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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,412
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eminente analista predice la rivoluzione
FONTE: GEORGEWASHINGTON BLOGSPOT
Gerald Celente è da anni il più importante pronosticatore di tendenze: "Quando la CNN vuole sapere delle principali tendenze, chiediamo a Gerald Celente". — CNN Headline News "Una rete di 25 esperti la cui gamma di specialità compete con molte facoltà universitarie". — The Economist "Gerald Celente ha l'arte di comprendere in modo giusto lo spirito del tempo". — USA Today "Non vi è miglior pronosticatore di tendenze di Gerald Celente. Lui sa di cosa parla". - CNBC "Quelli che prendono seriamente le loro predizioni ... considerano il Trends Research Institute". — The Wall Street Journal Quello che sta accadendo proprio ora – questo salvataggio di Wall Street è realmente tassazione senza rappresentatività". Calente ha ragione? Nella foto: Gerad Celente Ricordate ciò che ha detto recentemente il Senatore Dodd: "Se viene alla luce che [le banche] stanno tesaurizzando, avrete tra le mani una rivoluzione. La gente sarà proprio livida ed infuriata che il denaro delle sue tasse vada a far fare loro denaro invece di fare la cosa giusta. Come risultato vi saranno seri problemi ". Le banche stanno facendo provvista di denaro. Nota: Spero che non avvenga mai una rivoluzione violenta. Spero che le tendenze che guidano Calente per predire la rivoluzione cambino. Spero che il governo cominci a servire il popolo, cominci a comportarsi legalmente ed abbandoni la tassazione senza rappresentatività. "Il modo migliore per evitare tutti i tipi di rivoluzione per il governo sarebbe quello di cominciare a seguire la regola della legge. Spero con ardore che farà così". Versione originale: Fonte: http://georgewashington2.blogspot.com Link: http://georgewashington2.blogspot.co...-going-to.html 12.11.08 v Versione italiana: Fonte: http://freebooter.interfree.it/ Traduzione a cura di FREBOOTER EMINENTE ECONOMISTA AVVERTE DI SOMMOSSE PER IL CIBO Quando il più importante pronosticatore di tendenze Gerald Calente ha predetto sommosse e rivoluzione, molta gente ha fatto spallucce e ha pensato: "ha perso il controllo". Ma ora anche l'eminente economista Nouriel Roubini avverte di sommosse per il cibo e ne incolpa le politiche della Fed e del Tesoro e la posizione privilegiata delle banche: Ora iniziamo a vedere gli effetti contagiosi dell'attuale crisi di liquidità alimentata attraverso l'economia reale. ... Se le banche zombie vengono tenute in vita con le macchine dalle banche centrali e dai contribuenti del mondo e altamente pertinente se i dirigenti delle banche zombie si pagano delle indennità fuori misura ed i loro azionisti zombie dei dividendi fuori misura con il denaro dei contribuenti. Appare tristemente irrilevante che le banche adempiano alla loro funzione di intermediare nel credito e di transazioni commerciali nell'economia reale lungo la catena dell'offerta. Il denaro del salvataggio (delle banche n.d.r.) e le posizioni privilegiate di dirigenti ed azionisti finora non sembra si estendano. Il recente crollo del 93% dello sconosciuto Baltic Dry Index –un indice del costo delle navi da carico per merci come il minerale metallifero, il cotone, i cereali o di simile stazza secca – ha provocato una qualche agitazione tra gli esperti finanziari. La combinazione del prestito interbancario globale si congela mentre il crollo della bolla del prezzo speculativo, a prestito ha eroso la fiducia delle banche nella capacità di banche pari estese di pagare un'obbligazione quando scaduta e la fiducia nel valore del carico secco come garanzia per il credito se liquidato sull'inadempienza. Il risultato è che quelli con merci da esportare e quelli con merci da importare, non importa quanto di valore e ben capitalizzati, vengono lasciati fermi alla banchina senza finanziamento bancario per il commercio. Tutti lungo la catena dell'offerta dovrebbero preoccuparsi per il loro posto di lavoro. Molti perderanno il lavoro presto piuttosto che più tardi. Se si ferma il commercio dei cargo, Il grano non viene esportato. Se il grano non viene esportato, il