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Vecchio 09-01-12, 20:57   #1 (permalink)
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parametro che regola la quantità di moneta circolante

Buonasera, sto facendo una ricerca, qualcuno cortesemente sa indicarmi quale parametro o metodo la BCE utilizza per decidere se e quanto far stampare nuova moneta?
Inoltre , vengono distrutte le vecchie banconote? se si dove e con che regola.

Grazie a chiunque sapra darmi informazioni.
gabbiano64 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-01-12, 17:52   #2 (permalink)
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Buonasera, sto facendo una ricerca, qualcuno cortesemente sa indicarmi quale parametro o metodo la BCE utilizza per decidere se e quanto far stampare nuova moneta?
Inoltre , vengono distrutte le vecchie banconote? se si dove e con che regola.

Grazie a chiunque sapra darmi informazioni.
ho scoperto che il controllo avviene solo atraverso il tasso di sconto.
in piu si tende a creare sempre piu moneta elettronica e meno fisica.
Faccio a questo punto un altra domanda , la moneta elettronica è tracciabile solo per totali o esiste un file con l'equivalente di un numero di serie?
voglio sapere se la BCE è in grado di sapere in ogni momento dove sta ogni "banconota elettronica".
grazie
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Vecchio 13-01-12, 20:17   #3 (permalink)
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Devi pensare alla moneta come concetto virtuale, non come mezzo fisico (le banconote e le monete).

Le banconote e le monete sono stampate sulla base di un calcolo della necessità di disporre di un mezzo fisico di pagamento. Per esempio, in Italia circolano banconote per un controvalore di ca. 180 miliardi di euro. Quando le banconte si usurano vengono ritirate dal mercato e ristampate. Ma il controvalore rimane più o meno quello (naturalmente, correlato alla "moneta" presente sul mercato).

Tralasciando, quindi, le banconote, occorre fare riferimento alla moneta in senso generale. Per sapere quanta moneta c'è sul mercato e quanta immetterne o sottrarne, la BCE guarda gli aggregati monetari, M1, M2 ed M3 (che comprendono anche i depositi bancari e tutti le altre rappresentazioni della moneta).

La BCE, quindi, fa un ragionamento: tenuto conto della necessità di non inflazionare il valore della moneta oltre un certo limite prefissato (che per la BCE è ca. il 2%), considerato un certo aumento della ricchezza (che si valuta di volta in volta,), posso introdurre o sottrarre liquidità a seconda della necessità di fare, rispettivamente, una politica monetaria espansiva o recessiva.

Per operare concretamente e, quindi, per fare una politica o l'altra, utilizza gli strumenti di politica monetaria.

Quindi, quando vuole fare una politica espansiva, per esempio, può abbassare il tasso di sconto e fare le relative operazioni di mercato aperto.

Al contrario, quando vuole una politica restrittiva.

Se si vuole introdurre nuova moneta basta, per esempio, acquistare da una banca ordinaria titoli di Stato e dare, in contropartita, moneta.

Questo è solo il canale, in quanto sarà poi la banca a creare, sostanzialmente, la moneta. La banca, infatti, a sua volta, presterà quella moneta, che finirà in un altro deposito, che sarà nuovamente prestata ecc. ecc.

Questo è il cd. moltiplicatore monetario, cioè la capacità della moneta di moltiplicarsi per effetto della sua stessa esistenza e della sua circolazione.

Pertanto, la BCE sa che quando introdurrà moneta questa si moltiplicherà. In media, la moneta si moltiplica per ca. 5 volte. Ma è un numero chiaramente indicativo.

La BCE poi fa costantemente il bilancio dell'eurosistema, comprendente il bilancio di tutti gli intermediari finanziari. In detto bilancio, le banconete e i depositi stanno al passivo, mentre all'attivo tutti gli impieghi dell'attivo.

