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Vecchio 05-01-12, 22:46   #1 (permalink)
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Roubini: l'Italia scivola su verso la ristrutturazione del debito

Roubini Global Economics: l'Italia scivola su un piano inclinato che porterà alla ristrutturazione del debito

Per quanti sforzi si possano fare, arrampicarsi su una superficie levigata è un esercizio molto difficile. Se poi la superficie è cosparsa di acqua e sapone evitare di scivolare verso il basso è praticamente impossibile. L'Italia in questo momento si trova su un piano inclinato e cerca faticosamente di risalirlo con misure fiscali draconiane e riforme strutturali. A rendere più difficile l'impresa il ritorno in recessione, la lentezza dei partner dell'Unione europea nel prendere decisioni atte a rassicurare i mercati obbligazionari, il freno che all'economia arriva dal "credit crunch". Le banche non si prestano denaro tra loro e non ne prestano ad altri.

Il voluminoso Global economic outlook di Roubini Global Economics dedica al caso italiano due pagine. Abbondantemente sufficienti a definire il destino del Paese. Il documento, elaborato da Mark Willis, non spiega se e come l'Italia riuscirà a ripagare tutti i suoi debiti ma piuttosto quando e in che modo si arriverà alla ristrutturazione dei debiti. La data prevista per l'atterraggio sul fondo del piano inclinato è la parte finale del 2013.

Poco meno di due anni che il Belpaese trascorrerà in apnea. "Pensiamo che l'Italia sia entrata in recessione nella seconda metà dello scorso anno. Nonostante l'avvento del governo tecnocratico lo scenario economico del Paese si è decisamente deteriorato" spiega il report. E se il 2011 riuscirà a concludersi con una crescita poco più che stagnante (Pil +0,5 per cento) le stime per i due anni successivi sono state riviste al ribasso rispettivamente a -1,9% e -3%. Effetto di molteplici fattori tra i quali "l'escalation della crisi dei debiti sovrani, il contagio dovuto dall'uscita della Grecia dall'euro a fine 2012, le previsioni disarmanti per l'andamento dei consumi privati e pubblici e per il tasso di disoccupazione". Quest'ultimo è stimato in salita fino al 10% per il 2013.

In altre parole il "double dip" è già qui e accompagnerà l'Italia per un periodo prolungato, mettendo in difficoltà la precaria stabilità del governo guidato da Mario Monti. "Le differenze tra i diversi attori del fronte politico italiano ?sottolinea Willis ? rimangono nette. Rimane forte il dubbio se l'attuale amministrazione, nonostante sia la migliore opzione possibile, sarà in grado di riformare l'economia italiana e sopravvivere fino alle prossime elezioni previste nella prima metà del 2013". La vita del governo potrebbe essere molto più corta e finire addirittura prima di giugno: "Il contesto politico rimane difficile e l'agenda di riforme del governo potrebbe rimanere impantanata. Eventuali elezioni anticipate non riuscirebbero a garantire al Paese una maggioranza parlamentare e un governo stabili".

A queste premesse il Global economic outlook fa seguire la sconfortante sentenza: "Con l'economia già in recessione i tentativi di stabilizzare il debito pubblico al 120 per cento del Pil richiederanno surplus primari ben superiori ai target, già ambiziosi, che il governo Monti si è posto. Pertanto ci aspettiamo che il debito italiano prosegua nella traiettoria di crescita". In un simile scenario saranno solo gli aiuti dall'esterno a tenere in piedi il Paese, ma per quanto? Secondo l'outlook il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e l'European financial stability facility (Efsf) "forniranno a breve sostegno finanziario all'Italia ma i fondi saranno probabilmente esauriti entro la metà del 2013". Si aprirà così la via alla ristrutturazione del debito "a causa di una irreversibile perdita di fiducia del mercato".
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Vecchio 05-01-12, 22:48   #2 (permalink)
Comandante Ramius
 
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SGRAT SGRAT .. ahimè è però possibile
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Vecchio 05-01-12, 23:00   #3 (permalink)
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Roubini Global Economics: l'Italia scivola su un piano inclinato che porterà alla ristrutturazione del debito

Per quanti sforzi si possano fare, arrampicarsi su una superficie levigata è un esercizio molto difficile. Se poi la superficie è cosparsa di acqua e sapone evitare di scivolare verso il basso è praticamente impossibile. L'Italia in questo momento si trova su un piano inclinato e cerca faticosamente di risalirlo con misure fiscali draconiane e riforme strutturali. A rendere più difficile l'impresa il ritorno in recessione, la lentezza dei partner dell'Unione europea nel prendere decisioni atte a rassicurare i mercati obbligazionari, il freno che all'economia arriva dal "credit crunch". Le banche non si prestano denaro tra loro e non ne prestano ad altri.

