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Titolo di riferimento: FIAT
Quotazione al 22/02/2012 4,7880 EUR (0,97 %)
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#1 (permalink) |
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w la fi(si)ca
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 11,288
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Fiat-Chrysler: news & market 27 Dic 2011
Si continua qui :
I contributi più significativi di questa discussione verranno pubblicati sul sito: Sales of cars Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Chrysler - Immatricolazioni di auto Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Chrysler ![]() che raccoglie le immatricolazioni Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Chrysler nei principali Paesi mondiali, i grafici delle vendite di auto e delle quote di mercato, i risultati dei maggiori competitor nei rispettivi mercati, i modelli più venduti, le news sul Gruppo Fiat, le dichiarazioni di Sergio Marchionne, i dati di bilancio, i giudizi degli analisti, il grafico del titolo Fiat aggiornato quotidianamente con commento di analisi tecnica. In evidenza nella home page del sito è stato inserito il collegamento a Fiat-Chrysler news & market. Più il dominio Sales of cars Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Chrysler - Immatricolazioni di auto Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Chrysler si diffonderà (attraverso link in altri forum o siti web) più interventi qualificati avremo in questo forum. Inoltre, seguite carsitaly su facebook, cliccando su Mi Piace, oppure su twitter per ricevere gli aggiornamenti in tempo reale: Carsitaly | Facebook CARSITALY (Carsitaly) on Twitter Grazie per la collaborazione. |
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#2 (permalink) |
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F.O.F.
Data registrazione: Jan 2007
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 dic - La produzione
manifatturiera del distretto economico di Chicago e' calata in novembre dello 0,1% alla quota destagionalizzata di 85,8 punti. Secondo i dati della locale Federal Reserve Bank, e' stata registrata debolezza soprattutto nei settori della chimica e dei grandi macchinari industriali mentre la produzione di auto e' cresciuta dello 0,3% e quella di acciaio dell'1,6%. |
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#3 (permalink) |
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w la fi(si)ca
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 11,288
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oh, questo è de coccio e non ha capito una *******
![]() Governo: Clini, difendo ambiente e ricerca nucleare(Libero) Data: 27/12/2011 @ 10:51 Fonte: MF Dow Jones (Italiano) "Le piu' importanti economie sono impegnate nella ricerca avanzata sul nucleare di quarta generazione e sulla fusione nucleare. L'Italia ha competenze e risorse scientifiche di avanguardia ed e' assurdo che si chiami fuori da questo processo. In ogni caso non ho mai pensato che fosse facile realizzare una centrale nucleare in Italia entro il prossimo decennio". Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in un'intervista a Libero. Sul nucleare "va cercata una soluzione. Il nostro territorio si presta molto di piu' alle fonti rinnovabili, ma gli incentivi introdotti nel nostro Paese nel 2007, in particolare per il fotovoltaico, hanno premiato l'importazione piuttosto che le iniziative nazionali". E, da direttore generale dell'Ambiente, parla cosi' dei rapporti con i precedenti ministri: "Matteoli e' stato preziosissimo perche' e' un politico raffinato", anche se "non e' un ambientalista". Con Prestigiacomo "ho avuto un rapporto costruttivo e molto dialettico", mentre con Pecoraro Scanio "abbiamo avuto polemiche dal primo sino all'ultimo giorno, ha cercato di cacciarmi via in tutti i modi, ma mi e' molto simpatico", ha concluso Clini. red/dom |
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#4 (permalink) |
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F.O.F.
Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 17,543
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Fiom, Landini: 4 giorni di sciopero a gennaio.