Da detto bilancio si ricava il deficit o il surplus di liquidità dell'eurosistema. Nei fatti, il sistema è sempre in deficit, perché la BCE chiede alle banche ordinarie di avere sempre una riserva presso la BCE. Chiaramente, anche far aumentare o diminuire detta riserva, incidendo sulla possibilità per le banche di dare credito, costituisce uno strumento di politica monetaria.

Il discorso sarebbe ancora più lungo, ma, dovendo uscire, mi fermo qui.
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Vecchio 18-01-12, 16:03   #4 (permalink)
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Il discorso sarebbe ancora più lungo, ma, dovendo uscire, mi fermo qui.
Potresti riprendere e ampliare il tuo discorso?

Ho letto che in Europa le monete metalliche vengono coniate nelle zecche statali, ma le banconote vengono fisicamente stampate dalla BCE: è corretto?
Quando le stampa, le stampa "dal nulla", cioè in quel momento crea nuova moneta?
Ogni volta che "crea moneta" provoca inflazione?
In che modo e con che criterio immette sul mercato le nuove banconote? Forse le da alle banche nel momento in cui compra da loro titoli di stato?

Il tuo discorso del moltiplicatore monetario è abbastanza chiaro. Ma non so se è lo stesso che va anche sotto il nome di "finanziarizzazione"?
Nel rimpiazzamento delle banconote usurate con le nuove perchè dici che il valore rimane "più o meno" inalterato?
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Vecchio 18-01-12, 18:31   #5 (permalink)
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Potresti riprendere e ampliare il tuo discorso?

Ho letto che in Europa le monete metalliche vengono coniate nelle zecche statali, ma le banconote vengono fisicamente stampate dalla BCE: è corretto?
Quando le stampa, le stampa "dal nulla", cioè in quel momento crea nuova moneta?
Ogni volta che "crea moneta" provoca inflazione?
In che modo e con che criterio immette sul mercato le nuove banconote? Forse le da alle banche nel momento in cui compra da loro titoli di stato?

Il tuo discorso del moltiplicatore monetario è abbastanza chiaro. Ma non so se è lo stesso che va anche sotto il nome di "finanziarizzazione"?
Nel rimpiazzamento delle banconote usurate con le nuove perchè dici che il valore rimane "più o meno" inalterato?
ì, le banconte dalla BCE e le monete dalla Zecca dello Stato per conto del Ministero dell'economia.

"Stampa dal nulla" non significa che stampa avendo, come contropartita, "nulla", altrimenti sarebbe troppo facile e genererebbe un'inflazione assurda.

Il processo più semplice ed immediato e dare moneta ad una banca ordinaria in cambio di un'attività finanziaria, di genere un titolo di Stato. Il titolo di Stato, però, è già debito. Non si genera debito supplementare per emettere moneta. Il titolo di Stato dato in contropartita, infatti, è già stato emesso dallo Stato ed è già nel circuito secondario. Per la BCE, la moneta è una passività e come tale è iscritta in bilancio, nel passivo. All'attivo va il titolo di Stato dato dalla banca ordinaria alla BCE.

Sul concetto di inflazione (e su come incida la quantità di moneta sull'inflazione) si sono scritti una miriade di libri. Comunque, l'offerta di moneta non può prescindere da un equilibrio generale tra domanda e offerta di beni e servizi e domanda e offerta di moneta. In sostanza, la quantià di moneta non può essere svincolata alla creazione di "ricchezza" fisica. Se venisse svincolata la moneta non potrebbe che generare una spinta inflazionistica ben superiore a quella accettabile. Non è detto che l'aumento - ingiustificato - di offerta monetaria si sostanzi immediatamente in un aumento dell'inflazione, ma successivamente sicuramente sì. Questo sia per il valore intrinseco della moneta sia per il surretizio aumento della domanda di beni e servizi.

