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Data registrazione: Mar 2010
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In arrivo il report che sancira' la fine dell'area euro
In arrivo il report che sancira' la fine dell'area euro.
New York - L'esito e' stato paradossale. L'introduzione dell'euro aveva l'obiettivo di unire il Vecchio Continente e invece non ha fatto che dividerlo ancora di piu'. E' sempre piu' alta la possibilita' che la Germania e l'Olanda usciranno dall'area euro, stanche di ingoiare un numero indefinito di "trasferimenti" verso le nazioni in difficolta' della regione. A dirlo e' Charles Dumas, chief economist di Lombard Street Research. Dumas sottolinea che i paesi del 'Club Med' hanno bisogno di circa il 5% di Pil per rifinanziare il debito per un tempo "piu' o meno indefinito". La situazione e' particolarmente tesa in Olanda. Il partito di destra PVV (Partito per la Liberta'), pur non avendo seggi ministeriali, riesce a far valere la sua influenza sulla fazione al governo, che ha disperato bisogno del sostegno degli antieuropeisti per restare in sella. Contro i piani di salvataggi di Grecia e Portogallo a spese dei contribuenti olandesi, Rispetto alla Germania, inoltre, Amsterdam non ha giovato cosi' tanto del passaggio all'euro. Qualche mese fa il PVV ha commissionato alla societa' di ricerca Lombard Street Research uno studio che calcolasse le conseguenze economiche positive e negative tra restare a far parte dell'area euro e invece lasciare il blocco a 17. Il report uscira' a giorni. E conterra' materiale esplosivo. Il PPV fara' di tutto per assicurarsi che esso riceva attenzione mediatica. A quel punto il governo, che difende a denti stretti le politiche di Bruxelles e Francoforte, entrera' in crisi. Senza l'appoggio del PPV non potra' resistere al potere. Non finisce qui. Anche la Germania non potra' ignorare il report e rimanere indietro. E non lo fara' nemmeno la Francia. Si potrebbe cosi' materializzare la nascita di un'Europa a due velocita', diviso tra Europa teutonica con valuta forte ed Europa del sud con moneta debole, uno scenario che molto economisti prevedono. Con il piano di salvataggio del Portogallo ormai alle porte e con la Grecia gia' pressoche' fallita e di cui la Germania chiede il commissariamento, le notizie negativa da Italia e Spagna potrebbero aumentare di intensita' e numero. E con esse i tagli fiscali e l'incremento delle tasse, che strozzerebbero ulteriormente una crescita gia' sterile. Capiranno che i loro governi hanno dipinto un quadro troppo roseo sulle questione che l'Eurozona di trova a dover risolvere. Non si tratta solo del report, chiaramente. E' la combinazione di una serie di fattori negativi. Il rapporto servira' "meramente" da catalizzatore, la goccia che fara' traboccare il vaso di Pandora. Piu' i piani di aiuti verso i paesi indebitati aumenteranno e piu' le voci anti euro si moltiplicheranno. E con esse i piani di austerita' e l'intensita' della recessione. Formando un'onda gigantesca che sara' difficile arginare. |
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zzzzzzzzzzzzzzzzzz..
Data registrazione: Jun 2009
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Data registrazione: Mar 2010
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Addio euro...?
Grecia e Portogallo, zavorre di un'Europa a domino
Grecia e Portogallo sono la vera emergenza europea. Ma non si esclude che un effetto domino possa verificarsi coinvolgendo Italia e Spagna. Il secondo piano salva-Atene sembra gia' insufficiente. Oggi vola al massimo storico lo spread tra i bond portoghesi e il bund tedesco. Barroso chiede un piano dettagliato alla Spagna. Il premier greco Papademos Il premier greco Papademos Roma, 30-01-2012 Incontro tra il commissario agli affari economici Ue Olli Rehn e il premier greco Lucas Papademos prima del summit europeo: secondo quanto si apprende, i due sono gia' riuniti per discutere delle delicate trattative tra Grecia e creditori privati e del secondo piano salva-Atene che sembra gia' insufficiente. Gli aiuti, 130 milioni di euro, non basterebbero perche' le esigenze di Atene sarebbero salite ad almeno 145 milioni. Weidmann: si valuta il piano B "La Grecia va salvata': lontano da orecchie indiscrete, in questi giorni di febbrili trattative attorno alla ristrutturazione greca il presidente della Bundesbank Jens Weidmann avrebbe condensato in questa frase la sua idea sull'estenuante negoziato in corso da mesi". "Anche se la Bce continua a smentire un coinvolgimento nella trattativa sul taglio del debito