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Vecchio 01-12-08, 18:30   #1 (permalink)
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La Crisi secondo Eugenio Benetazzo

Forse è un'interpretazione eccessivamente parziale, ma la componente indicata da Benetazzo sicuramente è una delle cause dell'attuale crisi.
Secondo voi, quanto ha inciso in termini percentuali? (Tanto per chiarirci le idee, visto che parlare in termini percentuali non ha un vero e proprio senso sul piano economico.)

Il falò delle banalità

di Eugenio Benetazzo

Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo "tanto l'economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario". Opinionisti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall'Università per Barbieri di Paperopoli.

Adesso sono diventati tutti catastrofisti e terroristi finanziari, alla faccia del falso ottimismo e garantismo che si sciorinava nei dibattiti pubblici sino a qualche semestre fa. Una fenomenale opera di banalizzazione e volgare semplificazione di quanto sta accadendo che non consente di spiegare in modo esaustivo a livello socioeconomico e macroeconomico l'attuale scenario di mercato.

Mi piace in particolar modo come vengono dipinti e rappresentati i mutui subprime (che tra l'altro esistono da decenni) ovvero come mutui erogati agli homeless che girano con le buste ed i carrelli della spesa rubati a qualche jet market. Niente di più fuorviante: quando in realtà rappresentano mutui erogati a soggetti che hanno un credit score (punteggio di merito creditizio) inferiore a 670 punti (su una scala valori che va da 500 a 850), in seguito a tardivi o mancati pagamenti su prestiti precedentemente concessi o impegni di pagamento verso utenze di servizi primari (bollette della luce, gas e telefono).

Dai subprime si devono distinguere i mutui "nodocs" ovvero "no documents" quelli concessi a soggetti privi di un lavoro a tempo indeterminato e senza mezzi patrimoniali propri, mutui che erano sin dall'inizio destinati ad essere titolarizzati (faccio notare che questa tipologia di mutui ipotecari li hanno erogati anche in Italia ai cosiddetti precari, i nuovi morti di fame in giacca e cravatta).

Sappiate comunque che oltre il 25% della popolazione americana rientra nella categoria di affidamento subprime, mentre il restante 75% si divide nelle altre due fasce: i soggetti prime e midprime. Tuttavia l'apoteosi di questo falò di banalità propinatoci dai media nazionali l'abbiamo con le spiegazioni sull'origine della crisi (secondo loro passeggera) riconducibili ad una semplice argomentazione: le banche americane che hanno prima concesso mutui a tutti e successivamente hanno cartolarizzato all'inverosimile.

Niente di più fuorviante! L'attuale scenario che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO.

L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), nata dalle ceneri del GATT (un sistema multilaterale di accordi internazionali per favorire il commercio mondiale voluti dagli USA nel 1947 per controllare e dominare l'economia di tutto il pianeta) ha uno scopo principe ovvero promuovere la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari. Un mercato globalizzato presuppone l'abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all'abolizione dei sussidi all'agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.

Proprio il WTO ha reso conveniente e possibile le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea un'autentica emorragia di posti di lavoro e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta. Le grandi corporations industriali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi, hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti a parità di output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai mercati occidentali statunitensi ed europei.

A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.

La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante.

Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.

Le borse in questi termini ci possono aiutare a leggere il futuro: si comportano letteralmente come un termometro che misura la temperatura dello stato febbrile, i loro continui crolli rappresentano un sensibile ridimensionamento delle proiezioni degli utili attesi in futuro e quindi della capacità di fare profitto per le aziende nei prossimi anni. Dalla contrazione del credito bancario concesso alle imprese passando per il crollo del mercato dei consumi, le aspettative future sono tutt'altro che confortanti.

Per comprendere la gravità di quanto stiamo vivendo vi voglio ricordare che durante la Grande Depressione degli anni Trenta oltre il 60% della popolazione mondiale era impiegata nel settore primario (agricoltura) e le donne non avevano una presenza consistente nel mondo del lavoro visto che la società era organizzata attorno al modello della famiglia patriarcale.