Roma, 27-12-2011 Manifestazione nazionale l'11 febbraio a Roma. Quattro ore di sciopero a gennaio. Raccolta firme per un referendum abrogativo dell'accordo che cancella il contratto nazionale. Minaccia di denunciare la Fiat e Sergio Marchionne alla magistratura. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, annuncia le iniziative per il prossimo anno del sindacato dei metalmeccanici della Cgil. "Abbiamo gia' deciso una grande manifestazione nazionale a Roma sabato 11 febbraio. Ma anche per la difesa del contratto, della democrazia e del lavoro. E abbiamo intenzione di presentare delle proposte per uscire dalla precarieta' di riforma degli ammortizzatori sociali", spiega Landini. "Abbiamo anche deciso un pacchetto di quattro ore di sciopero a gennaio per fare assemblee in tutti i luoghi di lavoro in tutta Italia e, per quello che riguarda in specifico Fiat, e' partita tra i lavoratori prima di Natale una raccolta di firme per chiedere un referendum abrogativo dell'accordo che cancella il contratto nazionale. In due giorni e mezzo sono gia' state raccolte piu' di 10mila firme e questa iniziativa proseguira' anche nella prima settimana di gennaio". Ma non finisce qui. "Il 14 del prossimo mese poi faremo l'assemblea nazionale che vede la partecipazione di tutti i delegati e le delegate del gruppo Fiat e stiamo gia' nominando le nostre Rsa (i nostri delegati), facendoli votare ai lavoratori e nominandoli, e qualora la Fiat non volesse riconoscerci questo nostro diritto costituzionale, alla luce anche della sentenza di Torino che ha condannato per comportamento anti-sindacale la Fiat a Pomigliano, naturalmente agiremo per vie legali. Il 10 gennaio, infine, faremo una riunione del nostro organismo dirigente, che si chiama Comitato Centrale, per valutare quello che sta avvenendo: oltre alla Fiat, c'e' l'accordo separato in Fincantieri ma soprattutto c'e' quest'ulteriore intesa separata fatta da Fim e Uilm con Federmeccanica, che estende le normative della Fiat anche alla componentistica auto e che quindi rende evidente l'attacco definitivo che c'e' al contratto nazionale di lavoro". |
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#5 (permalink) |
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F.O.F.
Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 17,543
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27/12/2011
Come reso noto oggi dall'agenzia indipendente EuroNCAP, la terza generazione di Fiat Panda ha ottenuto un punteggio complessivo di 4 stelle su 5. Il raggiungimento del massimo punteggio non è stato realizzato esclusivamente per l'assenza del sistema ESP nella vettura testata come esplicitamente sottolineato nel comunicato pubblicato dall'agenzia. L'equipaggiamento del sistema ESP sarà disponibile nei primi mesi del 2012 sull'intera gamma Panda. |
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 986
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Citazione:
Ora, voi vi immaginate John Elkann che si sveglia al mattino e pensa tra sé e sé: "Oggi non so cosa fare, licenzio Marchionne o gli dò un premio -risultati??' Mah...vediamo un po' cosa dice il celeberrimo quotidiano economico Wall Street Italia, così alla fine potrò decidere con cognizione di causa". Io non riesco davvero ad immaginare un comportamento più stùpido da parte di questi giornalai. Ma insomma, contenti loro, contenti tutti. La deriva di cui parla industria, è più un problema loro, non certo di Marchionne. A Pomigliano si stanno leccando i baffi, e per me risponderanno alla grande, la abarth darà una mano alla 500, e Fiat nel 2012 avrà risultati migliori del 2011, chiuso comunque in attivo. Invece, sul fronte del giornanalismo italiota alla fine la frustrazione di non contàre una emerita mìnchia, sarà ancora più dura da sopportare per questo esercito di clown incapaci (non sanno nemmeno far ridere). |
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 265
