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Vecchio 11-11-08, 13:58   #1 (permalink)
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Chi aiuterà l'economia in Italia ?

Leggo sempre questa sezione perchè la trovo interessante.
Al di la delle diverse convinzioni, trovo anche che le persone che partecipano mostrano capacità, comprensione, e intelligenza.
Non è poco.
Ho già messo tempo fa un post in cui chiedevo una discussione sul paese " Italia " sotto il profilo macroeconomico, e riferito ad oggi.
Ci riprovo, perchè mi sembra sarebbe attuale e di interesse comune.
Ad esempio :

E' previdibile una riduzione delle entrate fiscali, accentuata nel 2009, visto la dinamica di pagamento delle imposte dirette (si versano in anticipo).
E' prevedibile una riduzione degli interessi sul debito pubblico ( credo, sempre che l'aumento della massa non compensi la riduzione dei tassi ).
Questi due fattori incideranno ed in che misura sulle entrate della stato ?
Il saldo sarà negativo o positivo ?
Quanta possibilità ha lo Stato di intervenire a sostegno dell ' economia ?

E' solo un esempio.
Spero che le mie domande siano pertinenti e che qualcuno voglia partecipare alla discussione.
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Vecchio 11-11-08, 14:05   #2 (permalink)
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lo stato italiano ha pochi soldi. ma ciò alla fine è poco rilevante nelle attuali condizioni. dovrà intervenire per forza.
csepel non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-11-08, 14:06   #3 (permalink)
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la speranza è che intervenga il meno possibile. Più interverrà a rimandare il crollo, più drammatico sarà il crollo....che la scienza econmica ci insegna avverrà senz'altro.
Murray non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-11-08, 14:33   #4 (permalink)
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lo stato italiano ha pochi soldi. ma ciò alla fine è poco rilevante nelle attuali condizioni. dovrà intervenire per forza.
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la speranza è che intervenga il meno possibile. Più interverrà a rimandare il crollo, più drammatico sarà il crollo....che la scienza econmica ci insegna avverrà senz'altro.
Intanto grazie per aver risposto.

A Cspel chiedo:

Dovrà intervenire come ?

Riduzione delle imposte ?
Accelerazione degli investimenti in infrastrutture ?
Un vero piano di edilizia popolare ?
Dazi sulle importazioni ?




A Murray chiedo:

Cosa intende per crollo.

Consumi a meno 30 % ?
Disoccupazione al 15 % ?
Riduzione della quota immigrati o anche azzeramento della quota delle immigrazioni concesse. ?
Ritorno a standard di vita pari a quelli degli anni xx ?
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Vecchio 11-11-08, 14:46   #5 (permalink)
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La riduzione degli interessi sul debito si può calcolare con "buona" approssimazione, è più difficile stimare quanto caleranno le entrate fiscali. Ma è un problema comune a europa e usa...

Qui per il momento non ci sono ancora stati salvataggi pubblici o grosse iniezioni di denaro nell'economia, stiamo un pò meglio o chi sta su certe poltrone cerca fino all'ultimo di riuscire ad evitare l'abbraccio con la partitocrazia ?

skymap non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-11-08, 15:00   #6 (permalink)
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Continuo, con un articolo, che credo consenta di capire come ai vertici si aspettino già una riduzione delle entrate e della redditività delle imprese.
Tanto da modificare gli studi di settore.

Francamente non capisco poi perchè debba essere consentito solo alle banche di beneficiare di un provvedimento : Modifica dei principi di contabilità IAS.
O il provvedimento è corretto ( evitare che variazioni "temporanee" incidano in modo drammatico su un solo bilancio ) oppure non lo è.
Ma dovrebbe valere per tutti.

Crisi mercati: Befera, serve aggiornamento studi di settore
Data: 11/11/2008 @ 14:39
Fonte: TFN Italia
<< Indietro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 nov - 'C'e' bisogno di un aggiornamento degli studi di settore'. Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in relazione alla crisi economica in atto. Befera ha aggiunto che l'amministrazione fiscale dovra' verificare come 'la crisi economica e finanziaria abbia agito e come agira' nei bilanci 2009 delle imprese'. Il direttore dell'Agenza delle Entrate, intervenendo all'assemblea annuale dei commercialisti, ha ricordato che la prossima verifica sugli studi di settore e' fissata a marzo del prossimo anno. Quanto alla possibilita' di rivedere i principi di contabilita' internazionale (Ias), Befera ha commentato: 'Se nel momento della crisi si dimostra la necessita' di un aggiornamento vuol dire che questo e' un sistema per il tempo bello e non per il brutto'. 'L'Agenzia delle Entrate - ha concluso - resta contraria all'ampliamento degli Ias anche alle Pmi', aggiungendo che 'bisogna valutare se si puo' far fare qualche passo indietro a questo sistema'. Dlu
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Vecchio 11-11-08, 16:41   #7 (permalink)
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A Cspel chiedo:

Dovrà intervenire come ?

