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Vecchio 26-01-07, 14:33   #81 (permalink)
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Manco a dirlo, neanche stavolta sono economisti. E tanto per cambiare, antisemiti.
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Vecchio 26-01-07, 14:47   #82 (permalink)
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Il "maggiore" Douglas: considerato "economista" eterodosso o "eretico".
Maggiore e ingegnere: come mai tutte le tesi strambe sono proposte da gente che non ha studiato economia?

Ha molti punti in comune con tale Ezra Pound, un altro che di economia ne capiva quanto un somaro.
Ho trovato questo:

In prosa, la tesi del Maggiore Douglas è che la natura della produzione capitalistica è tale da creare più merci di quanto il potere d'acquisto a disposizione dei consumatori non consenta loro di comperare. L'argomentazione è la seguente. Il prezzo delle merci è dato dalla somma dei salari, dei profitti e dei costi di produzione, compresi gli oneri finanziari. A questo totale corrispondono due tipi di pagamenti da parte delle imprese: i pagamenti di tipo A, effettuati a individui e costituiti da salari e dividendi, e i pagamenti di tipo B, effettuati ad altre organizzazioni (fornitori di materie prime e banche) e costituiti dai costi delle materie prime, dagli oneri finanziari e dagli altri costi esterni. Ora, secondo Douglas, "poiché tutti i pagamenti entrano nella formazione dei prezzi, i prezzi stessi non possono essere minori della somma di A e B. E poiché A non potrà comprare A più B, una quota del prodotto almeno equivalente a B dovrà essere distribuita, quale potere d'acquisto, in una forma che non è compresa nei pagamenti di tipo A".

Di qui le raccomandazioni di politica economica del Maggiore Douglas: una riduzione dei prezzi, per il singolo consumatore, al di sotto del costo di produzione; e una compensazione, per il produttore, mediante il Tesoro. Una forma di 'Credito sociale', secondo Douglas, avrebbe rimediato al sottoconsumo senza provocare inflazione (temutissima da Pound, vedi il capitolo IV dell'Abici: "Ma una distribuzione inadeguata dei biglietti di credito inficerà l'efficacia dell'intero sistema, di ogni sistema [come ben sapeva Lenin, che Pound aveva stimato]: emergeranno difficoltà inaspettate in ogni campo e senza che nessuno se ne prenda carico responsabilmente, offrendo vie d'uscita possibili".

***

Le prescrizioni del Maggiore Douglas (anch'esse sperimentate in varie province dell'Impero Britannico) avevano almeno due difetti: la loro applicazione, circa il controllo dei prezzi, avrebbe richiesto un impossibile esercito di controllori; ma soprattutto era debole la loro base teorica.

Ancora Keynes spiega che

se il Maggiore Douglas avesse limitato le sue voci B agli accantonamenti finanziari, compiuti da imprenditori, cui non corrisponde nessuna spesa corrente per sostituzioni e rinnovamenti, egli sarebbe andato più vicino alla realtà. Ma anche in tal caso è necessario tener conto della possibilità che questi accantonamenti siano compensati da investimenti nuovi in altre direzioni, oltre che da maggiori spese per il consumo. Il Maggiore Douglas ha almeno il diritto di pretendere, di fronte ad alcuni dei suoi avversari ortodossi, di non essere stato cieco del tutto di fronte al problema preminente del nostro sistema economico. Ma non può dirsi ch'egli abbia un ugual diritto di far parte - magari come soldato semplice invece che come maggiore del coraggioso esercito degli eretici - della stessa schiera di Mandeville, Malthus, Gesell e Hobson, i quali, seguendo le loro intuizioni, hanno preferito vedere oscuramente e imperfettamente la verità, piuttosto che persistere in un errore, ch'era stato raggiunto bensì con chiarezza e coerenza e facile logica, ma su ipotesi inadatte ai fatti.



Insomma, il filone è sempre quello.

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Vecchio 26-01-07, 15:08   #83 (permalink)
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E' chiaro che la vittoria del sistema finanziario-capitalista seguita alla seconda guerra mondiale e la recente sconfitta del comunismo abbiano lasciato il primo come unico modello dominante.
Le vaste crepe ed inconsistenze di tale sistema, sotto gli occhi di tutti,
Quali?
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Vecchio 26-01-07, 15:15   #84 (permalink)
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Quali?
Come quali? Quelle teorizzate dagli illustri parisienne, saba (non certo il poeta ), auriti, gesele, douglas, belloc (pittore? )ecc....
Tutti "economisti" che hanno occupato un posto di grande rilievo nella storia economica degli ultimi 200 anni e le cui teorie hanno un ampissima diffusione.

