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Vecchio 23-11-08, 10:08   #1 (permalink)
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Considerazioni sulla crisi economica

In questo periodo di profonda crisi che colpisce indistintamente l'economia di buona parte del pianeta,vorrei focalizzare l'attenzione su due questioni che pochi analisti stanno considerando.
Nessuno ritiene prioritario il problema demografico,anzi in Italia si sostiene da più parti che la natalità sia inferiore alle aspettative e che sia un male per il nostro sviluppo. Forse non tutti sanno che nel nostro paese c'è una densità di popolazione superiore alla tanto vituperarata Cina. Senza considerare,inoltre,l'orografia del nostro apese che non viene tenuta in considerazione nei calcoli geografici di densità.In alcune zone metropolitane come in Lombardia le città si susseguono una dietro l'altra senza soluzione di continuità e capire se un palazzo faccia parte di una città o di quella successiva lo si evince solo dal cartello stradale,alcune molte volte assente.Si è costruito anche vicino alla bocca di un cratere attivo come il Vesuvio dove in caso di eruzione si debbono evacuare 250mila persone.
E' vero che oggi nascono meno bambini rispetto al dopo guerra ma l'aspettativa di vita è parecchio aumentata così da 45 milioni di abitanti negli anni 45/50 siamo a quasi 60 milioni ai giorni nostri ,senza considerare l'apporto numerico dato dagli stranieri regolari saliti a 4 milioni e quelli irregolari che ammontano a circa 2,5 milioni.Mi domando come faremo a garantire a tutti i servizi essenziali come la sanità pubblica dove già adesso siamo al limite della decenza.Se prima si moriva per mancanza di terapie,macchinari e medicine che la scienza in decenni di ricerca ci ha dato,ora moriremo per sovraffollamento e per la mancanza di accesso alle strutture perchè insufficienti rispetto al numero di abitanti.Mancanza di strutture che vanno a colpire le persone con i redditi più bassi perchè coloro che sono abbienti di questa sovrappopolazione che soffoca il territorio non ne risentono minimamente visto che possono curarsi in strutture private, pagandosi di tasca propria le relative cure necessarie.
Stesso discorso per le risorse naturali.Se si crede che siano infinite e che il sovrapopolamento del pianeta sia una condizione non incidente si sbaglia di grosso.E' proprio l'aumento della popolazione che ha creato un tasso di inquinamento sempre maggiore con le conseguenti devastanti in fatto di ambiente.Le generazioni passate hanno creato il benessere e dato un tenore di vita elevato senza però porre l'attenzione sui limiti da seguire in fatto inquinamento e sostenibilità e senza capire che la nostra terra non può sopportare più di un certo numero di abitanti ,visto che tutti,giustamente ,hanno il diritto all'accesso alle risorse e ad avere un tenore di vita decoroso.
La seconda questione che viene sottaciuta ,soprattutto in Italia,come rimedio alla recessione economica è l' abolizione dei privilegi e colpire in maniera adeguata le illegalità.
Da alcuni mesi, dopo la pubblicazione del libro di Stella "La casta",si è fatto un gran parlare dei privilegi dei parlamentari e degli sprechi che si fanno coi soldi pubblici per tutto ciò che concerne il costo della politica italiana.Bene,benissimo tagliamo tutti questi sprechi,rendiamo più efficiente la pubblica amministrazione in generale ,altra sacca di spreco di denaro pubblico,tuttavia se si vuole dare a un colpo definitivo alla maggior parte delle"caste" che uccidono l'economia italiana,si devono abolire tutti gli ordini professionali.Si abolisca l'ordine dei notai con i relativi costi assurdi che il cittadino comune ha l'obbligo di sobbarcarsi per una semplice pratica(i costi li conoscono tutti ma facciamo un esempio per tutti:costo di una successione ereditaria semplice 1500 euro-8 paginette con pochi dati da inserire che richiedono pochi minuti di lavoro).Si abolisca l'ordine dei giornalisti muro insuperabile per molti giovani(come ero io) che vorrebbero campare facendo questa professione,visto che per diventare giornalisti professionisti occorre lavorare due anni in una redazione regolarmente assunti e poi dare un esame che certifichi non si capisce bene che cosa,quando dovrebbero essere i lettori a sancire chi è in grado di comunicare notizie ed opinioni.