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Wall Street Italia apre una petizione popolare che parta dall’Italia e si diffonda ovunque nel mondo e che chieda a Governi e Comitato di Basilea di costituire una commissione straordinaria di sorveglianza sulle operazioni in derivati all'origine di questa crisi. L'idea e' di Marina Imberti, analista bancaria e collaboratrice di WSI. Crediamo sia giusto aderire massicciamente e far circolare sul web questa proposta perche' e' ora di ribellarsi ai giochi di potere che privilegiano poche migliaia di persone e impoveriscono centinaia di milioni di donne e uomini. Per favore invia questo articolo a piu' persone possibile, amici e conoscenti, anche traducendolo in altre lingue; per aderire manda un'email col tuo nome e cognome a posta@wallstreetitalia.com con il soggetto "Gli avidi ******** colpevoli della crisi vanno individuati e puniti". Questa crisi NON è il prodotto di una discrasia economica, di un temporaneo disallineamento di fattori, questa è una crisi che è stata voluta fortemente, per questioni di concentrazione di potere economico e di controllo delle masse. Ci vuole una Task Force che inquisisca e metta ordine, una Corte Internazionale come organo giudicante. Non servono manifestazioni di piazza, qui bisogna agire diversamente e farlo in fretta. Fai girare e firma (luca ciarrocca)
firma qui: posta@wallstreetitalia.com _______________________________ Io vorrei tanto, per il tramite di Wall Street Italia che mi pare una voce "fuori dal coro", lanciare un’iniziativa che coinvolga i lettori del sito e quante più persone possibili, tramite adesione a quanto sto per proporre. Mi sono stancata di fiumi di parole su questa crisi, misure, manovre e contromanovre che ricordano quella scena di uno dei film della serie "Amici Miei", quando il traffico fu sapientemente avvitato attorno alla Torre di Pisa. Questa crisi NON è il prodotto di una discrasia economica, di un temporaneo disallineamento di fattori, questa è una crisi che è stata voluta fortemente, per questioni di concentrazione di potere economico e di controllo delle masse. Questa crisi è figlia della crisi del 1929, la più grande della storia prima di questa, la cui causa è la stessa: mancanza di liquidità. Dato che la matematica non è un’opinione e i soldi non spariscono nel nulla, le Borse non sono caldaie e non bruciano un bel niente, bisogna capire a chi conviene una crisi, perché mai nulla accade per caso anzi, le azioni umane sono dettate dal bisogno di soddisfare esigenze reali e, nel caso delle crisi economiche, l’esigenza è sempre il POTERE, declinato nelle sue varie forme. Dal 1995 a oggi la diffusione di internet è stata la prima forma di globalizzazione, non solo dell’informazione e della comunicazione (questo è il "contentino" per le masse) ma soprattutto come mezzo velocissimo per spostare masse di denaro da una parte all’altra del globo. Guarda caso, proprio in quegli anni, vi è stata una pesante campagna di diffusione delle carte di credito e bancomat, che hanno sostanzialmente introdotto un’altra forma valutaria: quella virtuale, costituita di addebiti e accrediti tra conti correnti. La velocità con cui spendiamo i nostri soldi nei nostri passaggi economici nulla ha a che vedere con la velocità con cui il sistema finanziario e i Governi mondiali scambiano e passano di mano il denaro virtuale, costituendo nel tempo un moltiplicatore di valore VIRTUALE che non trova riscontro con il denaro in BANCONOTE, la cui emissione è regolata dalle Banche Centrali in rispetto ad una serie di parametri. La differenza tra valore virtuale e valore reale espresso in banconote è quel buco che dal 2007 il mondo sta cercando di chiudere. Come? Scambiandosi il debito: gli Stati aiutano le Banche emettendo debito. Ma quel buco non si è colmato affatto, perché il sistema intero, che pur ha le sue regole, è ingolfato e lo è perché il sistema NON PRODUCE NULLA!! Utilizza la nostra ricchezza per farla girare alla velocità della luce: più è veloce più guadagna. Ma quando