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Saxo, la britannica Keller potrebbe regalare soddisfazioni di lungo periodo
Saxo, la britannica Keller potrebbe regalare soddisfazioni di lungo periodo
Come abbiamo già visto nelle ultime settimane, Saxo offre tramite la sua piattaforma SaxoTrader l’opportunità ai propri clienti di compiere una veloce ed efficace azione di screening di tutti gli strumenti negoziabili tramite la banca danese. Grazie a un basket completo di criteri di scrematura dei titoli, l’investitore ha la possibilità di individuare i sottostanti che meglio rispecchiano i parametri fissati in base al personale stile di investimento. Il miglioramento del sentiment di mercato dell’ultima settimana, dopo che nelle scorse si era assistito a un crescere dei timori circa il default di più di un’azienda, sia del Vecchio Continente che americana, ha spinto l’Ufficio Studi a cercare quelle società che appaiono meglio impostate per affrontare un’eventuale recupero delle quotazioni. Questo partendo dalla visione media degli analisti e dalle prospettive di crescita del prossimo triennio.
Il legame tra P/e e Roe, una relazione utile nel lungo periodo
L’analisi odierna, pur avendo preso in considerazione le società preferite degli analisti delle diverse banche d’affari, ha unito ai criteri utilizzati per filtrare le diverse realtà un binomio di indicatori la cui combinazione risulta particolarmente interessante. Il primo è il Roe, ossia il ratio che misura il tasso di redditività del capitale di una società; il secondo è il Price/Earning, ossia il rapporto tra il prezzo attuale di un determinato titolo e l’utile per azione realizzato negli ultimi 12 mesi. Il Return on Equity, pur con tutti i limiti del caso, è un metodo semplice per confrontare le aziende e per valutare la capacità di creare valore per gli azionisti da parte dei manager, il P/E ci dice quanti anni occorrano per il recupero monetario del prezzo nell'ipotesi che quel titolo sia in grado di garantire un flusso teoricamente perpetuo di utili netti annuali. Alcuni studi legano queste due variabili partendo da questo assunto: nel lungo periodo il Roe dovrebbe coincidere con il tasso di crescita media degli utili, che molto spesso coincide con il P/e massimo accettabile. La combinazione ha portato a selezionare solo società che avessero un Price/Earning inferiore al Roe. Questo perché alcuni test sviluppati nel tempo hanno evidenziato come nel lungo periodo le azioni con questa caratteristica hanno sovraperformato il mercato.
I criteri si selezione
I criteri di selezione odierni sono stati applicati alle società europee e americane scambiabili sulla piattaforma di Saxo. La base di partenza, non avendo applicato filtri di capitalizzazione, era di 6.504 unità. Trattandosi delle preferite degli analisti, il primo inevitabile passaggio è stato quello di richiedere un rating Buy e un target price medio superiore del 50% rispetto agli attuali corsi di mercato. Si è fissato un valore così elevato volendo andare ad individuare quelle realtà che appaiono particolarmente disallineate rispetto al target price. Il numero è drasticamente sceso a 1.703 unità. Passando poi alle attese reddituali dei dividendi, si è iniziato con il considerare il rendimento della cedola del 2012. La soglia minima è stata fissata al 5%. Il valore è poi stato incrementato del 11% sia per il 2013 che per il 2014, considerando le attese medie di crescita dell’Eps incorporate nei prezzi attuali dello Stoxx Europe 600. Il dividendo richiesto è stato quindi del 5,6 e del 6,2%. Volendo sfruttare il possibile rimbalzo dei mercati, inevitabile è stato porre un Beta superiore a 1. Questo ultimo criterio di screen ha portato a 32 le possibili candidate all’investimento. L’ultimo passaggio è stato quello legato alla relazione tra Roe e P/e. Il Return on equity minimo richiesto è stato pari al 15%, approssimativamente valore medio degli ultimi 5 anni dei titoli azionari. Per soddisfare i criteri dalla strategia, il rapporto Prezzo/utili massimo richiesto è stato di 15. Il numero finale di società in grado di soddisfare tutti i criteri posti è stato pari a 11, con l’inglese Keller a guidare la classifica.
Keller Group, un costruttore di crescita
La migliore società in base ai criteri impostati dalla nostra analisi è risultata essere l’inglese Keller, società attiva nel campo ingegneristico e delle costruzioni. Attivo in oltre 40 paesi in cinque continenti del globo, il gruppo può contare su diversi punti di forza. Innanzitutto un prezzo di mercato distante quasi 70 punti percentuali dal target price medio degli analisti. A esso va sommato un rendimento previsto del dividendo del prossimo triennio pari rispettivamente a 6,81%, 7,03% e del 7,31% grazie a un Cagr dell’Eps dei prossimi tre anni del 47,2%. Interessanti anche le valutazioni del rapporto prezzo/utili, a 9,5, è il Roe degli ultimi 5 anni, pari al 21,4%. Considerando il driver di crescita che potrebbe giungere solo dai lavori in corso in Inghilterra per preparare le Olimpiadi 2012 e la diversificazione geografica, la ripresa della fiducia degli investitori potrebbe essere il driver propulsivo finale per un brillante futuro borsistico da parte di Keller.
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