Il voluminoso Global economic outlook di Roubini Global Economics dedica al caso italiano due pagine. Abbondantemente sufficienti a definire il destino del Paese. Il documento, elaborato da Mark Willis, non spiega se e come l'Italia riuscirà a ripagare tutti i suoi debiti ma piuttosto quando e in che modo si arriverà alla ristrutturazione dei debiti. La data prevista per l'atterraggio sul fondo del piano inclinato è la parte finale del 2013.

Poco meno di due anni che il Belpaese trascorrerà in apnea. "Pensiamo che l'Italia sia entrata in recessione nella seconda metà dello scorso anno. Nonostante l'avvento del governo tecnocratico lo scenario economico del Paese si è decisamente deteriorato" spiega il report. E se il 2011 riuscirà a concludersi con una crescita poco più che stagnante (Pil +0,5 per cento) le stime per i due anni successivi sono state riviste al ribasso rispettivamente a -1,9% e -3%. Effetto di molteplici fattori tra i quali "l'escalation della crisi dei debiti sovrani, il contagio dovuto dall'uscita della Grecia dall'euro a fine 2012, le previsioni disarmanti per l'andamento dei consumi privati e pubblici e per il tasso di disoccupazione". Quest'ultimo è stimato in salita fino al 10% per il 2013.

In altre parole il "double dip" è già qui e accompagnerà l'Italia per un periodo prolungato, mettendo in difficoltà la precaria stabilità del governo guidato da Mario Monti. "Le differenze tra i diversi attori del fronte politico italiano ?sottolinea Willis ? rimangono nette. Rimane forte il dubbio se l'attuale amministrazione, nonostante sia la migliore opzione possibile, sarà in grado di riformare l'economia italiana e sopravvivere fino alle prossime elezioni previste nella prima metà del 2013". La vita del governo potrebbe essere molto più corta e finire addirittura prima di giugno: "Il contesto politico rimane difficile e l'agenda di riforme del governo potrebbe rimanere impantanata. Eventuali elezioni anticipate non riuscirebbero a garantire al Paese una maggioranza parlamentare e un governo stabili".

A queste premesse il Global economic outlook fa seguire la sconfortante sentenza: "Con l'economia già in recessione i tentativi di stabilizzare il debito pubblico al 120 per cento del Pil richiederanno surplus primari ben superiori ai target, già ambiziosi, che il governo Monti si è posto. Pertanto ci aspettiamo che il debito italiano prosegua nella traiettoria di crescita". In un simile scenario saranno solo gli aiuti dall'esterno a tenere in piedi il Paese, ma per quanto? Secondo l'outlook il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e l'European financial stability facility (Efsf) "forniranno a breve sostegno finanziario all'Italia ma i fondi saranno probabilmente esauriti entro la metà del 2013". Si aprirà così la via alla ristrutturazione del debito "a causa di una irreversibile perdita di fiducia del mercato".
Il link ?
Di quand'è questa profezia ?
Bisognava avvisare forse la BCE di non dare liquidità alle banche italiane fino a dicembre 2014......... senza considerare tutti i tds it che ha già acquistato sul secondario...... A questo punto alla prossima asta LTRO di febbraio le banche italiane devono comprare a manetta per riscadenziare sul primario fino al 2014 così almeno si fa sballare la profezia di Roubini

“Nostradamus ci sta dicendo che abbiamo ancora una scelta poco prima della fine dei Tempi: e la scelta è diventare il nostro destino, diventare ciò che siamo veramente, se non riusciamo a farlo perderemo
tutto ciò che abbiamo “
“La vera ragione per cui ha scritto le Profezie era fare arrivare un messaggio fino a noi, attraverso il Tempo, per avvertirci che abbiamo ancora una alternativa: il nostro potrà essere un futuro di conoscenza condivisa da ognuno oppure di distruzione,
la fine di tutto. “
Ci attende una rinascita o la devastazione, l’Illuminazione o l’estinzione , l’innalzamento dello spirito oppure una letale vanità? Alla fine saremo noi a scrivere l’ultimo capitolo
del libro perduto...
Jay Weidner (studioso di Nostradamus)
autore di "Secrets of Alchemy"
“Il futuro è sempre il risultato del presente e noi facciamo parte del presente quindi possiamo cambiare il futuro se vogliamo, avremo il futuro che meritiamo, Nostradamus l’ha sempre detto”
Peter Lemesurier (studioso di Nostradamus)

2012 Nostradamus e la fine del mondo

Notare che gli studiosi di Nostradamus sono meno pessimisti di Roubini........
Almeno lì una possibilità di salvezza c'è
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Vecchio 05-01-12, 23:42   #4 (permalink)
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Anche i maghi sbagliano




Nel 2009 il guru Rhoudini diceva che "il peggio è passato, vedo la luce in fondo al tunnel".....



