Telecom Italia : riflessioni sulla società
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  1. #1

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    Telecom Italia : riflessioni sulla società

    Apro questo thread per cercare di migliorare l'informativa totalmente assente nei forum finora dedicati alla società come spunti di riflessioni per gli azionisti di Telecom e non solo . Spero nel contributo di qualche analisti , e/ o addetto ai lavori nell'implementazione delle analisi successive utili per capire dove sta andando a cozzare la società con le sue operazioni

    Oggi volevo porre all'attenzione dei lettori/ azionisti di Telecom Italia l'operazione di (S)vendita di Telecom Argentina , un operazione che i sindaci della società dovrebbero porre sotto la lente d'ingrandimento qualora ricevessero una richiesta da parte di qualche azionista "actinvest" .

    L'operazione in se destinata al rafforzamento patrimoniale secondo quanto comunicato dal cda il 7 novembre 2013 desta qualche preoccupazione per i danni possibili arrecati alla compagine azionaria tutta .

    Dal comunicato si evince che :

    Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunitosi oggi sotto la presidenza di Aldo Minucci, ha approvato operazioni straordinarie volte al rafforzamento patrimoniale della Società a sostegno del Piano Industriale triennale 2014-2016 che definisce rilevanti obiettivi nello sviluppo delle nuove infrastrutture e dei servizi innovativi, attraverso la riqualificazione e l’incremento degli investimenti, in forte accelerazione rispetto al piano precedente.

    L’Amministratore Delegato, Marco Patuano, ha commentato: “Il Piano per il triennio 2014-2016 prevede alcune operazioni di natura straordinaria volte al rafforzamento del Gruppo. Queste ci permetteranno sia di dare un forte impulso allo sviluppo dell’Ultrabroadband e un’accelerazione alla strategia di business convergente, sia di ottenere una maggiore flessibilità finanziaria, mirata in prospettiva al raggiungimento di metriche nell’arco di Piano coerenti con lo status di “investment grade”.

    Il Piano è quindi integrato con misure di supporto volte al rafforzamento patrimoniale del Gruppo che contribuiranno per circa 4 miliardi di euro complessivi. Tali azioni prevedono l’emissione di bond a conversione obbligatoria in azioni Telecom Italia per un massimale di 1,3 miliardi di euro; la cessione della partecipazione in Telecom Argentina; la valorizzazione delle torri in Italia, delle torri in Brasile e dei multiplex di TI Media
    .

    Si parla apertamente di rafforzamento patrimoniale come potete leggere.

    Il 14 novembre 2013 il comunicato di Telecom Italia recita :

    In attuazione del mandato ricevuto dal Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, è stata accettata nella notte l’offerta di acquisto dell’intera partecipazione di controllo detenuta in Telecom Argentina, direttamente ed attraverso Telecom Italia International, Sofora Telecomunicaciones, Nortel Inversora e Tierra Argentea, avanzata dal gruppo Fintech per un importo complessivo di 960 milioni di dollari.

    Di tale importo, 859,5 milioni di dollari saranno corrisposti per la cessione:

    − del 68% delle azioni ordinarie di Sofora di proprietà di Telecom Italia e di Telecom Italia International (750,8 milioni di dollari);

    − di 15.533.834 azioni di classe B di Telecom Argentina, pari all’1,58% del capitale sociale, di proprietà di Tierra Argentea (61,2 milioni di dollari);

    − di 2.351.752 American Depositary Shares, corrispondenti a 117.588 azioni preferite di classe B di Nortel, pari all’8% delle azioni preferite di classe B, di proprietà di Tierra Argentea (47,5 milioni di dollari).

    Il rimanente importo di 100,5 milioni di dollari sarà corrisposto a fronte di ulteriori pattuizioni correlate all’operazione, tra le quali la messa a disposizione delle società argentine di servizi tecnici di supporto per una durata massima di tre anni, la rinuncia e la modifica di alcuni diritti rivenienti dal patto parasociale relativo a Telecom Argentina, a favore del Gruppo Werthein, che rimarrà detentore del 32% delle azioni ordinarie di Sofora, nonché l’impegno dell’acquirente al pagamento dell’utile già accantonato per dividendi da Telecom Argentina, in caso di mancata distribuzione prima del closing.