Finanziarizzazione...un tempo produzione e consumo erano vicini vicini. Al mercato del paese si vendevano i prodotti coltivati nei campi intorno al villaggio. Ora è più rilevante e complesso spostare i prodotti da una parte all'altra del mondo. E finanziare gli investimenti, le idee e le capacità di altri. Io non so produrre auto ma posso, se lo ritengo, entrare in società (acquistando azioni) con uno che le auto le sa fare. E' cambiata la società. Così come è cambiata la finanza. Oggi il credito ha una componente rilevantissima. E questo comporta periodiche crisi di credito. Come stiamo vedendo...

Perchè le banconote sono solo la faccia fisica e limitata della moneta. Se ne stampano e ce ne sono in una quantità ritenuta necessaria per gli scambi quotidiani. Ma il valore della banconote è sola una minima parte (in Italia 180 miliardi di euro a fronte di ca. 2000 miliardi di liquidità). Bisogna guardare l'aggregato monetario più ampio non la quantità di banconote in circolazione.
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Vecchio 18-01-12, 19:10   #6 (permalink)
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"Stampa dal nulla" non significa che stampa avendo, come contropartita, "nulla", altrimenti sarebbe troppo facile e genererebbe un'inflazione assurda.
Mi ero dimenticato di dire che per me ci volevano delle risposte più semplici... ma grazie comunque.

Riprendo la questione della "stampa dal nulla" e ti espongo il mio dubbio con un esempio:
Se la BCE stampa un milione di euro e li da ad Unicredito in cambio di un equivalente controvalore in BTP scadenti nel 2013, in quel momento non succede nulla di "strano".
Ma nel 2013 la BCE si vede restituire 1 milione di euro + interessi: troppo comodo direi, visto che il solo costo sostenuto era stato quello della stampa di banconote!
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Vecchio 18-01-12, 20:08   #7 (permalink)
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Mi ero dimenticato di dire che per me ci volevano delle risposte più semplici... ma grazie comunque.

Riprendo la questione della "stampa dal nulla" e ti espongo il mio dubbio con un esempio:
Se la BCE stampa un milione di euro e li da ad Unicredito in cambio di un equivalente controvalore in BTP scadenti nel 2013, in quel momento non succede nulla di "strano".
Ma nel 2013 la BCE si vede restituire 1 milione di euro + interessi: troppo comodo direi, visto che il solo costo sostenuto era stato quello della stampa di banconote!
Dimentichi, però, che quella moneta in circolazione rimane come debito nel bilancio (passivo dello stato patrimoniale) della BCE. Bisogna fare uno sforzo di astrazione e pensare che quel corrispettivo di moneta è per te, cittadino, un credito, e per la BCE un debito in essere.

All'inizio abbiamo nell'attivo il titolo di Stato e al passivo la moneta emessa. Alla fine abbiamo il denaro, derivante dal rimborso del titolo, all'attivo e la moneta/banconote ancora in circolazione, al passivo.

Nel conto economico, tra i redditi, vanno gli interessi relativi alla disponabilità dei titoli. E' quello è il reddito da signoraggio. Non quello fatto intendere da alcuni. Bisogna, però, pensare due cose: il reddito sostanzialmente viene per lo più riversato agli Stati; tale reddito è condizionato dalle politiche monetarie; di volta in volta la quantità di moneta data in contropartita varia a seconda del tasso di sconto e dalla scadenza dei titoli comprati.

Altra cosa, poi, sono i "prestiti" alle banche. In tal caso, i titoli di Stato hanno solo la funzione di garanzia (come collaterale) e rimangono nella disponibilità delle banche.