qualcuno, all’interno del sistema, comincia a chiedere liquidità vera ecco che nascono i problemi: la liquidità NON C’E’! Il sistema che permette di "gonfiare" i valori è costituito principalmente da derivati, futures, opzioni ecc., che non sono di per sé la peste bubbonica, lo è invece il modo con cui sono stati spregiudicatamente usati dall’intero sistema finanziario in questo ultimo decennio. Ora: per chiudere il buco ci vuole denaro vero, quello prodotto da chi lavora. Quelli che stanno nel circuito finanziario cosa fanno? Comprano e vendono soldi non loro, fanno gli intermediari e tutto funzionerebbe a meraviglia se fossero remunerati per il loro lavoro. Peccato che per ottenere autonomia finanziaria il sistema ricorra al debito, sia con emissione di obbligazioni che con stampa di moneta. Come abbiamo detto però la moneta può essere stampata solo a determinate condizioni, per cui la massa di emissioni di titoli di debito è spropositatamente aumentata. Nel frattempo, nel tentativo di correggere una serie di tiri e di estendere le proprie potenzialità, l’uso della scommessa (derivati & Co) è diventato sempre più frequente, innalzando la leva del rischio a livello planetario. Cosa vuol dire? Che per ogni unità scommessa vi è un elevato moltiplicatore di guadagno o di perdita differito nel tempo, a seconda del verificarsi o meno della condizione stabilita. Ma se io riesco a manovrare nel tempo le condizioni che mi servono per vincere, alla fine incasserò. Per incassare qualcuno deve perdere però ………. Forse dirà qualcosa a qualcuno quei famosi 35 miliardi di derivati di cui nessuno parla più e che sono la spina nel fianco di molti grandi Comuni, Regioni, Province ed Enti locali. Forse dirà di più a molti imprenditori che, incautamente e inconsapevolmente, hanno sottoscritto dei contratti interest rate swap credendo di guadagnare ed abbassare il costo del denaro prestato dalle banche. Bene, eccoci al punto: chi produce denaro vero e chi veicola valuta virtuale?. Il buco andrà sanato, e per evitare le rapine stile Argentina si spilla denaro goccia a goccia con le questue popolari come nelle soffuse atmosfere delle chiese, dove passava il sagrestano col sacchetto e lo faceva tintinnare davanti agli indifferenti per ottenere anche il loro obolo. Ma perché dobbiamo pagare con soldi veri i buchi prodotti da un sistema che in fondo non è che una sovrastruttura divenuta indispensabile solo perché si è auto imposta per grazie alle leggi prodotte in questi ultimi decenni dai Governi? Certo che conviene che tutti abbiano il conto corrente, per tanti e tanti motivi. Certo è anche che l’Italia è sotto tiro ma non è la più colpevole, non è la pecora nera, certo è la più vulnerabile in questo momento, forse (il forse mi pesa alquanto, ma la forma dubitativa è per non offendere gli animi sensibili) perché ha avuto i Governi più manipolabili dal 1946 in poi. Il problema è globale, ma al punto in cui siamo è vergognoso chiedere al cittadino, di qualunque nazionalità, di tappare le falle che non ha prodotto. Questa crisi ha nomi e cognomi che si nascondono dietro transazioni finanziarie ad alto rischio ed i cui danni si riverberano sulle nostre tasche e sul nostro tenore di vita, sia in termini di perdite finanziarie subite che di imposte prelevate. Esiste il Consiglio di Basilea, organismo preposto alla salvaguardia dei sistemi finanziari internazionali. Bene: un Governo come il nostro attuale, fatto di tecnici e soloni, perché non si attiva e chiede che vengano resi pubblici i nomi di coloro che transano su derivati e Co importi rilevanti? Perché non lo chiede la Comunità Europea, gli USA, il mondo intero, se davvero vuole affrancarsi da questa situazione? Si attivino per richiedere la costituzione di una commissione di monitoraggio mondiale, ove confluiscano i dati di tutti i Paesi e finalmente emergano i nomi dei responsabili veri di questa crisi, criminali finanziari che si devono appendere alla forca mediatica, perché tutti