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mi trovi in sagra
Data registrazione: Aug 2003
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Apocalisse dietro l'angolo? (S.Roach)
Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/arti...?ART_ID=244987
L' APOCALISSE DIETRO L' ANGOLO di Giulietto Chiesa Gli Stati Uniti hanno non più del 10% di probabilità di evitare una «Armageddon economica». Non e' una bufala: lo ha detto in una riunione riservata Stephen Roach, capo economista della Morgan Stanley. (WSI) - Quali sono le prospettive del «sogno americano»? Jeremy Rifkin ci ha spiegato perché quello europeo ha maggiori chances di vita. Ma Stephen Roach, economista capo della Morgan Stanley, sorprendentemente, va molto oltre: gli Stati Uniti (ha detto in una riunione riservata di cui il Boston Herald ha avuto conto) hanno non più del 10% di probabilità di evitare una «Armageddon economica». Il restante 90% - ha precisato Roach di fronte a un gruppo di managers della Fidelity - si divide come segue: un 30% di probabilità per un disastro a breve termine e un 60% per un disastro leggermente più dilazionato. Poiché, come ci ammonisce John Kenneth Galbraith nel suo aureo libretto sull'«economia della truffa», le previsioni in economia sono basate sul vento, anche Roach dev'essere preso con le molle. Ma non può essere preso sottogamba, specie se certe cose le dice in privato, quando sta facendo affari. E se i dati gli danno ragione. Il ragionamento è molto semplice e anche molto noto. Il deficit commerciale Usa è ormai gigantesco. Il dollaro cadrà ancora, e di molto. Gl'investitori esteri se ne andranno se Greenspan non alza il costo del denaro (che gli servirà anche per frenare l'inflazione). Tutto logico. Ma che ne sarà dei consumatori Usa, che sono indebitati fino al collo? Se non un disastro, qualcosa di simile a una «tempesta perfetta», cioè mai vista (vedi il film). Infatti oggi il debito totale delle famiglie americane è l'85% del Pil, mentre vent'anni orsono era circa uguale alla metà dell'intera economia americana. Si tenga conto che quasi la metà dei mutui e prestiti che soffocano la famiglia americana è a tasso variabile. Se i tassi dovessero salire troppo, per molti sarà la bancarotta. Roach dice precisamente: «una spettacolare ondata di bancarotte». E una contrazione dei consumi, che per l'economia Usa è la maledizione finale. E facciamo qualche conto, con Roach. Per finanziare il suo deficit corrente con il resto del mondo gli Usa dovrebbero importare 2,6 miliardi di dollari in contanti al giorno. Il che costituisce l'80% di tutti i risparmi mondiali. E' ragionevole pensare che questo sia possibile? Non è ragionevole. La bolla del debito può esplodere dunque da un momento all'altro. Cosa c'è nel 10% restante? C'è solo l'astuzia di Greenspan. Il quale potrebbe lasciar cadere il dollaro (come infatti sta facendo ai danni dell'Europa e del Giappone) e lasciar crescere l'inflazione. Anche qui il conto è presto fatto: con una inflazione del 7% un debito si dimezza in un decennio. Vale per le famiglie e per gli Stati. Se funziona, il resto del mondo pagherà un'altra volta, il prolungarsi del sogno americano. Ma la probabilità che funzioni è solo il 10%. |
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#3 (permalink) |
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mi trovi in sagra
Data registrazione: Aug 2003
Messaggi: 29,939
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Io dico che Elliot e la sua teoria non sono cavolate e anche loro dicono che tra non molto si comincerà a scendere,scendere,scendere,scendere...
Non è giusto,secondo me,fare del catastrofismo e vendere già la pelle dell'orso...però i segnali (anche se i + discutibili,opinabili,incerti) in una direzione precisa aumentano di giorno in giorno. I numeri che sta sfornando l'economia usa negli ultimi mesi sono schizofrenici. L'indebitamento delle famiglie e il futuro andamento dei consumi (aspetto decisivo per l'economia usa,ancora di + che in europa) sono,secondo me, gli aspetti DAVVERO + preoccupanti.... |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2002
Messaggi: 170
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Mamma mia!!!!!
