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Vecchio 12-02-09, 18:51   #101 (permalink)
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claufil non è ancora classificato
Da qualche giorno seguo la vostra discussione, mi sembrate un po matti ma
mi associo al gruppo con i miei 60000 investiti grazie a isp
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Vecchio 12-02-09, 19:21   #102 (permalink)
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L'avatar di al44to
 
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Grazie 9/15 .. grazie esse, la notizia del comune di Padova passata inizialmente in sordina si sta rivelando eccezionale. Mi dispiace di non essere tecnicamente/culturalmente in grado di dare un contributo ai Vs.sforzi, ma se è vero che ad una squadra oltre ai giocatori servono anche i tifosi....ALLORA io sono fra quelli e Vi sto urlando OOH.OOH. AAH.AAH forza A.I.R.O.L.B.... e se vinciamo poi faremo una grande festa... io ci metto il Vino!!!!!
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Vecchio 12-02-09, 19:56   #103 (permalink)
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Grazie ad Esse, che mi aveva fornito un contatto con comune di Padova, abbiamo un piano B, nel caso Adusbef rigetti la nostra offerta.
Infatti, come comune, si sono costituiti capofila di un'azione giudiziaria, tramite il famoso studio legale Usa Greenberg, contro agenzie di rating, revisori ed amministratori.
Per poi interntare successivamente un'azione contro ABI-Patti Chiari.
Questo perchè ci sono cascati anche loro come Comune, ma hanno ampliato le potenziali adesioni al progetto ai cittadini, padovani e non, riuscendo a coinvolgere 500 risparmiatori per 30 m.ni euro di Lehman.
Quindi aspettiamo ancora fiduciosi la risposta di Adusbef, ma qualora non vada in porto, agganciarsi alla loro iniziativa, completamente gratuita, mi sembra interessante, anche per raggiungere una massa critica di rispetto per contenere i costi finali.
Vi tengo informati.
Grazie dell'informazione, mi sembra veramente interessante. Finalmente una buona notizia.Spero che anche altri enti pubblici, e sicuramente esistono, possano prendere in considerazione azioni simili.
principi non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-02-09, 20:06   #104 (permalink)
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Originalmente inviato da claufil Visualizza messaggio
Da qualche giorno seguo la vostra discussione, mi sembrate un po matti ma
mi associo al gruppo con i miei 60000 investiti grazie a isp
Ben unito a noi claufil ci serve sapere anche con che banca hai acquistato le LB

no non siamo matti siamo solo un gruppo di risparmiatori che con il tempo si è riunito in un comitato AIROLB, un gruppo che non sta a guardare cio che accade passivamente...siamo convinti di riuscire a recuperare i nostri risparmi...la nostra forza è che siamo tutti FREGATI LEHMAN e nessuno sta qui per speculare su questa situazione...ogni uno di noi mette del proprio chi piu e chi meno e con il tempo siamo diventati in quasi tre cento e tra questi trecento ti assicuro che ce gente mlt ben preparata....abbiamo raccolti 15mln di capitale...creato un sito che con in pochi mesi ha avuto 15000visite con oltre150 nuovi visitatori al giorni...creato una nostra proposta per recuperare i nostri risparmi e siamo riusciti a portarle in esame davanti ad alcuni parlamentari e ad adusbef...ora arriva anche questa buona notizia che ci da il nostro caro 9/15...noi siamo convinti di riuscire a recuperare i risparmi di cui ci hanno derubato....io credo che tante voci che urlano fanno solo rumore ma tante voci che urlano insieme e ben coordinate fanno un baccano pazzesco...noi vogliamo far sentire la nostra voce perche siamo convinti che UNITI SI VINCE...
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Vecchio 12-02-09, 20:29   #105 (permalink)
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isp= intesa san paolo

tra poco l' aggiornamento
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Vecchio 12-02-09, 20:39   #106 (permalink)
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Comitato Fregati Lehman Brothers(A.I.R.O.L.B.)

