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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 377
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Chi aiuterà l'economia in Italia ?
Leggo sempre questa sezione perchè la trovo interessante.
Al di la delle diverse convinzioni, trovo anche che le persone che partecipano mostrano capacità, comprensione, e intelligenza. Non è poco. Ho già messo tempo fa un post in cui chiedevo una discussione sul paese " Italia " sotto il profilo macroeconomico, e riferito ad oggi. Ci riprovo, perchè mi sembra sarebbe attuale e di interesse comune. Ad esempio : E' previdibile una riduzione delle entrate fiscali, accentuata nel 2009, visto la dinamica di pagamento delle imposte dirette (si versano in anticipo). E' prevedibile una riduzione degli interessi sul debito pubblico ( credo, sempre che l'aumento della massa non compensi la riduzione dei tassi ). Questi due fattori incideranno ed in che misura sulle entrate della stato ? Il saldo sarà negativo o positivo ? Quanta possibilità ha lo Stato di intervenire a sostegno dell ' economia ? E' solo un esempio. Spero che le mie domande siano pertinenti e che qualcuno voglia partecipare alla discussione. |
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#4 (permalink) | ||
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 377
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Citazione:
Citazione:
A Cspel chiedo: Dovrà intervenire come ? Riduzione delle imposte ? Accelerazione degli investimenti in infrastrutture ? Un vero piano di edilizia popolare ? Dazi sulle importazioni ? A Murray chiedo: Cosa intende per crollo. Consumi a meno 30 % ? Disoccupazione al 15 % ? Riduzione della quota immigrati o anche azzeramento della quota delle immigrazioni concesse. ? Ritorno a standard di vita pari a quelli degli anni xx ? |
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#5 (permalink) |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14,451
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La riduzione degli interessi sul debito si può calcolare con "buona" approssimazione, è più difficile stimare quanto caleranno le entrate fiscali. Ma è un problema comune a europa e usa...
Qui per il momento non ci sono ancora stati salvataggi pubblici o grosse iniezioni di denaro nell'economia, stiamo un pò meglio o chi sta su certe poltrone cerca fino all'ultimo di riuscire ad evitare l'abbraccio con la partitocrazia ?
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 377
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Continuo, con un articolo, che credo consenta di capire come ai vertici si aspettino già una riduzione delle entrate e della redditività delle imprese.
Tanto da modificare gli studi di settore. Francamente non capisco poi perchè debba essere consentito solo alle banche di beneficiare di un provvedimento : Modifica dei principi di contabilità IAS. O il provvedimento è corretto ( evitare che variazioni "temporanee" incidano in modo drammatico su un solo bilancio ) oppure non lo è. Ma dovrebbe valere per tutti. Crisi mercati: Befera, serve aggiornamento studi di settore Data: 11/11/2008 @ 14:39 Fonte: TFN Italia << Indietro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 nov - 'C'e' bisogno di un aggiornamento degli studi di settore'. Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in relazione alla crisi economica in atto. Befera ha aggiunto che l'amministrazione fiscale dovra' verificare come 'la crisi economica e finanziaria abbia agito e come agira' nei bilanci 2009 delle imprese'. Il direttore dell'Agenza delle Entrate, intervenendo all'assemblea annuale dei commercialisti, ha ricordato che la prossima verifica sugli studi di settore e' fissata a marzo del prossimo anno. Quanto alla possibilita' di rivedere i principi di contabilita' internazionale (Ias), Befera ha commentato: 'Se nel momento della crisi si dimostra la necessita' di un aggiornamento vuol dire che questo e' un sistema per il tempo bello e non per il brutto'. 'L'Agenzia delle Entrate - ha concluso - resta contraria all'ampliamento degli Ias anche alle Pmi', aggiungendo che 'bisogna valutare se si puo' far fare qualche passo indietro a questo sistema'. Dlu |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2000
Messaggi: 347
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Citazione:
In queste condizioni solo gli interventi statali possono avere qualche effetto per alimentare una domanda depressa e offrire qualche possibilità all'economia globale di riprendersi un po' prima o di diminuire un po' meno i livelli di produzione. La teoria di evitare ogni intervento statale e lasciare che la crisi segua il suo corso "naturale" ha già fatto infiniti danni nel decennio seguito al 1929. Per quanto riguarda l'Italia, non è che un vagoncino di un lungo treno di nazioni coinvolte dal dissesto; qualsiasi cosa facciamo localmente, non avrà che un impatto minimo sulla direzione e la velocità del treno... non è certo qui che si prendono le decisioni che determineranno il nostro futuro (per fortuna )
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#9 (permalink) | ||
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
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Citazione:
Cmq IL crollo è ben altra cosa rispetto a quanto abbiamo visto finora, ed anche rispetto ad un anno di recessione. Citazione:
Se c'è una cosa che gli anni '30 mostrano, è che tutti questi interventi statali hanno fatto solo danni, cristallizzando una situazione spiacevole fino alla seconda guerra mondiale. E sarà anche ora di finirla di guardare all'economia come un oggetto in cui bisogna "stimolare" la domanda a qualsiasi costo. A debito pubblico, a debito privato, a inflazione, gli effetti sono comunque disastrosi. |
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#10 (permalink) | ||
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Member
Data registrazione: Jan 2000
Messaggi: 347
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Citazione:
![]() Citazione:
E invece la domanda va purtroppo "stimolata" periodicamente. Questo succede quando una parte eccessiva del reddito si concentra in poche mani avide. E' successo nel 1929 (33% del reddito in mano al 5% dei percettori) e sta succedendo adesso (ben il 38% del reddito in mano al 5%). Come ben sapeva Henry Ford, un capitalismo sano funziona quando i consumatori hanno il denaro per acquistare i beni che producono... |
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