    Nell’ambito degli accordi è stata ottenuta una serie di garanzie per l’adempimento delle obbligazioni contrattuali dell’acquirente, compreso il pegno concesso da Fintech su un numero di American Depositary Shares, rappresentative di azioni preferite di classe B di Nortel, per un valore medio di mercato inizialmente di 100 milioni di dollari.

    La vendita delle azioni detenute da Tierra Argentea è prevista entro l’esercizio corrente, mentre la vendita delle azioni di Sofora è sottoposta alla condizione sospensiva dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni amministrative.

    Fintech ha rappresentato che, nella misura in cui ciò sia richiesto dalle norme vigenti, lancerà un'offerta pubblica sulle rimanenti azioni quotate di Nortel e Telecom Argentina.

    La Business Unit Argentina, di cui il Gruppo Telecom Italia detiene un interesse economico del 22,72%, ha consuntivato nell’anno 2012 ricavi per 22,1 miliardi di pesos argentini (3,8 miliardi di euro) con un Ebitda margin del 29,6%. Nei primi nove mesi del 2013 i ricavi sono stati pari a 19,8 miliardi di pesos argentini (2,9 miliardi di euro) con un Ebitda margin del 27,9% e un Ebit margin del 12,4%. L’impatto sull’indebitamento finanziario netto consolidato del Gruppo Telecom Italia al closing dell’operazione, a parità di tasso di cambio, è atteso non significativo.


    la domanda che sorge spontanea è : Quale è il vantaggio economico/patrimoniale per gli azionisti dalla vendita di Telecom Argentina ? la risposta dovrebbe essere cercata eventualmente nei multipli di mercati migliorativi per il deal rispetto a medesimi deal settoriali. Di questo argomento per ora non ne affrontiamo il raffronto, ci sorge però spontanea una domanda : ma perché io amministratore decido di vendere una partecipazione che non mi permette nessun miglioramento della mia Posizione Finanziaria Netta? Visto che Telecom ha un problema generale di indebitamento perché vendere qualcosa che mi genera " cassa sonante" se alla fine l'operazione non mi permette di ridurre il debito ? Una domanda che speriamo venga posta presto dall'Asati magari ai sindaci stessi della società che hanno il compito di vigilare sulla corretta amministrazione della società.

    la società viene quindi svenduta per circa 700 milioni di euro il cui incasso totale a quanto risulta dalla ultima conference call ancora non si è materializzato in attesa delle necessarie autorizzazioni amministrative .

    la settimana scorsa però durante la conference call si scopre che l'operazione Argentina ha generato un perdita economica agli azionisti pari a 110 milioni di euro dovuto all'effetto cambio generando un peggioramento della posizione finanziaria netta della società ( maggiori debiti per intenderci) di circa 149 ( di cui 39 per la mancata generazione di cassa della partecipazione Telecom argentina) milioni di euro come potete vedere dalla slide sotto riportata . L'operazione Telecom Argetina è stata registrata nei libri contabili tra le voci "discounted operations" ed è stata consolidata nel bilancio di Telecom nel primo trimestre 2014 secondo quanto riferito dal Dott. Peluso in conference call. Perché Telecom Italia ha dovuto iscrivere questa "perdita" ? Perché nel primo trimestre la svalutazione del peso è stata forte e non avendo ancora incassato i soldi ha dovuto consolidare " la perdita su cambi" ( passatemi questo termine improprio). Alla fine quindi l'operazione Telecom Argentina causerà in ingente danno agli azionisti ( 20% del prezzo pattuito ) e ancora non è scritta la parola " fine " sull'operazione .

    certo che amministrare la società in questa maniera non fa dormire certo sonni tranquilli agli azionisti in primis, ma anche al collegio sindacale che potrebbe presto essere chiamato a dei " chiarimenti" da parte di qualche azionista "rilevante".

