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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2011
Messaggi: 786
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Studi di settori ed adverse selection
Scrivo questo thread in seguito ad un'affermazione di Ellegus tale per cui gli studi settore, di fatto, eliminano l'evasione fiscale da parte dei lavoratori autonomi (se dichiari meno di quello che è indicato dagli studi, ti devi adeguare). Ellegus afferma inoltre che l'unico problema può essere l'eventuale basso livello degli studi di settore e che, quindi, per risolvere il problema basterebbe aumentarli senza troppe preoccupazioni.
Bene, questo mi ha fatto pensare: ma gli studi di settore non creano un fenomeno di adverse selection tra evasori e non evasori? Non sono quindi uno strumento che incentiva a sua volta le imprese che evadono? Poniamo di avere 2 gioiellieri con le medesime caratteristiche ma che il primo, semplicemente grazie a migliori doti commerciali, riesca a conseguire vendite totali che gli permetterebbero di superare agevolmente il limite imposto dagli studi di settore. Ovviamente esso si adeguerà ed evaderà parte delle imposte. Il secondo gioielliere, meno dotato, al contrario non conseguirà delle vendite sufficienti per rientrare negli studi di settore, ai quali dovrà adeguarsi (potrebbe non adeguarsi, ma in qualsiasi controllo da parte della gdf trovano cmq qualcosa, è impossibile essere compliant con la normativa al 100%). Il secondo gioiellere, a lungo andare, molto probabilmente dovrà chiudere la propria attività e dedicarsi ad altro per via di una pressione fiscale ben oltre quella media, derivante appunto dalla necessità di adeguarsi agli studi di settore. In questo modo la normativa fa si che sul mercato rimangano solo i lavoratori autonomi disonesti, selezionando in modo avverso i soggetti economici sul mercato. Che ne pensate? |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 2,946
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Che non hai chiaro il funzionamento degli studi di settore, un gioielliere che ha un fatturato notevolmente maggiore ad un altro è molto, molto improbabile che ricada nella medesima "fascia" riuscendo a giustificare in maniera coerente i suoi costi...
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 5,444
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Mi sembra correttissimo. Però, se gli studi sono fatti bene, penso che più grande sia l'impresa, meno incida la parte di fatturato che si può nascondere. |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2011
Messaggi: 786
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Questo lo dici tu. Gli studi di settori ed il reddito presunto dagli stessi si basa su dati oggettivi ed incontestabili (dove si colloca il negozio, numero di dipendenti, superficie, tipologia di attività etc). Ho chiaramente ipotizzato che tutti questi fattori siano gli stessi e che l'unica differenza siano le doti commerciali dei due lavoratori autonomi (ipotesi alquanto realistica: nella mia città ci sono varie gioiellerie in centro il zone di "prestigio" eppure lo sforzo di promozione e le capacità di vendita dei proprietari sono ENORMEMENTE diverse).
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2011
Messaggi: 786
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Ovvio: meglio sono fatti gli studi di settore, meglio sono in grado di rappresentare la realtà reddituale delle attivitò oggetto d'indagine. Il problema è che ci sn moltissimi fattori che non possono essere inserite negli algoritmi (le doti di vendita/relazioni; la moda del momento; la reputazione di un soggetto rispetto ad un altro...). E questi fattori hanno impatti rilevanti e, quindi, sono alla base dell'adverse selection di cui sopra.
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 2,946
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Mi spieghi come fai a giustificare grossi acquisti in entrata rispetto al tuo collega, supponendo parità di vendite? Li evadi tutti? Buona fortuna...
La tua supposizione può imho essere valida per il sistema di tassazione nel suo complesso, ma l'esempio specifico non lo trovo calzante |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2011
Messaggi: 786
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 114
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Secondo me gli studi di settore, che siano fatti piu' o meno bene (perche' effettivamente farli decentemente soprattutto in periodo di crisi, quindi quando magari il cliente che fallisce ti tira giu' non di poco il fatturato e magari ti riprendi 1-2 anni dopo, tanto per fare un esempio), andrebbero piu' che bene SE questi sarebbero usati SOLO come riferimento per poi andare a fare ulteriori controlli.
Quindi: non sei congruo? Bene, veniamo da te e controlliamo etc. Insomma un indicatore di potenziale evasione dalla quale poi scatta il controllo e puo' o meno portare a qualcosa. Purtroppo cosi' non e': non sei congruo? Bene, PAGA oppure dimostra TU perche' non sei congruo. E qui anche se lo dimostri ormai hai gia' perso tanti di quei soldi, tempo e serenita' che hai comunque perso. E' qui il problema di tutto. Da quanto ne so (forse non tanto) anche in Francia ci sono gli studi di settore (a scelta se non fai contabilita' "complicata") ma se non rientri non devi dimostrare tu il perche'... Comunque per quanto si l'esempio ha le sue lacune ho visto anche tanti casi di "adeguamento al contrario" quindi sapendo all'incirca cosa doveva risultare si evadeva/eludeva di conseguenza.... Ciao! |
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