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#1 (permalink) |
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fed: game over
Data registrazione: May 2007
Messaggi: 5,516
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
g20 meeting aspettiamoci nuove ...
invenzioni per salvare gli amici degli amici che hanno creato questa bolla speculativa
![]() secondo voi dopo: taglio dei tassi immissione di fantamiliardi di dollari, di yen, di euro e di sterchine furto dei 700billions dalle tasche degli americani con aumento del debito crollo dell'oro che faranno? |
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#2 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
Popolarità: 42949676 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Uhm, fossi al loro posto doterei il FMI o la Banca Mondiale di rotative elettroniche, cioè li farei diventare banche centrali, battenti una moneta nuova tutta loro, garantita da obbligazioni emesse in tale valuta.
Questa nuova moneta avrebbe poi cambi fissi, ma in realtà un po' flessibili a loro discrezione a seconda dell'evolversi dello scenario economico, con le monete dei paesi aderenti, così "regolando il commercio internazionale". Questa nuova moneta mondiale, con qualche meccanismo a cui non ho ancora pensato, verrebbe usata per soccorrere i paesi in difficoltà (cioè tutti ) e per sopperire alle crisi di liquidità internazionali. Come sappiamo, commercio globale e crisi globale richiedono soluzioni globali. Quale migliore soluzione di una banca centrale mondiale, che ha così ben dimostrato di risolvere le crisi locali prima dell'avvento della globalizzazione (d'altronde, sappiamo anche che è colpa della globalizzazione, quindi estendere a livello globale gli strumenti locali mi pare sensato e logico).Del tipo: il FMI batte questa nuova moneta, e la usa per aiutare governi e banche in difficoltà, che potrebbero appunto usarla per "regolare" gli scambi internazionali. Ovviamente così facendo non creerebbe inflazione, dato che i comuni straccioni come me continuerebbero a comprare in moneta locale, che rimane sotto il rigido controllo delle banche centrali locali che altrettanto rigidamente controllano, come da statuto, quella brutta piaga esogena che è l'aumento generale dei prezzi. Se un paese fosse senza riserve sufficienti di tale moneta, potrebbe sempre comprarla dall'FMI, oppure chiederla a prestito. Devo pensarci meglio ![]() Più qualche norma internazionale, ovviamente, contro i perfidi speculatori e contro le irrazionali, immotivate ed eccessive fluttuazioni dei mercati finanziari (quest'ultimo punto fortemente voluto dall'Italia). Ad esempio dover tenere per almeno 3 giorni ogni strumento finanziario, e divieto assoluto di vendita allo scoperto, con qualche piccola eccezione, per necessità strettamente tecniche e di ulteriore stabilizzazione, per gli operatori accreditati presso il FMI. Questo per evitare che tensioni e speculazioni finanziarie si trasmettano all'economia reale, anzi, per evitare che travolgano l'economia reale, che come tutti sanno senza questa "crisi finanziaria" godrebbe di ottima salute. ![]() Questa nuova banca centrale mondiale, per presentarsi bene agli occhi delle lavoratrici e dei lavoratori, potrebbe secondo me cominciare finanziando l'energia alternativa (i cinesi producono, gli occidentali installano, così sono tutti contenti), creando quindi un sacco di milioni di posti di lavoro (pensa globalmente, agisci localmente, come sappiamo). Che dite, mando il CV? ![]() Dio ci salvi dagli *********.
