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Vecchio 15-03-05, 15:45   #41 (permalink)
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Originalmente inviato da FabioGalletti
Diagramma
Come aggiorniamo sto grafico con i 92 mld di gennaio ?
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Vecchio 15-03-05, 16:47   #42 (permalink)
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Mi dai una fonte del dato?
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Vecchio 15-03-05, 17:48   #43 (permalink)
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(STA) Usa: salgono a 91,5 mld $ flussi netti capitale gennaio (RCO)

Rialzo inatteso, secondo valore piu' elevato della storia

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 15 mar - Negli
Stati Uniti i flussi netti di capitale sono risultati a
gennaio pari a 91,5 miliardi di dollari, il 50,7% in piu'
rispetto ai 60,7 miliardi di dicembre (dato rivisto da 61,3
miliardi). Lo rende noto il Dipartimento del Tesoro. Si
tratta del secondo valore piu' alto registrato in assoluto e
di un ammontare superiore alle attese degli analisti, che
temevano una flessione a 59 miliardi.
Mac-Y-


(RADIOCOR) 15-03-05 15:13:45 (0485) 3 NNNN

Tutti vogliono dollari. E il dollaro sale...
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Vecchio 15-03-05, 18:31   #44 (permalink)
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Dollaro in recupero

MILANO - Euro debole sul finale di seduta. Dopo essere risalito sopra 1,34 dollari la divisa dei Dodici ha concluso la seduta europea a 1,3309 dollari, poco sopra il minimo di 1,3297. Il dollaro è stato aiutato nella ripresa dai dati sui flussi di capitale balzati a gennaio a 91,5 miliardi di dollari dai 60,7 miliardi rivisti di dicembre. Un dato molto migliore del previsto dal momento che gli analisti si aspettavano una flessione a circa 59 miliardi. Si tratta inoltre del saldo positivo più cospicuo da quasi due anni a questa parte.

L' andamento dei flussi di capitali negli Stati Uniti è molto seguito sopratutto negli ultimi tempi, in quanto condiziona in un senso o nell' altro le quotazioni del dollaro. La dinamica del saldo di gennaio è stata sostenuta dalla corrente di acquisti indirizzata in prevalenza sui Treasury, cioè i titoli del Tesoro statunitense, e sulle obbligazioni emesse dalla Agenzie del Governo Usa. Va aggiunto che sempre a gennaio il Giappone, che è lo Stato che possiede il maggior numero di titoli denominati in dollari, ha continuato peraltro a vendere più che acquistare asset statunitensi, al punto che si è avuto un saldo netto negativo per 10,2 miliardi di dollari.
Sempre a gennaio si è registrato invece un forte aumento del saldo positivo imputabile a flussi di capitale con origine nei Caraibi, +23 miliardi di dollari, collegato presumibilmente a operazioni realizzate dagli hedge funds, cioè i fondi speculativi.