Niente panico prego!!! Shortare ? Dipende dagli strumenti che usi e dal fatto che poi le controparti chiudano le posizioni, ma in caso d' Armaggedon ???? Dipende dallo scenario che prevedi.... Comprate materie prime???Ma come?? O ti metti a casa non so....10000o kg di barre d'acciaio....oppure compri dei contratti strutturati...e se poi nn vengono onorati? ( se parliamo d'Armaggedon.....) Gli imperi prima o poi crollano, ma cio nn significa che crolli tutto il mondo! Non investire in USA o con strumenti realizzati ca compagnia USA... O la cosa dovrebbe riguardare tutto il mondo.....che so magari anche l'Australia o la Cina? Scusate l'ironia ma mi sembra d'obbligo in questo caso! Basta diversificare sottopesando gli investimenti in USA ed in dollari se avete di queste paure....quanto sottopesare? Dipende solo da voi e dall'idea che vi siete fatti,,,,, Onestamente pero certi eccessi credo sia meglio prenderli con le molle,,, Ciao |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2002
Messaggi: 6,391
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Io la vedo brutta per il dollaro. E questa sensazione c'è l'ho avuta da quando Bush è stato rieletto, tanto è vero che ho fatto fuori praticamente tutte le obbligazioni in dollari che avevo.
Adesso stò pensando di passare dal tasso fisso al variabile su scadenza medio brevi (2008). |
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mi trovi in sagra
Data registrazione: Aug 2003
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Io,come tutti voi (e come tutte le persone di questo pianeta!),non sono certo un guru,un preveggente o tantomeno così ingenuo da sapere con precisione cosa sia + giusto fare in un contesto che, in base agli input di vario genere che ci vengono forniti, si preannuncia non molto roseo.
Sono d'accordo su tutto ciò che ha detto ad esempio Frododit. Quindi anzitutto non farsi prendere da un panico che,adesso come adesso, è ingiustificato. A mio modo di vedere risulta però ancora + ingenuo pensare cose del tipo: "Ma dai!Gli usa sono da sempre l'economia + forte del mondo e IN NESSUN CASO TALE LEADERSHIP ED AUTOREVOLEZZA verrà mai intaccata alla base!". Quindi credo sia meglio ragionare,in generale, con freddezza (finchè si può..). Restando in ambito generale alcuni utili consigli in tale scenario potrebbero essere: - non aumentare l'esposizione in strumenti quotati in dollari.La debolezza del dollaro è , secondo molte campane autorevoli, strutturale e quindi di lungo periodo.Tutto potrebbe essere smentito!L'andamento delle valute è davvero difficile da pronosticare.....un trend ben definito c'è comunque. - dare molta importanza alla possibilità di uscire dagli investimenti in essere in tempi ristretti e a costi contenuti.Quindi prodotti con alte barriere d'uscita potrebbero essere meno preferibili. - monitorare il + possibile l'andamento dei propri investimenti. - non dare per Verità Tautologica tutto ciò che viene detto da personaggi illustri ed influenti della finanza mondiale ma sforzarsi di accrescere le proprie conoscenze ed informazioni nel funzionamento dell'economia occidentale capitalistica nonchè dei singoli strumenti che si adottano per cercare di far fruttare i propri capitali. Certo sono considerazioni estremamente generali ma credo possano essere considerate osservazioni utili da tenere SEMPRE a mente. Riguardo lo specifico: personalmente ritengo che negli usa vi siano sempre + decisi segnali che spingono verso un aumento dei prezzi.Se tale aumento sia ripido,veloce e se avverrà veramente NON NE SONO DI CERTO SICURO!!!In tale scenario le materie prime tendono ovviamente a salire di prezzo. Non è vero però che non esistono altri strumenti se non i VOLATILI E RISCHIOSI future per investire in tale settore: vi sono molti fondi/sicav che investono nelle risorse naturali. Vi è anche un certificato della Goldman Sachs che ha come sottostante un indice che investe in varie percentuali su alcune materie prime (il petrolio gioca ovviamente la parte del leone).Tale strumento è + volatile di un fondo ma è a disposizione di tutti e su Fineco è possibile comprarlo/venderlo senza comissioni. |
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Member
Data registrazione: Dec 2004
Messaggi: 857
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Citazione:
articoli catastrofisti come questo ne abbiamo letti a dozzine negli ultimi anni e siamo ancora tutti vivi ed in buona salute. Bisogna anche saper valutare chi scrive, anzi chi come in questo caso per meglio dire raffazzona articoli come questo. Personalmente il cursus honorem dell'autore non mi rassicura affatto dal punto di vista della obiettivita' e mancanza di pregiudizi, antiamericanismo militante in primis. Tra l'altro l'articolo citato sul Boston Herald risale al 23 novembre scorso e compare a pagina 35... in genere le catastrofi o i loro avvisi li mettono in prima pagina
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