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General motors. Se va Carlos Ghosn, siamo salvissimi.
Nuovi manager e ristrutturazioni, Ford e GM volano in Borsa.
VOLANO, Gm (+19%) e Ford (+15%) in apertura di Wall Street dopo che la Casa Bianca ha confermato che il piano di salvataggio pubblico delle due big dell'auto potrebbe essere approvata già in giornata. Non è escluso che a dare benzina a GM sia anche un articolo del Wall Street Journal che indica Carlos Ghosn, il numero uno di Renault Nissan, come il manager in pole position per prendere il posto di Richard Wagoner, l'attuale amministratore delegato della stessa GM. Ghosn è una manager volitivo capace di prendere decisioni rapide e in grado di confrontarsi con complesse realtà multinazionali. Proprio lui, Ghosn, infatti, guidò personalmente il rilancio della Nissan, primo Ceo straniero a prendere le redini di un grande gruppo nipponico. Crescono intanto le pressioni per convincere Wagoner ad andarsene. Oltre all'esplicita richiesta di dimissioni da parte del senatore democratico Christopher Dodd, infatti, si sono quelle meno esplicite ma altrettanto pressanti del presidente eletto Barack Obama. Mentre la stessa General Motors ammette di "aver deluso" e a volte "tradito" i suoi clienti in un messaggio pubblicitario apparso su Automotive News, Dodd e i democratici del Congresso puntano all'approvazione del primo pacchetto di aiuti per l'auto fra oggi e domani al massimo. L'ipotesi più accreditata prevede finanziamenti a breve per 14-15 miliardi di dollari. Lo scopo: garantire la sopravvivenza di Gm, Ford e Chrysler fino a marzo. A quel punto la patata bollente sarà già nelle mani di Obama, che, si spera, avrà già varato un piano per il salvataggio dell'auto Usa. Continua, intanto, il piano di ristrutturazione del gruppo Ford. Ieri, infatti, Volvo Car, controllata svedese della Ford stessa e i sindacati hanno raggiunto un accordo. Il piano prevede 4.616 esuberi su un totale di 24.400 addetti a livello mondiale invece dei 6 mila annunciato in un primo momento. La casa svedese ha spiegato che 2.721 persone lavorano in Svezia e 680 all'estero mentre non saranno rinnovati 1.215 contratti a termine. Nel terzo trimestre del 2008 Volvo Car ha perso 458 milioni di dollari: circa tre volte le perdite di tutto il 2007. Sempre Ford ha annunciato che chiuderà per un mese lo stabilimento russo di San Pietroburgo per ridurre la produzione a fronte della flessione della domanda. Ragazzi..postiamo solo notizie. I commenti alla Gaudente non interessano. |
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Data registrazione: Nov 2008
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Il numero uno del costruttore francese Renault, Carlos Ghosn, figura nella lista dei possibili successori per prendere il posto di Rick Wagoner a General Motors. Anche per il fatto che GM sta facendo di tutto per evitare di depositare il suo bilancio in tribunale, si moltiplicano le pressioni perché la concessione di un aiuto da parte del governo federale Usa sia accompagnata a un cambiamento del top management.
“L'eventuale successore di Wagoner potrebbe includere il ceo di Renault e della nipponica Nissan, Carlos Ghosn, che con dei vantaggi finanziari sufficienti potrebbe accettare”, scrive il Wall Street Journal riportando le parole di Jeffrey Sonnenfeld, docente associato alla School of Management dell'Università di Yale. Ghosn ha raggiunto Renault nel 1996 come direttore finanziario vicario. Nel 1999, mentre Nissan era in grandi difficoltà finanziarie, al manager fu dato il mandato di organizzare la partecipazione del gruppo francese in Nissan, prima di essere nominato successivamente direttore generale vicario (1999), presidente (2000) e ceo (2001) del costruttore nipponico. In meno di tre anni, ha fatto uscire il gruppo dal rosso e facendo registrare un utile in rialzo del 33%. Forte dei suoi successi ottenuti a forza di ristrutturazioni, Ghosn è nominato nell'aprile del 2005 numero uno di Renault avvicendando Louis Schweitzer. Da quel giorno mette in opera un piano ambizioso di rilancio chiamato “Renault Contrat 2009”. Un piano che punta alla ristrutturazione completa di Renault con un obiettivo di vendita di 800 mila veicoli supplementari e la creazione di 26 nuovi modelli. I primi effetti di questa strategia hanno rapidamente portato i loro frutti, soprattutto con il lancio della Logan Mcv. Tuttavia le difficoltà legate alle mancate vendite dei modelli Laguna III e Twingo II a causa della crisi economica ha fatto perdere punti a Ghosn. Nonostante questa battuta d'arresto il manager è sempre visto di buon occhio negli Stati Uniti, in ragione del suo carisma e delle sue riuscite spettacolari nei business. Tra gli altri nomi evocati dal Wall Street Journal per succedere a Rick Wagoner figurano l'ex numero uno di General Electric, Jack Welch, e l'attuale direttore operativo di Gm, Frederick Henderson. A margine di una conferenza stampa a Chicago, il presidente eletto Barack Obama ha affermato che i padroni americani dell'automobile devono scegliere tra un cambiamento del loro metodo e le dimissioni. |
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Data registrazione: Nov 2008
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AUTO:CASA BIANCA, SIAMO VICINI AD ACCORDO PER PIANO AIUTI
(AGI) - Washington, 8 dic. - La Casa Bianca ha annunciato di essere "molto vicini" ad un accordo sul piano d'aiuti per 15 miliardi di dollari al settore dell'auto. Secondo il portavoce Dana Perino, sono infatti stati fatti passi avanti nel negoziato. "Sembra che abbiamo raggiunto un accordo sui principi basilari che sarebbero necessari per una legge che il presidente potrebbe firmare", ha detto Perino aggiungengo che da parte sua, la Casa Bianca vuole essere sicura del fatto che l'intervento "non indebolisca l'obbligo secondo il quale qualsiasi finanziamento a lungo termine venga riservato solo alle imprese che hanno un piano praticabile e credibile". |
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Data registrazione: Nov 2008
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La Casa Bianca dichiara l'inizio dei progressi nelle trattative con il leader del Congresso per la definizione di un pacchetto di salvataggio del settore auto e considera probabile il raggiungimento di un accordo in giornata.