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Un caloroso saluto ed un grazie ai nuovi fregati

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Comitato Fregati Lehman Brothers(A.I.R.O.L.B.) Iscrizione e news Volume III

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Vecchio 12-02-09, 20:58   #107 (permalink)
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Just 108 days after Lehman Brothers collapsed in the biggest corporate bankruptcy in history, its bankers have composed one of the most complex and politically charged deals ever seen.

Nomura, the Japanese bank that acquired Lehman’s European and Asian M&A and equities bankers in October, secured the role as lead adviser on Chinalco’s $19.5bn investment in Rio Tinto.
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Lex: JPMorgan Cazenove - Feb-12
Video: Rebecca Bream examines the opposition the Rio/Chinalco deal faces - Feb-12
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Chinalco’s Rio move faces regulatory hurdles - Feb-12

The deal team, led by Nick Wiles, chairman of investment banking UK at Nomura and Adrian Mee, its co-head of European M&A, had been working with Chinalco for more than a year.

They originated and executed Chinalco’s $14.3bn dawn raid on Rio’s stock in February last year – the deal that gave the Chinese group the first building block towards Thursday’s announcement.

But when Lehman collapsed, Blackstone, the private equity group, poached Anthony Steains, Johan van Jaarsveld and Dong Hyun Lee from Lehman to head up its new Asian team. Because these bankers had also been working with Chinalco when they were at Lehman, Blackstone was brought into the deal for continuity.

Nomura and Blackstone were then faced with the task of valuing all of Rio’s assets round the world in order to be able to structure the terms of Chinalco’s offer.

The two banks, supported by CICC of China, also had to work round a multitude of different governments when it came to deciding how much Chinalco would buy of each of Rio’s nine mines.

Two weeks before the deal was announced, JPMorgan came in as Chinalco’s fourth adviser. In spite of not having had any involvement with Chinalco until then, the US bank did not want to miss out on the biggest outbound investment by a Chinese company ever made.

However, JPMorgan Cazenove, the joint venture between Cazenove, the UK broker and JPMorgan, which was set up in 2004, already had a role in the deal.

Not only is JPMorgan Cazenove a joint broker along with Credit Suisse to Rio, but its chairman, David Mayhew, is also a non-executive on the board of Rio.

The broker said it received permission from Rio’s finance director to help Chinalco with its bid and that there was no conflict of interest in acting as broker to the target company and an adviser to the acquirer.



in pratica, vi ricordate che subito dopo meta' settembre si pavento' un'azione non proprio corretta di JPMorgan nei confronti di Lehman Brothers?

Ora sembrerebbe che quella ipotesi sia fondata , dati gli intrecci societari ed i possibili conflitti di interessi anche tra il management adoperato.....
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Vecchio 12-02-09, 23:00   #108 (permalink)
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La verità sul fallimento di Lehman Brothers

George Soros non è certo uno sprovveduto quando si parla dei marosi della finanza e delle operazioni spericolate, ma lui stesso, in un’intervista pubblicata recentemente su La Repubblica, si è detto ancora stupefatto del crollo di Lehman Brothers, del suo non salvataggio da parte del governo statunitense come fatto per altre istituzioni. Anche uno come lui non riesce a spiegarsi come sia stato possibile. A sentire questo mi torna in mente un titolo letto il 15 settembre del 2008.

«Crollo Lehman, ingenti danni per gli investimenti arabi e il greggio, vera vittima sacrificale della peggiore crisi finanziaria nella storia». A dare questa lettura decisamente di parte del terremoto finanziario che stava scuotendo il mondo era, martedì 16 settembre, il quotidiano panarabo al Hayat, edito a Londra, stampato in inglese e di proprietà saudita. Il quale lamentava come il prezzo del greggio sia «a meno 50 dollari al barile rispetto al limite di 147 dollari raggiunto nelle settimane scorse, il livello più basso registrato da sette mesi».