greco volontario, sono settimane che si ragiona attorno al 'piano B' tra le principali cancellerie europee e Francoforte. Anche perche' nell'Eurotower c'e' piena consapevolezza che un fallimento greco avrebbe ancora effetti devastanti sul resto d'Europa. La soluzione, secondo indiscrezioni, potrebbe venire da Bruxelles, dal Consiglio europeo che comincia oggi e potrebbe togliere le castagne dal fuoco anche alla Bce. I titoli detenuti da Francoforte verrebbero ceduti al governo greco che per affrontare le perdite attese da circa 15-20 miliardi riceverebbe nuovi aiuti europei che si aggiungerebbero al nuovo pacchetto gia' previsto da 130 miliardi facendolo salire a 145-150 miliardi (e bloccato proprio in attesa di un accordo sulla ristrutturazione). Una soluzione che aiuterebbe anche il negoziato tra i creditori privati e il governo greco che per la milionesima volta e' stato dichiarato ieri 'vicino a una soluzione': i 15-20 miliardi diluirebbero l'onere pagato dagli altri detentori di bond. Allarme Portogallo Ma c'è anche il problema del Portogallo. Vola al massimo storico lo spread tra i bond portoghesi e il bund tedesco. La forbice tra i due titoli si allarga a 1.420 punti e il rendimento del decennale lusitano schizza al record del 16%. Insomma in Portogallo la situazione si sta aggravando e l'Italia e la Spagna non sono ancora al sicuro da un effetto domino che travolgerebbe inevitabilmente i rendimenti sui loro titoli, al riparo solo da pochissimi giorni dall'ondata di sfiducia che li aveva messi sotto pressione per tutto l'inverno. La situazione e' ancora troppo delicata, insomma, per 'lasciar andare la Grecia al suo destino', l'epilogo che in molti (troppi) ambienti finanziari viene ormai dato per scontato. C'e' inoltre il fatto che l'Fmi e alcuni creditori hanno cominciato a fare pubblicamente pressione perche' Francoforte sia coinvolta dall'haircut. E qualcuno sta iniziando a additarla esplicitamente come capro espiatorio di un eventuale fallimento delle trattative tra i privati e il governo di Atene. 'La Bce non puo' fare la figura dell'unica istituzione che non accetta sacrifici e intaschera' solo i ricchi rendimenti dei titoli greci' sintetizza brutalmente una fonte vicina al dossier. E pazienza se e' anche l'unica istituzione che ha accettato per mesi bond greci come collaterale dalle banche assetate di liquidita'. C'e' un problema legale, pero', che frena la Bce molto piu' del nodo delle eventuali perdite sui circa 40 miliardi di euro detenuti in titoli dalla Bce e che verrebbero comunque spalmate su tutto l'Eurosistema. E' il fatto che in base ai Trattati la Banca centrale europea non puo' partecipare al salvataggio di un Paese dell'Eurozona come accadrebbe nel caso dello scambio tra vecchi titoli e nuovi che e' alla base del negoziato in corso. Dunque si era profilata da giorni l'idea di 'girare' i titoli di Stato greci in mano all'Eurotower (il debitore singolo piu' grande, tra l'altro) al fondo salva-Stati Efsf. Nelle ultime ore, tuttavia, starebbe guadagnando quota tra i governi europei la soluzione di girare i bond in mano alla Bce direttamente ad Atene assumendosi l'onere delle perdite. Ma vincolando il secondo pacchetto di aiuti da 145-150 miliardi di euro a condizioni dure. La Germania, com'e' ormai noto, chiede addirittura un commissariamento della Grecia. Una soluzione, d'altra parte, che spazzerebbe dal tavolo l'ipotesi di un coinvolgimento della Bce nel negoziato diretto. E che sarebbe anche politicamente piu' digeribile: i bond greci, infatti, tornerebbero in mani greche. Barroso chiede un piano dettagliato alla Spagna Il presidente della Commissione Ue Jose' Barroso ha chiesto alla Spagna di presentare "un piano dettagliato di misure" per evitare ulteriori distorsioni nei conti pubblici e un'impennata del deficit. "Vogliamo vedere dal governo spagnolo un piano piu' dettagliato di misure", ha detto Barroso al termine dell'incontro con il premier spagnolo Mariano Rajoy |
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Data registrazione: Mar 2010
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Barroso: “Default Grecia da scongiurare”
Il politico portoghese ha invitato i ministri delle finanze a lavorare affinché già nei prossimi giorni venga trovato un accordo in tal senso. Entro la fine della settimana potrebbero essere sbloccati 130 miliardi di euro.Si spera che stavolta bastino. Default Grecia Barroso sa benissimo che subito dopo la Grecia tocca il turno del suo paese natale.. Meglio seminare bene. |
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