    Se va bene quindi Telecom porta a casa forse meno di 600 milioni di euro per la sua partecipazione in Telecom Argentina, altro che rafforzamento patrimoniale.

    Per quanto riguarda invece il "prezzo equo" della (S)vendita magari ne riparliamo con qualche altro post.
    Immagini Allegate Immagini Allegate -argetina.jpg -argetinapesos.jpg 
    Ultima modifica di mambofortaleza1; 22-05-14 alle 15:49

  2. #2

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    Ti ringrazio in generale, se posso, per i tuoi interventi!
    Apprezzo davvero la competenza e la capacità comunicativa.
    Riguardo all'Argentina, mi pareva di aver capito che il corrispettivo fosse pattuito in dollari (cioè non in pesos). O no?
    Sull'azienda argentina c'era comunque un problema: il governo A. aveva vietato il prelievo dei dividendi.
    Cosa ti risulta?
    Grazie.

  3. #3
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    Intanto ieri 1,4% del capitale venduto allo scoperto.....
    non un bel segno,anche se possono sbagliare anche loro....

  4. #4

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    Certo che abbiamo dei manager formidabili.
    Indebitamento di Importo: 1,5 miliardi di usd.
    Data di regolamento: 30 maggio 2014

    scadenza: 30 maggio 2024. Cedola: 5,303%. Prezzo di emissione: 100%. Prezzo di rimborso: 100%


    Se nei prossimi dieci anni dovessimo uscire dall'euro, sarebbe davvero una comica..

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da marmok Visualizza Messaggio
    Certo che abbiamo dei manager formidabili.
    Indebitamento di Importo: 1,5 miliardi di usd.
    Data di regolamento: 30 maggio 2014

    scadenza: 30 maggio 2024. Cedola: 5,303%. Prezzo di emissione: 100%. Prezzo di rimborso: 100%


    Se nei prossimi dieci anni dovessimo uscire dall'euro, sarebbe davvero una comica..
    chi riesce a prendere , di questi tempi, 1,5 miliardi di dollari,non e' formidabile,e' un genio...se ci vai Tu in banca , non ti danno nemmeno i soldi pe una pizza..

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da piisi Visualizza Messaggio
    chi riesce a prendere , di questi tempi, 1,5 miliardi di dollari,non e' formidabile,e' un genio...se ci vai Tu in banca , non ti danno nemmeno i soldi pe una pizza..
    Per quanto riguarda me sono d'accordo.
    Per una azienda come TIT, evidentemente, questa è la realtà..
    Il famoso debito pesa.
    Speriamo in bene

  7. #7

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    Vi ricordo che , anche Enel e' molto indebitata . Poi sulla solidita' dell'azienda, ovvio che Enel non e' paragonabile a Telecom (ed e' anche molto meno volatile). Comunque allo stato attuale mi risulta , se non erro, che e' l' azienda che detiene la maggior parte della rete di telecomunicazione in Italia. Poi lasciamo perdere come e' questa rete, se paragonata alle infrastrutture internazionali fuori dall'Italia...pressoche' penosa, ma e' un altro discorso e spero ci sia spazio per ampliarla, migliorarla e farla crescere. Probabilmente la cosa cambiera' in futuro, ma non credo per adesso. Speriamo bene per Telecom comunque...che non la affossino di nuovo sotto 0,7/0,6 per farcela restare anni ma che si andra' verso un piu' congruo valore di mercato sopra l'eur (come dicono tutti gli analisti per il momento a parte qualche eccezione). Si', parlo di parte...

  8. #8

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    Riporto qui per mettere a conoscenza di tutti la lettera dell'Asati al cda Telecom , speriamo l'Ing. Lombardi ponga anche la richiesta di rendere pubblico l'agreement del deal di Telecom Argentina per capire quali siano le clausole rescissorie eventuali per non dar seguito all'operazione di vendita che non è ancora stata perfezionata , meglio pagare una multa e riprendersi il maltorto che svendere così. :

    Lettera inviata al Consiglio di Amministrazione di TI in PEC

    Telecom Italia-Asati: commento sulle dichiarazioni del CADE Brasiliano in data odierna.