Si abolisca l'ordine dei farmacisti che crea niente altro che una discriminazione tra coloro che hanno la "grana" per acquistare la bottega dove si vende di tutto tra cui anche un numero enorme di medicine di varie case farmaceutiche ma che potrebbero ricondursi solamente a pochi tipi visto che cambia la marca ma poi molti medicinali hanno lo stesso principio attivo.E la preparazione del farmaco da parte del titolare della farmacia che è appunto un medico che ha svolto gli studi universitari deputati a tale fine?Beh,se ne trovate uno che svolge ancora questa attività ,comunicatemelo;è più raro della neve a ferragosto a Rimini.
Questi privilegi notate bene non sono scalfiti da nessun provvedimento di governo di destra o di sinistra che sia,tutti che hanno le loro lobbies in Parlamento che se ne guardano bene da imboccare una strada veramente liberale e riformista.
Si prendano provvedimenti e si facciano controlli minuziosi contro la piaga del lavoro nero che è anche causa di gravi incidenti che colpiscono i lavoratori perchè dove c'è illegalità non c'è la sicurezza.Si applichi la stessa norma di chi affitta in nero agli extracomunitari cioè la confisca dell'immobile,anche ai datori di lavoro che assumono extracomunitari e non, in nero o con un salario sotto i minimi contrattuali stabiliti dagli accordi tra le parti sociali o definite dalle norme statali (se non ci sono ,facciamole),confisca dell'azienda e poi vedremo se veramente abbiamo bisogno di centinaia di migliaia di straneri perchè i "nostri non fanno più certi lavori"e gli imprenditori "fanno fatica a tirare avanti",sì, altrimenti come fanno a investire nei paradisi fiscali i loro lauti guadagni o a comprarsi le barche da 40 metri o ad andare a scuola per diventare piloti di aerei od elicotteri,o comperare le ville nei posti più esclusivi del pianeta,ma non hanno neppure lontanamente la sensibilità che avevano gli industriali della metà del secolo scorso che costruivano le abitazioni per i loro dipendenti,le case ferie,le colonie marine,montane,gli asili le scuole professionali,i centri sportivi ecc,come ricompensa per tutti i loro "collaboratori"che contribuivano alla buona riuscita della loro "IMPRESA" .Tutto ciò deve essere a carico dello Stato che deve anche intervenire con gli ammortizzatori sociali in tempo di crisi.E così noi siamo dei lavativi,"schiene fredde",non siamo le "forze fresche" del paese.Sarebbe meglio dire che gli italiani non fanno certi lavori con uno stipendio che non gli permetterebbe di vivere nemmeno per 15 giorni.Si investano i soldi pubblici per assumere nuovi ispettori del lavoro che controllino se le normative vengono rispettate ,visto la maggior parte dei nostri rappresentanti politici sostengono che mancano i controlli perchè l'organico di chi è deputato a controllare le aziende non è sufficiente;bene, credo che sia una spesa che comporterebbe nel tempo un notevole introito per le casse dell' erario e migliorerebbe la condizione economica e di sicurezza di tutti i lavoratori con conseguente beneficio per l'economia in generale.Si dice che non ci siano i soldi poi si decide di aiutare le banche in agonia per salvare i cittadini correntisti e i loro risparmi.Bene, benissimo ma se il provvedimento era necessario ,tuttavia è un provvedimento monco.Si doveva fare come nella ultra-liberale Inghilterra che ha nazionalizzato le banche a cui venivano concessi prestiti a fondo perduto.