Riduzione delle imposte ?
Accelerazione degli investimenti in infrastrutture ?
Un vero piano di edilizia popolare ?
Dazi sulle importazioni ?
dazi la vedo difficile, soldi alle imprese, riduzioni di imposte, investimenti la vedo inevitabile
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Vecchio 11-11-08, 17:32   #8 (permalink)
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la speranza è che intervenga il meno possibile. Più interverrà a rimandare il crollo, più drammatico sarà il crollo....che la scienza econmica ci insegna avverrà senz'altro.
Non so a quale crollo ti riferisca tu, ma il crollo finanziario globale è già avvenuto e sta avvenendo adesso, le prime ripercussioni sulla produzione economica globale ci sono già, stiamo entrando in una fase di pesante e prolungata recessione, che secondo il consenso generale durerà almeno fino alla fine del 2009.

In queste condizioni solo gli interventi statali possono avere qualche effetto per alimentare una domanda depressa e offrire qualche possibilità all'economia globale di riprendersi un po' prima o di diminuire un po' meno i livelli di produzione.

La teoria di evitare ogni intervento statale e lasciare che la crisi segua il suo corso "naturale" ha già fatto infiniti danni nel decennio seguito al 1929.

Per quanto riguarda l'Italia, non è che un vagoncino di un lungo treno di nazioni coinvolte dal dissesto; qualsiasi cosa facciamo localmente, non avrà che un impatto minimo sulla direzione e la velocità del treno... non è certo qui che si prendono le decisioni che determineranno il nostro futuro (per fortuna )
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Vecchio 11-11-08, 18:49   #9 (permalink)
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Non so a quale crollo ti riferisca tu, ma il crollo finanziario globale è già avvenuto e sta avvenendo adesso, le prime ripercussioni sulla produzione economica globale ci sono già, stiamo entrando in una fase di pesante e prolungata recessione, che secondo il consenso generale durerà almeno fino alla fine del 2009.
Immagino che lo avresti detto anche ad un giapponese nel 1991.
Cmq IL crollo è ben altra cosa rispetto a quanto abbiamo visto finora, ed anche rispetto ad un anno di recessione.

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In queste condizioni solo gli interventi statali possono avere qualche effetto per alimentare una domanda depressa e offrire qualche possibilità all'economia globale di riprendersi un po' prima o di diminuire un po' meno i livelli di produzione.

La teoria di evitare ogni intervento statale e lasciare che la crisi segua il suo corso "naturale" ha già fatto infiniti danni nel decennio seguito al 1929.
Guarda che dal 1929 in poi si sono visti una quantità enorme di interventi pubblici sotto forma di regolamentazione, dazi, tasse, quote, sindacalizzazione ed altro ancora.
Se c'è una cosa che gli anni '30 mostrano, è che tutti questi interventi statali hanno fatto solo danni, cristallizzando una situazione spiacevole fino alla seconda guerra mondiale.

E sarà anche ora di finirla di guardare all'economia come un oggetto in cui bisogna "stimolare" la domanda a qualsiasi costo.
A debito pubblico, a debito privato, a inflazione, gli effetti sono comunque disastrosi.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-11-08, 20:22   #10 (permalink)
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Immagino che lo avresti detto anche ad un giapponese nel 1991.
Cmq IL crollo è ben altra cosa rispetto a quanto abbiamo visto finora, ed anche rispetto ad un anno di recessione.
Io ho solo riferito l'opinione più spesso ripetuta. La mia personale opinione in realtà è che ci sono buone probabilità di una vera e propria depressione, con disoccupazione diffusa e un decennio o giù di lì di vacche magre. Mi sembra già una prospettiva disastrosa, ma ripeto che non so ancora cosa intendete voi per "crollo", forse una specie di Apocalisse?

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Originalmente inviato da kasparek Visualizza messaggio
Guarda che dal 1929 in poi si sono visti una quantità enorme di interventi pubblici sotto forma di regolamentazione, dazi, tasse, quote, sindacalizzazione ed altro ancora.
Se c'è una cosa che gli anni '30 mostrano, è che tutti questi interventi statali hanno fatto solo danni, cristallizzando una situazione spiacevole fino alla seconda guerra mondiale.
Non mi risulta. Mi risulta invece che i primi interventi pubblici negli USA si sono visti dopo l'elezione di Roosevelt nel 1932, quindi ben 3 anni dopo il crash del 29, quando la disoccupazione era già al 25% e il PIL era sceso del 30%. Durante la presidenza Hoover si lasciò che la crisi facesse il suo corso, col risultato che l'agonia si prolungò di un decennio.

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Originalmente inviato da kasparek Visualizza messaggio
E sarà anche ora di finirla di guardare all'economia come un oggetto in cui bisogna "stimolare" la domanda a qualsiasi costo.
A debito pubblico, a debito privato, a inflazione, gli effetti sono comunque disastrosi.
E invece la domanda va purtroppo "stimolata" periodicamente. Questo succede quando una parte eccessiva del reddito si concentra in poche mani avide. E' successo nel 1929 (33% del reddito in mano al 5% dei percettori) e sta succedendo adesso (ben il 38% del reddito in mano al 5%). Come ben sapeva Henry Ford, un capitalismo sano funziona quando i consumatori hanno il denaro per acquistare i beni che producono...
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