    In riferimento alle dichiarazioni del Cade Brasiliano che imporrebbe a Telefonica o di vendere Vivo o di uscire da Telecom Italia/Telco entro 18 mesi, in Brasile, la societa’ OI Brasil, Telefonica stessa e altri potenziali attori presenti si muoveranno con rapidita’ per far svendere prima dei 18 mesi la partecipazione di TI in Tim Brasil a valori di saldo 7-8 Md.i di euro come nei giorni scorsi e’ apparso sulla stampa nazionale da suggeritori interessati, come le grandi banche di affari che assolutamente non rispondono al reale valore della partecipata.

    Dal momento che occorre evitare ad ogni costo questa operazione palesemente negativa che ridurrebbe TI in pochi anni ad una compagnia regionale il cui business domestico sempre piu’ critico mettera’ ancora piu’ in difficolta’ l’equilibrio economico -finanziario, invitiamo l’attuale CDA, che e’ stato eletto dall’Assemblea a stragrande maggioranza di indipendenti 9 su 13, di dimostrare senza indugio la sua reale indipendenza dal conflitto di interessi con Telefonica e quindi dare mandato, al primo CDA utile, ai Vertici Esecutivi che hanno la delega appropriata di procedere ad una trattativa con GVT che tra l’altro nei giorni scorsi si e’ dichiarata completamente contraria a quello smembramento di Tim Brasil molto caro potenzialmente a OI e a Telefonica.

    I vantaggi di questa sinergia con GVT in Brasile con Tim Brasil sono talmente evidenti che solo chi ragiona e pensa potenzialmente in malafede li puo’ osteggiare per perseguire interessi di altri, ma non di TI.

    Per Asati
    Il Presidente
    Ing. Franco Lombardi
    Roma 05 Giugno 2014

  9. #9

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    Pubblichiamo una breve guida di quello che può succedere nei prossimi giorni su Telecom Italia . La disinformazione regna sovrana ma cerchiamo di fare un po’ di luce e ci scusiamo anticipatamente per eventuali imprecisioni che qualche attento lettore e conoscitore dei meccanismi potrebbe sottolinearci : crediamo tuttavia che la probabilità sia minima.
    3.003.586.907 azioni ordinarie TI sono detenute dentro la scatola vuota TELCO e rappresentano il 22.4% del capitale ordinario di telecom Italia. La tabella sotto riportata da l’idea di cosa stiamo scrivendo quando parliamo di TELCO S.p.A.
    -telco1.jpg
    Fino al 23 settembre 2013 il 46% delle azioni di telco con diritto di voto ( azioni B) erano in mano a Telefonica . Dopo l’ADC del 23 settembre TE ha ricevuto azioni prive del diritto di voto ( azioni C) che tuttavia dal 1 gennaio 2014 , subordinatamente all’ottenimento di tutte le autorizzazioni regolamentari e antitrust ( incluse quelle in Brasile e Argentina), potrà convertire le proprie azioni C fino a raggiungere una quota massima del 64.9% di azioni B con diritto di voto .
    La seconda tabella più piccola fa vedere la % di capitale sociale in mano a TE post primo aumento di capitale .
    -telco2.jpg
    Ad oggi TE non ha ancora ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per convertire le sue azioni C(prive del diritto di voto) in azioni B (con diritto di voto) , nonostante questo TE ha la facoltà, a sua discrezione di procedere comunque alla conversione accettando le eventuali restrizioni o limitazioni che potrebbero venire dalle autorità , per esempio dal Cade brasiliano e quindi non è detta ancora l’ultima parola almeno fino al 15 di giugno 2014 quando scatterà una "particolare condizione sospensiva" .