Altra cosa ancora è il Q.E.
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Vecchio 18-01-12, 22:13   #8 (permalink)
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Nel conto economico, tra i redditi, vanno gli interessi relativi alla disponabilità dei titoli. E' quello è il reddito da signoraggio. Non quello fatto intendere da alcuni. Bisogna, però, pensare due cose: il reddito sostanzialmente viene per lo più riversato agli Stati;
Perdonami ma se la BC non monetizza direttamente i TDS come fanno gli interessi ad essere riversati agli stati ? Parli soltanto delle operazioni sul secondario ?
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Vecchio 18-01-12, 23:55   #9 (permalink)
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Dimentichi, però, che quella moneta in circolazione rimane come debito nel bilancio (passivo dello stato patrimoniale) della BCE. Bisogna fare uno sforzo di astrazione e pensare che quel corrispettivo di moneta è per te, cittadino, un credito, e per la BCE un debito in essere.
Confesso che faccio fatica a seguirti, ma provo ad insistere:

Ricapitoliamo: Unicredito, che aveva in precedenza comprato BTP per 1 milione di euro, pagandoli con (lasciami dire) "vecchie" banconote, li rivende alla BCE ricavandone banconote nuove.
La BCE si trova all'attivo il BTP e al passivo le banconote fresche di stampa.
Le banconote appena stampate costituiscono un "debito" che la BCE ha contratto (non mi è chiaro con chi).
Ma comunque alla scadenza nel 2013 rientra in BCE il rimborso dei BTP che suppongo andrà sull'attivo annullando immagino il debito contratto.
Però, a parte la questione interessi (che è già più comprensibile), sta di fatto che la BCE ora si ritrova con 1 milione di euro che prima del famoso contratto con Unicredito non aveva.
Insomma è come dire che nel 2013 la BCE si ritroverà in mano i famosi euro che aveva stampato circa 2 anni prima... spendendo pochi euro e creandoli quindi sostanzialmente dal nulla...

Per inciso, a cosa serviranno? A chi li darà e a che titolo?

Ultima modifica di win98 : 18-01-12 alle ore 23:59
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Vecchio 19-01-12, 11:24   #10 (permalink)
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Confesso che faccio fatica a seguirti, ma provo ad insistere:

Ricapitoliamo: Unicredito, che aveva in precedenza comprato BTP per 1 milione di euro, pagandoli con (lasciami dire) "vecchie" banconote, li rivende alla BCE ricavandone banconote nuove.
La BCE si trova all'attivo il BTP e al passivo le banconote fresche di stampa.
Le banconote appena stampate costituiscono un "debito" che la BCE ha contratto (non mi è chiaro con chi).
Ma comunque alla scadenza nel 2013 rientra in BCE il rimborso dei BTP che suppongo andrà sull'attivo annullando immagino il debito contratto.
Però, a parte la questione interessi (che è già più comprensibile), sta di fatto che la BCE ora si ritrova con 1 milione di euro che prima del famoso contratto con Unicredito non aveva.
Insomma è come dire che nel 2013 la BCE si ritroverà in mano i famosi euro che aveva stampato circa 2 anni prima... spendendo pochi euro e creandoli quindi sostanzialmente dal nulla...

Per inciso, a cosa serviranno? A chi li darà e a che titolo?
Però, devi sgombrare un po' la mente dal complottismo. Il debito rappresentato dalla moneta (dalle banconote oppure come ti sembra più chiaro) è un debito che la BCE ha nei confronti di chi ha la moneta in mano, anche tu.

Tu in tasca hai carta, il cui valore intrinseco è pochi centesimi di euro. Ebbene, tu su questa carta fai affidamento; pensi, sulla fiducia, che ci sia una ricchezza dietro.

Ci vuole qualcuno che questa "ricchezza" la accantoni perché, altrimenti, se tu per ipotesi andassi con la tua banconata a chiedere il controvalore non troveresti niente e ti ritroveresti solo con un po' di carta in mano.

Quindi, la BCE ha il debito nei tuoi confronti (o di Unicredit, nel tuo esempio) e tu hai il credito.

A fronte del tuo credito (credito che poi si trasferisce con lo spostamento della banconota), ci deve essere un'attività detenuta da chi si è assunto e risponde del debito.