mulino non ha nulla da macinare in farina. Se non vi è farina, i forni ed i trasformatori del cibo non possono produrre pane e pasta ed altri alimentari. Se non vi sono alimentari spediti dai forni e dalle fabbriche, non vi sono alimentari nei negozi. Se non vi sono alimentari nei negozi, la gente non ha a sufficienza da mangiare. Se la gente è affamata, saranno affamati i loro bambini. Quando i bambini fanno la fame, la gente insorge ed i governi cadono. Tutti lungo la catena dell'offerta dovrebbero preoccuparsi per i loro bambini che non avranno da mangiare a sufficienza. Quando ciò accade, tutti nei governi dovrebbero preoccuparsi per delle sommosse. L'articolo succitato è gratuito per i sottoscrittori e potete firmare per un periodo di prova gratuito nel sito web di Roubini. Mentre non concordo con tutte le prescrizioni di Roubini, egli è uno dei migliori economisti che ci siano in termini di diagnosi sulla gravità dei problemi economici. Versione originale: Fonte: http://georgewashington2.blogspot.com Link: http://georgewashington2.blogspot.co...ood-riots.html 14.11.08 Versione italiana: Fonte: http://freebooter.interfree.it/ Traduzione a cura di FREBOOTER |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2008
Messaggi: 609
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Non mi dite che finalmente c'e' chi ha capito che sono secoli che il sistema bancario ci prende per i fondelli.
Tempo fa su un altro forum scrissi che in caso di sommosssa i posteri ricorderanno la rivoluzione francese, tutto sommato, come una pacifica scampagnata! Vuoi vedere che le parole di Ford s'avvereranno? |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Dec 2007
Messaggi: 165
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Citazione:
Da parte di analisti intrisi di conflitti di interesse,sentirai parlare di multipli estremamente bassi,che i prezzi scontano già la recessione e che ci sono un un mucchio di occasioni in acquisto. Ma questa è una fase epocale,la crisi dell'economia reale sarà superiore a quella del credito. |
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Bondista Pigro
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 5,596
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Il grafico del Baltic Index è particolarmente inquietante, è già da qualche mese che lo si propone in vari forum qui sul FOL, dà una chiara immagine più di ogni altra cosa della contrazione ENORME degli scambi....
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 84
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Citazione:
“Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione” Henry Ford io preferisco questa .... si dice che Tatanka Lyotanka (Toro Seduto) ... ... avesse ammonito gli americani con le seguenti parole: "Quando avrete ucciso l'ultimo bisonte, abbattuto l'ultimo albero, prosciugato l'ultimo fiume, vi accorgerete che non potrete mangiare il denaro accumulato nelle vostre banche". Tatanka Lyotanka (1837-1890) |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
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O questa:
"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose di eserciti spiegati, se il popolo americano consentirà alle banche private di controllare l'emissione della moneta, le banche e le corporations che cresceranno attorno ad esse, priveranno la gente delle loro proprietà fino a quando i loro figli si sveglieranno senza una casa nel continente che i loro padri hanno conquistato." Thomas Jefferson (che si oppose alle banche centrali). |
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,412
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DI YEVGENIY CHERNYX
