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Vecchio 23-11-04, 07:36   #81 (permalink)
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Il risparmio? Torna a crescere Addio bond, vincono Bot e case

Il rapporto con il Pil all’8%, sopra la media degli ultimi dieci anni


Un declino lungo dieci anni sul fronte risparmio sembra essersi fermato. Anche se le brutte esperienze delle ultime stagioni, tra crac societari e capitali bruciati in Borsa dopo il crollo del 2001 e non ancora riossigenati, sembrano far emergere l’ombra del vecchio Bot-people dietro le famiglie italiane. Secondo il bollettino della Banca d’Italia il flusso di risparmio finanziario (inteso come saldo tra variazioni di attività e passività) è cresciuto nel primo semestre dell’anno a 53,9 miliardi contro i 13,6 dello stesso periodo del 2003. Ma la novità che emerge dai numeri - e che sembra rappresentare un segnale importante - non è questa. Ma è il rapporto con il Pil, pari all’8% e superiore sopra la media degli ultimi dieci anni.
Però non c’è più quella voglia di puntare alla maxi-cedola con sprezzo del pericolo finanziario. Guardando solo all’interno del Paese, il bollettino rileva che le famiglie hanno ceduto quote di fondi comuni per 7,3 miliardi, mentre nel primo semestre del 2003 gli acquisti avevano superato i 16 miliardi. Per le obbligazioni corporate si può parlare di una fuga visto che gli italiani hanno effettuato un disinvestito netto di 2,1 miliardi che rappresenta il 3,9% di tutti i bond nelle tasche dei risparmiatori. E le azioni? Se non fanno paura, la prudenza regna sovrana con acquisti «contenuti».
Insomma, a dare piena fiducia c’è solo il titolo di Stato. Al limite, le obbligazioni emesse dalle banche: il saldo, sommando le due voci, è stato di 29,4 miliardi contro cessioni per 9,9 miliardi. E poi c’è la casa: acquistata per viverci, per darla ai figli oppure come puro investimento. Comunque acquistata. Con il risultato di un rialzo dei prezzi che tra il ’99 e il 2003 è stato tra il 5 e il 7%. Una dinamica dei prezzi comunque «coerente». La bolla immobiliare, dunque, non ci sarebbe
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Vecchio 23-11-04, 07:49   #82 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da adolar
Il risparmio? Torna a crescere Addio bond, vincono Bot e case

Il rapporto con il Pil all’8%, sopra la media degli ultimi dieci anni


Un declino lungo dieci anni sul fronte risparmio sembra essersi fermato. Anche se le brutte esperienze delle ultime stagioni, tra crac societari e capitali bruciati in Borsa dopo il crollo del 2001 e non ancora riossigenati, sembrano far emergere l’ombra del vecchio Bot-people dietro le famiglie italiane. Secondo il bollettino della Banca d’Italia il flusso di risparmio finanziario (inteso come saldo tra variazioni di attività e passività) è cresciuto nel primo semestre dell’anno a 53,9 miliardi contro i 13,6 dello stesso periodo del 2003. Ma la novità che emerge dai numeri - e che sembra rappresentare un segnale importante - non è questa. Ma è il rapporto con il Pil, pari all’8% e superiore sopra la media degli ultimi dieci anni.
Però non c’è più quella voglia di puntare alla maxi-cedola con sprezzo del pericolo finanziario. Guardando solo all’interno del Paese, il bollettino rileva che le famiglie hanno ceduto quote di fondi comuni per 7,3 miliardi, mentre nel primo semestre del 2003 gli acquisti avevano superato i 16 miliardi. Per le obbligazioni corporate si può parlare di una fuga visto che gli italiani hanno effettuato un disinvestito netto di 2,1 miliardi che rappresenta il 3,9% di tutti i bond nelle tasche dei risparmiatori. E le azioni? Se non fanno paura, la prudenza regna sovrana con acquisti «contenuti».
Insomma, a dare piena fiducia c’è solo il titolo di Stato. Al limite, le obbligazioni emesse dalle banche: il saldo, sommando le due voci, è stato di 29,4 miliardi contro cessioni per 9,9 miliardi. E poi c’è la casa: acquistata per viverci, per darla ai figli oppure come puro investimento. Comunque acquistata. Con il risultato di un rialzo dei prezzi che tra il ’99 e il 2003 è stato tra il 5 e il 7%. Una dinamica dei prezzi comunque «coerente». La bolla immobiliare, dunque, non ci sarebbe


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Vecchio 23-11-04, 10:09   #83 (permalink)
Attenzione !!!
 
