, finalmente, una casa di proprietà o di rifinanziare un mutuo, sempre per l’acquisto della casa, acceso inprecedenza. Purtroppo è la parte di popolazione più povera, meno istruita e con redditi incerti e più esposta ai rischi sociali dei foreclosures (i pignoramenti). Recenti studi mettono in evidenza come i mutui a più alto tasso di interesse investano le fasce a più basso reddito e come in questo insieme assumano grande rilevanza le minoranze etniche.
Le autorità di vigilanza stanno cercando di correre ai ripari richiedendo agli intermediari il rispetto di più rigorosi criteri di correttezza e trasparenza. E’ soprattutto per questo motivo che si cercherà di strutturare un prodotto che tiene conto di future restrizioni da parte delle Autorità di vigilanza.
I subprime rappresentano il sintomo di una fenomeno più generale: l’affacciarsi sul mercato del credito di sempre più estese fasce di popolazione che non presentano i normali requisiti di "bancabilità", ma non possono rimanere escluse dai circuiti finanziari, sia per fin troppo ovvie ragioni sociali, sia per la loro rilevanza nel sostenere lo sviluppo economico anche nelle società avanzate. Senza tener conto del pericolo che finiscano nelle mani di circuiti informali e illegali. Ed è evidente che finanziare questa clientela seguendo solo e soltanto i criteri tradizionali (tasso di interesse e garanzie), oppure utilizzando gli automatismi di scoring tipici del credito al consumo, non contribuisce a spostarla dalla sua marginalità. L’anno scorso è stato assegnato il premio Nobel per la pace a Muhammad Yunus fondatore della banca di microcredito GrameenBank. Il successo di questa iniziativa non risiede, come molti erroneamente hanno creduto e continuano a credere, nelle ridotte quantità di denaro prestato a persone povere, ma nel fatto che vengono utilizzate particolari tecniche di valutazione e successiva gestione del finanziamento che consentono, tramite la presenza di operatori specializzati, di rinunciare alle normali, e inesistenti, garanzie, di monitorare costantemente i flussi di rimborso e di ottenere bassissime percentuali di insolvenza. Sono tecniche non certo esenti da dubbi sulla loro esportabilità in contesti diversi da quelli dei paesi in via di sviluppo (dubbi, in parte, smentiti da alcune significative esperienze nell’occidente avanzato), ma rappresentano un importante terreno di sperimentazione di nuove modalità di fare credito a chi al credito non potrebbe mai accedere. Per intermediari ormai abituati a offrire prodotti altamente standardizzati con procedure automatizzate, sarebbero necessarie profonde modifiche organizzative con elevati costi operativi, ma proprio nel settore dei mutui immobiliari negli Usa vi sono ricerche che rilevano la possibile incidenza sui tassi di default non solo di una più alta alfabetizzazione finanziaria, ma anche della attività di assistenza e consulenza nei confronti dei mutuatari. È questa, in altri termini, un prospettiva che coniuga inclusione sociale e profitto perché, non bisogna dimenticarlo, un soggetto "accompagnato" verso un equo, corretto e consapevole utilizzo dello strumento creditizio è destinato a diventare in futuro il miglior cliente.
Due sono i principali punti di forza di questo mutuo: prima di tutto, il cliente può scegliere liberamente il piano di rimborso del capitale finanziato che sulla base dei propri bisogni risulta più vantaggioso (tradizionale, francese, flessibile al 50%, a rata costante etc.).
Secondo: non avere variazioni di tassi e/o aumenti sulle rate derivanti da rate non pagate.
Il nuovo prodotto che chiameremo ‘‘Jump no problem’’ (vedi punto F) parte dall’assunto che ad accedere a tale prodotto possono essere quei lavoratori precari che al momento della stipula possono garantire una liquidità pari ad almeno un X% (la liquidità può essere costruita anche tramite PAC) della somma richiesta alla banca. Tale ‘‘paletto’’ è di importanza fondamentale, per come è strutturato il prodotto che viene illustrato di seguito.
Oltre alle caratteristiche tecniche questo mutuo vuole essere un supporto per i clienti che rientrano nel precariato, in particolare la banca, attraverso una strategia di marketing proposta nel punto F, offrirà (attraverso società esterne) un servizio di replacement per i coloro che durante il rapporto con la banca perderanno il lavoro. Questo elemento si rivela di grande importanza per la fidelizzazione del cliente (vedi punto F).
Importanza rilevante, anzi fondamentale, assume anche la tecnica di valutazione del cliente e successiva gestione del finanziamento che oltre agli scoring tipici del credito, nel nostro caso si avvarrà del contributo di una società esterna di placement e replacement (esempio WorkNet S.p.A.) che valuta il cliente dal punto di vista di potenzialità lavorative in modo da avere, per quanto possibile, una valutazione oggettiva sulle prospettive future riguardanti la sfera lavorativa del cliente.
Ad esempio un processo valutativo del cliente dal punto di vista lavorativo potrebbe essere
costituito dalle seguenti fasi:
1. Predisposizione di tutta la documentazione per la valutazione concordata con la banca
2. Identificazione e contatto con il cliente
3. Appuntamento con il cliente presso una filiale
4. Screening del CV del cliente
5. Colloquio conoscitivo
6. Invio delle schede di valutazione e del profilo cartaceo in banca
Per quanto riguarda il cliente, all’accensione del mutuo avrà anche dei servizi aggiuntivi, tesi a promuovere la propria candidatura presso altre aziende che possano offrire un miglioramento dal punto di vista economico e/o sociale.
1. Iscrizione gratuita al sito web della società di placement
2. Codifica dei CV in base ad un mansionario pre-definito
3. Contatto del cliente al verificarsi di una corrispondenza agli skill richiesti da aziende
4. Eventuale inserimento del cliente in sessioni formative
5. Invio periodico di offerte di lavoro tramite email e career day
"
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