Il portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, ha spiegato che l'amministrazione ha appoggiato l'idea del presidente di nominare un "adviser" con il potere di determinare le potenzialità di sopravvivenza gestionale dei produttori di auto. Inoltre l´amministrazione ha anche condiviso la proposta di dare alle case automobilistiche circa 15 miliardi di dollari di prestiti governativi se queste mostreranno un piano di ritorno all'utile. |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2008
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Con questo nuovo strappo al rialzo, gli indici di Wall Street riportano in positivo il bilancio di dicembre che si era aperto all'insegna della lettera.Il Dow Jones ha guadagnato il 3,46% a 8934,18 punti, l'S&P500 chiude sopra i 900 punti, a 909,7 punti, in rialzo del 3,84% e infine il Nasdaq (NASDAQ: notizie) è avanzato del 4,14% a 1571,74.A iniettare fiducia sui mercati finanziari in primo luogo il piano economico annunciato da Obama, con un intervento record sul settore delle infrastrutture, e le notizie circolate sul piano di salvataggio sull'auto. A spingere i listini quindi il settore auto, con Ford e General Motors (NYSE: GM - notizie) in rialzo di oltre diciotto punti percentuali, e i settori industriali e delle materie prime.
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Usa. Auto: governo potrebbe entrare nel capitale GM, Ford e Chrysler Mondo
9 Dicembre 2008 Proseguono a ritmo frenetico a Washington le consultazioni tra il Congresso e la Casa Bianca per arrivare all'approvazione di un piano di salvataggio per i produttori di auto messi a dura prova dalla crisi economica. La bozza su cui stanno trattando i capidelegazione, prevede un fatto straordinario: l'ingresso dello stato nel capitale delle società che chiederanno accesso ai finanziamenti statali. In concreto, lo stato dovrebbe ricevere titoli pari ad almeno il 20% dei prestiti concessi a Gm, Ford e Chrysler. Al momento non è chiaro che tipo di azioni andrebbero al governo, se azioni ordinarie, previlegiate, con diritto di voto o senza. Ma appare certo che l'aiuto del governo sarebbe legato a numerose condizioni. In primo luogo le tre case automobilistiche di Detroit si impegnano a rispettare precisi limiti sui compensi ai manager come quelli previsti per le banche dalla legge che ha portato alla creazione del fondo Tarp. Inoltre il governo si riserva di nominare uno "zar" (così lo definisce il Congresso, in riferimento ai poteri speciali) con il compito di vigilare sulle operazioni di ristrutturazione di Gm, Ford e Chrysler e di controfirmare ogni transazione o contratto di entità superiore ai 25 milioni di dollari. A questo advisor verrebbe inoltre riconosciuto il potere di chiamare al tavolo delle trattative tutte le parti in causa, cioè aziende, sindacati, fornitori ecc e di negoziare con loro i sacrifici necessari per assicurare il successo nel lungo termine del settore. In pratica avrebbe i poteri del giudice della corte fallimentare in un normale caso di amministrazione controllata. Chiaro che in una situazione in cui lo Stato entra nel capitale delle società, lo zar avrebbe un potere molto forte e potrebbe di fatto imporre le decisioni ritenute più valide. Anche perchè il testo di legge prevede che se a marzo del prossimo anno non si fossero registrati significativi miglioramenti, lo zar avrebbe il potere di presentare un suo piano di azione al Congresso e di chiederne l'attuazione per legge. Chi rischia di esser maggiormente esposto all'influenza del governo è la Gm che appare in condizioni finanziarie molto più critiche rispetto alla Ford. La Gm chiede prestiti a breve per 10 miliardi di dollari per garantire la sopravvivenza oltre la fine dell'anno e in condizioni molto difficili si trova anche la Chrysler. La Ford sostiene invece di essere in grado di procedere ancora da sola anche se sta partecipando a questa campagna per ottenere finanziamenti al comparto da parte del Congresso nella convinzione che il fallimento di una sua rivale avrebbe pesanti ripercussioni per tutti. I 15 miliardi di dollari che dovrebbero venir erogati a breve verranno dai 25 stanziati a ottobre per aiutare i produttori di auto ad affrontare il rinnovo delle catene di montaggio per produrre auto più ecologiche. A questo riguardo, una delle norme contenute nella legge prevederebbe il divieto per Gm, Ford e Chrysler di sfidare in tribunale i regolamenti ambientali stabiliti dai singoli Stati dell'Unione, un particolare questo su cui non ci sarebbe tuttavia per ora identità di vedute tra Congresso e Casa Bianca. In ultimo, alle tre di Detroit potrebbero essere chiesto di produrre negli stabilimenti ora inattivi a causa della crisi autobus e treni da destinare al servizio pubblico. |
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Data registrazione: Nov 2008
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WASHINGTON (Reuters) - Le sorti dell'industria automobilistica Usa e di milioni di posti di lavoro sono al centro delle discussioni degli attori politici che stanno definendo i dettagli del piano per estendere i prestiti d'emergenza ai Big Thre, Ford Motor, General Motors e Chrysler -- in cambio di una maggiore vigilanza sulle scelte aziendali.