L’altro grande giornale panarabo, al Sharq al Awsat (anche questo di proprietà saudita) metteva invece l’accento sugli «effetti devastanti sulle principali borse dei ricchi Emirati del Golfo». Ovviamente la tutela dei propri interessi è legittima, ma un peana di questo genere per il calo del prezzo del petrolio dopo la spaventosa impennata dei mesi scorsi - che ha riempito le casse dei paesi produttori - e le recenti decisioni a sorpresa dell’Opec di tagliare la produzione appare quanto meno fuori luogo. Gli ultimi a piangere miseria, insomma, dovrebbero essere proprio i ricchi produttori di petrolio.

Ma attenzione perché la comunità finanziaria araba di Londra non parla mai a caso. E, soprattutto, scrive in arabo ma parla e ragiona in inglese. Tra le righe di quel messaggio viene lancia un’accusa precisa: il fallimento di Lehman è stato permesso scientemente perché questo avrebbe riequilibrato gli assetti. Ovvero, crollo del prezzo del greggio e una pesante batosta verso chi finora ha fatto soldi sfruttando la crisi e comprato a prezzi di saldo pezzi di finanza mondiale attraverso i fondi sovrani.

Che il governo americano abbia rifiutato un aiuto nei confronti di Bank of America se questa avesse salvato Lehman Brothers è noto, ma questo non rappresenta ancora una prova. Che Bank of America sia corsa a divorare Merrill Lynch subito dopo, anche in questo caso senza garanzie da parte di Washington, nemmeno. Anche il fatto che la banca britannica Barclays - in cordata proprio con Bank of America nella missione per salvare l’ex gigante di Wall Street - abbia acquistato alcune attività (le più sane e lucrose, brokeraggio e trading Usa) del gruppo Lehman Brothers non prova nulla ma dimostra che la carcassa della mayor di Wall Street faceva gola a molti e che lo spettacolo di disperazione che offriva non disturbava troppo il Tesoro americano e la Fed.

Il fatto però che su un sito informatissimo come Cnbc si parlasse apertamente di petrolio che toccherà a breve quota 75 dollari comincia invece a far intravedere qualche possibile scenario: ovvero, di fronte a un “too big to fail” malmesso come Lehman il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson (ex capo di Goldman Sachs), ha preferito indossare la maschera del liberista duro e puro rifiutando altri aiuti di Stato e ottenendo così un triplice effetto: far scendere il prezzo del greggio (vera leva della possibile ripresa), risparmiare denaro necessario a salvare attraverso un prestito ponte da 85 miliardi di dollari il colosso delle assicurazioni Aig e assestare uno shock “salutare” all’economia mondiale, quella occidentale, che necessita di disintossicarsi del tutto, ma soprattutto quella overvalued e troppo interventista dei paesi arabi e della Russia.

Non è un caso che sempre martedì 16 settembre la Borsa di Mosca fosse scesa del 16% a 905.57 punti, sotto la pericolosa soglia psicologica dei 1.000 punti, gettando letteralmente nel panico gli investitori e costringendo le autorità a sospendere le contrattazioni fino a venerdì 19. Una scelta strategica quella americana: Lehman, infatti, era la banca con la maggiore attività al mondo come trader di obbligazioni e fondi obbligazionari mentre Aig e il suo crollo avrebbero colpito letalmente quasi esclusivamente gli Usa e l’Europa, come denunciava il britannico Daily Telegraph poche ore dopo il salvataggio del colosso assicurativo: «Le banche europee erano particolarmente a rischio in caso di un fallimento della Aig, perché detengono i tre quarti dei 441 miliardi di dollari di strumenti complessi e deregolati protetti dalla Aig. Tali obbligazioni sono legate al mercato dei subprime, che si sta inabissando».

