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Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 77
Popolarità: 1813073 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Decrescita....via scelta o via obbligata ???
per chiarezza riporto il concetto da Wikipedia:
La decrescita è un concetto politico, secondo il quale la crescita economica - intesa come accrescimento costante di uno solo degli indicatori economici possibili, il Prodotto Interno Lordo (PIL) - non è sostenibile per l'ecosistema della terra. Questa idea è in completo contrasto con il senso comune politico corrente, che pone l'aumento del livello di vita rappresentato dall'aumento del PIL, come obiettivo di ogni società moderna. La teorizzazione della Decrescita si basa su quattro presupposti: * Il funzionamento del sistema economico attuale dipende essenzialmente da risorse non rinnovabili. Così com'è, non è quindi perpetuabile. I sostenitori della Decrescita partono dall'idea che le riserve di materie prime sono limitate, particolarmente per quanto riguarda le fonti di energia, e ne deducono che questa limitatezza contraddice il principio della crescita illimitata del PIL, e che, anzi, la crescita così praticata genera dissipazione di energia e crescente dispersione di materia. Alcuni sostenitori della teoria (in particolare Vladimir Vernadskij), mutuando dalla seconda legge della termodinamica il concetto di entropia, ritengono che la crescita del PIL comporti una diminuzione dell'energia utilizzabile disponibile, e della complessità degli ecosistemi presenti sulla Terra, assimilano la specie umana ad una forza geologica entropizzante. * Non v'è alcuna prova della possibilità di separare la crescita economica dalla crescita del suo impatto ecologico. * La ricchezza prodotta dai sistemi economici non consiste soltanto in beni e servizi: esistono altre forme di ricchezza sociale, come la salute degli ecosistemi, la qualità della giustizia, le buone relazioni tra i componenti di una società, il grado di uguaglianza, il carattere democratico delle istituzioni, e così via. La crescita della ricchezza materiale, misurata esclusivamente secondo indicatori monetari può avvenire a danno di queste altre forme di ricchezza. * Le società attuali, drogate da consumi materiali considerati futili (telefoni cellulari, viaggi aerei, uso costante e non selettivo dell'auto ecc.) non percepiscono, in generale, lo scadimento di ricchezze più essenziali come la qualità della vita, e sottovalutano le reazioni degli esclusi, come la violenza nella periferie o il risentimento contro gli occidentali nei paesi esclusi dallo (o limitati nello) sviluppo economico di tipo occidentale. La teoria della decrescita sostenibile non implica evidentemente il perseguimento della decrescita in sé e per sé: si pone invece come mezzo per la ricerca di una qualità di vita migliore, sostenendo che il PIL consente solo una misura parziale della ricchezza (un incidente d'auto, ad esempio, è un fattore di crescita del PIL) e che, se si intende ristabilire tutta la varietà della ricchezza possibile, allora è urgente smettere di utilizzare il PIL come unica bussola. .....anche se ci obbliga ad alzarci dalla poltrona mi sembra l'unica via percorribile
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#2 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 77
Popolarità: 1813073 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
....se questa non è decrescita....
Bruxelles, 3 nov. (Apcom) - La recessione è un rischio per tutti i paesi europei e non solo per chi, come l'Italia, ha messo a segno due trimestri consecutivi di contrazione del pil e si prepara, nella migliore delle ipotesi, a due anni di crescita piatta. Eurolandia, che solo un anno fa cresceva del 2,7%, è stata così "duramente colpita" dalla crisi dei mercati che il suo pil quest'anno sarà solo dell'1,2%, per poi crollare, nel 2009, allo 0,1%, sull'orlo del precipizio di una recessione che, secondo il commissario per gli Affari economici Joaquin Almunia, è "un rischio reale per molti paesi, per l'Unione europea e per la zona euro". Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti messo in evidenza come i dati sull'Italia siano "molto allineati" con quelli di altri paesi come Germania e Francia, anch'esse destinate alla stagnazione nel 2009, aggiungendo: "C'è una crescita pari a zero in generale per l'area euro, vuol dire che c'è la crisi, bisogna essere onesti". Almunia ha descritto un "orizzonte economico" che "si è fatto ormai significativamente più cupo, poiché l'economia Ue è stata colpita da una crisi economica peggiorata durante l'autunno e che ha intaccato le imprese e la fiducia dei consumatori". Il commissario ha esortato gli Stati membri ad "un'azione coordinata a livello europeo per sostenere l'economia in modo simile a cio' che abbiamo fatto per il settore finanziario". Soprattutto per il 2009, i dati indicati dalla Commissione nelle 'previsioni d'autunno' presentate oggi sono infatti allarmanti. Nella zona euro solo piccoli paesi come Cipro, Grecia, Malta, Slovacchia e Slovenia riusciranno a mettere a segno crescite del pil superiori al 2%, mentre i grandi Stati membri come Germania, Francia e Italia rimarranno fermi o decresceranno. Ad esempio il pil di Madrid, che fino all'anno scorso veleggiava appena sotto il 4%, metterà a segno un 1,3% nel 2008per poi scivolare al "0,2% nel 2009 e risalire appena allo 0,5% nel 2010. Per l'anno in corso è tuttavia l'Italia - con la sola eccezione dell'Irlanda, la cui economia fino a poco tempo fa ruggente è in picchiata libera con un -1,6% - ad avere la crescita più debole tra gli Stati di Eurolandia. "Il notevole rallentamento della crescita del pil in Italia è iniziato già nel 2007, prima degli altri paesi Ue e ben prima del peggioramento della crisi dei mercati finanziari", si legge nel capitolo delle 'previsioni' dedicato all'Italia, spiegando che nel 2008 "nella seconda parte dell'anno la maggioranza degli indicatori, in particolare sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, indicano che il paese è entrato in una recessione tecnica" e che "è solo grazie