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Data registrazione: Mar 2010
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TG1... Grecia fuori dall'euro
Allarme da Davos: Grecia fuori da euro in un anno, poi il Portogallo
Questa la previsione degli economisti riuniti al World Economic Forum in Svizzera. Il governatore di Bankitalia Visco in un'intervista alla Cnn: a rischio il credito per finanziare l'economia reale. Il vertice di Davos DAVOS (SVIZZERA) - La Grecia? Fuori dall'Eurozona in un anno. Dopo, sarà la volta del Portogallo, forse anche di Irlanda e Spagna. A tracciare la previsione di che cosa sarà dei "Pigs", i Paesi più colpiti dalla crisi economica sono i maggiori economisti mondiali, riuniti a Davos. L'ALLARME DEGLI ECONOMISTI. A dare voce all'allarme è stato il professore di Harvard, Kenneth Rogoff: "Ci sarà bisogno di una ristrutturazione del debito in Grecia e in Portogallo, questo è chiaro - ha detto Rogoff parlando a margine dei lavori del Forum - ma forse anche in Irlanda, dove basterebbe ristrutturare il debito delle banche, e in Spagna, se si include il debito del settore privato". "L'Italia - ha aggiunto l'economista - è un caso 'borderline' dove si potrebbe comunque verificare una problema di liquidita'". Gli fa eco l'economista della New York University Nouriel Roubini, che aveva già previsto la crisi del 2008: secondo il professore statunitense, la Grecia sarà fuori dall'euro nel giro di un anno, seguita dal Portogallo, e l'intera area sarà distrutta nei prossimi 3-5 anni perché "l'euro-zona e' come un disastro ferroviario al rallentatore". VISCO: A RISCHIO IL CREDITO ALL'ECONOMIA REALE. Segnali incoraggianti invece sull'Italia. "Il sistema bancario italiano è in buona forma in termini di fondamentali, anche se il rischio di una sostanziale difficoltà di credito potrebbe esserci nel finanziare l'economia reale". Lo ha affermato il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, in un'intervista alla Cnn da Davos. Visco ha spiegato inoltre che il sistema bancario italiano "non è esposto direttamente alla Grecia" e quindi un eventuale default avrebbe effetti solo indiretti. Allo stesso tempo c'è stata una sostanziale riduzione nel credito interbancario e questo potrebbe creare delle prospettive non molto positive sul fronte del rifinanziamento del debito". L'azione della Bce, ha comunque spiegato Visco, "ha migliorato le banche sul fronte delle passività e ridotto in maniera sostanziale la restrizione di liquidita'". "OTTIMISTA SU RIFORME ITALIA". L'azione della Bce - ha aggiunto Visco a proposito dell'operazione Ltro (operazione di finanziamento a lungo termine) - "penso che sarà cruciale nei prossimi mesi". Parlando delle riforme avvviate dall'Italia il governatore ha detto di essere "ottimista perché vedo che il governo si sta dando molto da fare e penso anche che abbia il sostegno della gente". Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, durante il suo intervento al Forum, ha detto che i mercati hanno esagerato il rischio del debito. Per Draghi l'Eurozona ha fatto notevoli progressi contro la crisi. LE PROTESTE. Anche oggi non sono mancate le proteste: alcune centinaia di 'indignados', dell'organizzazione Occupy Wef, hanno protestato a Davos annunciando la propria ''resistenza contro quelli che vogliono dominare il mondo'' e contro il capitalismo. I manifestanti, tra cui sindacalisti, ecologisti, e alcuni giovani radicali mascherati, si sono radunati lontano dal Centro congressi che ospita i lavori del meeting esponendo cartelli con su scritto ''Non lasciate decidere per voi!'' e ''Il denaro non si mangia''. Tra di loro un manifestante indossava la maschera di un cadavere con i denti aguzzi ricoperto di dollari e con una valigia con il nome di una nota banca svizzera. LA MANIFESTAZIONE DELLE FEMMINISTE. E nel pomeriggio, alcune militanti del movimento femminista ucraino Femen, già note alle cronache per le proteste a seno nudo, hanno improvvisato un blitz per protestare contro quelli che definiscono i ''gangster'' del Forum. Tre militanti sono arrivate all'ingresso del centro congressi, si sono spogliate restando a petto nudo e hanno gridato contro i leader riuniti a Davos brandendo cartelli con su scritto: ''La crisi e' made in Davos'' e ''Poveri a causa vostra''. Le donne, che hanno cercato di scavalcare i cancelli, avevano anche alcune scritte dipinte di nero sul petto, come ''Gangsters party in Davos''. Il blitz si è concluso con l'arresto delle tre militanti da parte delle forze dell'ordine. sabato, 28 gennaio 2012 |
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Data registrazione: Mar 2010
Messaggi: 1,768
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Quale politico obbligherà i cittadini tedeschi italiani francesi olandesi ecc ecc a sborsare dai 2.000 ai 3.000 euro a testa.. bambini compresi.. solamente per pagare i default di Grecia e Portogallo?...
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 846
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meglio ognuno per la propria strada...costa di meno a noi italiani... e a tutti i periferici...
purtroppo l' uscita dall' euro è cosa molto difficile... si dovrebbe prendere atto del fatto che è la germania ad essere la ""campana stonata"... |
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Data registrazione: Apr 2007
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2009
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Prima mi fate sentire europeo poi io pago per i fratelli greci |
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Data registrazione: Jan 2012
Messaggi: 676
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io sostengo che ci vuole una forte scossa per ripartire. non so quale possa essere, ma ci vuole un cambiamento. prendi il pil usa. 2,8% di per se sembrerebbe ok. poi però se vai a leggere nel dettaglio ti rendi conto che epurato dalle scorte e dall'aumento degli ordini di beni durevoli si sarebbe attesato all'1,5%. se leggi i dati sugli ordini di beni durevoli usciti l'altro giorno ti rendi conto che sono stati spinti dall'industria aeronautica. il conumatore non spende o spende il minimo necessario. gli stimoli fed si riversano solamente sugli utili aziendali creando un circolo vizioso. stessa cosa si sta verificando in europa. la bce inonda il mercato di liquidità prestando alle banche le quali, invece di sostenere l'economia, mettono in atto una sorta di carry trade prendendo in prestito all'1% per acquistare titoli di stato che rendono il 5/6%. ora ci vogliono togliere il diritto al lavoro. in america attraverso un chip vigliono togliere il diritto alla libertà. io non sono così ottimista |
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