vogliamo vedere in faccia chi sono e come si chiamano. Con i loro infausti mezzi stanno agglomerando e distruggendo la nostra ricchezza privata pezzo a pezzo, per renderci sempre meno liberi, più insicuri, tristi e incapaci di gestire il progetto della nostra individualità. Si chieda invece a loro di pagare il conto, prevedendo leggi straordinarie sui reati finanziari, da equipararsi ai reati per stragi, si sequestrino beni e patrimoni societari e personali di amministratori e consiglieri e si usino queste risorse per tappare i buchi. Questa situazione comporterà inevitabilmente una durissima selezione, ma facciamo che non chiudano le imprese per mantener vivi i saprofiti occulti che le hanno rovinate. La nostra ricchezza è il lavoro, la produzione, ce ne siamo fatti scappare una bella fetta che non tornerà più, vogliamo per il nostro futuro e per quello dei nostri figli una vita da clochard??? Perché ci stanno portando a questo: SVEGLIAMOCI, CHE E’ GIA’ FIN TROPPO TARDI!!! Chiedo formalmente al Vostro sito di informazione di individuare la modalità più idonea per istituire una petizione popolare che parta dall’Italia e si diffonda ovunque nel mondo e che chieda a Governi e Comitato di Basilea di costituire una commissione straordinaria di sorveglianza sulle operazioni in derivati e similari, che si prenda l’impegno di dettagliare i nomi di chi le esegue, partendo da operazioni con importi singoli da 10 mln di euro, di verificare con dato storico tutte le operazioni da inizio 2000 ad oggi, che valuti i rapporti di scambio occulto tra soggetti e operazioni in coacervo tra soggetti diversi, eventualmente anche dissimulate. Ci vuole una Task Force che inquisisca e metta ordine, una Corte Internazionale come organo giudicante. Non servono manifestazioni di piazza, qui bisogna agire diversamente e farlo in fretta, prima che ci tappino per sempre la bocca. Grazie del Vostro interessamento. Marina Imberti |
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Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 245
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grazie al fatto che sono in ferie posso cazz.eggiare un po'. benissimo vediamo di fare un sunto veloce. i derivati aiutano a fare il debito --> c'è tanto debito e questo è male --> distruggiamo i derivati. che figata! distruggiamo i derivati: fatemi firmare qualcosa che ho sete di sangue. però metti caso che distruggiamo i derivati poi? ci scompare il debito? .... ma? siamo sicuri? siamo proprio sicuri? io non tanto. ora sia ben chiaro che la soluzione c'è ed esiste. e vi dirò di più, tutti gli alti papaveri la conoscono: la soluzione è stampare i soldi, la banca centrale stampa i 15000 miliardi circa e regala questi soldi ai governi che li usano per ripagare il debito denominato in euro. è così maledettamente semplice che quasi ci si vergogna a dirlo. questa fantastica soluzione ha ha però un piccolissimo difetto. quasi trascurabile, è vero, ma pur sempre un difetto: si andrebbe a creare uno scenario di iperinflazione che probabilmente potrebbe creare danni paragonabili a quelli di un default. cmq lasciamo stare le possibili cure e concentriamoci sui derivati volevo fare un discorso più lungo ed articolato però è tardi e voglio andare a letto giusto qualche punto. se togliamo i derivati siamo sicuri che poi le cose migliorano? non è che magari l'unico effetto che si ottiene è rallentare giusto un pochino la corsa verso il precipizio? o non è che magari senza accorgercene i derivati ci permettono di sopportare un debito più elevato di quello normale e togliendoli crolla la baracca? io credo che magari sia meglio estirpare il problema alla radice che so rendere meno conveniente la contrazione di un debito pare brutto? ora Se qualcuno è interessato all'argomento, SE io avrò voglia e SE sarò un po' meno brillo, magari si potrà discutere un po' di queste cose nel prossimo futuro altrimenti buona notte a tutti |
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