    Detto ciò e fatto chiarezza un po’ sull’argomento andiamo avanti e analizziamo il resto :
    il patto di sindacato sottoscritto il 23 settembre 2014 prevede comunque una SECONDA FASE nella quale TE si è impegnata a sottoscrivere un ulteriore ADC per complessivi 117.227.532 euro sottoscrivendo 564.022.113 azioni senza diritto di voto ( azioni C) che porterà TE al 70% di Telco. Anche questa condizione ad oggi non si è manifestata perché TE non ha ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni in materia antitrust e telecomunicazioni ( ivi incluse, ove necessario, quelle in Brasile e Argentina).
    Anche qui però viene concesso dal patto che TE possa a sua discrezione, procedere comunque all’ulteriore aumento di capitale (ADC) accettando le limitazioni o le restrizioni pervenute dagli organi competenti ma anche in questo caso dovrà assumersi oneri e onori come si dice.

    Qualora però come è oggi il ns caso l’ADC non sia sottoscritto prima dell’esercizio dell’opzioni di scissione TE dovrà corrispondere a ciascuno degli altri 3 soci un compenso commisurato alla minore capitalizzazione di Telco.

    Come potete vedere a TE sono date molte possibilità per potersi impossessare di TI.

    Un ulteriore possibilità data a TE di acquisire Telecom ( indirettamente via Telco) è quella per cassa :

    a partire dal 1 gennaio 2014 avrà la facoltà di acquisire tutte le azioni A detenute da AG,IS e MB a un prezzo determinato valorizzando la partecipazione di Telco in TI al maggiore tra 1,1 euro e il prezzo di mercato delle azioni al momento dell’esercizio dell’opzione CALL il cui esercizio dell’opzione però sarà soggetto all’ottenimento da parte di TE di tutte le autorizzazioni regolamentari e antitrust. Siccome TE entro il 31 maggio 2014 non ha esercitato questa opzione di acquisto non avrà il diritto di esercitarla fino al termine della Prima Finestra di Scissione ( 15 giugno -30 giugno 2014).

    Se una dei tre soci AG, IS o MB a partire dal 15 giugno 2014 esercitasse l’opzione di scissione, TE non avrebbe il diritto di esercitare l’opzione Call di acquisto nei confronti di suddetta parte. In pratica a mio modesto parere per mettere all’angola TE AG, IS e MB chiederanno formalmente tutte e tre la scissione non proporzionale perché altrimenti TE avrebbe come sotto riportato un ‘ulteriore possibilità di afferrare TI .
    Tuttavia, qualora la scissione, una volta ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, non si perfezioni per x,z,y motivi per colpa della parte /i che abbia esercitato l’opzione di scissione , TE avrà nuovamente il diritto di esercitare l’opzione di acquisto di TE durante i 5 giorni lavorativi successivi al giorno in cui la scissione avrebbe dovuto perfezionarsi .
    Il patto di sindacato prevede inoltre un ulteriore chance riconosciuta a telefonica per impossessarsi in via indiretta di Telecom Italia:

    Se il 15 giugno per esempio un’azionista qualsiasi tra AG, IS, o MB eserciti l’opzione di scissione durante la prima finestra utile , l’opzione di scissione rimarrà sospesa sino al 5 giorno lavorativo successivo al termine della relativa finestra di scissione ( quindi fino al lunedi 7 luglio 2014) e TE avrà diritto di esercitare l’opzione di acquisto nei confronti delle Parti che non abbiano esercitato l’Opzione di scissione , nel qual caso la procedura di scissione finale e la procedura per l’opzione di acquisto di TE procederanno in parallelo, e nei confronti delle parti che non abbiano esercitato l’Opzione di Scissione si applicherà la disciplina prevista al paragrafo 2.4 lettera B ( che a noi in questo momento non interessa conoscere visto che non riguarda i piccoli azionisti) .

    Capite quindi quanto importante sia che Intesa , Generali e Mediobanca esercitino contemporaneamente l’opzione di scissione per non far salire TE nel capitale sociale poi di Telecom Italia ( anche se va detto per onor di cronaca che le stesse non possano decidere di vendere una parte del ricavato alla stessa TElefonica una volta conclusa la scissione almeno secondo il mio modesto parere ).