Recentemente a più riprese sono emerse preoccupazioni circa la tenuta degli acquisti di asset denominati in dollari da parte di soggetti esteri, primi fra tutti alcuni Stati sovrani, come quelli asiatici, i quali potrebbero essere interessati a ristrutturare il portafoglio alleggerendo le posizioni sulla valuta statunitense. Un test importante sarà comunque quello di domani con il dato sul disavanzo delle partite correnti nel quarto trimestre 2004. Stando alle previsioni, si dovrebbe registrare un nuovo record a quota 182,8 miliardi di dollari.
http://finanza.repubblica.it/scripts...&codnews=25125
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Vecchio 15-03-05, 18:34   #45 (permalink)
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No comment...se si applicasse la rigidità applicata alle multinazionali americane recentemente...non so tra Fed eTreasury quanti si salverebbero
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Vecchio 15-03-05, 18:37   #46 (permalink)
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Parlavo di dati seri
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Vecchio 17-03-05, 09:50   #47 (permalink)
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Originalmente inviato da FabioGalletti
Parlavo di dati seri
lo so , lo so : i dati sono serissimi : e' la situazione che e' ridicola
Ebbene, il dato ha prodotto vendite di dollari continue per tute la giornata tanto che i guadagni del giorno precedente sono stati totalmente neutralizzati dal ribasso a cui abbiamo assistito.
Il deficit del quarto trimestre è infatti salito a 187.9 miliardi di dollari contro un dato precedente rivisto a 165.9 nel terzo trimestre e superiore al consensus che era per un incremento a 183 miliardi.
Il peggioramento del conto corrente è dipeso soprattutto dai flussi di pagamenti all'estero per importazioni superiori alle esportazioni di beni e servizi per un ammontare totale di 171.1 miliardi di dollari, ma anche la parte cosiddetta degli “invisibile trades” dati dagli interessi , i dividendi, e le rimesse degli emigrati, ha visto un saldo negativo rispettivamente di 2.1 miliardi e 18.9 miliardi.
Rispetto il Pil il deficit ha raggiunto il 6.2% nel quarto trimestre e il 5.7% per l'intero 2004.
Un dato quindi che pone delle rinnovate preoccupazioni per il dollaro , nonostante vi siano delle componenti e dei fattori che possono nel medio periodo aiutare la divisa americana a stabilizzarsi ed in futuro anche a risalire, dati dal probabile rialzo dei tassi negli Stati Uniti, insieme alle rinnovate preoccupazioni dei partners principali per un dollaro troppo debole rispetto alle valute di queste aree.
Ci riferiamo ovviamente ad Europa e Giappone che non sembrano così ben disposte a lasciare ancora il dollaro scendere senza freni.
Certo è però che se le autorità monetarie del sud est asiatico stanno realmente cominciando a vendere dollari per il timore di un declino di lungo periodo del biglietto verde, allora vi sono poche speranze di tenere il biglietto verde anche ai livelli attuali e quelle che sono ancora considerate chimere, ovvero un Euro a 1.4000 ed un UsdYen a 95 potrebbero seriamente divenire realtà.
Il secondo dato pubblicato, la produzione industriale ha evidenziato un incremento nel mese di febbraio dello 0.3% rispetto ad un dato precedente rivisto a +0.1%. L'utilizzo della capacità produttiva è salita ai massimi degli ultimi due anni al 79.4%.
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Vecchio 17-03-05, 09:55   #48 (permalink)
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Finchè sono hedge funds il dato è relativo appunto...diverso è vedere come si comportano i Paesi asiatici
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Vecchio 31-03-05, 01:42   #49 (permalink)
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Scritto da overthecounter
Ogni tanto la stampa asservita all'industria di Wall Street (CNBC in primis, ma anche il WSJ non scherza) viene fuori con la favola del deficit buono, indebitarsi fino al collo è bello, se non hai soldi per andare in vacanza "estrai equity" dalla casa ecc. ecc. La morale della favola è molto semplice: Wall Street, come tutte le altre industrie, guadagna se vende i propri prodotti (azioni, bond, fondi, prestiti, ecc.), e per farlo orchestra delle campagne di marketing e disinformazione che inducono la gente a comprarli. Tutto qui. E poi lasciamo stare i premi Nobel: non erano forse due blasonati di Stoccolma che dirigevano l'LTCM quando per poco no faceva craccare il sistema finanziario mondiale ?

Se la favola del deficit buono fosse vera, allora il trattato di Maastricht dovrebbe essere capovolto (multa a chi non fa almento il 3% di deficit). Inoltre l'Italia, ai tempi di Craxi e Andreotti, avrebbe dovuto essere la prima potenza economica mondiale. Forse che crede alle favole non paga le tasse, oppure non sa che le tasse che adesso paghiamo servono in parte a ripianare gli scellerati deficit e debiti che la banda sopraccitata ci ha lascitato. Oppure pensa che pagare le tasse è bello ?

Ma veniamo a capire come stanno realmente le cose:

Il meccansimo del twin deficit è molto semplice: i soldi (spesso presi a prestito) partono dai consumatori USA e finiscono in Cina/Giappone per acquistare i loro prodotti. Gli imprenditori asiatici che ricevono tutto quel fiume di dollari lo portano alla banca centrale per convertirlo nella valuta locale. La banca centrale incrementa le proprie riserve in dollari, e ne fa l'uso più conveniente per sostenere la propria economia: le rispedisce negli USA comprando TBond lunghi, in modo da avere una qualche remunerazione, tenere bassa la propria valuta rispetto al dollaro e soprattutto tenere bassi i tassi USA (in modo da favorirne la propensione all'indebitamento). E poi il giro ricomincia.

Le conseguenze di questo meccanismo perverso sono le seguenti:

1) Deficit commerciale e deficit di bilancio sono strettamente collegati (infatti sono praticamente uguali): gli USA sono *costretti* ad emettere titoli di stato in modo da assorbire il flusso di dollari che gli asiatici sono *costretti* a riciclare degli USA (la parte più risibile della favola del deficit "buono" è che gli USA "attirano" soldi per investimenti, niente di più falso, vedi 2) ).

2) La conseguente manipolazione al ribasso dei tassi provoca un'insensata propensione all'indebitamento (il tasso di risparmio sono praticamente nulli negli USA), e quel che è peggio è che tali debiti sono improduttivi in quanto finanziano i consumi e non gli investimenti.