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... rialzo dei prezzi che tra il ’99 e il 2003 è stato tra il 5 e il 7%... annuo...

Bankitalia:crescita quotazioni immobili prosegue in 1* sem.
22/11/04 19.19.22
C01 ECO FIN ITNS


ROMA (MF-DJ)--La crescita delle quotazioni immobiliari "e' proseguita
nella prima meta' del 2004".

Secondo quanto emerge dal Bollettino economico di Bankitalia, "tra il
1999 e il 2003 le quotazioni immobiliari sono aumentate, al netto della
variazione dei prezzi al consumo, a tassi medi annui compresi tra il 5% e
il 7% negli Usa, in Francia e in Italia, e tra il 12% e il 13% nel Regno
Unito e in Spagna".

"Nei 5 Paesi considerati, l'indice costituito dal rapporto tra prezzi e
canoni, dopo essere diminuito nella prima meta' degli anni novanta, ha
ripreso a salire con un'accelerazione negli ultimi anni fino a superare
ovunque, con l'eccezione dell'Italia, il massimo toccato all'inizio dello
scorso decennio". Secondo Bankitalia, "la rapida e forte ascesa delle
quotazioni immobiliari degli ultimi anni apparirebbe coerente con
l'evoluzione del contesto macroeconomico, in particolare con la
significativa riduzione dei tassi di interesse e il loro permanere a
livelli storicamente bassi; solo nel Regno Unito emergono segnali di un
possibile disallineamento".
red/pev
(fine)


MF-DJ NEWS
2219:19 nov 2004
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Vecchio 23-11-04, 11:06   #84 (permalink)
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non è solo un fenomeno italiano, l'economia scricchiola in tutta europa.
micael non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-04, 13:13   #85 (permalink)
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Tenaglia euro-petrolio pesa su export Italia - Urso
ROMA (Reuters) - Il forte apprezzamento dell'euro e il caro-petrolio sono alla base dei dati negativi dell'export di ottobre e la preoccupante tenaglia euro-petrolio pregiudica la crescita delle esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue e pesa sul mercato Ue. Lo ha detto il vice ministro delle attività produttive Adolfo Urso che ha la delega per il Commercio estero.


"Le prospettive di fine anno e del 2005 dovranno scontare anche un rallentamento nella crescita dell'economia mondiale come previsto da tutti gli organismi internazionali", sottolinea inoltre Urso nella nota.


Il vice ministro ha manifestato "forte preoccupazione per la tenaglia euro-petrolio, che sta pregiudicando la crescita delle nostre esportazioni verso i Paesi extra Ue e che incide negativamente anche nel mercato interno europeo", ha detto Urso.


Oggi Istat ha diffuso i dati sul commercio rilevando che in ottobre nei confronti dei Paesi non Ue c'è stato un calo su base annua del 7,5% dell'export in gran parte spiegabile con l'effetto del rafforzamento dell'euro.
topogigio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-04, 13:17   #86 (permalink)
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tanto tutti i dati sono manipolati.........
Quando dicono pil a +1,2 o produzione industriale in crescita a +0.1 è una gigantesca balla.
Se togliamo l'incremento di fatturato delle raffinerie nel 2004 +33% e del settore energia +12% avremo dati estremamente negativi,da piena recessione.
questo però nessuno lo specifica...........
topogigio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-04, 10:40   #87 (permalink)
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posto alcune frasi prese da altri post



