Come previsto, complice il deterioramento del quadro economico e la discesa dell'inflazione nell'Eurozona ben sotto l'obiettivo fissato del 2%, la Banca centrale europea ha proceduto a un nuovo taglio dei tassi d'interesse nell'area portandoli dal 2,5% al 2 per cento.
Nell'ultima riunione del 2008 l'Eurotower aveva varato la più consistente riduzione dei tassi mai decisa in un colpo solo (0,75 punti in meno) che ha seguito altri due tagli, in entrambi i casi da mezzo punto percentuale. Lo scorso 8 ottobre, in reazione all'aggravarsi della crisi finanziaria - ora chiaramente estesa a tutta l'economia reale - la Fed, la Bce, la Bank of England e altre delle maggiori banche centrali mondiali avevano deciso un taglio simultaneo dei rispettivi tassi di riferimento per mezzo punto percentuale. Da allora hanno proseguito in ordine sparso.
Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha proseguito a ridurli aggressivamente, fino ad azzerarli quasi del tutto, da alcune settimane mantiene una forchetta di fluttuazione simbolica tra zero e 0,25 punti. La scorsa settimana si è nuovamente mossa la Banca d'Inghilterra, anch'essa molto decisa in precedenza, con un taglio da mezzo punto che ha portato i tassi per la sterlina all'1,5 per cento, segnando un nuovo minimo sugli oltre tre secoli di storia di questa istituzione.
Per le spiegazioni sulle decisioni di oggi del Consiglio direttivo della Bce, e soprattutto per eventuali indicazioni sui sui orientamenti per l'avvenire, come di consueto analisti e operatori seguiranno con la massima attenzione la conferenza stampa del presidente Jean-Claude Trichet, alle 14 e 30.
Fonte:
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