Oggi l'1% del pianeta mantiene il restante 99% sul piano alimentare, mentre la società è caratterizzata da una spiccata presenza della donna nel mondo lavorativo a cui si deve affiancare il modello di famiglia mononucleare che ha sostituito quella patriarcale. Se in futuro dovessimo descrivere all'interno di un libro quest'epoca infelice e la sua futura evoluzione, adesso ci troveremmo a leggere la prefazione.
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-12-08, 23:43   #2 (permalink)
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Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.
/quote

Questo è lo scenario che anche a mio avviso si prospetta.
E la domanda che mi pongo, in questa ottica, è : chi sottoscriverà il debito pubblico ?
Se il risparmio è per una quota rilevante in quello, se occorrerà utilizzare una quota di risparmi liquida, possibile che le aste non trovino piena collocazione.
E allora ?
E' solo una domanda.
NwLeader non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-12-08, 13:27   #3 (permalink)
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Questo è lo scenario che anche a mio avviso si prospetta.
E la domanda che mi pongo, in questa ottica, è : chi sottoscriverà il debito pubblico ?
Se il risparmio è per una quota rilevante in quello, se occorrerà utilizzare una quota di risparmi liquida, possibile che le aste non trovino piena collocazione.
E allora ?
E' solo una domanda.
Sarebbe l'inizio della fine per gli stati nazionali.

Penso che l'alternativa sia compensare come si faceva con la lira, stampando moneta com controparte dei titoli di debito pubblico, svalutando in questoi caso l'euro.
Ma non tutti gli stati sono nella stessa situazione e soprattutto c'è grossa diffidenza reciproca.
E' più probabile che alcuni stati (tipo l'Italia, meno "sicura") vedano per primi tale soluzione come unica via d'uscita.
A quel punto facile che si cacci l'Italia dall'euro piuttosto che svalutare per tutti... ma tanto alla fine non dovrebbe scamparla nessuno.

Questo significherebe, oltre che un enorme caos politico, anche iperinflazione.

Non so se il panorama che ho appena descritto è plausibile, secondo voi?

Infine non so se vedere la cosa come occasione di rifondazione di un sistema più semplice, fondato sull'economia reale con cicli di produzione/consumo a livello locale, oppure come il prodomo di uno dei buchi neri peggiori della storia dell'uminità con impoverimento generalizzato della popolazione, incapacità dei cittadini di riorganizzarsi e produrre finendo per vendersi per un tozzo di pane, così come da un bell'articolo segnalato da purolator in un altro post recente.
DimIrt non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-12-08, 14:06   #4 (permalink)
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Sarebbe l'inizio della fine per gli stati nazionali.

Penso che l'alternativa sia compensare come si faceva con la lira, stampando moneta com controparte dei titoli di debito pubblico, svalutando in questoi caso l'euro.
Ma non tutti gli stati sono nella stessa situazione e soprattutto c'è grossa diffidenza reciproca.
E' più probabile che alcuni stati (tipo l'Italia, meno "sicura") vedano per primi tale soluzione come unica via d'uscita.
A quel punto facile che si cacci l'Italia dall'euro piuttosto che svalutare per tutti... ma tanto alla fine non dovrebbe scamparla nessuno.

Questo significherebe, oltre che un enorme caos politico, anche iperinflazione.

Non so se il panorama che ho appena descritto è plausibile, secondo voi?

Infine non so se vedere la cosa come occasione di rifondazione di un sistema più semplice, fondato sull'economia reale con cicli di produzione/consumo a livello locale, oppure come il prodomo di uno dei buchi neri peggiori della storia dell'uminità con impoverimento generalizzato della popolazione, incapacità dei cittadini di riorganizzarsi e produrre finendo per vendersi per un tozzo di pane, così come da un bell'articolo segnalato da purolator in un altro post recente.
credo in due idee , apparentemente contrastanti :
1-nulla e' rimasto apparentemente come era nel passato
2-bisogna che tutto cambi ,perche' tutto resti uguale..........
penta5 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-12-08, 14:08   #5 (permalink)
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credo in due idee , apparentemente contrastanti :
1-nulla e' rimasto apparentemente come era nel passato
2-bisogna che tutto cambi ,perche' tutto resti uguale..........
per quanto tu l'abbia detta come una battutta....la 2 è la pura e semplice verità
Czar non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-12-08, 14:14   #6 (permalink)
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per quanto tu l'abbia detta come una battutta....la 2 è la pura e semplice verità
mio caro , ma NON e' una battuta
penta5 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-12-08, 14:35   #7 (permalink)
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mio caro , ma NON e' una battuta
e allora siamo d'accordo
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Vecchio 02-12-08, 14:44   #8 (permalink)
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Vecchio 02-12-08, 14:47   #9 (permalink)
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Se basta saltare il pagamento di una bolletta per essere considerati debitori subprime, allora ne abbiamo un bel numero pure noi...
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Vecchio 02-12-08, 17:02   #10 (permalink)
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Sottoscrivo a 2 MANI la visione di Benettazzo.
E' banale , ovvio e sotto gli occhi di tutti che la delocalizzazione in CINA - INIDIA - EST-EUROPA ha creato l'impoverimento dei paesi occidentali senza creare ricchezza li.

La globalizzazione senza regole è piu' grande stupidaggine del secolo.
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