Roubini: "Il peggio è passato. Luce in fondo al tunnel". E le borse tornano a volare - Affaritaliani.it
Lou Cypher non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-01-12, 23:48   #5 (permalink)
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L'Italia può ripagare al massimo 900 o forse 1.000 Mld di € di Titoli, ma gli attuali 1.620 Sono del tutto impagabili, quindi in qualche modo si dovrà ristrutturare il debito, sta dicendo un'ovvietà....
mac2003 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-01-12, 00:00   #6 (permalink)
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L'Italia può ripagare al massimo 900 o forse 1.000 Mld di € di Titoli, ma gli attuali 1.620 Sono del tutto impagabili, quindi in qualche modo si dovrà ristrutturare il debito, sta dicendo un'ovvietà....
Roubini e' un personaggio assai sopravvalutato, la sua previsione sulla crisi per la quale ha guadagnato notorieta' e su cui ha fatturato non poco, ha una genesi che non e' mai stata raccontata.

Si e' in un mondo insano e irrazionale per cui diventa possibile un esito di default o ristrutturazione di un debito pubblico, come se il debito fosse in oro.
In mano a dementi e rappresentati di interessi finanziari tutto e' ormai possibile, esclusa la razionalita'.
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Vecchio 06-01-12, 00:04   #7 (permalink)
ScusaMaVadoDiFretta
 
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Vecchio 06-01-12, 00:05   #8 (permalink)
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L'Italia può ripagare al massimo 900 o forse 1.000 Mld di € di Titoli, ma gli attuali 1.620 Sono del tutto impagabili, quindi in qualche modo si dovrà ristrutturare il debito, sta dicendo un'ovvietà....
vediamo i dettagli di questa analisi dai stupiscici
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Vecchio 06-01-12, 01:03   #9 (permalink)
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Nel 2009 il guru Rhoudini diceva che "il peggio è passato, vedo la luce in fondo al tunnel".....



Roubini: "Il peggio è passato. Luce in fondo al tunnel". E le borse tornano a volare - Affaritaliani.it
Come si poteva nel 2009 immaginare una manovra così scellerata e recessiva come quella del governo Monti?

L'unica cosa positiva del nuovo governo è il bliz a Cortina, che spero non sia uno spot isolato
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Vecchio 06-01-12, 02:10   #10 (permalink)
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A queste premesse il Global economic outlook fa seguire la sconfortante sentenza: "Con l'economia già in recessione i tentativi di stabilizzare il debito pubblico al 120 per cento del Pil richiederanno surplus primari ben superiori ai target, già ambiziosi, che il governo Monti si è posto. Pertanto ci aspettiamo che il debito italiano prosegua nella traiettoria di crescita". In un simile scenario saranno solo gli aiuti dall'esterno a tenere in piedi il Paese, ma per quanto? Secondo l'outlook il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e l'European financial stability facility (Efsf) "forniranno a breve sostegno finanziario all'Italia ma i fondi saranno probabilmente esauriti entro la metà del 2013". Si aprirà così la via alla ristrutturazione del debito "a causa di una irreversibile perdita di fiducia del mercato".
Se ho capito bene: recessione e aumento dello spread impediranno all'italia di mantenere il debito al 120%.
Questo è uno scenario plausibile che do al 50% (dovuto alle mie stime) sebbene non sia scritto da nessuna parte che la recessione sia inevitabile, né tantomeno che gli spread non si plachino.
In particolare sul fronte spread l'intenzione di Monti è convincere l'europa a nuove regole che rassicurino i mercati in modo serio.

Dove io sono in forte disaccordo con questo tale è che non è scritto da nessuna parte che il debito pubblico italiano debba rimanere al 120%, nel senso che se dovesse passare al 125% per via della congiuntura negativa, non vedo la fine del mondo.

E' vero che i mercati potrebbero reagire male se il debito va al 125%, ma non è che sale a 125% domani, lo farà tra un anno, e in un anno l'Europa avrà trovato un modo per rassicurare i mercati.
Ricordo che il Giappone ha il 200% di debito, quindi non è il dato 125% che in sé metterebbe in ginocchio l'italia, ma il contesto europeo.

Per questo io sostengo se se entro 1 anno l'europa non avrà trovato una via seria per tranquillizzare i mercati, l'Italia dovrà uscire unilateralmente dall'euro per giusta causa (ovvero l'incapacità degli stati europei di fare fonte unito) facendosi portare il debito pubblico subito il lire, e facendolo svalutare con le lire.
Non me ne frega niente se gli altri stati vorranno che ci teniamo il debito pubblico in euro, perché quando siamo entrati nel'euro il debito ce lo hanno messo subito in euro, Così quando usciamo devono tornare a mettercelo subito in lire, senza aspettare che prima essa si svaluti.

Voi che ne pensate?
insuperatomico non  è collegato   Rispondi citando
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