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Le grandi banche Usa ed Europee & il credit crunch (c'é o non c'è?) - 10
Mi sembra non sia stato aperto da nessuno il tomo 10...
Veniamo da qui: Le grandi banche Usa ed Europee & il credit crunch (che ancora non c'è) ;-) - 9 |
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Data registrazione: Nov 2007
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Monetario ingessato, o/n a 2%, depositi Bce segnano nuovo record
Reuters - 12/01/2009 12:15:35 MILANO, 12 gennaio (Reuters) - Sul mercato monetario l'abbondanza di liquidità continua a distendere i tassi senza ridare slancio agli scambi: l'abitudine delle banche della zona euro di depositare i fondi in eccesso overnight presso la Banca Centrale Europea registra infatti un nuovo record sopra i 315 miliardi di euro. "Abbiamo polverizzato il massimo del 6 novembre", ricorda un tesoriere. "Mi aspettavo che i depositi sarebbero aumentati, avevo previsto che 280 miliardi non sarebbero bastati, si trattava di capire quando il record sarebbe stato aggiornato". L'overnight continua ad essere schiacciato sul 2%, tasso a cui vengono appunto remunerati i depositi marginali presso la Bce. Over the counter è indicato a 1,90/2,15% mentre l'Eonia venerdì ha confermato il fixing a 2,15% del giorno precedente registrando ancora volumi sottili, inferiori ai 30 miliardi (contro una media di 45 miliardi). "Lo spread Eonia/tasso dei depositi è vicino ai minimi", sottolinea il tesoriere. Sul Mid l'overnight è indicato solo in denaro all'1,98%. "E' un'altra testimonianza che il mercato non sta scambiando", commenta. Con i depositi presso la Bce ai massimi la domanda per il p/t settimanale dovrebbe subìre una frenata, "ma in questi tempi di irrazionalità non è escluso il contrario", avverte ancora il tesoriere. Si allarga parallelamente di pochi punti base lo spread indicativo di quanto le banche chiedono come rischio di controparte nelle operazioni di prestito fondi: il differenziale tra l'Euribor a tre mesi - tasso chiave dei prestiti interbancari oggi al 2,653% - e la stessa scadenza sull'Eonia swap (Ois), - oggi all'1,541% - si attesta intorno ai 111 punti base. Pochi gli spunti sulla curva Euribor, con volumi limitati. Il derivato con scadenza marzo aggiorna i massimi dell'anno in attesa della riunione della Bce sui tassi, in agenda giovedì 15. Negative le scadenze di giugno e settembre. "I flussi sui futures sono di importi limitati, un classico lunedì mattina di questa epoca senza grandi spunti", commenta un operatore. La Bce ha ridotto il costo del denaro dell'Eurozona di 175 punti base da ottobre. Secondo Unicredit Mib, "i brutti dati recenti non autorizzano in nessun modo ad una pausa a meno che Francoforte non sia pronta ad affrontare il rischio di un Euribor a tre mesi che torna a salire e di un euro che balza a 1,45 nel giro di pochi giorni", commenta una nota. La banca prevede, al 52%, un taglio di un quarto di punto e, al 48%, uno di 50 punti base. Guardando più avanti Unicredit sottolinea che la curva Eonia prezza una discesa dei tassi di interesse fino ad un minimo dell'1,25% dopo che - solo due settimane fa - scontava un riferimento bottom all'1,75%. Intorno alle 12 il futures sull'Euribor a marzo <FEIH9> sale di 0,035 a 98,020, giugno <FEIM9> è a 98,255 (-0,015), mentre settembre <FEIU9> perde 0,035 a 98,205. Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine <ECB40> e <BITS>. |
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Se ne sono accorti che le Banche stanno giocando sporco :
PARIGI (Reuters) - Il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, non esclude il ricorso a strumenti legali per assicurare che le banche concedano prestiti alle imprese, anche se al momento tale passo non sembra ancora necessario e serve invece esercitare pressione. "Le banche mi dicono che non ci sono restrizioni del credito ma le imprese, dal canto loro, mi dicono invece il contrario. E' logico pertanto richiedere un impegno maggiore da parte delle istituzioni finanziarie, serve saper esercitare pressione", ha sottolineato Juncker in un'intervista concessa al quotidiano francese Figaro. "Mi sono lungamente interrogato sull'utilità di introdurre degli strumenti normativi. A questo stadio non penso che sia necessario richiederlo. Ma se le banche dovessero persistere in quest'atteggiamento, non è da escludere che gli Stati possano pensare a forme di pressione sul piano legale", ha aggiunto. Per Juncker è difficile dire se la crisi economica si sia aggravata. "E' difficile a dirsi. Nuotiamo nella nebbia. Non ho l'impressione che la crisi si sia aggravata ma non sono neanche sicuro che il peggio sia alle nostre spalle", ha dichiarato. Secondo il presidente dell'Eurogruppo quest'anno e il prossimo saranno difficili e un ritorno alla normalità si avrà solo nel 2011 e nel 2012. |
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a difesa del gregge
Data registrazione: Feb 2007
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Nuovo piano USA da 2.000 miliardi di dollari.