Europei salvi grazie alla Fed, quindi. E i russi, invece? «L’economia russa è sufficientemente solida per poter reagire alla crisi dei mercati, che si dimostra peggiore delle peggiori attese» ha sottolineato il presidente russo Dmitri Medvedev il 18 settembre scorso, secondo il quale «il mercato globale soffre la più grande crisi degli ultimi 10 anni. A cosa è legato? Lo sappiamo benissimo» ha precisato, avanzando una nemmeno velata accusa per le politiche economiche degli Stati Uniti, che si riflettono negativamente sui mercati internazionali. D’altronde bastava leggere il titolo della homepage del sito del quotidiano filo-governativo Izvestiya di giovedì 18 settembre per capire il clima: «Gli Stati Uniti si stanno dimostrando più pericolosi per il mondo di una minaccia nucleare».

Eravamo a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre dello scorso anno. Guardatevi intorno: il rublo è crollato, il prezzo del barile resta basso nonostante le minacce dell’Opec di tagliare ancora e ancora la produzione, il piano Paulson - il famoso Tarp - non ha funzionato appieno ma è stato prodromico al progetto di “bad bank” in cui scaricare gli asset tossici a prezzi medi concordati e non in base al mark-to-market che Barack Obama si troverà costretto suo malgrado a varare. E che farà uscire le istituzioni finanziarie americane dalla crisi molto prima e molto meglio.

Insomma, il fallimento Lehman Brothers è stato strategico, voluto, globalmente indirizzato a colpire dove faceva più male ai nemici che sfruttavano la debolezza di un presidente a fine mandato e di un paese in piena crisi per muoversi su equilibri e interessi contrapposti a quelli di Washington. Il fallimento Lehman Brothers è stato il primo caso di “guerra per banche”. Chapeau. Speriamo sia anche l’ultimo. E che Dio benedica l’America.

P.S.: Prima parlavamo di Barclays corsa a divorare pezzi di finanza statunitense a prezzi di saldo. Un azzardo, in tempi di guerra per banche, visto che il gigante inglese è costretto ad ammettere la necessità di aumento di capitale ed è pronto a chiedere l’intervento del governo.

Peccato che quando lo scorso ottobre cedette al fondo sovrano di Abu Dhabi il 16,5% delle azioni per 5,3 miliardi di sterline, il board della banca accettò condizioni capestro come le cosiddette “mandatory convertible notes”, un complicato meccanismo di gestione del pacchetto azionario in base al quale oggi Barclays rischia di vedere salire il fondo di Abu Dhabi al 55%, perdendo di fatto la sovranità, se si vedrà costretta ad aumentare di nuovo il capitale.

Gli sceicchi, probabilmente, hanno scommesso proprio su questo quando hanno deciso di investire, hanno controllato bene i conti e hanno inserito la clausola sulla fluttuazione del valore del titolo che garantirebbe loro una montagna di azioni al prezzo minimo concordato: non stupirebbe scoprire che nel frattempo qualche loro trader abbia lavorato debitamente e in maniera massiccia sui credit default swaps di Barclays per guadagnare anche nel medio termine. Come già detto, gli arabi a Londra parlano e ragionano in inglese. E si fanno fregare una sola volta.

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Vecchio 12-02-09, 23:10   #109 (permalink)
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scusate gli intervalli a singhiozzo, vorrei precisare che la banca è fideuram comunque gruppo san paolo, alla quale sono passato dopo essere stato fregato da un'altra banca gruppo BPM con 15000 obbl. argentina. Non so piu' di chi fidarmi, anzi penso che mi affidero' al fai da te cosi' se perdo qualche cosa so con chi prendermela
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Vecchio 13-02-09, 09:16   #110 (permalink)
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[QUOTE=claufil;20372687]
Da qualche giorno seguo la vostra discussione, mi sembrate un po matti ma mi associo al gruppo con i miei 60000 investiti grazie a isp


Si, ma perchè matti?
Perchè proviamo a fare una cosa mai fatta, trovare un accordo partendo dalla base, dai risparmiatori?
Lo so, sarebbe una piccola rivoluzione, ma realmente fantastica.
Credo sinceramente che l'impegno dei semplici cittadini in queste fasi di crisi sia essenziale.
Consiglio a tutti un film, passato inosservato e scritto da un mio caro amico... parla proprio dei matti, si intitola "Si può fare".
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