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Member
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 5,444
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Citazione:
Infatti hanno cominciato già a mettere le mani avanti, dicendo che bisogna assolutamente concludere il Round di Doha. Per la cronaca, le ultime trattative erano fallite perché India e Cina volevano dei meccanismi di salvaguardia per i loro contadini più poveri. Quelli che in India hanno finito per suicidarsi con i pesticidi. Una richiesta giudicata dai giornali tipo Repubblica semplicemente scandalosa: così si perverte il sacro principio del free trade e si cerca di limitare la libertà di decisione degli individui, perché se uno vuole bere i pesticidi chi siamo noi per impedirglielo? Da altre dichiarazioni, sembra che vogliano dotare di più mezzi, e quindi più poteri, il Fondo Monetario, che non è un'istituzione inutile, perché da sola è riuscita a fare più danni di una guerra mondiale. |
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Esegeta
Data registrazione: Jul 2006
Messaggi: 2,220
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,412
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Confindustria più pessimista per il 2009: è la recessione più lunga dal dopoguerra
Confindustria vede una prolungata fase di recessione Confindustria vede una prolungata fase di recessione Vedi anche ~ Petrolio meno caro per la recessione, l'Iran vuole un maxi taglio della produzione Chiavi recessione Il Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso le previsioni di crescita: il Pil quest'anno segnera' una riduzione dello 0,4% che diventerà ancora piu' profonda nel 2009, segnando una contrazione dell'1%. Le precedenti stime, seppure negative, erano meno pessimiste: indicavano un Pil a -0,2% e -0,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009. E' "la recessione più lunga dal dopoguerra", afferma Confindustria che sottolinea come sia anche la "più grave, perché comune a tutte le maggiori economie industriali dentro e fuori dall'Unione Europea" con "segni preoccupanti di rallentamento dai Paesi emergenti". "Non più rinviabili misure di rilancio dell'economia" Confindustria nel comunicato con il quale rende note le nuove stime di crescita chiede al Governo di sostenere "la domanda attraverso investimenti pubblici, riduzione delle imposte sui redditi bassi e agevolazioni agli investimenti per le imprese". Inoltre "è cruciale l'azione già intrapresa per evitare il credit crunch", cioè la crisi del credito dovuta alla scarsezza di liquidità. |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,412
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è impensabile che a riscrivere le regole dell’economia mondiale, per una “nuova Bretton Woods” (secondo gli auspici di tanti e in particolare di Nicolas Sarkozy), possano essere gli stessi artefici del dissesto finanziario planetario, che da mesi ha sconvolto la quotidianità dei mercati, i listini delle borse e la serenità di milioni di piccoli risparmiatori.
Al vertice del G-20 a Washington si presentano con pudore tutti Paesi in recessione, che faranno fatica a conciliare le istanze nazionalistiche e protezioniste crescenti nei rispettivi territori, con gli incitamenti del principale protagonista di tale sconvolgimento, a cercare soluzioni per il futuro senza tradire il liberismo economico. Seppure con un tardivo ricorso a nuovi strumenti di regolamentazione dei mercati nella loro globalità. Barack Obama reduce da una scalata, cha ha ancora dell’incredibile, si è opportunamente defilato da un summit che rischia di produrre ben poco. Evitando di legare la prima uscita da presidente-eletto all’inconcludenza di un appuntamento che non cambierà alcunché. Ha preferito lasciare George W. Bush e il Segretario al Tesoro, Henry Paulson, di fronte al baratro diventato voragine, anche per la mancanza di coraggio dimostrata da entrambi nella seconda parte del mandato presidenziale. Sa bene che il vertice di Washington è in sostanza il prodotto di un’azione di concerto fortemente voluta dall’Europa, la sola ad essere riuscita a dare indicazioni concrete nei momenti più critici. Per la prima volta i modelli risolutivi di crisi hanno invertito la rotta e dall’Europa si impongono negli Stati Uniti. Giusto lasciare ad essi il palcoscenico. Dopotutto la resa senza condizioni della coppia più imbarazzata della storia economica americana, e la ratifica da destra di un inconcepibile intervento statale nell’economia, ha dato una spinta non indifferente alla sua corsa verso la Casa Bianca. È l’inizio di un processo, che come promotore del "cambiamento" sarà pronto a favorire e a caratterizzare nelle evoluzioni. In un rinnovato rapporto degli Stati Uniti con l’Europa, per fronteggiare meglio e insieme la poderosa avanzata delle nuove economie asiatiche. Bretton Woods ha fatto il suo tempo. La nuova frontiera della globalizzazione non sarà tracciata a Washington, ma tutti sanno che non potrà essere disegnata altrove. |
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