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Sulla analisi dei rumors che appaiono su Internet...
Vi segnalo questa idea. Mi sembra che il buon Roberto aveva realizzato qualcosa di simile.
Peccato soltanto per il costo... (si può fare una prova gratuita?)
I blog che piacciono a Wall Street
Collective Intellect è una giovane start-up con un'idea molto chiara del suo business: fornire ai trader un quadro attendibile del sentiment che accompagna titoli, quotazioni, movimenti azionari. Quelli di CI non si basano però su analisi, report o articoli ma considerano soprattutto i rumors e i segnali sottotraccia che è possibile "estrarre" dalla rete. Non sono i soli. Monitor 110 è una società che setaccia la rete alla ricerca di gossip finanziari per fornire ai suoi clienti l'analisi dei dati prima che diventino notizie. Le sue fonti sono i forum e i siti istituzionali, ma soprattutto i blog di giornalisti, manager, analisti, spesso aggiornatissimi e infomalmente privi di riservatezza professionale. Collective Intellect analizza circa 150 mila post ogni giorno e permette di gestirle in tempo reale, più o meno come fanno Digg o Google News, rispettivamente con le segnalazioni dei naviganti e con le notizie dei media tradizionali. In pratica è un aggregatore. Chi si iscrive al servizo (a pagamento) riceve gli aggiornamenti in tempo reale, via RSS o e-mail.
Ai trader la formula piace perchè è immediata e offre uno strumento in più per monitorare flussi di informazione altrimenti ingestibili. Secondo alcuni osservatori il servizio potrebbe annunciare una rivoluzione analoga a quella rappresentata dall'arrivo dei terminali Bloomberg negli anni '70-'80. Come funziona? Prendiamo ad esempio una notizia (Dell adotta i chip AMD), uscita il 15 agosto sul New York Times. Il sistema l'ha segnalata già il 14, come del resto vari siti internet. Attorno a questa news CI ha però ricostruito l'intero flusso di comunicati, cominciato due settimane prima con l'annuncio di un accordo tra Dell e AMD: non si tratta di uno scoop, il valore aggiunto del servizio è il tempo che fa risparmiare in lunghe ricerche su 3-4 motori di ricerca come Google o Technorati. L'accuratezza della notizia è naturalmente importante ma non sempre determinante per i trade: esatta o no infatti l'informazione, una volta messa in circolazione, può far muovere i mercati. Ed è questo che conta. Collective Intellect, dopo meno di un anno di
vita, punta ora a proporre il servizio anche ai colossi della Corporate America e alle società di pubbliche relazioni, per le quali la Rete è diventata ormai una fonte altrettanto influente dei media tradizionali, ma assai più complessa da monitorare. Si tratta di un obiettivo ambizioso perchè, in questo caso, i numeri possono diventare significativi.
Attualmente un abbonamento costa attorno ai 45 mila euro su base annua, per 10 postazioni di lavoro, o 200 mila senza limitazioni.
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