Quindi, tu vai alla BCE con la banconata da 100 euro e troverai un'attività per 100 euro. Tale attività consiste, per lo più, in titoli di Stato, ritenuti, sino a poco tempo fa, l'attività meno rischiosa (free risk) da detenere

Ora cosa succede...che a fronte di un complesso di debiti per l'eurosistema (moneta, depositi dei correntisti, ecc.) ci sono crediti e attività (titoli, prestiti alle banche ordinarie). Tali attività vengono movimentate dalla BCE.

E' un flusso di operazioni, rappresentate da vari tipi di operazioni.

La BCE compra titoli dalle banche ordinarie e dà moneta. Ma può anche vendere titoli alle banche e ritirare moneta. Quando compra titoli ne abbassa il rendimento e immette liquidità nel sistema. Quando vende i titoli ne alza il rendimento e sottrae liquidità al sistema.

Inoltre, la BCE presta denaro (dietro garanzie) sulla base del tasso di sconto prefissato dalla banca stessa (prefissato sulla base di considerazione di politica monetaria) con durate che, ordinariamente, non superano i tre mesi.

Sono queste movimentazioni che determinano il reddito della BCE. Reddito che, peraltro, tolte le spese, viene riversato alle banche centrali nazionali.

Se, invece, venisse stampata moneta senza alcun controvalore, la moneta perderebbe subito il suo valore in proporzione all'artificioso aumento dell'offerta di moneta e della sua quantità.

Ora...poniamo che la BCE stampi senza contropartita 100 miliardi di euro. Poniamo che per assurdo li dia alle banche italiane. Perchè sono bisognose, perché siamo bisognosi, fai tu.

Per effetto del moltiplicatore monetario, questi 100 miliardi diventano 500 miliardi (assumendo, come media storica, che il moltiplicatore sia 5, ma potrebbe anche essere molto di più).

Se in Italia ci sono 2000 miliardi di strumenti liquidi, dopo questa manovra diventano 2500.

Vuol dire che quegli strumenti si sono svalutati del 20% in un sol colpo. E solo con un click. Che questa svalutazione si sostanzi tutta immediatamente in inflazione non è ovviamente certo. Dipende da tante cose. Ma, in potenza, in nuce, io, possessore di moneta, ho un bene, la moneta stessa, che ha perso la sua capacità di acquisto per il 20%.

Tutto questo può anche essere mitigato. Ad esempio, aumentando le riserve obbligatorie delle banche. Perché, più le riserve aumentano meno si determinerà il moltiplicatore monetario.

Se io do ad una banca 100 con riserva obbligatoria del 10%, la banca potrà prestare solo 90. 90 che poi diventano 81 e così via.

Se invece do ad una banca 100 con riserva obbligatoria del 20%, la banca potrà prestare solo 80. 80 che poi diventano 64 e così via.

Che è un po' il concetto del quantitative easing. Sia per circostanze pregresse (esistenza di titoli tossici da sostituire, attività non immediatamente liquidi, ecc.) sia per precisa volontà della banca centrale (invito ad aumentare le riserve facoltative, obbligo di aumentare quelle obbligatorie ecc.), la liqudità immessa non si trasferisce del tutto sul mercato e, quindi, le spinte inflazionistiche non si determinano del tutto.

Rimane però la necessità di avere, in contropartita della liquidità, un'attività finanziaria. Non stampando senza contropartita. Nessuno stampa senza contropartita. Che poi, in certi momenti storici, la contropartita non sia di ottima qualità è un altro discorso. Quello dipende dai momenti e dalle circostanze.

La FED, visto il momento, ha accettato anche contropartite non buonissime. Può essere un problema? Sì, può essere un problema.

La BCE, sinora, ha accettato ed accetta solo contropartite di ottima qualità. Che poi, in questo momento, l'ottima qualità (i titoli dei debiti sovrani) sia diventa un po' meno ottima, è un problema. Ma, allora, diventa un problema più grosso ancora del discorso della moneta. Ma si spera che per l'europa sia un problema solo temporaneo.

Ultima modifica di roundmidnight : 19-01-12 alle ore 11:30
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