3) Gli asiatici vedono un forte boom della loro economia, dove l'aumento delle riserve della CB consente alle banche commerciali di espandere a dismisura il credito concesso alle imprese, dimenticando però che quando l'offerta diventa troppa, i margini si assottigliano e le imprese non sempre possono ripagare i prestiti contratti. Pertanto il sistema bancario si trova in portafoglio un numero sempre maggiore di crediti inesigibili (in Cina si stima siano vicini al 50% del totale) e lo Stato, per evitarne il crac, si trova a dover mettere mano sul portafoglio (nessuno si è mai chiesto perchè il Giappone ha Deficit/PIL al 7%, debito pubblico al 140% del PIL e rating dei titoli di stato da paese del terzo mondo ?). In passato (america latina, tigri asiatiche) in questi casi sono intervenuto gli avvoltoi del FMI, probabilmente l'organizzazione più malvagia esistente al mondo, che in cambio dei loro prestiti (che servivano appunto a salvare le banche e quindi i risparmiatori) si prendono le ricchezze del paese (industrie, risorse naturali, ecc.) e le girano ai loro mandanti (sempre gli USA, ovviamente). Ma qui sto divagando troppo.

4) Il PIL USA cresce, alimentando l'illusione di una crescita economia reale. Ma, come ricordato in interventi precedenti, il PIL USA è costituito per l'80% da consumi, i quali sono in gran parte finanziati dal debito. Pertanto l'incremento del PIL rispecchia la crescita del loro indebitamento, non della loro ricchezza.

5) L'Europa si è intellgentemente chiamata fuori da questo infernale circolo vizioso, dandosi una moneta più solida del biglietto verde (ricordiamo che il 15% delle riserve della BCE è in oro) e delle regole di bilancio che impediscono agli stati membri il sovraindebitamento. I recenti apprezzamenti dell'euro (e dell'oro) ne sono prova.

6) Il giochino quindi è quindi conveniente per entrambe le parti, però col passare del tempo sono gli asiatici (in particolare i cinesi) a dirigere le danze: continueranno a sostenere il dollaro ed a calmierare i tassi USA fino a quando:
a) avranno un mercato interno capace di assorbire la loro produzione
b) oppure le pressioni al ribasso sul dollaro diverranno tali che per loro sarà più conveniente liquidare le proprie attività in dollari e lasciare fluttuare lo yuan.

Tutto questo è reso possibile dal fatto che gli USA si possono indebitare nella valuta che loro stessi controllano, che dal 1971 è sganciata dall'oro, quindi sono solvibili per definizione: in caso di necessità possono sempre pagare stampando soldi. Recentemente alcune agenzie di rating si stanno chiedendo se quelle tre A accanto al debito USA abbiano un senso.

Questo perchè il dollaro è la valuta globale utilizzata nella maggiornaza delle transazioni internzaionali, ma è adesso minacciata dall'euro, moneta molto più solida ed onesta per i motivi detti sopra. Gli USA devono a tutti i costi impedire che la moneta unica prenda il ruolo che adesso ha il dollaro (soprattutto nella quotazione del greggio), altrimenti vanno in bancarotta più presto che in furia. E per fare questo, si è visto in questi tempi, sono disposti a tutto.

Penso che tutti si siano rallegrati del fatto che in Iraq ci siano state elezioni democratiche, ma la favola che Bush sia andato là a portare la democrazia sarebbe ancora più risibile di quella del deficit buono, se di mezzo non ci fossero 100000 iracheni morti ammazzati. La verità è che Saddam, sanguinario ma astuto, aveva iniziato nel 2000 a vendere il proprio petrolio in euro (oil for food). E poi se la democrazia va bene in Iraq perchè non va bene in Venezuela, dove Bush ha finanzizto un golpe contro Chavez, democraticamente eletto ? Forse perchè Chavez non vuole dollari per il suo petrolio ma euro ? Anche se non sono mai stato di sinistra, penso che l'unica via di uscita per portare sviluppo sociale ed economico in America Latina siano personaggi come Chavez e Lula, gli unici che possono rimediare ai saccheggi ed alle ingiustizie sociale perpetrate da USA/FMI in quelle regioni.

E l'Iran, come mai è entrato nell'Asse del Male ? Forse perchè ha convertito le proprie riserve in euro e ha manifestato l'intenzione di vendere il proprio petrolio nella moneta unica ?

Come ho già ricordato in altri post del passato, gli imperi che si sono susseguiti nella storia (Romano, Spagnolo, Britannico) sembravano tutti eterni, propsperi ed avevano un esercito considerato invincible; ma risultano accomunati anche da un'altra caratterisica: sono tutti finiti per bancarotta. Sono in molti a pensare che l'Impero Americano seguirà, prima o poi, la stessa sorte.
quoto in pieno..e non sei l'unico a dirlo..questi discorsi si stanno sentendo sempre +spesso.
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