Komsomolskaya Pravda Cinque anni fa dirigevo le pagine culturali della Komsomolskaya Pravda. Era normale che le case editrici mi inviassero mucchi di novità da recensire. Un giorno, scavando all'interno dell'ultimo carico di libri, mi sono imbattuto in un volume intitolato "Il Tramonto dell'Impero del Dollaro e la Fine della Pax Americana". Ricordo di essermi ripetuto il titolo, tra me e me, in tono incredulo. Ai vecchi tempi, gli americanologi dell'Unione Sovietica adoravano dibattere sul collasso dell'impero finanziario statunitense. Ma questo libro era del 2003. Lo sfogliai, dando una rapida occhiata al testo. La conclusione dell'autore (l'economista Mikhail Khazin) sembrava piuttosto convincente. Perciò passai il libro alla sezione economica della KP, curata da Jenya Anisimov, che scrisse una recensione e in seguito intervistò l'autore nella nostra redazione. In questi anni non mi sono scordato di Khazin e ne ho seguito la carriera, mentre teneva svariate conferenze in tutta la Russia. Sembrava sicuro che gli U.S.A. si trovassero sull'orlo di un crollo economico, teoria che gli altri analisti si affrettavano a rifiutare. E oggi, mentre la sua prognosi, un tempo così ostica, comincia ad avverarsi, la KP ha contattato Khazin per un'altra intervista. Licenziato dal Cremlino! KP: Mikhail Leonidovich, cos'è che l'ha portata a predire l'attuale crisi finanziaria? Khazin: Nella primavera del 1997 il Cremlino costituì il Dipartimento Economico della Presidenza, e io ne fui nominato vicedirettore. Il nostro primo incarico fu la stesura di un rapporto per [l'allora Presidente Boris] Eltsin, riguardo la situazione economica. Rilevammo che per la Russia una crisi economica era imminente, e che si sarebbe scatenata tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno del 1998, a meno che la politica economica del paese non fosse cambiata. KP: Quali spunti presero le alte sfere dal vostro rapporto? Khazin: Nessunissimo, in realtà. A parte il vicepresidente e lo stesso Eltsin, nessuno lesse il rapporto. Nell'estate del 1998, l'Amministrazione ci licenziò tutti, perché avevamo cercato di bloccare un progetto di investimenti chiamato "Titoli di Stato - Corridoio dei Tassi di Cambio". Si trattava della più grande operazione finanziaria dell'era post-sovietica. Come avevamo previsto, la crisi economica colpì quello stesso agosto. Insieme ai miei colleghi, ho continuato a esaminare le ragioni di quella crisi. Dopo aver studiato approfonditamente il sistema finanziario statunitense, rilevammo un parallelo fin lì ignorato. Così come il nostro mercato dei Titoli di Stato aveva prosciugato l'economia russa, il mercato finanziario statunitense stava risucchiando le risorse dell'intero pianeta. Ci rendemmo conto che un destino simile attendeva il sistema finanziario degli U.S.A. Il nostro articolo venne pubblicato nell'estate del 2000, sulla rivista Ekspert, col titolo "Gli Stati Uniti Stanno Spianando la Strada all'Apocalisse?" La nostra conclusione era che una crisi economica statunitense fosse inevitabile quanto il collasso finanziario russo. Fare gli Scemi KP: Evidentemente negli U.S.A. non avevano ascoltato la canzone dei LUBE [gruppo rock russo] durante la Perestroka, "Don't Play the Fool, America!" Seriamente, comunque, qual è la vera ragione di questo crollo economico? Cerchiamo di spiegarlo senza ricorrere a un linguaggio troppo tecnico... Khazin: Ci proverò! Il modello economico che ha portato al crollo è derivato dalla crisi degli anni 70. Fu una tremenda crisi finanziaria causata dal surplus di capitale. Persino i classici dell'economia del XIX secolo avevano concluso che il capitale tende a crescere più velocemente dei redditi da lavoro. Questo porta a una diminuzione della domanda. Nel capitalismo tradizionale, il problema si risolveva in una crisi di sovraproduzione, e in un'economia di tipo imperialistico in una fuga di capitali. Ma, arrivati agli anni 70, questi sfoghi non funzionavano già più. Eppure, la situazione internazionale esigeva che gli Stati Uniti effettuassero un grande balzo tecnologico in avanti, o avrebbero perso la Guerra Fredda con l'Unione Sovietica. L'amministrazione Carter e il presidente della Federal Reserve Paul Walker elaborarono un'idea molto scaltra. Per la prima volta nella storia del capitalismo, i capitalisti iniziarono ad aiutare la collettività, mettendo in circolazione nuova moneta che stimolasse la domanda aggregata. KP: Decisero di far andare le stampatrici? Khazin: Esatto. Nei primi anni 80 cominciarono a stimolare la domanda tramite i contributi dello Stato. Per esempio, lanciarono il programma delle "Guerre Stellari". E nel 1983 misero l'accento sui risparmi delle famiglie. KP: Intende dire che si affidarono al cittadino