    Se invece la richiesta di scissione avverrà dopo il 24 giugno allora il periodo di esercizio viene esteso di ulteriori 5 giorni di calendario successivo al termine della prima finestra , in pratica fino al 5 luglio 2014.
    Spero di aver interpretato correttamente il patto di sindacato visto che sono 43 gradi oggi e la vecchiaia tira brutti scherzi e anche spero di aver fatto cosa gradita a quei pochi lettori interessati più alla strategia futura della società che al rimbalzo dai minimi di agosto 2013.
    Ultima modifica di mambofortaleza1; 10-06-14 alle 06:59

  10. #10

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    Pubblichiamo una breve guida di quello che può succedere nei prossimi giorni su Telecom Italia . La disinformazione regna sovrana ma cerchiamo di fare un po’ di luce e ci scusiamo anticipatamente per eventuali imprecisioni che qualche attento lettore e conoscitore dei meccanismi potrebbe sottolinearci : crediamo tuttavia che la probabilità sia minima.
    3.003.586.907 azioni ordinarie TI sono detenute dentro la scatola vuota TELCO e rappresentano il 22.4% del capitale ordinario di telecom Italia. La tabella sotto riportata da l’idea di cosa stiamo scrivendo quando parliamo di TELCO S.p.A.
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    Fino al 23 settembre 2013 il 46% delle azioni di telco con diritto di voto ( azioni B) erano in mano a Telefonica . Dopo l’ADC del 23 settembre TE ha ricevuto azioni prive del diritto di voto ( azioni C) che tuttavia dal 1 gennaio 2014 , subordinatamente all’ottenimento di tutte le autorizzazioni regolamentari e antitrust ( incluse quelle in Brasile e Argentina), potrà convertire le proprie azioni C fino a raggiungere una quota massima del 64.9% di azioni B con diritto di voto .
    La seconda tabella più piccola fa vedere la % di capitale sociale in mano a TE post primo aumento di capitale .
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    Ad oggi TE non ha ancora ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per convertire le sue azioni C(prive del diritto di voto) in azioni B (con diritto di voto) , nonostante questo TE ha la facoltà, a sua discrezione di procedere comunque alla conversione accettando le eventuali restrizioni o limitazioni che potrebbero venire dalle autorità , per esempio dal Cade brasiliano e quindi non è detta ancora l’ultima parola almeno fino al 15 di giugno 2014 quando scatterà una "particolare condizione sospensiva" .

    Detto ciò e fatto chiarezza un po’ sull’argomento andiamo avanti e analizziamo il resto :
    il patto di sindacato sottoscritto il 23 settembre 2014 prevede comunque una SECONDA FASE nella quale TE si è impegnata a sottoscrivere un ulteriore ADC per complessivi 117.227.532 euro sottoscrivendo 564.022.113 azioni senza diritto di voto ( azioni C) che porterà TE al 70% di Telco. Anche questa condizione ad oggi non si è manifestata perché TE non ha ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni in materia antitrust e telecomunicazioni ( ivi incluse, ove necessario, quelle in Brasile e Argentina).
    Anche qui però viene concesso dal patto che TE possa a sua discrezione, procedere comunque all’ulteriore aumento di capitale (ADC) accettando le limitazioni o le restrizioni pervenute dagli organi competenti ma anche in questo caso dovrà assumersi oneri e onori come si dice.

    Qualora però come è oggi il ns caso l’ADC non sia sottoscritto prima dell’esercizio dell’opzioni di scissione TE dovrà corrispondere a ciascuno degli altri 3 soci un compenso commisurato alla minore capitalizzazione di Telco.

    Come potete vedere a TE sono date molte possibilità per potersi impossessare di TI.