al rimbalzo del primo trimestre - in buona parte effetto statistico dovuto al risultato fortemente negativo dell'ultimo trimestre del 2007 - che l'attività sarà ferma nel 2008". Sull'Italia grava il problema del rallentamento della domanda, che potrebbe ulteriormente peggiorare visto il livello della fiducia dei consumatori. Per questo Bruxelles avverte: ci sono "rischi di un passaggio più grave della crisi finanziaria nell'economia reale". Tuttavia in un momento in cui molti Stati membri dell'Ue - ossia Francia, Irlanda (con un allarmante 7,2% nel 2010), Grecia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna (al 6,5% nel 2010), Lettonia, Lituania, Romania - sono tornati ad avere un deficit eccessivo, l'Italia, dopo aver raggiunto l'1,6% nel 2007, avrà un rapporto deficit-pil al 2,5% e al 2,6% nel 2009, per poi tornare al 2,1% nel 2010. Per Tremonti è "assolutamente positivo" che i dati sul disavanzo italiano siano "assolutamente in linea con quelli indicati nella Finanziaria triennale", aggiungendo: "Si vede che la Commissione riconosce la validità della Finanziaria triennale". Se l'aumento dal 2007 al 2008 è spiegabile "con il ciclo economico avverso, insieme alle misure di aumento della spesa, tra cui il consistente aumento delle remunerazioni degli impiegati", la Commissione evidenzia infatti come "le previsioni del 2009 e del 2010 tengano conto dell'impatto del pacchetto di misure triennale approvato dal Parlamento l'estate scorsa", con il quale "il governo ha dato forma ai suoi impegni di realizzare l'obiettivo a medio termine di un pareggio di bilancio nel 2011, principalmente attraverso un contenimento progressivo della spesa a tutti i livelli". Il debito italiano, di gran lunga il più alto della zona euro, avrà solo un "leggero calo" da qui al 2010 a causa della "stagnazione economica e di un avanzo primario ancora basso, pari circa al 2,5% del pil". Il debito, che era al 104,1% nel 2007, rimarrà allo stesso livello nel 2008, per poi salire leggermente al 104,3% nel 2009. "Grazie ad un avanzo primario più alto", ci sarà un calo al 103,8% nel 2010. Tra le conseguenze più immediate del rallentamento generalizzato, la Commissione europea si aspetta infine un aumento del tasso di disoccupazione europeo di più di 1 punto percentuale entro il 2010, passando dal 7,6% nel 2008 all'8,7% nel 2010. Questo corrisponde a due milioni di persone disoccupate in più. In Italia la disoccupazione è destinata a salire dal 6,8% di quest'anno al 7,1% dell'anno prossimo al 7,3% nel 2010. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2007
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Decrescita....via scelta o via obbligata ???
poteva essere scelta e molti la percorrono a casa propria o con associazioni varie da anni...... ora sarà via obbligata ![]() p.s. anche Striscia ha una rubrica del risparmi energetico e dell'acqua ecc ecc, ad esempio hanno fatto vedere come lavarsi i denti, come farsi la barba.... (cioè voi maschietti la barba )
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#4 (permalink) |
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www.libera.it
Data registrazione: Mar 2007
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una contrazione dei consumi potrebbe essere una manna dal cielo per la salute (mentale e finanziaria) di molta gente... ma ecco cosa rischiamo
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Member
Data registrazione: Mar 2007
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Citazione:
poi me la leggo meglio (la deflazione) la contrazione dei consumi -obbligata- e la deflazione -obbligata cioè automatica- non è per niente una manna..... almeno io la vedo così: se si faceva come scelta e si "programmava" in qualche modo a livello "alto" e generale poteva essere una manna o almeno un passaggio soft a modelli diversi...... quello che sta succedendo ora non è molta salute: ad esempio le frodi alimentari (che ci sono sempre state) si moltiplicheranno a iosa per strappare margini finchè si può...... per fortuna che ho un naso sopraffino e un senso del gusto anche e già qualche prodotto che compravo prima non lo compro più : non per questioni economiche in quanto mi so gestire bene ma proprio perchè c'è stata la caduta verticale della qualità di tante ditte attualmente, a dir la verità già da alcuni anni, compro poco ma rimango in una fascia alta di prezzi alimentari (e comunque spendo meno della classica casalinga, l'ho già detto altrove) - ora mi sono resa conto che devo salire ancora di prezzo (ed eliminare alcune marche sebbene costose) e comunque guardare e annusare bene e leggere ancor meglio di prima la ditta che produce quello che mangio..... non so quanti ragionino come me.... temo pochi..... in questo modo sostengo la qualità, il prodotto del territorio e comunque non mi strafogo di cibo perchè compro poco.... l'impressione però è che la gente in maggioranza preferisca le offerte e i grandi scatoloni-promozione e non so quanta qualità ci sia lì e chi vadano a sostenere.... (Cina per cominciare e bassa qualità per finire-----------------> e deflazione come risultato) |
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Data registrazione: Mar 2007
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Puoi linkare? Grazie. |
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Data registrazione: Oct 2008
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Economia della decrescita, interventi di Serge Latouche
Tre filmati tratti da una conferenza di qualche anno fa tenutasi a Torino. Serge Latouche è uno dei più importanti pensatori sul tema della decrescita.
http://community.soldionline.it/show...ted=1#post8940 |
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Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 77
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leggendo il libro di Latouche ciò che mi perplime un pò è che anche i sostenitori della decrescita affrontino il tema della sovrapopolazione mondiale e di quale sarebbe il numero ottimale di persone sostenibile dalle risorse terrestri...
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