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Saxo, le prospettive dicono di stare alla larga da Home Retail Group
Come abbiamo già visto nelle ultime settimane, Saxo offre tramite la sua piattaforma SaxoTrader l’opportunità ai propri clienti di compiere una veloce ed efficace azione di screening di tutti gli strumenti negoziabili tramite la banca danese. Grazie a un basket completo di criteri di scrematura dei titoli, l’investitore ha la possibilità di individuare i sottostanti che meglio rispecchiano i parametri fissati in base al personale stile di investimento. I crescenti timori circa il default di qualche banca o società, sia del Vecchio Continente che americana, ha spinto l’Ufficio Studi a scremare quelle realtà che in questo momento mostrano maggiori incertezze in termini di crescita presente e futura.
L'importanza dell'Earning Per Share (EPS)
Uno degli elementi base nella valutazione delle prospettive societarie dell’analisi fondamentale da perno sull’attitudine dell’azienda o del settore indagato di produrre reddito nel tempo. Questa variabile per comodità è spesso indicata non nel suo complesso ma in termini di utile per azione, in inglese Earning Per Share (Eps). In genere le azioni che hanno registrato un’elevata variazione annua o trimestrale dell’Eps, riscontrata o attesa, tendono a sovraperformare il mercato. Molti analisti di posizione, ossia che selezionano i sottostanti su cui puntare in base alle loro stime proiettate in genere avanti di un triennio, mirano a inserire nei loro basket azionari società che garantiscono una crescita regolare degli utili per più esercizi. Diversi studi mostrano la correlazione tra performance di un titolo in Borsa e crescita o calo dell’Eps.
Le realtà con le stime di Eps riviste al ribasso, i criteri di selezione
Avendo come scopo quello di individuare le realtà più incerte e insicure da un punto di vista fondamentale, i criteri di stock screen applicati a questa analisi hanno preso in considerazione tutte le società europee e statunitensi che nell’ultimo mese hanno rivisto al ribasso le stime di Eps del prossimo biennio. Pur non avendo fissato limiti al livello di capitalizzazione, il numero delle società è calato velocemente da 6.524 a 4.876 unità. Combinando a questi due filtri al giudizio degli analisti e i prezzi obiettivo da loro formulati la scrematura è stata ancora più drastica. Considerando solo le aziende aventi rating sell, con un target price medio tagliato nell’ultimo mese e aventi un rapporto, espresso in percentuale, tra il consensus del prezzo obiettivo espresso dagli analisti e l’ultimo prezzo di chiusura del titolo negativo, ecco che le società più rischiose diventano 31. Per avere la controprova che il mercato ha già individuato queste aziende come anelli deboli è stato applicato un ulteriore filtro: nell’ultimo mese i titoli devono aver perso in Borsa. Certo, elemento comune a molte società in questo periodo ma comunque capace di limare ulteriormente il numero complessivo iniziale a 23 unità. L’ultimo passaggio, composto da un trittico di criteri, ha preso in considerazione i tassi medi di crescita del prossimo triennio dell’utile, dell’Ebitda e dell’Eps. Considerando che si trattava sia di società europee che americane, il limite superiore del range fissato per tutte le voci in questione è stato individuato nella media delle attese degli analisti con riferimento ai titoli che compongono l’S&P 500 e lo Stoxx Europe 600. Nell’ordine i vincoli posti sono stati: una crescita del Cagr dell’utile dell’8,3%, del 7,9% per l’Ebitda e del 10,9% per l’Eps. Si è così giunti a individuare le 5 società che, aspettative alla mano, appaiono più deboli.
Home Retail Group, in vista un triennio difficile
A guidare questa spiacevole classifica è stata così l’inglese Home Retail Group, leader nel Regno Unito nelle vendite di prodotti per la casa e rivenditore di altri articoli comuni destinati al consumo. Oltre ad aver subito nell’ultimo mese un taglio del consensus del prezzo obiettivo formulato dagli analisti del 22,86% e ad avere un giudizio vendere, il gruppo è l’unica realtà tra le 5 rimaste in lizza dopo aver fissato i criteri di screening ad avere un Cagr del prossimo triennio di tutte le voci indicate in precedenza negativo. La società inglese dovrebbe vedere contrarsi i ricavi con un tasso medio dello 0,64% rispetto ai valori del 2010. Più marcata la flessione dell’Ebitda, -7,97%, con inevitabili risvolti sull’Eps stimato in calo del 14,25%.
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