    Un ulteriore possibilità data a TE di acquisire Telecom ( indirettamente via Telco) è quella per cassa :

    a partire dal 1 gennaio 2014 avrà la facoltà di acquisire tutte le azioni A detenute da AG,IS e MB a un prezzo determinato valorizzando la partecipazione di Telco in TI al maggiore tra 1,1 euro e il prezzo di mercato delle azioni al momento dell’esercizio dell’opzione CALL il cui esercizio dell’opzione però sarà soggetto all’ottenimento da parte di TE di tutte le autorizzazioni regolamentari e antitrust. Siccome TE entro il 31 maggio 2014 non ha esercitato questa opzione di acquisto non avrà il diritto di esercitarla fino al termine della Prima Finestra di Scissione ( 15 giugno -30 giugno 2014).

    Se una dei tre soci AG, IS o MB a partire dal 15 giugno 2014 esercitasse l’opzione di scissione, TE non avrebbe il diritto di esercitare l’opzione Call di acquisto nei confronti di suddetta parte. In pratica a mio modesto parere per mettere all’angola TE AG, IS e MB chiederanno formalmente tutte e tre la scissione non proporzionale perché altrimenti TE avrebbe come sotto riportato un ‘ulteriore possibilità di afferrare TI .
    Tuttavia, qualora la scissione, una volta ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, non si perfezioni per x,z,y motivi per colpa della parte /i che abbia esercitato l’opzione di scissione , TE avrà nuovamente il diritto di esercitare l’opzione di acquisto di TE durante i 5 giorni lavorativi successivi al giorno in cui la scissione avrebbe dovuto perfezionarsi .
    Il patto di sindacato prevede inoltre un ulteriore chance riconosciuta a telefonica per impossessarsi in via indiretta di Telecom Italia:

    Se il 15 giugno per esempio un’azionista qualsiasi tra AG, IS, o MB eserciti l’opzione di scissione durante la prima finestra utile , l’opzione di scissione rimarrà sospesa sino al 5 giorno lavorativo successivo al termine della relativa finestra di scissione ( quindi fino al lunedi 7 luglio 2014) e TE avrà diritto di esercitare l’opzione di acquisto nei confronti delle Parti che non abbiano esercitato l’Opzione di scissione , nel qual caso la procedura di scissione finale e la procedura per l’opzione di acquisto di TE procederanno in parallelo, e nei confronti delle parti che non abbiano esercitato l’Opzione di Scissione si applicherà la disciplina prevista al paragrafo 2.4 lettera B ( che a noi in questo momento non interessa conoscere visto che non riguarda i piccoli azionisti) .

    Capite quindi quanto importante sia che Intesa , Generali e Mediobanca esercitino contemporaneamente l’opzione di scissione per non far salire TE nel capitale sociale poi di Telecom Italia ( anche se va detto per onor di cronaca che le stesse non possano decidere di vendere una parte del ricavato alla stessa TElefonica una volta conclusa la scissione almeno secondo il mio modesto parere ).

    Se invece la richiesta di scissione avverrà dopo il 24 giugno allora il periodo di esercizio viene esteso di ulteriori 5 giorni di calendario successivo al termine della prima finestra , in pratica fino al 5 luglio 2014.
    Spero di aver interpretato correttamente il patto di sindacato visto che sono 43 gradi oggi e la vecchiaia tira brutti scherzi e anche spero di aver fatto cosa gradita a quei pochi lettori interessati più alla strategia futura della società che al rimbalzo dai minimi di agosto 2013.
    Grazie Mambo, quindi nei primi di luglio sarà tutto più chiaro. Nel caso Telefonica esercitasse il diritto di acquisto della intera quota di Telco, avrebbe il 22% di Telecom, con il CDA attuale ne avrebbe comunque il controllo? E in caso di scissione contemporanea dei tre Soci, se non esercitasse l'opzione di acquisto, quale sarebbe il quadro? Diventerebbe Una Public Company? Con quali vantaggi? Scusa per tutte queste domande Mambo, ma secondo me questa situazione potrebbe essere propedeutica ad una ristrutturazione societaria con possibilità di sviluppo enormi, e sapere qualcosa in più potrebbe essere importante.

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