Sempre in tema di banche e manager pirateschi e di come far ripartire l'economia con norme severe ed etiche,introdurre le norme del sistema americano dove chi sbaglia paga anche con la galera ,quella dura ,vera dove gli anni inflitti dalla giustizia devono essere scontati nelle case circondariali fino all'ultimo giorno senza sconti,indulti,grazie,semi-libertà,ecc.e dove i cittadini vittime di questi raggiri sono risarciti dagli stessi banchieri con i loro averi.
Ma siamo sicuri che si voglia tutto questo ?
Siamo sicuri che la crisi economica debba essere affrontata da tutti ,indistintamente,o sempre e solo da chi non ha potere e da chi non ha mia goduto di privilegi o che non ha mai fatto parte di una casta?
Vediamo se il vento sta cambiato veramente se un po' di etica e di giustizia soffieranno nella giusta direzione.
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Vecchio 23-11-08, 10:11   #2 (permalink)
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Apprendisti stregoni ed epidemia di sovrapproduzione

il ministro Tremonti ha così rappresentato il quadro della crisi economico-finanziaria mondiale: “È come vivere dentro un videogame che non si può spegnere”. Ha quindi aggiunto: “Nel videogame ci aspettano altri mostri, le carte di credito; le attese bancarotte societarie; e infine il mostro dei mostri, il fallimento dei derivati con effetti collaterali incalcolabili”.
Tuttavia, secondo il ministro, dalla crisi non si arriverà alla scomparsa del capitalismo, che si riproporrà invece “in una dimensione più umana e in uno scenario più etico”. Sennonché l’idea che il capitalismo possa riformarsi grazie ad un energico ricostituente etico è soltanto una pia illusione. Infatti, la causa profonda della crisi non è il cattivo comportamento di alcuni individui. Se fosse così, basterebbe costringerli a comportarsi meglio in futuro. È quello che i capi di governo intendono quando parlano di “trasparenza, onestà e responsabilità”. Ma tutti sanno che la finanza internazionale è trasparente come un pozzo nero e che la confraternita dei banchieri è onesta come una cosca mafiosa e responsabile come un giocatore d’azzardo compulsivo. Non ha senso, quindi, attribuire la causa della crisi all’avidità e alla corruzione dei banchieri (anche se questi sono eccezionalmente avidi e corrotti). Quei vizi sono piuttosto l’espressione della decadenza di tutto un sistema, l’espressione della crisi organica del capitalismo. Il problema non è costituito né dall’avidità di certi individui né dalla mancanza di liquidità o dall’assenza di fiducia. Il problema è che il sistema capitalistico è investito da una crisi di portata storica e dimensioni mondiali.

La causa profonda della crisi consiste nel fatto che lo sviluppo delle forze produttive ha superato i ristretti limiti della proprietà privata e degli Stati nazionali. L’espansione e la contrazione del credito sono spesso presentate come causa della crisi, ma ne sono soltanto i sintomi più evidenti. Le crisi sono, in effetti, parte integrante del sistema capitalistico, come Marx e Engels spiegarono 160 anni fa: “I rapporti borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, insomma la moderna società borghese, che ha come per incantesimo prodotto mezzi di produzione e di scambio tanto potenti, è come l’apprendista stregone incapace di controllare le potenze sotterranee da lui stesso evocate. La storia dell’industria e del commercio è ormai da decenni solo la storia della sollevazione delle moderne forze produttive contro i moderni mezzi di produzione, contro i rapporti di proprietà che esprimono le condizioni di esistenza e di dominio della borghesia. Basta citare le crisi commerciali, che nel loro minaccioso ricorrere ciclico mettono sempre più in questione l’esistenza dell’intera società borghese. Nelle crisi commerciali viene regolarmente distrutta una grande parte non solo dei prodotti ma persino delle forze produttive già costituite. Nelle crisi scoppia un’epidemia sociale che in tutte le altre epoche sarebbe stata considerata un controsenso: l’epidemia della sovrapproduzione. La società si trova improvvisamente ricacciata in uno stato di momentanea barbarie; una carestia, una guerra di