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Vecchio 14-01-12, 16:16   #1 (permalink)
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ci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond reputeci siamo? has a reputation beyond repute
Che speranze abbiamo senza ridurre la spesa e farlo in fretta?

Da assoluto profano provo anche io a dare il mio contributo cercando per quanto possibile di attenermi a considerazioni elementari prendendo in considerazione le tre macroaree che mi sembrano più nodali: punto primo è chiaro che il paese in toto, lasciando stare le colpe degli italiani che pure ci sono e sono tante, non è più in grado di occupare il posto che aveva fra le grandi economie mondiali. Tempo al tempo e gli emergenti esigeranno fette sempre maggiori di risorse in cambio del loro dinamismo e non vedo come si possa invertire il fenomeno a breve e lungo termine. Sulla credibilità del nostro paese poi meglio non pronunciarsi per un pò. Inutile dire che il graduale (si spera) crollo del pil renderà insostenibile la già mostruosa spesa pubblica che dovrà giocoforza essere ridotta vista l' impossibilità conclamata di finanziarla con nuovo debito. Dove tagliare quindi? E' palese che lo specchietto per le allodole della riduzione dello stipendio dei parlamentari&affini non salverebbe neppure San Marino; sarebbe necessario incidere nella carne viva di quelle centinaia di migliaia di "cittadini" che vivono direttamente o indirettamente di politica anzi di quel simulacro che è diventata, possibile?Penso di no nel paese dove i tassisti sono una lobby tutto è talmente incancrenito che si scatenerebbero reazioni a catena difficilmente gestibili da chiunque, almeno in tempi utili per le finalità suesposte, triste ma è così. Pensioni: direi che, a naso una bella botta è gia stata data e, secondo me, a parte quelle superiori a certe cifre astronomiche, non si potrebbe tagliare molto di più nel breve periodo poiche in un paese balordo come questo fungono altresì da ammortizzatore sociale per quella marea di giovani disoccupati che ricevono sostentamento dai parenti pensionati, specialmente al sud.
Le dismissioni del patrimonio pubblico, tempi bibblici a parte, tamponano la situazione senza eliminare le cause. A mio avviso il settore in cui operare per avere davvero una speranza di farcela è quello del pubblico impiego; non mi avventuro in dati e statistiche e dico che, pur trattandosi di una minoranza penso ci siano poche obiezioni sul fatto che parte dei dipendenti pubblici serve a una cosa sola: percepire lo stipendio. Licenziarne un numero consistente contribuirebbe a far calare la voracità dello stato consentendo di abbassare le imposte da subito. Non ho idea dei criteri con cui operare tali tagli ma voglio citare una frase che mi colpì molto, un lavoratore con scarso rendimento protestava col datore di lavoro che lo aveva convocato per licenziarlo dicendo che aveva famiglia, al che quello rispose senza scomporsi: come il disoccupato che ti sostituirà. Lo spirito dovrebbe essere questo, non possiamo, anche volendolo per assurdo, mantenere questa pletora di iper garantiti e (qui si cito le statistiche) meglio pagati rispetto ai privati, a scapito del futuro di tutti. Che succederà se lo spread arriva a 600, 700? Ci venderemo il colosseo perchè al 26000° forestale in esubero non puo essere rubato il futuro che sognava? Non lo avrebbe comunque con un default e noi tutti con lui. Ho idea che la festa sia finita e nella speranza che qualcosa la paghi anche chi davvero ha provocato questo disastro non si puo non chiedere a chi finora ha goduto di grossi e ingiustificati privilegi di fare un passo indietro. Fra le altre cose questo consentirebbe di fare a meno di molti immigrati, e le loro rimesse verso l' estero, visto che gli eventuali esuberi potrebbero sostituirli in molti lavori considerati umili; non è disdicevole chi lavora ma chi prende uno stipendio senza farlo. Non voglio generalizzare e naturalmente ribadisco che non ho idea di come fare (la mobilità selvaggia sarebbe un buon inizio forse) tranne forse iniziare da quei dirigenti pubblici che tollerano per quieto vivere o peggio i nullafacenti.
ci siamo? non  è collegato   Rispondi citando
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