10.02.2009 - 18:15 Il Segretario del Tesoro USA, Geithner, ha illustrato ai mercati il nuovo piano per la stabilizzazione del sistema finanziario (Financial Stability Plan, FSA). Secondo Geithner per far ripartire l'economia è necessario che il mercato del credito, attualmente inceppato, ricominci a funzionare. I punti a nostro avviso essenziali del nuovo FSA sono i seguenti: 1) ciascuna istituzione finanziaria dovrà sottoporsi ad una sorta di stress test per stabilire esattamente la necessità di capitali addizionali; 2) il piano prevederà criteri stringenti in termini di distribuzione dei dividendi, riacquisti di azioni proprie e acquisizioni in modo da assicurare che i fondi distribuiti vengano utilizzati per incrementare i prestiti; 3) per risolvere il problema dei titoli tossici il Governo prevede una partnership tra fondi privati e fondi pubblici (Public Private Investment Fund, PPIF). Il prezzo di acquisto dei titoli dovrebbe avvenire sulla base di un "market mechanism" (meccanismo di mercato), ma su questo punto, fondamentale per capire chi si accollerà il peso dei salvataggi, il Segretario USA ha chiarito che si stanno esplorando diverse modalità; 4) la potenza finanziaria della struttura preposta al riacquisto di titoli tossici, la PPIF, potrebbe raggiungere i 1.000 miliardi di dollari, anche se si partirà da 500 miliardi di dollari; 5) il Tesoro lavorerà inoltre con la Fed ad un nuovo programma di espansione dei finanziamenti per il consumo e la piccola impresa (Consumer and Business Lending Iniziative) per un importo pari a 1.000 miliardi di dollari; 6) per favorire la rinegoziazione dei mutui ed arginare i pignoramenti degli immobili l'amministrazione metterà a disposizione ulteriori 50 miliardi di dollari. I mercati azionari hanno reagito alla comunicazione degli interventi in maniera complessivamente negativa, con gli indici americani che intorno alle ore 18.00 registravano una flessione media del 3,5% circa (fonte Bloomberg). Riteniamo che la reazione sia da attribuire in parte alla complessità dell'intervento che richiederà presumibilmente del tempo per poter essere concretizzato e in parte anche all'assenza di dettagli sulla questione chiave del prezzo di conferimento dei titoli tossici al fondo misto pubblico-privato. (Serena Marchesi - Analista Finanziario) |
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a difesa del gregge
Data registrazione: Feb 2007
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Regno Unito
Bufera sulla Consob Britannica.Lascia il numero due Crosby 12/02 07:33 CET Scandalo in Gran Bretagna.Si dimette Sir James Crosby, vicepresidente della Financial Services Authority, l’organo di controllo del sistema bancario britannico: su di lui pesava le accuse messe a verbale da Paul Moore, ex dirigente del colosso Hbos: Crosby, come altri top manager della City, sarebbe responsabile della grave crisi finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia britannica. Il premier britannico Gordon Brown lo difende in Parlamento, mentre tuona l’opposizione: “ James Crosby, l’uomo a cui il primo ministro ha affidato il delicato compito di vigilare sul sistema bancario ora è sul banco degli imputati, rimprovera il leader dei conservatori David Cameron. Non ha saputo riconoscere i rischi che alcune banche stavano correndo. L’atmosfera che si respira oggi in Gran Bretagna, d’altra parte, è incandescente. Sotto accusa c‘è proprio il comportamento dei manager di Royal Bank of Scotland e Hbos, i colossi finiti sotto controllo dello Stato. “La Gran Bretagna attraversa una gravissima recessione, spiega il governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King. Gli interventi di politica monetaria non bastano per stimolare la crescita”. Dunque nessuna ripresa entro l’anno nonostante le misure adottate dal governo. Tra i principali problemi il calo degli investimenti e dei consumi, e la disoccupazione salita al 6,1%: l’aumento trimestrale più rilevante dal 1999. |
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Cialtron's Club
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Citazione:
ho letto sul principale dei commenti a proposito di questi punti . In riferimento al titolo di questo 3D sembra che l'amministrazione USA dissoci il Credit Crunch dal destino delle banche ..... fornendo direttamente gli aiuti e la liquidità alle imprese (potrei aver male interpretato) |