qualunque? Khazin: Sì. Per un intero quarto di secolo, nell'economia delle famiglie è stata riversata una quantità di valuta sempre maggiore. KP: In parole povere, parliamo di credito? Khazin: Sì. Gli Stati Uniti furono in grado di raggiungere un ulteriore traguardo del progresso tecnologico grazie a questo eccesso di domanda. Ottennero il collasso dell'Unione Sovietica e fugarono molti dei loro maggiori timori. Ma... L'espansione si era realizzata grazie a risorse che avrebbero dovuto provvedere alla crescita futura. Il paese divorava sostanze con due generazioni di anticipo. Gli Stati Uniti accumularono un debito spaventoso. Risulta evidente se confrontiamo la crescita del debito delle famiglie coll'insieme del debito statunitense e col PIL. L'economia cresce a un tasso annuale del 2-3%, al massimo del 4. Ma il debito cresce a un tasso dell'8-10%. KP: Be', che cresca pure... Finora gli Stati Uniti se la sono cavata alla grande... Meglio di noi! Khazin: Sì, gli U.S.A., stimolando la domanda nei consumatori, hanno creato un alto tenore di vita. Intere generazioni hanno vissuto senza conoscere la povertà. Ma è impossibile vivere per sempre a credito. Il debito delle famiglie è diventato più grande dell'economia nazionale, più di 14 bilioni di dollari. E adesso siamo all'incasso. Ovviamente, Wall Street ha cercato di rimandare il crollo. Non voglio entrare nel dettaglio dei titoli derivati e di altri simili prodotti finanziari, basti dire che si trattava di un ultimo respiro prima dell'inevitabile soffocamento. Un ulteriore problema degli Stati Uniti è che intorno alla domanda in crescita sono state create grandi industrie. Qualunque decisione prenda Wall Street, la domanda è destinata a precipitare. Cosa ne sarà di queste aziende? Nel 200 stimammo che sarebbe scomparso il 25% dell'economia statunitense. Oggi riteniamo che la percentuale più verosimile sia un terzo, se non di più. KP: È davvero tanto! Khazin: È una quantità enorme. Ma cosa comporta esattamente questo, la distruzione di un quarto dell'economia degli Stati Uniti? Comporta una crescita incontrollabile della disoccupazione, una gravissima depressione, una brusca impennata dell'incidenza dei servizi sociali sulla spesa pubblica... In questo momento gli Stati Uniti si agitano nel tentativo di salvare questa porzione dell'economia. Il governo sta aiutando banche e industria manifatturiera... Ma nonostante tutto, entro due o tre anni gli Stati Uniti dovranno fronteggiare una crisi simile alla Grande Depressione. Yevgeniy Chernyx Fonte: www.informationclearinghouse.info Link: http://www.informationclearinghouse....ticle21189.htm Traduzione per Come don Chisciotte a cura di DOMENICO D’AMICO (*) Mikhail Leonidovich Khazin è nato nel 1962. Ha studiato matematica all'Università di Stato di Yaroslavl e all'Università di Stato di Mosca. Dal 1984 al 1991 ha lavorato all'Accademia Sovietica delle Scienze. Tra il 1993 e il 1994 ha lavorato al Centro Studi Statale per le Riforme Economiche. Tra il 1995 e il 1997 è stato a capo del Dipartimento per la Politica del Credito presso il Ministero dell'Economia. Tra il 1997 e il 1998 è stato vicedirettore del Dipartimento Economico della Presidenza. Nel giugno del 1998 ha lasciato il pubblico servizio. Attualmente è il presidente della ditta di consulenza Neokon. |
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Data registrazione: Sep 2008
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navi da carico per portare a spasso gli amici:
http://petrolio.blogosfere.it/2008/1...co-carico.html Qualche commentatore economico comincia ad ammettere che qualcosa di grosso bolle in pentola, mancando tuttavia di trarre le conclusioni più appropriate: * Bloomberg ne ha parlato il 24 ottobre, dicendo: “la globalizzazione [stessa] è la più grossa bolla speculativa”. * Il London Guardian ne ha parlato il 14 ottobre, riferendo del cambiamento di colore, da “giallo ambra” a “rosso”, della luce d’emergenza: “ora se ne sta fissa sul rosso… i danni all’economia mondiale sono già un fatto di vita”. Non siamo alla fine di un ciclo, ma nel più grande crac finanziario ed economico che l’umanità abbia mai conosciuto. |
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