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#1 (permalink) |
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Membrolungo
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 1,579
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
E se spalmassimo i licenziamenti?
Ipotizziamo che la ditta x , con 1000 lavoratori , produttrice di elettrodomestici , in seguito ad una crisi della domanda debba ridurre la produzione del 20% e licenziare 1/5 dei dipendenti...
e se invece di fare ciò lo Stato non approvasse invece una legge spalma-licenziamenti attraverso cui invece di ridurre l'organico del 20% si riducesse lo stipendio del 20% per tutti e ovviamente anche l'orario di lavoro in egual misura (dato che cala la produzione)? i vantaggi sarebbero di ordine psicologico (è stato dimostrato che in economia mal comune è mezzo gaudio) , sanitario (si lavora tutti un pò di meno invece che starsene in paciolle a casa depressi) ma soprattutto finanziario infatti lo Stato risparmierebbe negli ammortizzatori sociali. quali secondo voi i pro e i contro , è fattibile un provvedimento del genere e se si in quali forme? |
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#5 (permalink) |
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Bieco Illuminista
Data registrazione: Apr 2000
Messaggi: 9,085
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Sarebbe un'idea ottima e sensata quindi non sarà mai proposta seriamente a livello politico.
"Lavorare meno lavorare tutti" dei bei tempi che furono, presupponeva salario invariato ![]() Naturalmente la cosa deve valere per tutti all'interno di un'azienda dall' ultimo operaio al massimo dirigente. Chi non ci sta liberissimo di cambiare lavoro
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#7 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Dec 2000
Messaggi: 218
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Citazione:
onerosa dal punto di vista tributi e 'trattenute da versare ( INPS ,INAIL , ECC. ) anche se le ore sono meno. Infatti l'azienda privata non ha alcuna convenienza per gli oneri sociali che rimangono alti e da pagare comunque. Parlo per esperienza pregressa in quanto ho già subito ciò quattro anni fa e ai sindacati fu subito cancellata la proposta sul nascere della spalmatura solidale. Infatti dopo la mobilità data ai 'prescelti' ( quelli da licenziare), i dipendenti rimanenti dovettero aumentare le ore di straordinario per le maestranze che erano 'uscite' e supplire ai lavori di questi ultimi. Il ringraziamento di tanto zelo arrivo' comunque successivamente anche a chi rimase che solo dopo un anno anch'essi dovettero salutare l'azienda uscendo forzosamente o con convincenti buoneuscite . Parlo di un'azienda multinazionale media del nord ovest che aveva 500 persone cinque anni fa ed ora ha perso uno zero ( 50 dipendenti adesso ). apace57 |
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#8 (permalink) |
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Bieco Illuminista
Data registrazione: Apr 2000
Messaggi: 9,085
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
questo è vero e giusto a prescindere dall'andamento economico. Quando una azienda deve licenziare non guarda queste cose, incùla nella migliore delle ipotesi a casaccio, nella peggiore incùla quelli che possono provocare meno rogne e quelli che non sono raccomandati
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
Popolarità: 42949676 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Ok, vero.
Ma il ragionamento è molto simile, anche perchè il "salario invariato" finiva inevitabilmente con l'abbassarsi, almeno in termini reali, al livello della produttività fornita. Questo, in ogni caso, non è un modo per risolvere i problemi. Il concetto di base è che l'unica soluzione possibile è cercare di avere una società in cui ogni persona normale sia in grado di guadagnarsi EFFETTIVAMENTE da vivere. Controllando i prezzi, in un senso o nell'altro, si fanno solo disastri. Piuttosto che un provvedimento del genere, perchè non lasciare libero il mercato del lavoro di fissare le retribuzioni? Di fatto questa "soluzione" è un abbassamento delle retribuzioni, nient'altro. Si cerca sempre di fissare i prezzi: prima si cerca di far guadagnar di più, qui si cerca di far guadagnar di meno. Lasciare che ognuno guadagni quel che meriti, no, eh? |
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