.................l’espressione di una crisi del paradigma economico e politico dominante negli anni Novanta e anche come la dimostrazione che non è ancora finita l’opera di pulizia dei mercati finanziari iniziata nel marzo del 2000. All’appello manca ancora lo scoppio della bolla del dollaro, che era parte integrante e fondamentale di quell’euforia.
topogigio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-04, 13:31   #88 (permalink)
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Commercio: Istat; Confcommercio, Segnali Allarmanti
(ANSA) - ROMA, 24 nov - "Segnali allarmanti non solo sullo stato di salute del settore distributivo, ma anche sulla difficoltà della domanda delle famiglie relativamente al consumo di beni": questo il commento del Centro Studi Confcommercio ai dati di settembre sulle vendite al dettaglio.
"Una situazione prosegue la nota che deriva da tre ordini di motivi: per il terzo mese consecutivo le vendite in valore hanno segnalato, in termini congiunturali, un calo; la riduzione dei fatturati interessa in misura sempre più consistente non solo le imprese di piccole dimensioni, ma anche le grandi superfici e quasi tutte le tipologie merceologiche; il fenomeno è diffuso sul territorio e coinvolge in misura rilevante anche aree a reddito più elevato".
Queste tendenze, prosegue Confcommercio, "appaiono ancora più negative se si guarda ai dati depurati dalla componente relativa ai prezzi che segnalano rispetto a settembre del 2003 una riduzione delle quantità vendute del 2,9%, con punte del 3,3% per gli alimentari". Questi dati, anche se riferiti alle sole vendite di beni effettuate presso le strutture commerciali in sede fissa conclude il Centro Studi - "confermano come la domanda per consumi da parte delle famiglie attraversi un momento di forte difficoltà, che non riesce ad essere attenuato neanche dalle politiche di contenimento dei prezzi che il settore della distribuzione sta attuando - e come divengano pertanto sempre più urgenti misure che ridiano capacità di spesa alle famiglie rivitalizzando la domanda e conseguentemente le dinamiche produttive interne al Paese". (ANSA).
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Vecchio 26-11-04, 13:40   #89 (permalink)
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dibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond reputedibi35 has a reputation beyond repute
tassi e debiti

Citazione:
Originalmente inviato da Charlie
Come da me anticipato più volte in questi mesi, sempre più gente non riesce a far fronte ai debiti. Il rialzo dei tassi, ormai certo per il 2005 aggraverà la situazione e farà saltare parecchia gente che hanno acceso mutui gravosissimi a tasso variabile.
Il ridimensionamento del mercato immobiliare nel 2005 sarà in molti casi brutale.
Ma chissò, forse con i tagli fiscali del governo si riuscirà a pagare.........1/10 di rata mensile!

Charlie
buongiorno, difficile come sempre fare previsioni,che il mercato immobilare possa subire un ridimensionamento è assai facile sostenerlo,dopo parecchi anni di crescita e l'avvento dell'euro.....anche se non credo sara' brutale ma graduale,x quanto riguarda il rialzo dei tassi lo sento dire da 1 anno,vediamo che succede ma non sono affatto certo che ci sarà.
saluti cordiali, dibi35
dibi35 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-11-04, 19:59   #90 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da avvocatomimmo
Che vergogna.

Quotidiani (non a caso schierati dalla stessa parte) che confezionano articoli finalizzati a falsificare la realtà.


I ricorsi per decreto ingiuntivo si accumulano perchè giudici e cancellerie sono sempre più lenti nello smaltirli.

I giudici di pace sono di costituzione troppo recente per rendere significative certe statistiche.
Certe modifiche legislative (es. art. 186 c.p.c.) hanno aumentato la possibilità di ingiungere (in corso di procedimento).

Ma quello che è più importante è che andrebbe considerata la percentuale di insolvenze rispetto al totale delle transizioni economiche.

Dare numeri a casaccio solo per gettar fango sul sistema o meglio ancora sul governo risponde a finalità solo politiche. Di bassa cucina.
Niente altro.



ciao.
Ma che schierati e schieramenti come al solito se un giornalalista non la pensa come il governo deve essere tacciato di essere un sinistroso disfattista.
Ma finitela per favore di suonare sempre la solita solfa, basta guardarsi attorno per capire che la situazione è tragica, o per caso vivi dalle parti di arcore ?

Ultima modifica di piecece : 26-11-04 alle ore 20:16
piecece non  è collegato   Rispondi citando
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