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a difesa del gregge
Data registrazione: Feb 2007
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Merkel May Nationalize Hypo; Talks With Flowers on Sale Resume
By Brian Parkin Feb. 13 (Bloomberg) -- German Chancellor Angela Merkel may be forced to nationalize Hypo Real Estate Holding AG after a first round of talks with U.S. investor J.C. Flowers & Co. LLC failed to yield agreement on the sale of his stake in the lender. A second meeting is set for later today after discussions last night ended without a deal enabling Merkel to avoid Germany’s first bank nationalization since 1931. Otto Bernhardt, finance spokesman for Merkel’s Christian Democratic Union, said Flowers stuck to a demand for 10 euros ($12.90) per share, as the government offered the market price. The stock traded today at as high as 1.27 euros. J. Christopher Flowers, founder of the New York-based investment firm, said today that price didn’t come up. “I fear we’re a step closer to nationalization,” Bernhardt said in an interview. “We don’t want it in the CDU, yet I see no alternative to endorsing the move” as proposed by Merkel’s Social Democratic Party coalition partner. “The window for alternatives has become very small.” Flowers indicated there remains room for negotiation, as he rejected Bernhardt’s characterization. “We have been in contact with the German authorities,” Flowers said in a telephone interview today. “There has been no discussion at all of any price if we should end up selling our shares. Statements to the contrary are not correct.” Credit Freeze Hypo Real was forced to seek a bailout after Depfa Bank Plc, its Dublin-based unit, failed to get short-term funding in September when credit markets seized up. A group of investors led by Flowers, which owns about 24 percent, is seeking to recoup losses after the stock fell 92 percent since Sept. 25. Flowers may have paid as much as 1.1 billion euros for a stake in Hypo Real. Smaller shareholders want the government to provide more support and avoid a takeover. Hypo Real Estate has already received 102 billion euros ($131 billion) in state guarantees and capital since September. “We seek a capital injection, pure and simple, not nationalization,” said Klaus Nieding, an attorney who represents a group of shareholders. “That’s socialism, pure appropriation of private property.” Ulrich Wilhelm, Merkel’s chief spokesman, said today that the government is examining the technicalities of nationalization as a “last, ultimate measure.” “The question of how this is achieved, what steps are to follow right up to implementing the step are the subject of discussions right now,” Wilhelm told reporters in Berlin. “There’s already a high degree of agreement between the participants on this. The final details still have to be formulated and this will take place in the coming days.” Shareholders ‘Secondary’ Merkel, while stressing that she wanted to avoid nationalizing Hypo Real Estate, said Feb. 11 that “the interests of shareholders are secondary in this matter.” Hypo Real presents a “systemic risk” to Germany’s banking system that means it cannot be allowed to fail,” she said. “We must seek a solution that avoids insolvency at the same time as alleviating the burden on the taxpayer.” Merkel’s coalition has been divided over how to rescue Hypo Real. Merkel’s Christian Democrats have sought a capital investment or to persuade investors to part with shares by consent, arguing that the government can secure control over Hypo by owning 75 percent of its shares. The Social Democrats, including Finance Minister Peer Steinbrueck, have threatened to expropriate as much as 95 percent of the shares in a forced purchase. “The situation of Germany’s banks remains a source of considerable concern,” Steinbrueck told lawmakers in the lower house of parliament, the Bundestag, in Berlin. “In the coming weeks we will enhance financial-market stability legislation that incorporates what we’ve learned, above all how we can deal in Germany and in Europe with assets that are burdening banks’ books.” |
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I bond bancari alla prova del piano Obama!