I parlamentari democratici e la Casa Bianca sono da giorni in trattativa per finalizzare il pacchetto di prestiti del valore complessivo di oltre 15 miliardi di dollari, volto ad impedire il fallimento di GM e Chrysler. Ma per un sostegno di più lungo periodo ci saranno delle condizioni da rispettare. L'economia statunitense ha perso oltre 530.000 posti di lavoro a novembre, il che ha reso più urgente l'intervento per impedire il collasso delle due case, salvando oltre 350.000 lavoratori delle due imprese e altri migliaia dell'indotto. Il presidente George W. Bush si è mostrato preoccupato circa la capacità dell'industria automobilistica di sopravvivere, sollecitando un incontro alla Casa Bianca con esponenti del Partito democratico. L'amministrazione non vuole cedere su un punto: qualsiasi piano deve comprendere il massimo degli sforzi per garantire ai contribuenti che i dollari spesi tornino indietro e i costruttori siano in grado di riorganizzarsi e stare sul mercato. I democratici stanno cercando di stemperare le preoccupazioni dell'amministrazione con una controproposta e si dicono fiduciosi che un accordo sarà raggiunto. In cambio degli aiuti, i democratici chiedono un serio impegno delle case automobilistiche a cambiare il loro modello di business. GM, Ford Motor Chrysler hanno presentato un primo prospetto al Congresso la scorsa settimana con una richiesta di aiuti per 35 miliardi di dollari. Secondo l'ultima bozza di piano, gli aiuti saranno forniti entro la fine del mese e in cambio sarà creato un ufficio di controllo per verificare il rispetto degli accordi da parte dei costruttori. Per i dirigenti non potrà esserci alcun bonus o buonuscita milionaria ed entro il 31 marzo le società che riceveranno denaro pubblico dovranno presentare un piano dettagliato sul taglio dei costi e la ristrutturazione dell'attività. Queste scadenze significano che le ristrutturazioni avverranno sotto il nuovo presidente Barack Obama, che dovrebbe essere più sensibile ai problemi del settore auto di quanto non lo sia stata l'amministrazione Bush. |
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Data registrazione: Sep 2008
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WASHINGTON (MF-DJ)--Sono emersi ieri sera i primi dettagli della bozza del piano di salvataggio per il settore automobilistico statunitense, ora al vaglio della Casa Bianca, che pero' avrabeb manifestato gia' diverse riserve sul progetto.
Secondo le prime indiscrezioni, il Governo otterra' partecipazioni azionarie nei gruppi dell'auto pari al 20% dei prestiti che concedera' alle Big Three. Tale mossa sara' positiva per i contribuenti americani che potranno quindi beneficiare dell'eventuiale rialzo dei prezzi delle azioni in borsa. Nel caso di Chrysler, che non e' quotata in borsa, le garanzie verranno date da Cerberus Capital Management, private equity che controlla il gruppo. Non e' invece previsto alcun licenziamento del top management delle societa', ne' la nomina di un chairman indipendente che sovrintenda l'intero processo di ristrutturazione delle Tre Sorelle di Detroit. I compensi del management saranno invece sottoposti al giudizio di un super consulente nominato dalla Casa Bianca, che avra' anche il potere di supervisionare i passi avanti nei piani di riassetto e approvare o meno i nuovi investimenti e i conti. Non potranno inoltre essere pagati bonus ai manager, ne' dividendi agli azionisti. La durata del prestito, probabilmente da 15 miliardi di dollari, sara' di sette anni. La bozza e' stata quindi inviata alla Casa Bianca che dovra' valutarla e potrebbe anche decidere di inserire alcune modifiche. Secondo le prime indiscrezioni, l'apporovazione non sara' immediata dal momento che la Casa Bianca ha evidenziato degli aspetti preoccupanti della bozza. liv (END) Dow Jones Newswires December 09, 2008 02:54 ET (07:54 GMT) |
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