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Vecchio 07-03-05, 11:05   #1 (permalink)
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Tassi di cambio e petrolio: caccia a nuovi sottostanti

Tassi di cambio e petrolio: caccia a nuovi sottostanti


MARIANO MANGIA

Non prometterà sfracelli, ma due anni di rendimenti positivi della Borsa sembrano aver convinto gli investitori a tornare a guardare al mercato azionario italiano, come ci conferma Alexandre Vecchio di Société Genérale: «I primi due mesi dell’anno sono stati caratterizzati da un forte ritorno dell’interesse sui sottostanti domestici, l’indice S&PMib e singole azioni. Se l’anno scorso è stato caratterizzato da un’attenzione su sottostanti più esotici, il brent o il cambio euro — dollaro, ad esempio, perché il sottostante era molto volatile, e consentiva diverse speculazioni, attualmente c’è un focus molto concentrato sull’Italia».
Ma è un mercato decisamente diverso da quello degli anni del boom borsistico, come fa notare Guido Rizzato, responsabile Equity Derivatives sales di Citigroup in Italia: «Il cambiamento maggiore dal punto di vista dei derivati, nell’ultimo anno soprattutto, è un crollo delle volatilità, che per il modo in cui funzionano questi strumenti plain vanilla ne riduce molto il costo. Bisogna tener conto di quali sono le aspettative sul mercato: si paga molto di meno la call o la put, rispetto agli anni novanta o anche ad un anno fa, perché le aspettative implicite nel mercato sono di un andamento più tranquillo, più laterale». E allora quali possono essere le strategie più indicate per questo mercato azionario? «Dipende dalle aspettative dell’investitore, difficile generalizzare, fornire una strategia ideale», è l’opinione di Rizzato. «Se l’investitore si aspetta un mercato molto, molto, volatile nel breve termine, comprare volatilità implicita a livelli bassi con i warrant plain vanilla è molto più efficiente che comprare Turbo Certificates. Il Turbo è uno strumento che non è influenzato dalla volatilità implicita, ma da quella realizzata; se si acquista per partecipare a un mercato bullish e prima che si verifichi il rialzo ci si trova in un mercato molto volatile, può succedere che venga toccata la barriera e il cliente non possa poi partecipare all’upside, perché il turbo ha fatto knock out. In un mercato con una volatilità realizzata più bassa, l’upside è meno forte, ma anche la probabilità che il turbo vada k.o. è meno alta. « Da Société Genérale riferiscono sulle strategie seguite dagli investitori in questa fase di mercato: «Al momento tra gli investitori più tradizionali ci sono due strategie principali. La prima è una strategia direzionale, si punta sulla prosecuzione del rialzo delle Borse nel medio e lungo periodo, andando a scegliersi una posizione abbastanza speculativa su giugno o settembre, ma offriamo anche call con un orizzonte temporale di più ampio respiro. La seconda strategia impostata da molti investitori è a copertura del proprio portafoglio azionario, investito sull’indice S&PMib o su titoli che sono cresciuti parecchio nell’ultimo anno. Dal momento che diversi analisti parlano di un possibile assestamento tecnico, di un periodo di aggiustamento delle quotazioni, piuttosto che di una frenata, qualcuno sta prendendo posizione a copertura del portafoglio, con delle put con scadenza giugno o settembre, per lasciare passare questo periodo di possibile assestamento dei valori. « Il 2004 è stato però l’anno della scoperta, per day trader e utilizzatori di covered warrant in generale, di mercati diversi dall’azionario: tassi di cambio, petrolio e future obbligazionari.
«Quello che vediamo è una vera e propria diversificazione dell’interesse degli investitori, soprattutto alla fine dell’anno scorso c’e stata molta attività sul petrolio e sul tasso di cambio euro dollaro», conferma Salvatore Miserendino, head of public distribution di Abn Amro. «Dallo scorso settembre abbiamo emesso Minifutures sui principali indici azionari e abbiamo ulteriormente ampliato la gamma con sottostanti non azionari, tra questi i future sul Tnote, il Tbond e il Bund, il cambio eurodollaro, poi l’oro e l’argento. Il vantaggio per l’investitore è poter seguire il mercato che in quel momento è più interessante, perché più volatile o perché ha maggiori possibilità di apprezzamento, dalla stessa piattaforma di Borsa Italiana, senza dover passare da una borsa all’altra, con diverse regole di negoziazione e anche con orari diversi. « Covered warrant e certificates si prestano ad essere usati come strumenti speculativi, ma anche come strumenti di copertura di portafogli tradizionali. «Con un Minifuture posso prendere non solo posizioni al rialzo, ma posso proteggere i miei investimenti costituiti da titoli denominati in dollari o anche da obbligazioni», concorda Miserendino. «Con un certificato legato al Bund future si possono neutralizzare gli effetti di un rialzo dei tassi d’interesse, come fanno i gestori professionisti; la stessa cosa può essere fatta per le variazioni dei tassi di cambio».
«In generale gli investitori prendono posizioni speculative sull’euro dollaro, ma c’è anche chi utilizzato i covered warrant per coprire un portafoglio da queste oscillazioni», è l’opinione di Alexandre Vecchio. «Da questo punto di vista abbiamo quotato, con scadenza marzo 2006, un call con strike 1,20 e una put strike 1,40 per consentire strategie di copertura di portafoglio anche in un ottica pluriennale o per cash flow che potrebbero essere coperti su un orizzonte temporale più ampio».
L’ultima passione dei risparmiatori italiani avvezzi a muoversi tra covered warrant o i più sofisticati certificates è l’investimento in materie prime e metalli preziosi. Spiega Miserndino: «Per l’investimento sull’oro abbiamo non solo Minifuture, ma anche investment certificates che coprono pure argento, platino e palladio e sono disponibili anche in forma di Quanto, uno strumento che rispecchia il movimento del sottostante senza essere influenzato dai movimenti del cambio: per l’oro, che si muove in modo correlato rispetto al dollaro, questo rappresenta un forte valore aggiunto».

http://www.repubblica.it/supplementi...6karpazzi.html
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