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Visualizza risultati del sondaggio: Nell'attuale contesto storico, la rivoluzione può essere un fenomeno giustificabile?
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Vecchio 13-11-08, 14:59   #1 (permalink)
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L'avatar di keynes_1977
 
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Lev Trotzsky, Storia della Rivoluzione russa

Il capitalismo ha avuto bisogno di secoli per sviluppare la scienza e la tecnica e giungere poi a precipitare l'umanità nell'inferno della guerra e delle crisi. Gli avversari concedono solo quindici anni al socialismo per costruire e consolidare il paradiso in terra. Noi non ci siamo presi impegni di questo genere. Non abbiamo mai fissato simili scadenze. I processi delle grandi trasformazioni devono essere valutati con criteri adeguati. Ma le sventure che si sono abbattute sui vivi? Ma l'incendio della guerra civile? I risultati della rivoluzione giustificano, in sostanza, le vittime che ci sono state? [...]Con lo stesso diritto, di fronte alle difficoltà e alle afflizioni di una esistenza individuale, si potrebbe chiedere: vale la pena di venire al mondo? Le riflessioni malinconiche non hanno tuttavia impedito alla gente di generare e di nascere. [...] E i popoli cercano nella rivoluzione una via d'uscita a pene insopportabili"
(Lev Trotzsky, Storia della Rivoluzione russa [1932], Milano, Mondadori [Oscar] 1969, vol. II, pp. 1258-1259).


La rivoluzione è il solo strumento che potrà cambiare questo mondo di disuguaglianze e ridare dignità a tutti gli esseri umani, rendendo ogni singolo uomo un "pari tra i pari".......
keynes_1977 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-11-08, 15:19   #2 (permalink)
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roby558 non è ancora classificato
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Il capitalismo ha avuto bisogno di secoli per sviluppare la scienza e la tecnica e giungere poi a precipitare l'umanità nell'inferno della guerra e delle crisi. Gli avversari concedono solo quindici anni al socialismo per costruire e consolidare il paradiso in terra. Noi non ci siamo presi impegni di questo genere. Non abbiamo mai fissato simili scadenze. I processi delle grandi trasformazioni devono essere valutati con criteri adeguati. Ma le sventure che si sono abbattute sui vivi? Ma l'incendio della guerra civile? I risultati della rivoluzione giustificano, in sostanza, le vittime che ci sono state? [...]Con lo stesso diritto, di fronte alle difficoltà e alle afflizioni di una esistenza individuale, si potrebbe chiedere: vale la pena di venire al mondo? Le riflessioni malinconiche non hanno tuttavia impedito alla gente di generare e di nascere. [...] E i popoli cercano nella rivoluzione una via d'uscita a pene insopportabili"
(Lev Trotzsky, Storia della Rivoluzione russa [1932], Milano, Mondadori [Oscar] 1969, vol. II, pp. 1258-1259).


La rivoluzione è il solo strumento che potrà cambiare questo mondo di disuguaglianze e ridare dignità a tutti gli esseri umani, rendendo ogni singolo uomo un "pari tra i pari".......
Io sono della tua stessa idea........l'unico modo per sanare questa società è il disfacimento totale della stessa....è come estirpare un cancro, l'unica soluzione è l'esportazione del male.......dopo la distruzione totale delle regole del gioco ci sarà la ricostruzione di un mondo migliore e più equo e si potrà informare la regola del profitto al comportamento etico e solidale......forse è la mancanza di questo principio che originato questa società cancerosa.......
roby558 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-11-08, 16:18   #3 (permalink)
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L'importante è che la rivoluzione l'andiate a fare fuori dall'Italia. Possibilmente anche fuori dal mondo occidentale. Ci sono tanti paesi ed aree del mondo che hanno più bisogno
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Vecchio 14-11-08, 11:44   #4 (permalink)
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La rivoluzione è il solo strumento che potrà cambiare questo mondo di disuguaglianze e ridare dignità a tutti gli esseri umani, rendendo ogni singolo uomo un "pari tra i pari".......
Mi stupisco (anche se non più di tanto) che nel 2008 ci sia ancora chi pensa che una rivoluzione possa ottenere i risultati di cui sopra.

Si vede che gli esempi passati non bastano, mah
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Vecchio 14-11-08, 11:54   #5 (permalink)
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L'importante è che la rivoluzione l'andiate a fare fuori dall'Italia. Possibilmente anche fuori dal mondo occidentale. Ci sono tanti paesi ed aree del mondo che hanno più bisogno
Sostanzialmente concordo.
Le rivoluzioni sono processi distruttivi. Raggiunti certi livelli di sviluppo, conviene utilizzare strumenti di cambiamento più tradizionali (oltre al fatto pratico che raggiunti tali livelli non è semplicemente più possibile, e neppure pensabile, effettuare rivoluzioni.)
Data questa premessa, i paesi nel mondo in cui possa convenire un cambiamento rivoluzionario sono più o meno tutti in Africa. Ma non vedo movimenti e sistemi di pensiero che possano innescare tali processi.
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-11-08, 12:20   #6 (permalink)
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La rivoluzione è il solo strumento che potrà cambiare questo mondo di disuguaglianze e ridare dignità a tutti gli esseri umani, rendendo ogni singolo uomo un "pari tra i pari".......
E la rivoluzione chi la fa? Chi pianifica la rivoluzione poi pianifica la mia esistenza? Da chi è composta questa elite? E' una nicchia di popolo ignorante che da una parte alimenta questa società e dall'altra la critica (criticando poi le proprie scelte) oppure un gruppo di sacerdoti del sapere che influenzano già ora (o ne percepisce un reddito artificialmente protetto dalla società stessa) il panorama italiano?

Almeno così chiariamo alcune cose, dato che le ultime rivoluzioni sono state un clamoroso fiasco ed hanno peggiorato solo la situazione.
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Vecchio 14-11-08, 12:28   #7 (permalink)
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(Lev Trotzsky, Storia della Rivoluzione russa [1932], Milano, Mondadori [Oscar] 1969, vol. II, pp. 1258-1259).


La rivoluzione è il solo strumento che potrà cambiare questo mondo di disuguaglianze e ridare dignità a tutti gli esseri umani, rendendo ogni singolo uomo un "pari tra i pari".......
nemmeno keynes l'originale voleva il socialismo , ma alla fine chi lo vuole veramente? manco marx a dir la verità
agentj non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-11-08, 17:24   #8 (permalink)
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Non dimenticare che Keynes l'originale scrisse ad Hitler che nel suo paese, così ben "disciplinato" ed "ordinato", le sue brillantissime teorie avrebbero avuto molto più successo che in quei paesi anglosassoni così fastidiosamente liberali.

Mi fa piacere che il dottoraus cominci a rendersi conto che ognuno deve essere padrone di sè stesso e non sottostare ai diktat di gruppuscoli di prepotenti di vario genere.

Anzi, prendo addirittura atto che non gli va che qualcuno "pianifichi la sua esistenza"
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Vecchio 14-11-08, 17:57   #9 (permalink)
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Non dimenticare che Keynes l'originale scrisse ad Hitler che nel suo paese, così ben "disciplinato" ed "ordinato", le sue brillantissime teorie avrebbero avuto molto più successo che in quei paesi anglosassoni così fastidiosamente liberali.
si ma quindi? a sto punto dovrei mettere in mezzo pure i chicago boys e friedman...
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Vecchio 14-11-08, 18:22   #10 (permalink)
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Era solo una risposta al fatto che Keynes non voleva il socialismo.
Secondo me gli sarebbe piaciuto.
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