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Vecchio 26-01-07, 22:33   #85 (permalink)
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Risposta a Charlie: ignoranza grassa!

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Manco a dirlo, neanche stavolta sono economisti. E tanto per cambiare, antisemiti.
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Caro Charlie,

scusa ma questa volta sei caduto proprio in basso, molto in basso!

Innanzitutto non hai letto bene Wikipedia perche' anche questa fonte di notizie spesso partigiana e parziale questa volta riporta le cose come stanno.
Chesterton, uno degli scrittori piu' geniali del XX secolo, accostato, come dice l'oracolo, ad autori quali Charles Dickens, Oscar Wilde, George Bernard Shaw e Samuel Butler, tanto che ricevette "diverse lauree honoris causa dalle università di Edimburgo, Dublino e di Notre Dame", ha avuto il torto di accusare senza paura le malefatte di molti esponenti dell'alta finanza ebraica e far notare che mentre la popolazione ebraica era meno dell'1% della popolazione Europea i grandi banchieri erano al 90% ebrei, cosa su cui ognuno dovrebbe riflettere.
Ho capito che gli ebrei hanno subito l'olocausto ma da qui a farne degli eletti al di sopra del bene e del male, esenti da ogni possibilita' di critica o di giudizio ce ne vuole!
O non e' possibile nemmeno dire questo e bisogna adeguarsi all'agiografia imposta dal totalitarismo mass-mediatico e dire che gli Ebrei hanno detto, fatto e pensato solo cose buone, belle e giuste, pena l'espulsione dal consorzio civile, come gli eretici del medieovo?

Sostenere che Chesterton era antisemita e' quindi un assurdita' colossale!

E' come dire che se un francese ti ruba in casa e tu lo vuoi in galera tu sei un anti-francese!

Ma a te, sacerdote della casta suprema degli illuminati, basta una riga di Wikipedia in cui si dice che Chesteton e' accusato di antisemitismo per catalogare immediatamente, lui, il suo pensiero, i suoi seguaci, i suoi estimatori, nel gruppo dei fanatici nazisti!

Sei tu, caro Charlie, il vero fanatico, tu e tutte le persone come te che, credendo di essere dei mostri di cultura e di sapienza, in realta' danno sfoggio solo di arroganza e di grassa ignoranza!
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Vecchio 27-01-07, 09:32   #86 (permalink)
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Chesterton: un grande scrittore. Appunto, non un grande economista
Nemmeno economista semplice, se è per questo.
In quanto all'antisemitismo, ti ricordo che è in questo brodo che è cresciuto il nazismo.
Ma non voglio discuterne in questa sede, non mi interessa che i banchieri siano ebrei o arabi o cinesi.
Se poi, come da titolo del thread "Viviamo in un regime plutocratico" vuoi aggiungerci anche la parola "sionista" oppure "demo-pluto-giudaico" allora diventa una discussione politica, e puoi continuare tranquillamente da solo.
Ti ricordo solo che in questa sezione si parla di macroeconomia, senza preclusioni ideologiche. Marx, Keynes, anche Lenin, Modigliani, Friedman ecc... sono i benvenuti.
Parisienne pure, se sapessimo chi cavolo è

Charlie
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Vecchio 27-01-07, 09:44   #87 (permalink)
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Originalmente inviato da San Bernardino
Riguardo al social-comunismo, che propone l'abolizione della proprieta' privata, la coartazione della libera iniziativa, la statalizzazione della societa' contro il principio di sussidiarieta', la collettivizzazione dell'economia, il mio giudizio non puo' egualmente che essere altrettanto negativo.
Quello e' il comunismo totalitario o il "socialismo reale". Il socialcomunismo, e' un'altra cosa ... diciamo che e' quel sistema dove lo stato entra nell'economia per oltre il 30%.


Citazione:
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E' chiaro che la vittoria del sistema finanziario-capitalista seguita alla seconda guerra mondiale e la recente sconfitta del comunismo abbiano lasciato il primo come unico modello dominante.
Le vaste crepe ed inconsistenze di tale sistema, sotto gli occhi di tutti, aprono senza dubbio la strada ad un suo superamento che potrebbe avvenire proprio all'insegna dei principi del distribuitismo.
San Bernardino, QUALI????
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Vecchio 27-01-07, 10:00   #88 (permalink)
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San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.

Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.

Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.
DarioL non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-01-07, 10:23   #89 (permalink)
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San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.

Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.

Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.
Bravo, la critica va fatta nel merito, al funzionamento del sistema, altrimenti si cerca solo di suscitare sentimenti antisemiti secondo me mai assopiti del tutto in Europa, per dare forza a tesi prive di fondamenta economiche e matematiche.
E l'ha detto il Presidente della Repubblica recentemente, non io.

Charlie
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Vecchio 27-01-07, 23:35   #90 (permalink)
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Risposta a DarioL: dove sone le solidissime tesi inespugnabili?

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San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.

Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.

Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.

Caro DarioL,

Innanzitutto non pretendo di avere "solide tesi inespugnabili" ma solo di fare riflessioni sulla realta' che ho sotto gli occhi nel tentativo di migliorarla.

Non mi risulta d'altronde che in economia ci sia qualcuno in grado di proporre tali "solide tesi inespugnabili" e neppure un modello economico che sia in grado di prevedere, spiegare e dar ragione di quanto accade in maniera esaustiva. Si tratta di teorie che il piu' delle volte non hanno nessun potere predittivo. Basterebbe solo fare un inventario delle miriadi di previsioni fatte dai piu vari soloni dell'economia e regolarmente non avveratesi.
Se ti riferisci invece alle basi teoriche astratte dei vari modelli economico-politici alloro il distributismo di Chesterton, Belloc e il Credito Sociale di Douglas non hanno nulla da invidiare alle teorie dei vari Adam Smith, Marx e quant'altri. Si tratta solo di concezioni diverse della vita e del vivere comune.

L'unico differenza e' che il capitalismo e il comunismo hanno fallito alla prova pratica, il distributismo non ha ancora avuto la possibilita' nell'epoca moderna di mostrare quanto vale, causa avverse condizioni politiche.
E' indubitabile invece che l'ecumene europeo definito Cristianita', che duro' almeno fino alla scissione protestante del XVI sec., abbia garantito relativa stabilita' economica, prosperita' e distribuzione delle ricchezze per secoli con un modello economico senzadubbio piu' simile al distributismo che non al capitalismo o al comunismo.

La polarizzazione capitalismo-comunismo degli ultimi due secoli e' certamente stata dovuta a diversi fattori.
Non va dimenticata comunque la guerra senza quartiere tra cattolici e liberali nel XIX e come tutto il mondo finanziario-capitalistico si sia schierato, finanziamenti inclusi, con i secondi piuttosto che con i primi, non esitando, come e' noto a tutti, a finanziare anche i rivoluzionari comunisti in funzione antizarista.
Non mi risulta invece che alcun ingiente finanziamento sia giunto per la causa del distributismo.

Per quanto riguarda la questione ebraica penso che la cosa migliore sia studiare il piu' possibile oggettivamente e senza pregiudizi di alcuna sorta la storia e la religione di questo popolo. Si scoprira' allora tra le altre cose che per la religione ebraica tradizionale e' proibito il prestito ad usura solo ai correligionari ma non ai cristiani; che il vincolo di sangue e' essenziale per determinare chi e' ebreo e chi no e che il proselitismo religioso praticamente non esiste; che il popolo ebreo in passato non ha mai voluto fondersi con le comunita' in cui viveva ma ha sempre tenuto a mantenere indipendenza e separazione, da cui i "ghetti" nelle varie citta'; che la religione ebraica tradizionale stabilisce che gli ebrei sono il popolo eletto non per conversione personale alle Leggi di Dio ma per un vincolo di sangue che Dio ha stabilito con la razza ebraica e da cui tutti gli altri sono esclusi; che il destino ultimo della razza ebraica e' dominare su tutte le nazioni.
Se a cio' si aggiunge che nel medioevo l'usura era severamente proibita perche' andava contro il precetto della carita' e della giustizia e il fatto che gli ebrei non si facevano problema di praticarla si puo' parzialmente spiegare da dove nasce la secolare diffidenza nei confronti degli ebrei.
Tale differenza non aveva in se' nulla di razziale, tanto e' vero che la storia del medioevo e' piena di ebrei convertiti che hanno raggiunto le piu' alte cariche politiche, e quindi non si puo' definire in senso proprio antisemitismo, cioe' odio verso una razza.
Shakespeare nel suo "Il Mercante di Venezia" dipinge la tipica figura dell'usuraio ebreo.

Antisemitismo puro e' stato invece quello di Hitler e dei nazisti che, alla secolare critica culturale verso gli ebrei, aggiunsero quella razziale, guadagnandosi un posto di rilievo nei mostri della ragione del XX sec. e macchiandosi di conseguenza di orribili delitti; gli stessi, d'altronde, che commisero perseguendo i propri piani di eugenetica, aborto e eutanasia nei confronti della popolazione tedesca o eliminando fisicamente i propri oppositori.
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