annientamento totale sembrano sottrarle ogni mezzo di sussistenza; l’industria, il commercio appaiono distrutti, e perché? Perché la società ha incorporato troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttive di cui essa dispone non servono più allo sviluppo della civiltà borghese e dei rapporti borghesi di proprietà; al contrario, esse sono diventate troppo potenti per quei rapporti, ne sono frenate, e non appena superano questo ostacolo gettano nel caos l’intera società borghese, mettono in pericolo l’esistenza della proprietà borghese. I rapporti borghesi sono diventati troppo angusti per contenere la ricchezza che essi stessi hanno prodotto. Come supera le crisi la borghesia? Da una parte con l’annientamento coatto di una massa di forze produttive; dall’altra conquistando nuovi mercati e sfruttando più a fondo quelli vecchi. In che modo, insomma? Provocando crisi più generalizzate e più violente e riducendo i mezzi necessari a prevenirle.”

Queste parole del “Manifesto del partito comunista” sembrano scritte ieri.
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Vecchio 23-11-08, 10:15   #3 (permalink)
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una semplice domanda. Quando due terzi della popolazione (cifra
approssimativa forse per difetto..) gode di 'rendite di posizione'
si può parlare di caste in Italia ??
.
p.s. mica lo dico io...ci sono fior di analisi in proposito..
.
Ahhh, ora capisco. O la gente non si rende conto di
godere di una rendita e quindi pensa che solo gli altri ne godano
.
oppure sono invidiosi perchè l'altra CASTA è più privilegiata
della loro...
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Vecchio 23-11-08, 19:29   #4 (permalink)
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Queste invece sono le parole di Robert Shiller (lo conoscete, vero?), tratte dal suo recente libro "The Subprime Solution":
"Another possible default option would be a requirement that every mortgage borrower have the assistance of a professional akin to a civil law notary. Such notaries practice in many countries, although not in the United States. In Germany, for example, the civil law notary is a trained legal professional who reads aloud and interprets the contract and provides legal advice to both parties before witnessing their signatures. This approach particularly benefits those who fail to obtain competent and objective legal advice. The participation of such a governmentappointed figure in the mortgage lending process would make it more difficult for unscrupulous mortgage lenders to steer their clients toward sympathetic lawyers, who would not adequately warn the clients of the dangers they could be facing."

Stai a vedere che alla fine queste "caste medioevali" a qualcosa servono
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Vecchio 24-11-08, 23:38   #5 (permalink)
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Io credo che il principale problema dell'attuale interpretazione del capitalismo sia sulla focalizzazione del raggiungimento degli obbiettivi di breve periodo (a causa delle stock option???).
E di conseguenza si corre il rischio de perdere di vista la sostenibilità del proprio business model.
Inanto il CEO ha preso le sue stock poi chi sarà compito di chi verrà dopo di sistemare il resto......
Concordate?
AlessandroPal non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-11-08, 11:15   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da AlessandroPal Visualizza messaggio
Io credo che il principale problema dell'attuale interpretazione del capitalismo sia sulla focalizzazione del raggiungimento degli obbiettivi di breve periodo (a causa delle stock option???).
E di conseguenza si corre il rischio de perdere di vista la sostenibilità del proprio business model.
Inanto il CEO ha preso le sue stock poi chi sarà compito di chi verrà dopo di sistemare il resto......
Concordate?
Concordo ma in effetti ci sarebbero due problemi: L e B.. Il Leverage (la leva finanziaria) e come hai detto tu, i Bonuses che sono troppo short term focus e spesso elargiti in base a parametri manipolabili
ScubaDuc non  è collegato   Rispondi citando
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