Il “nuovo” piano anti-crisi annunciato dalla nuova amministrazione del Presidente Obama e approvato ieri dal Senato USA, non sembra aver riscosso particolari consensi. A cura di Jc&Associati Mentre infatti il nuovo Segretario al Tesoro USA Timothy Geithner esponeva le linee guida del nuovo programma, i mercati azionari acceleravano il passivo e quelli obbligazionari segnavano un aumento degli “spread” e del costo dei CDS (soprattutto per il settore bancario), indicando quindi un aumento dei timori di insolvenza. Cerchiamo di analizzare in dettaglio le dichiarazioni relative al previsto intervento statale a sostegno delle banche, con particolare attenzione al potenziale effetto sulle obbligazioni bancarie. L’intervento sarà strutturato in tre elementi fondamentali: 1. conferimento di capitali da parte dello Stato alle banche che ne dovessero avere necessità; 2. costituzione di un veicolo in parte finanziato dallo Stato, che assorbirà fino ad 1 trilione (cioè mille miliardi di USD) di attività “a rischio” (i così detti “asset tossici”) 3. costituzione di un veicolo in parte finanziato dallo stato per facilitare l’accesso al credito per società (non bancarie) e per i consumatori. Ovviamente, dei tre elementi, quelli che impattano più direttamente sul futuro merito di credito delle banche sono i primi due. A questo proposito, riguardo al primo elemento, cioè la necessità di ulteriori iniezioni di capitale, è stato annunciato che verranno effettuati degli “stress test”; cioè delle simulazioni sul futuro andamento dell’economia e dei mercati, per verificare quali dei maggiori istituti a livello nazionale potrebbero andare in crisi negli scenari peggiori. L’obiettivo di questo stress test sarebbe quello di circoscrivere l’alea e l’incertezza sulla solidità delle banche, identificando “ex ante” quelle più deboli dal punto di vista patrimoniale e ricapitalizzandole prima che la situazione diventi critica. Geithner non ha specificato cosa succederebbe agli istituti che dovessero risultare estremamente deboli (se non già tecnicamente falliti). Dato però il recente passato (con continui interventi di sostegno) e le dichiarazioni di voler ridare fiducia al settore finanziario, difficilmente l’Amministrazione USA lascierà fallire qualcuno dei maggiori istituti, preferendo la strada del sostegno finanziario o, come ultima alternativa, quello della nazionalizzazione. Il piano di azione prospettato quindi, potrebbe essere negativo per i titoli azionari di quegli istituti che dovessero risultare particolarmente vulnerabili allo “stress test” ma, confermando e rafforzando il sostegno del Governo USA, dovrebbe a nostro parere risultare positivo per le obbligazioni. Il punto debole semmai potrebbe essere, data la complessità dei bilanci delle grandi banche, l’attendibilità di questi test, il cui vero obiettivo, lo ricordiamo, è di ridurre l’incertezza dei mercati finanziari in merito alla solvibilità di medio periodo del settore bancario. Sul secondo elemento dell’intervento: la costituzione di un veicolo per assorbire gli “asset tossici”, non è facile in questo momento arrivare a delle conclusioni. In teoria l’idea è buona; molti di questi asset infatti sono “tossici” non tanto (o non solo) perché il loro valore reale è molto basso, ma perché le banche costrette a venderli non trovano sufficienti acquirenti, “ingolfando” il mercato deprimendone ulteriormente il prezzo. Un veicolo dotato di sufficienti mezzi finanziari per contrastare questo circolo vizioso, assorbirebbe l’eccesso di asset in cerca di compratore a prezzi che, nel medio periodo, potrebbero addirittura rivelarsi vantaggiosi, raggiungendo nella migliore delle ipotesi un doppio obiettivo: quello di liberare i bilanci delle banche (a prezzi bassi ma non bassissimi), senza pesare sul bilancio statale (se i valori dovessero risalire una volta normalizzata la situazione). Il problema di questo secondo elemento di intervento prospettato da Geithner è la sua realizzazione nella pratica. Non è ancora chiaro come sarà costituito il veicolo che dovrebbe assorbire gli asset tossici, né come opererà e con quali criteri sceglierà quali asset acquistare e a che prezzo. E’ quindi fondamentale che, dopo aver delineato a grandi linee il progetto, si arrivi in tempi brevi ad una definizione dei dettagli operativi che, qualora fossero convincenti, potrebbero fin da subito innescare un circolo virtuoso sui valori di questi asset, alimentato dalle aspettative di intervento. Nel caso contrario invece, si potrebbe innescare l’effetto opposto, aggravando ulteriormente la già critica situazione attuale. Infine, la terza area di intervento tesa a facilitare l’accesso al credito da parte di imprese e privati, è quella che meno impatta sul valore delle obbligazioni bancarie. L’effetto di questa componente si dovrebbe far sentire su tutta l’economia (almeno questo è l’obiettivo), con ricadute positive indirette anche sulle banche (e quindi sul valore delle obbligazioni). Gli elementi di incertezza su questa componente tuttavia sono ancora moltissimi: sia a livello teorico (non è chiaro come si possa intervenire in maniera efficiente sulle banche per “costringerle” a prestare di più), né tantomeno a livello pratico e operativo. In conclusione, la relazione di Geithner lascia aperti molti punti interrogativi, da questo punto di vista quindi la reazione dei mercati azionari sembra più che giustificata. Tuttavia su un punto molto importante per gli obbligazionisti non sembrano esserci dubbi: questa Amministrazione è decisa a sostenere con tutti i mezzi possibili la solvibilità del sistema bancario/finanziario; anche se ancora mancano i dettagli su come questo sostegno verrà portato avanti. Da quanto precede quindi, il differenziale di rendimento tra obbligazioni bancarie e titoli di stato USA dovrebbe a nostro parere ridursi sensibilmente Come ben sappiamo però, non sempre le conclusioni che sembrano logiche trovano una concretizzazione sui mercati finanziari, soprattutto in periodi turbolenti come quelli attuali. a cura di JC&Associati Per ulteriori analisi e commenti registrati gratis cliccando qui JC Investimenti è un servizio di consulenza on-line rivolto a investitori privati e istituzionali realizzato da analisti indipendenti di provata professionalità ed esperienza. I principali obiettivi di JC Investimenti sono: · fornire analisi e commenti indipendenti sui mercati finanziari, attraverso Report periodici e interpretazioni in tempo reale dei principali avvenimenti economici; · segnalare corrette strategie di investimento attraverso "Portafogli Consigliati" aggiornati in tempo reale. 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a difesa del gregge
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Banche,crisi peserà su rating istituti Europa Est e controllanti
martedì 17 febbraio 2009 08:24 VIENNA (Reuters) - La recessione nell'Europa orientale sarà più grave che altrove e metterà sotto pressione i rating delle banche locali e delle controllate occidentali, dice Moody's. La combinazione di maggiori accantonamenti per crediti a rischio, di un incremento dei costi per ottenere prestiti e di un calo delle valute ridurrà la redditività degli istituti ed eroderà la loro base patrimoniale, continua l'agenzia di rating. Le principali banche dell'Europa occidentale presenti nell'area sono UniCredit, Erste Group Bank, Raiffeisen International e Societe Generale. |
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